COME SI DICE “MACCHINA DEL FANGO” IN FRANCESE? - INTORNO AL PROCESSO PER “LIBERTINAGGIO” DI STRAUSS KAHN, RICICCIA LA TESI DI UN COMPLOTTO DI SARKOZY PER INFANGARE L’AVVERSARIO SOCIALISTA, ALL'EPOCA FAVORITO NEI SONDAGGI PER L’ELISEO

1. “UN COMPLOTTO POLITICO” - LA DIFESA DI STRAUSS-KAHN SULLE ORGE A PAGAMENTO

Anais Ginori per “la Repubblica”

 

È seduto in prima fila, a sinistra dei giudici, proprio davanti ai disegnatori. Dominique Strauss-Kahn si avvicina a uno dei bozzettisti. Cerca di sbirciare il suo ritratto. Un acquerello in cui si vede una figura maschile curva, con lo sguardo perso, lontano.

SARKOZY E STRAUSS KAHN SARKOZY E STRAUSS KAHN

 

Un uomo che cerca di capire quale sarà il suo futuro. In quest’aula giudiziaria si parla solo del passato, l’anno orribile 2011 in cui, nel volgere di pochi mesi, è caduto dal piedistallo, dall’olimpo dei potenti a imputato con l’accusa di sfruttamento aggravato della prostituzione.

 

C’era stato lo scandalo del Sofitel, le manette a New York con l’accusa di stupro di una cameriera, alla fine risolto con transazione tra avvocati. Dietro, però, era già in corso “l’affaire Carlton” dal nome di un albergo di Lille, crocevia di escort e magnaccia. Un gorgo di nomi e accuse su orge a pagamento durate per anni, dal 2008 al 2011, in cui Strauss-Kahn è l’imputato principe, insieme ad altre tredici persone, per un reato che prevede fino a dieci anni di carcere e 1,5 milioni di euro di sanzione.

welcome to new york il film su dominique strauss kahn con depardieu welcome to new york il film su dominique strauss kahn con depardieu

 

L’ex direttore del Fmi arriva nella città del Nord in macchina all’ora di pranzo. S’infila nel tribunale di Lille da un ingresso laterale, sfuggendo alla ressa di fotografi e telecamere, in compagnia di uno dei suoi tre avvocati, il decano dei penalisti Henri Leclerc. Vestito scuro, faccia tesa, Dsk scende nell’aula A con neon anni Settanta. È stentoreo sul banco degli imputati, ascolta, si muove poco, raramente si gira verso i suoi legali, tre dietro. Li cerca con lo sguardo con segno di assenso quando un altro avvocato parla della violazione del segreto istruttorio, di come i giornali abbiano messo in piazza le rivelazioni sulle sue “serate libertine”.

 

L’ordinanza dei pm raccoglie dettagli quasi insostenibili, tra film porno e cinema gore. La grande accusatrice, la giovane pm Stéphanie Ausbart, si spazientisce per le insinuazioni e poi si irrigidisce sul colpo di scena del primo giorno di processo.

 

DOMINIQUE STRAUSS KAHN DOMINIQUE STRAUSS KAHN

Diversi avvocati della difesa rispolverano infatti la tesi del complotto politico. L’ex capo della polizia giudiziaria di Lille, Joël Specque, ha pubblicato qualche giorno fa un libro in cui sostiene che nel 2010, prima dell’apertura dell’inchiesta, ci furono per diversi mesi “intercettazioni amministrative” sui responsabili della rete di prostituzione di Lille.

 

Una procedura eccezionale che dev’essere autorizzata dal governo. Il libro di Specque sarebbe la prova che dietro al processo c’è una manovra dall’alto. In quel momento all’Eliseo c’era Nicolas Sarkozy. L’ex poliziotto dovrà testimoniare oggi in tribunale.

 

dominique strauss kahn dominique strauss kahn

«Il mio cliente vuole essere processato affinché gli sia resa giustizia» precisa l’avvocato di Dsk, associandosi comunque alla richiesta di nullità del processo. Una domanda che ha poche probabilità di essere accolta dai giudici. «Ho sempre pensato che ci fosse qualcosa di losco in questa storia» commenta da Parigi il segretario del Ps, Jean-Christophe Cambadélis. La politica è sullo sfondo nel tentativo di capire il baratro nel quale è precipitato l’ex campione della gauche.

 

Ieri Le Parisien pubblicava un sondaggio secondo cui il 79% dei francesi è ancora convinto che il brillante economista sarebbe stato un migliore Presidente di François Hollande. «C’è il cervello, e poi c’è l’uomo» ha spiegato un sondaggista. È in questa contraddizione che si annida il mistero Dsk.

 

strauss kahn guarda un manifesto di hollande strauss kahn guarda un manifesto di hollande

Qui, nel tribunale di Lille, non è più il “Re della Festa” secondo la definizione di alcune squillo. Appare solo, in disparte. Nelle pause confabula con Frédérique Beaulieu, l’avvocata che l’ha seguito durante i due giorni di fermo, nel febbraio 2012, mentre lui ha ripetuto ai pm che non sapeva che alle “serate libertine” c’erano prostitute retribuite da amici e cortigiani. Le escort sono sedute all’opposto dell’aula. Quattro si sono costituite parte civile. La prima richiesta dei loro avvocati è un dibattimento a porte chiuse per «preservare la dignità » e «dettagli scabrosi».

 

Dominique Strauss KahnDominique Strauss Kahn

«Da bambine forse sognavano di essere principesse e non prostitute » commenta il procuratore per appoggiare la richiesta delle donne, alla fine rigettata dai giudici. Sandrine Vandenshrink, alias Jade, indossa una parrucca e occhiali per non essere riconosciuta. «Monsieur Strauss-Kahn — ha raccontato ai pm — vuole davvero farci credere che è molto naïf oppure è convinto che siamo tutti coglioni».

 

Quando è sera, Dsk parla brevemente. Nega di conoscere il magnaccia Dominique Alderweireld, detto Dodo la Saumure, e René Kojfer, il direttore del Carlton che smistavano le prostitute. Nelle prossime tre settimane di dibattimento, la Francia entrerà nell’intimità di un ex idolo politico. I giudici dovranno cogliere la sfumatura tra escort e libertine. Il presidente dei giudici, Bernard Lemaire, ha precisato: «Non facciamo considerazioni morali, seguiamo la legge». Lo sfruttamento aggravato della prostituzione, confidano gli avvocati della difesa, è un reato difficile da dimostrare. Dsk potrà forse salvarsi in punta di diritto, non più nelle apparenze.

Nafissatou Diallo, la cameriera del Sofitel che accusa Strauss-Kahn, a colloquio con una giornalista ophelia01gNafissatou Diallo, la cameriera del Sofitel che accusa Strauss-Kahn, a colloquio con una giornalista ophelia01g

 

 

2. STRAUSS KAHN ERA INTERCETTATO DAL GOVERNO

S.Mon. per il “Corriere della Sera”

 

L’inchiesta ufficiale, giudiziaria, sul giro di prostituzione dell’hotel Carlton di Lille è cominciata a marzo 2011. Ma ben prima, dal giugno 2010 al febbraio 2011, Dominique Strauss-Kahn e i suoi compagni di serate libertine sarebbe stati posti sotto controllo telefonico: un’inchiesta ufficiosa, amministrativa, forse autorizzata dagli uffici del primo ministro François Fillon e dell’allora presidente Nicolas Sarkozy.

 

Strauss Kahn IN TRIBUNALE Strauss Kahn IN TRIBUNALE

Rilanciata da un documentario trasmesso ieri sera dalla rete tv Canal Plus , torna l’idea di un complotto del governo francese, che in quei giorni si sarebbe convinto a seguire da vicino le note attività dell’avversario socialista, sempre più favorito nei sondaggi per l’Eliseo. 
 

Si è aperto ieri a Lille il processo contro Dominique Strauss-Kahn e altri 13 imputati di «concorso in sfruttamento aggravato della prostituzione», e l’avvocato Henri Leclerc si è rivolto al tribunale per dire che il suo assistito «desidera essere giudicato e assolto. Ma dopo queste informazioni, non possiamo che associarci alla richiesta di annullamento del procedimento». Il processo ciononostante continua, ma è vero che la difesa sembra partire avvantaggiata. 
 

Per il 65enne ex ministro socialista si tratta dell’ultima vicenda giudiziaria ancora aperta, dopo la catastrofe che si è abbattuta su di lui il 31 marzo 2011, quando venne arrestato a New York con l’accusa di violenza sessuale. Fu prosciolto dalle accuse nel procedimento penale, e quello civile si concluse con una transazione finanziaria (si parla di un milione e mezzo di dollari) a favore della cameriera Nafissatou Diallo. Ci furono poi altre accuse di molestie rivolte dalla giornalista e scrittrice Tristane Banon, ma quei fatti vennero coperti dalla prescrizione. 
 

SARLOZY E STRAUSS KAHNSARLOZY E STRAUSS KAHN

A Lille Dominique Strauss-Kahn viene accusato di avere organizzato, assieme agli altri imputati, un giro di prostitute per serate libertine che si sono svolte in Francia ma anche negli Stati Uniti, seguendo gli impegni dell’allora direttore dell’Fmi.

 

La linea di difesa di Dominique Strauss-Kahn è che quando ha partecipato a quegli incontri non sapeva che le ragazze erano prostitute. Da quando il suo stile di vita è venuto alla luce con lo scandalo del Sofitel, «DSK» ha rivendicato il suo essere un libertino, che è diverso dall’essere cliente di prostitute (cosa che in Francia comunque non è reato) e ancora di più dall’organizzare il loro sfruttamento (per il quale è sotto processo a Lille).

 

STRAUSS KAHN STRAUSS KAHN

Il processo si tiene, nonostante la procura avesse richiesto l’archiviazione, per la tenacia dei due giudici istruttori Stéphanie Ausbart e Mathieu Vignau. «Lo vogliono condannare sulla base del codice morale, non di quello penale», dice la difesa di «DSK». Il processo dovrebbe durare una ventina di giorni, Strauss-Kahn prenderà la parola la prossima settimana. Rischia 10 anni di carcere e una multa da un milione e mezzo di euro. 
 

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