bagheria patrizio cinque luigi di maio

COMPRERESTE UN ECOMOSTRO ABUSIVO SULLA SPIAGGIA DI UN’AREA A ELEVATA PERICOLOSITÀ IMPOSSIBILE DA CONDONARE? IL SINDACO DI BAGHERIA E UNA DEPUTATA (ENTRAMBI DEL M5S) SÌ. VOGLIONO FARCI UN HOTEL DI LUSSO, NEL SILENZIO DEI VERTICI DEL MOVIMENTO. IL GIORNO DOPO L’ACQUISTO PATRIZIO CINQUE HA CAMBIATO IL REGOLAMENTO COMUNALE PER L’ACQUISIZIONE DEGLI IMMOBILI ABUSIVI. UN TEMPO DI MAIO SI SPERTICAVA IN ELOGI, POI HA PROVATO A PRENDERE LE DISTANZE, MA…

Gian Antonio Stella per il “Corriere della Sera”

 

patrizio cinque

Comprereste per 225 mila euro il rudere di un ecomostro abusivo tirato su sulla spiaggia di un'area a «elevata pericolosità» idrogeologica e impossibile da condonare? «Eccoci!», hanno risposto il sindaco grillino di Bagheria e una deputata dello stesso M5S.

 

Vogliono farci un resort deluxe «per rilanciare il turismo». Il caso, però, rischia di fare il botto. Anche per gli imbarazzati silenzi di chi aveva parlato di «un modello Bagheria». Luigi Di Maio, già alle prese col contestato condono di Ischia, dirà che sì, un tempo si spinse in grandi elogi («Patrizio Cinque ci piace molto e gode della stima incondizionata del Movimento. Un esempio di come si possa prendere un Comune pieno di debiti e portarlo tra mille difficoltà alla normalità») ma aggiungerà d' aver già preso le distanze mesi fa dopo aver scoperto che quel sindaco aveva davvero la casa di famiglia abusiva e non condonata («ha pure querelato!») come lui pensava.

 

l'ecomostro comprato dal sindaco di bagheria ph marco valle

È vero. Il guaio è che a dispetto della scomunica formale alla vigilia del voto del 4 marzo («Non è un sindaco del Movimento»), Patrizio Cinque risulta ancora del M5S perfino sul sito ufficiale del Comune. Come grillini sono tutti (tutti) i membri della giunta. E grillini i 15 consiglieri comunali (tre sono stati persi per strada) che reggono la maggioranza. Senza alcun anatema dall' alto, pur essendo Palermo e la sede del Consiglio regionale a una ventina di minuti d' auto.

 

caterina licatini

Ma partiamo dall' inizio. Cioè dal 5 maggio 2017 quando il primo cittadino della città un tempo celebre per le splendide ville barocche ora assediate da immonde porcherie cementizie, nomina alla municipalizzata comunale, la «Amb», una fedelissima: Caterina Licatini.

 

luigi di maio patrizio cinque

Così fedele che non solo si batterà l' anno dopo per farla eleggere per il M5S alla Camera (insieme con un' altra grillina bagherese, Vittoria Casa, oggi silente) ma la coinvolge dieci giorni dopo, cioè lunedì 15 maggio (col di lei marito, l' architetto Liborio Toia), nella fondazione di una società, la «Nuova Poseidonia srl», con sede a Bagheria in via Zara 26. Un edificio a sua volta almeno parzialmente abusivo (dove risulta stare un bed&breakfast: «Zara») e coinvolto in un' altra richiesta di condono.

 

Due giorni dopo, mercoledì 17 maggio, la neonata società del sindaco e della deputata, con l' aggiunta di un paio di soci, è già pronta a partecipare a un' asta andata deserta tre volte (la prima con base di partenza a due milioni di euro) per l' acquisto di quello che un tempo era il ristorante «New Orleans». Una sala da matrimoni e ricevimenti costruita a cavallo tra gli anni Sessanta e Settanta direttamente sugli scogli e la spiaggia del Sarello.

l'ecomostro comprato dal sindaco di bagheria 1

 

Una mostruosità in cemento armato «ingentilita» da un salone vista mare con le colonnine e gli affreschi (horror) e via via ingrandita con l' aggiunta di un terzo e poi un quarto piano abusivi. Prezzo d' acquisto del rudere, paragonabile solo a schifezze come l' hotel Alimuri di Vico Equense e come quello destinato con le regole di oggi a esser abbattuto con la dinamite, 225 mila euro. Soldi che poteva sborsare solo chi fosse stato convinto di poter davvero sistemare le cose buttando giù qualche metro cubo e irridendo alle normative vigenti, alle denunce ambientaliste, agli interventi della magistratura.

 

caterina licatini 2

Ma c' è di più. Il 18 maggio 2017 e cioè il giorno dopo aver comprato coi soci l' ex «matrimonificio» (il giorno dopo!), il giovane e disinvolto sindaco propone alla giunta di Bagheria da lui guidata un nuovo regolamento per l' acquisizione degli immobili abusivi. Regolamento che «interpreta», diciamo così, l' uso delle ruspe contro le costruzioni illegali già condannate da sentenze passate in giudicato. E riconosce agli abusivi il diritto di abitazione (che di fatto sospende le ruspe) finché il Comune non avrà i soldi (mai, con l' aria che tira) per pagare i caterpillar. E le abitazioni costruite entro i 150 metri dal mare? Dentro anche quelle.

 

patrizio cinque 2

Ma come: Cinque non aveva già sbattuto il naso nel febbraio 2016, oltre un anno prima, contro una polemica rovente a proposito della casa di famiglia denunciata da Le Iene come abusiva? Non aveva già assaggiato la collera online degli stessi grillini indignati per la superficialità offensiva con cui aveva dichiarato che la casa era «sanata» fino a dover ammettere dopo un servizio di Piazzapulita («Ero convinto che l' iter fosse concluso, ma in realtà non è così») di avere raccontato a tutti una «inesattezza»? E tutto questo dopo tanti annunci di immediate demolizioni?

 

patrizio cinque luigi di maio giancarlo cancelleri

Fatto sta che quattro mesi dopo, il 19 settembre 2017, la Regione dice che no, non va bene: il regolamento in alcune parti è «in netto contrasto con le leggi vigenti». Finché il nuovo segretario generale del Comune, Maria Daniela Amato, nella convinzione di potere un giorno o l' altro essere censurata, annulla tutto «in autotutela».

 

patrizio cinque 1

È il 12 ottobre scorso, un mese fa. Nel frattempo, c' è chi ha notato il gironzolare di qualche tecnico con il metro in mano intorno al rudere. Come mai questo movimento? Girano voci... Finché Angelo Bonelli, leader dei Verdi italiani, chiede ai suoi di fare una visura camerale, raccoglie materiale e denuncia tutto in Procura: l' ecomostro appartiene a quel sindaco e quella deputata di cui dicevamo.

 

l'ecomostro comprato dal sindaco di bagheria

Sui quotidiani locali e sull' edizione palermitana di Repubblica grazie ai servizi di Antonio Fraschilla, scoppia un putiferio. Che però fatica, nonostante le denunce di vari esponenti democratici come Orazio Amenta, a detonare come meriterebbe sulle prime pagine. Finché, in coincidenza con la tragedia di Casteldaccia e i funerali dei nove poveretti sepolti dal fango nella villa abusiva, salta fuori una novità sconcertante.

caterina licatini 1

 

La spiaggia di Sarello su cui incombe ciò che resta del vecchio New Orleans, che dista non più di cinque chilometri proprio da Casteldaccia, è catalogata nella Carta della Pericolosità del Piano di bacino (siamo sempre nei dintorni del Milicia) come a «elevata pericolosità idrogeologica». E meno male che ci vogliono rilanciare il turismo il sindaco di Bagheria e la deputata grillina. Piazzata, pura coincidenza, alla Commissione ambiente...

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni tommaso longobardi giovanbattista fazzolari gian marco chiocci filini

DAGOREPORT - COME MAI GIORGIA MELONI HA FATTO “ROTOLARE LA TESTA” DEL SUO STRATEGA SOCIAL, TOMMASO LONGOBARDI? A POCHI MESI DALLE ELEZIONI, CON I SONDAGGI CHE DANNO IL CAMPO LARGO IN VANTAGGIO E VANNACCI CHE SCIPPA CONSENSI A DESTRA, LA DUCETTA SI È ACCORTA CHE LA PROPAGANDA DI PALAZZO CHIGI NON FUNZIONA PIÙ – LONGOBARDI ERA GIÀ FINITO NEL MIRINO DEL “CERCHIO TRAGICO” DELLA SORA GIORGIA DOPO LA DISFATTA AL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA, DOVE ERANO STATI DECISIVI I VOTI DEGLI ELETTORI PIÙ GIOVANI PER IL “NO” – ORA LA DUCETTA VUOLE UNA SVOLTA NELLA COMUNICAZIONE DEL GOVERNO E RICICCIA L’IDEA DI ASSOLDARE COME PORTAVOCE IL DIRETTORE DEL TG1, GIAN MARCO CHIOCCI. PICCOLO PARTICOLARE: CHIOCCI, FIN TROPPO AUTONOMO ED ESPERTO, SAREBBE UN “ACQUISTO” INDIGESTO PER FAZZOLARI E FILINI, IL DUO CHE GESTISCE LA MACCHINA COMUNICATIVA DI FDI – SI VOCIFERA CHE PALAZZO CHIGI PENSI A GINO ZAVALANI, VOLTO DI ESPERIA, PER RILANCIARE I SOCIAL – LA PRECISAZIONE DI ZAVALANI

giorgia meloni antonio tajani maurizio lupi alessandro onorato giuseppe conte matteo renzi roberto vannacci ignazio la russa

DAGOREPORT! - GIORGIA MELONI HA PAURA DI TORNARE ALLE URNE E VUOLE UNA NUOVA LEGGE ELETTORALE CHE AZZOPPI GLI AVVERSARI, A PARTIRE DALL’EMENDAMENTO “AMMAZZA-CESPUGLI” SULLA RACCOLTA DELLE FIRME - IL BLITZ E' UTILE A TAJANI, CESA E LUPI PER FERMARE ONORATO CHE POTREBBE ROSICCHIARE VOTI A FORZA ITALIA, UDC E NOI MODERATI - L'APPOGGIO DI CONTE ALL'ASSESSORE DI ROMA SEMBRA UN "BACIO DELLA MORTE": "PROGETTO CIVICO" STA DIVENTANDO "PROGETTO PEPPINIELLO"? - GLI OCCHI DEGLI ADDETTI AI LAVORI SULLE ELEZIONI SUPPLETIVE DI REGGIO CALABRIA PER IL SEGGIO ALLA CAMERA: VUOI VEDERE CHE IL CANDIDATO DI VANNACCI TOGLIERA' VOTI AL CENTRODESTRA E FARA' VINCERE IL PD?

vecchione renzi ranucci sgrena mancini draghi conte gabrielli carlo parolisi

TRA LE PIEGHE DELL’AFFAIRE LAVITOLA-RANUCCI, RICICCIA UNO DEI TANTI MISTERI ALL’ITALIANA: IL FAMOSO SERVIZIO DI ‘’REPORT’’ DEL MAGGIO 2021 SULL’INCONTRO IN AUTOGRILL TRA MATTEO RENZI E MARCO MANCINI, UNO DELLE FIGURE PIÙ CONTROVERSE DELL’INTELLIGENCE ITALIANA - ALL’ORIGINE DEL RENDEZ-VOUS AUTOSTRADALE, FORSE C’ENTRA DI PIÙ IL FATTO CHE STAVA CADENDO IL SECONDO GOVERNO CONTE, A CAUSA DEL RITIRO DALL'ESECUTIVO DI ITALIA VIVA. QUALCUNO DEVE AVER SCOMMESSO SULLE DOTI AFFABULATORIE DI NEGOZIATORE DI MANCINI PER CONVINCERE RENZI A TROVARE UNA QUADRA PER MANTENERE IN PIEDI CONTE – UNA VOLTA CHE LA MISSIONE E' ANDATA A VUOTO, PERCHE' RANUCCI MANDO' IN ONDA IL SERVIZIO RENZI-MANCINI BEN CINQUE MESI DOPO LA SEPOLTURA DEL GOVERNO CONTE II? A CHI GIOVAVA? - BEN SAPENDO DI QUANTO MANCINI SIA DETESTATO DAI SUOI COLLEGHI, RENZI DEFINI' LO SCOOP UN "REGOLAMENTO DI CONTI INTERNO AI SERVIZI SEGRETI" – GLI ''ADDETTI AI LIVORI'' AGGIUNGONO ALTRE DUE IPOTESI: CHI PARTENDO DAL BURRASCOSO RAPPORTO TRA RENZI E RANUCCI, CHI CONSIDERANDO LA VOGLIA DI CONTE DI REGOLARE I CONTI CON COLUI CHE SI VANTA DI AVERLO SLOGGIATO DA PALAZZO CHIGI E DI AVER CONVINTO DRAGHI A PRENDERE IL SUO POSTO… 

meloni salvini tajani

DAGOREPORT – CON UN PARTITO IN DISCESA LIBERA E SEMPRE PIU' SPAPPOLATO DAI "LEGHISTI DEL NORD", NESSUNO, NEMMENO IL SUO "IDEOLOGO" E FUTURO SUOCERO DENIS VERDINI, RIESCE A FAR RAGIONARE MATTEO SALVINI - L’ULTIMA DELLE TANTE USCITE FUORI DI SINAPSI DEL "BOLLITO LOMBARDO'' SAREBBE AVVENUTA NEI GIORNI SCORSI, L'IPOTESI DI FDI DI VOTO CON BALLOTTAGGIO, L'AVREBBE TALMENTE "ALTERATO" DA CHIAMARE GIORGIA MELONI, SBRAITANDO: “TOLGO LA FIDUCIA AL GOVERNO!” - E DOMENICA 20 SETTEMBRE, A PONTIDA, POTREBBE SUCCEDERE DI TUTTO, SE SALVINI NON TROVA UN ACCORDO CON LA FRONDA CAPEGGIATA DA FONTANA E ROMEO – ALLA LEGA DEL CAOS, LA ''PREMIER DURACELL'' DEVE AGGIUNGERE LO STATO DI GUERRIGLIA IN FORZA ITALIA, DOVE IL “MAGGIORDOMO DI CASA MELONI", ANTONIO TAJANI , GIACE NEL TRITACARNE DEGLI OCCHIUTO, ZANGRILLO, MULÈ, ETC. – MA SE LA DUCETTA RICOMPATTA GLI ALLEATI E SFANGA LA LEGGE ELETTORALE, POTREBBE ARRIVARE LA DISCESA: L’ITALIA HA OTTIME PROBABILITÀ DI USCIRE DALLO STATO DI INFRAZIONE DEL 3%. E CON UNO SPOSTAMENTO DI BILANCIO NELLA FINANZIARIA, GIORGIA SI TRAVESTIRÀ DA BEFANA E CI INONDERÀ DI BALOCCHI E PROFUMI...

mattarella renzi conte schlein bonelli fratoianni

DAGOREPORT - DAJE E RIDAJE, I GALLETTI DEL CAMPOLARGO HANNO FINALMENTE DECISO DI SMETTERE DI BECCARSI MASOCHISTICAMENTE TRA LORO E DI FARE SQUADRA CONTRO L'ARMATA BRANCA-MELONI - IL NODO POLITICO PIÙ DIFFICILE DA SCIOGLIERE, LA PRESENZA DELL'INFIDO RENZI NELLA ALLEANZA, SI E' DISSOLTO IN UN INCONTRO A QUATTR'OCCHI SCHLEIN-CONTE: LA DUCETTA DEL NAZARENO, CHE HA UN PATTO CON MATTEONZO CHE SI CHIAMA CASA RIFORMISTA, HA TIRATO FUORI GLI ATTRIBUTI E A CONTE NON E' RIMASTO CHE SIBILARE: ELLY LO VUOLE ED IO NON POSSO FARCI NIENTE... (SEMPRE CHE RENZI RIESCA A MANTENERE LA PROMESSA DI FARE UN PASSO INDIETRO) – LA PIPPA DELLE PRIMARIE SI FARA', MA COME L'INDICAZIONE DEL CANDIDATO PREMIER SUL PROGRAMMA ELETTORALE, NON SERVIRA' A UN CAZZO: A DECIDERE IL PREMIER SARÀ, COME SEMPRE, SERGIO MATTARELLA – PER RISOLVERE L'ETERNO SCAZZO SULLA POLITICA ESTERA, E SULL'UCRAINA IN PARTICOLARE, A ELLY E CONTE BASTA UNA SUPERCAZZOLA LINGUISTICA, CHE SI PUÒ RIASSUMERE CON LO SLOGAN: "NO AL RIARMO NAZIONALE, SÌ ALLA DIFESA EUROPEA"...

leonardo del vecchio giorno

FLASH! - COSA FRULLA NELLA TESTA DI LEONARDINO? - DEL VECCHIO JR HA CAPITO CHE, ALL'OMBRA DELLA MADUNINA, IL MERCATO EDITORIALE È SATURO: POSSEDERE DUE TESTATE MILANESI, COME "IL GIORNALE" (DI CUI HA IL 30%) E "IL GIORNO" NON SERVE GRANCHÈ - PER DIVERSIFICARE, LEONARDINO HA INTENZIONE DI TRASFORMARE "IL GIORNO" IN UN QUOTIDIANO FINANZIARIO, MOLTO PIÙ UTILE PER I SUOI AFFARI, IN GRADO DI FARE CONCORRENZA A "SOLE 24 ORE" E "MILANO FINANZA" - DEL VECCHIO, CHE HA RIANIMATO IL MERCATO DEI GIORNALISTI, UN SETTORE CHE SEMBRAVA ORMAI MORTO E SEPOLTO, DOVREBBE CONFERMARE AGNESE PINI ALLA DIREZIONE DI "QUOTIDIANO NAZIONALE" (LA TESTATA CHE RIUNISCE "LA NAZIONE", "IL RESTO DEL CARLINO" E "IL GIORNO")