IL COMUNE DI FIRENZE VUOLE COMPRARE LA STAZIONE LEOPOLDA DA FERROVIE (BASE D’ASTA 7,2 MILIONI) MA IL SINDACO NARDELLA HA GIÀ DOVUTO DISMETTERE PARTE DEL PATRIMONIO IMMOBILIARE PER PAGARE I DEBITI - CON QUALI SOLDI COMPRERÀ LA “MECCA DEL RENZISMO”?

Fausto Carioti per “Libero Quotidiano”

 

renzi nardellarenzi nardella

Un asset strategico», nientemeno. Come il trasporto pubblico e gli asili nido. Come del resto erano «strategici» i panettoni Motta e i naselli impanati Surgela ai bei tempi dell'Iri. Passano i decenni, ma non cambia l'aggettivo passepartout da sfoderare nelle migliori occasioni, che per chi governa è quel momento meraviglioso in cui ci si prepara a comprare qualcosa con i soldi del contribuente.

 

L'ultimo esercizio di riesumazione semantica porta dunque la di Dario Nardella, sindaco di Firenze, ma soprattutto ectoplasma di Matteo Renzi: «L'obiettivo del Comune di Firenze», ha annunciato ieri, «è acquisire nel proprio patrimonio un asset strategico per tutto ciò che riguarda la promozione congressuale, turistica e culturale della nostra città». Per questo la sua amministrazione «ha già manifestato a Ferrovie dello Stato l'obiettivo di acquisire la Leopolda». Ovvero l' icona del renzismo, l' officina politica del premier: quando si dice la coincidenza.

 

renzi  nardellarenzi nardella

A onor del vero due mesi fa, alla trasmissione di Rai Tre Agorà, Nardella aveva sostenuto l'esatto contrario: «Mi sembra complicato trovare soldi per immobili così impegnativi. La Leopolda mi piace utilizzarla, poi che sia o non sia del Comune non importa molto». Adesso invece gli importa parecchio e la base dell'asta, fissata in 7,2 milioni di euro da Ferservizi, la società immobiliare delle Fs incaricata di vendere la Leopolda, non sembra spaventarlo più.

 

stazione leopoldastazione leopolda

Pitti Immagine è con lui: «Da parte nostra c' è la disponibilità a sostenere il Comune in questa operazione». Il che non stupisce, perché Pitti Immagine fa capo al Gruppo Centro di Firenze per la Moda Italiana, che tra i suoi tanti azionisti ha proprio il Comune di Firenze, la Provincia di Firenze, la Regione Toscana e tutte le istituzioni territoriali che si usano schierare in questi casi, e poi perché la stessa società, come ricordano i documenti di Ferservizi, occupa tuttora l' immobile «con un contratto scaduto il 14 dicembre 2014 e disdettato con lettera del 14 ottobre 2013».

 

Di sicuro la voglia di Leopolda deve essere tanta, visto che i conti del Comune consiglierebbero a Nardella di non esercitare il diritto di prelazione di cui dispone Palazzo Vecchio. L' ultima variazione di bilancio, approvata nei giorni scorsi, prevede alla voce «Spese per rimborso prestiti», cioè per rientrare dai debiti, uno stanziamento di 293 milioni di euro per il 2015, di 185 milioni per il 2016 e di 183 milioni per l' anno seguente. Al rimborso dei prestiti dovrà essere destinato, per legge, il 10 per cento delle entrate delle dismissioni immobiliari, che intanto proseguono.

 

stazione leopolda  stazione leopolda

Il Comune che cerca, da solo o in compagnia di qualche partecipata, i 7 milioni e passa necessari per comprare la Leopolda, è infatti lo stesso che per fare cassa, a metà dicembre, con il voto di ventuno consiglieri del Pd ha deciso di vendere alla Cassa depositi e prestiti lo storico edificio di palazzo Gerini, nel centro della città, che possedeva sin dalla metà dell' Ottocento e che oggi frutta duecentomila euro l'anno d'affitto.

 

La somma attesa dalla vendita è di 5 milioni, inferiore quindi a quella che dovrà essere spesa per l' acquisto della stazione cara a Renzi. «Un prezzo decisamente scontato», hanno accusato le opposizioni. «Destineremo l'incasso a importanti investimenti per le scuole, la mobilità, il verde e lo sport», è stata la risposta dell' assessore al Patrimonio, Federico Gianassi.

ferrovie dello statoferrovie dello stato

 

Ma ora che viene a galla l'«operazione Leopolda» nasce qualche dubbio sulla reale destinazione di quei soldi. E comunque: perché un Comune che per ripianare i debiti e finanziare le spese essenziali è costretto a vendere un gioiello immobiliare per 5 milioni, pochi giorni dopo si offre di comprare una ex stazione ferroviaria da 5.200 metri quadri che ne costa più di 7? Chissà che ne pensa Renzi.

 

Nella conferenza stampa di fine anno, nel dicembre del 2014, aveva assicurato che avrebbe spinto l' acceleratore sulle privatizzazioni immobiliari: «Sono per una dismissione del patrimonio pubblico immobiliare molto ardita». E si sa che il premier, almeno a parole, è favorevole alla riduzione del debito attraverso la cessione degli immobili. Nella sua Firenze, nella sua Leopolda, ora sta per succedere l'esatto contrario.

 

RENZI NARDELLA E LA MAGLIA DI MARIO GOMEZRENZI NARDELLA E LA MAGLIA DI MARIO GOMEZ

Per Nardella ovviamente si tratta di una straordinaria occasione di business, che è quello che dicono sempre i politici che si improvvisano manager quando vogliono attingere ai soldi pubblici per comprare qualcosa. Viene in mente un certo Luigi Sturzo, che probabilmente molti Renzi boy ignorano perché privo di account Twitter, il quale diceva che «lo Stato è per definizione inabile a gestire una semplice bottega di ciabattino». Prediche inutili anche le sue: la presentazione delle offerte per l' acquisto della Leopolda scade alle 12 di lunedì 11 gennaio, ma Nardella ha già deciso di esercitare il diritto di prelazione.

 

Ultimi Dagoreport

monte dei paschi di siena mps francesco gaetano caltagirone luigi lovaglio cesare bisoni gaetano caputi vittorio grilli

SALUTAME A “CALTA” – IL CDA DI MPS RIFILA UN ALTRO “VAFFA” ALL’83ENNE COSTRUTTORE: CESARE BISONI È STATO NOMINATO COME PRESIDENTE DEL “MONTE” CON I SOLI VOTI DELLA LISTA DI “PLT” – SI VOCIFERA CHE “CALTA-RICCONE” ABBIA LA DENTIERA AVVELENATA, IN PARTICOLARE, CON DUE PERSONE: IL PRESIDENTE DI MEDIOBANCA, VITTORIO GRILLI (CHE DOPO LA FUSIONE PRENDERÀ IL POSTO DI BISONI) E IL CAPO DI GABINETTO DI PALAZZO CHIGI, GAETANO CAPUTI. NON È SFUGGITO ALL’OTTUAGENARIO EDITORE DEL “MESSAGGERO” CHE ENASARCO, LA CASSA PREVIDENZIALE DEGLI AGENTI DI COMMERCIO IN OTTIMI RAPPORTI CON CAPUTI, ABBIA VOTATO A FAVORE DI LOVAGLIO COME AD…

meloni la russa

IL CO-FONDATORE DI FRATELLI D’ITALIA E SECONDA CARICA DELLO STATO, IL POCO PALUDATO PRESIDENTE DEL SENATO IGNAZIO LA RUSSA, LEGGE DAGOSPIA E NON SI TROVA PER NULLA D’ACCORDO SU QUANTO SCRIVIAMO SUL SUO RAPPORTO NON IDILLIACO (EUFEMISMO) CON GIORGIA MELONI (DALLE DIMISSIONI DELLA PITONESSA SANTANCHE’ AL CANDIDATO ALLE PROSSIME COMUNALI DI MILANO, CASINI IN SICILIA COMPRESI) E CI SCRIVE UNA ZUCCHEROSA, A RISCHIO DIABETE, LETTERINA: ‘’CARO D'AGOSTINO, POSSIBILE CHE QUANDO (SPESSO) TI OCCUPI DI ME NON NE AZZECCHI UNA? FANTASCIENZA ALLO STATO PURO UN ANCORCHÉ MINIMO DISSENSO CON GIORGIA MELONI CHE PER ME È E RESTERÀ SEMPRE, UNA SORELLA MINORE SUL PIANO AFFETTIVO E UNA LEADER INIMITABILE SUL PIANO POLITICO - SE VUOI SONO SEMPRE PRONTO A DARTI NOTIZIE CHE RIGUARDANO ME, CORRETTE E DI PRIMA MANO. MA FORSE NON TI INTERESSANO” (CIAO CORE...)

meloni la russa manlio messina cannella dell'utri

DAGOREPORT - IL PROBLEMA PIÙ OSTICO PER LA MELONA AZZOPPATA NON È CONTE NÉ SCHLEIN: SI CHIAMA FRATELLI D'ITALIA, A PARTIRE DA LA RUSSA – IL PRESIDENTE DEL SENATO BRIGA, METTE BOCCA, PRETENDE LA SCELTA DEL SINDACO DI MILANO: LA PROVA SI È AVUTA OGGI CON LA NOMINA DEI SICILIANI GIAMPIERO CANNELLA E MASSIMO DELL’UTRI A SOTTOSEGRETARI - ‘GNAZIO VOLEVA UNA “COMPENSAZIONE” PER IL TRASLOCO DEL "SUO" GIANMARCO MAZZI AL TURISMO, PER NON LASCIARE AL SOLO EMANUELE MERLINO (UOMO DI FAZZOLARI) IL COMPITO DI ''BADANTE'' DEL MINISTRO GIULI-VO – IL CAOS IN SICILIA, TRA INCHIESTE SULLA GIUNTA, I SEGRETI “SCOTTANTI” MINACCIATI E MAI RIVELATI DA MANLIO MESSINA E LA DEBOLEZZA DEL TAJANEO SCHIFANI CHE SENTE IL FIATO SUL COLLO DI GIORGIO MULE' (CARO AI BERLUSCONI), CHE PUNTA A PRENDERE IL SUO POSTO E CHIEDE DI COMMISSARIARE FORZA ITALIA IN SICILIA, DOPO IL PESSIMO RISULTATO AL REFERENDUM...

marina berlusconi antonio tajani fulvio martusciello

DAGOREPORT - LA PRESA DI TAJANI SU FORZA ITALIA SI È RIDOTTA DOPO IL SILURAMENTO DEI SUOI "DIOSCURI", BARELLI E GASPARRI. IL PARTITO ORA È IN EBOLLIZIONE: VOGLIONO RIMUOVERE FULVIO MARTUSCIELLO DA CAPOGRUPPO DI FORZA ITALIA A BRUXELLES. AL SUO POSTO, SI FANNO AVANTI LETIZIA MORATTI E MASSIMILIANO SALINI - E IL "MAGGIORDOMO CIOCIARO" DI CASA MELONI, CHE FA? RESTA IN TRINCEA BLOCCANDO LA NOMINA DI FEDERICO FRENI ALLA CONSOB PER FORZARE IL GOVERNO A TROVARE UNA SISTEMAZIONE AL SUO CONSUOCERO BARELLI E ALLA SUA FEDELISSIMA CHIARA TENERINI, LANCIATA CONTRO LA DEBORA BERGAMINI DI MARINA…

giuseppina di foggia giorgia meloni arianna claudio descalzi terna eni

CHE FIGURA DI TERNA PER GIORGIA! – NELL’APRILE 2023 MELONI SI VANTAVA DELLA NOMINA DI GIUSEPPINA DI FOGGIA ALLA GUIDA DI TERNA: “È LA PRIMA DONNA AD DI UNA GRANADE PARTECIPATA PUBBLICA” – CHISSA COME SI SARÀ PENTITA DI QUELLA SCELTA, SPONSORIZZATA DALLA SORELLA ARIANNA, ORA CHE LA MANAGER HA DECISO DI INCASSARE FINO ALL’ULTIMO EURO DELLA SUA BUONUSCITA DA 7,3 MILIONI, ALLA FACCIA DELLA CRISI ENERGETICA, ED È PRONTA A RINUNCIARE ALLA PRESIDENZA DI ENI CHE LE È STATA OFFERTA COME “PARACADUTE”, PUR DI TENERE IL PUNTO – DI FOGGIA PRETENDEVA DI ESSERE CONFERMATA IN TERNA O DI AVERE COMUNQUE UN RUOLO OPERATIVO IN UN ALTRO COLOSSO STATALE: SA BENE CHE LA POLTRONA DA PRESIDENTE DEL CANE A SEI ZAMPE È DI RAPPRESENTANZA, DAL MOMENTO CHE IN CASA ENI TUTTO PASSA PER L’AD CLAUDIO DESCALZI – IL VERBALE DI TERNA CHE INGUAIA PALAZZO CHIGI

borsa italiana dario scannapieco fabrizio testa cdp cassa depositi e prestiti

DAGOREPORT - PERCHE' ALLA BORSA ITALIANA COMANDANO I FRANCESI? – INFURIA LA BATTAGLIA SULLA CONFERMA DI FABRIZIO TESTA ALLA GUIDA DI BORSA ITALIA, IMPOSTA DALLA FRANCESE EURONEXT E CONTESTATA DA CDP (ENTRAMBI AZIONISTI ALL’’8,08%). SECONDO LA CASSA, NON SAREBBE STATO RISPETTATO IL PATTO PARASOCIALE – EPPURE LA CONSOB, NEL SUO “ACCERTAMENTO” SU BORSA ITALIANA DELLO SCORSO NOVEMBRE, ERA STATA CHIARA: HA RILEVATO UNA “RIPETUTA VIOLAZIONE DELLE REGOLE DEL GOVERNO SOCIETARIO”, HA ACCERTATO CHE “TESTA NON HA DATO LA NECESSARIA INFORMATIVA AL CDA DI BORSA ITALIANA SUI PROGETTI O LE MODIFICHE ALLA STRUTTURA COMMISSIONALE”, “MORTIFICANDO IL RUOLO DEL CDA” – L’ASSEMBLEA DEI SOCI DI BORSA ITALIANA È CONVOCATA PER IL 29 APRILE PER RINNOVARE CDA E VERTICI MA LA GUERRA LEGALE POTREBBE ESSERE MOLTO PIU’ LUNGA...