DIO, UNO E QUATTRINO - DOPO LA BRUTALE CACCIATA DI GOTTI TEDESCHI DALLO IOR, BERTONE CORRE AI RIPARI - IN POLE POSITION PER LA CARICA DI PRESIDENTE, IL DG PAOLO CIPRIANI E IL NOTAIO TORINESE ANTONIO MARIA MAROCCO, ENTRAMBI OPPOSITORI DELL’EPURATO GOTTI TEDESCHI - CONTINUANO LE INDAGINI PER SGAMARE I CORVI: L’UNICO INDAGATO, IL MAGGIORDOMO GABRIELE, RINCHIUSO IN UNA CELLA DI 4 METRI PER 4. ASPETTA DI ESSERE INTERROGATO…

Franca Giansoldati per "Il Messaggero"

Banchiere italiano (e non tedesco) cercasi per la banca del Papa. In Vaticano è suonata l'ora della normalizzazione. Una volta archiviata l'espulsione del presidente dello Ior, Ettore Gotti Tedeschi, defenestrato la scorsa settimana con metodi decisamente poco usuali per gli ambienti d'Oltretevere, adesso si cerca di guardare avanti e riparare ai danni.

Le funzioni di presidenza passano «ad interim» a Ronaldo Hermann Schmitz, vice presidente, come da statuto. Ma entro breve dovrebbe arrivare la nomina di un nuovo presidente e già circolano alcuni nomi con una certa insistenza. Tutti italiani e tutti interni al sistema. Da una parte Paolo Cipriani, uomo di apparato, attualmente direttore generale e fermo oppositore alla gestione di Gotti Tedeschi, dall'altra, invece, non tramonta l'ipotesi iniziale di Antonio Maria Marocco, notaio torinese, anch'egli nel board laico che ha dato il benservito all'economista del Santander.

Insomma è chiaro che voltare pagina senza ulteriori strappi aiuterebbe l'Istituto per le opere di religione a recuperare un po' di serenità interna, oltre che a mitigare i pesanti effetti di immagine che si sono accumulati ultimamente sia a livello nazionale che internazionale, rendendo questa istituzione ancora più misteriosa e opaca di quanto non sia in realtà.

Padre Federico Lombardi, portavoce della Santa Sede, ieri mattina ha colto al volo il palcoscenico internazionale del Family 2012 per smentire categoricamente liti tra i cinque cardinali che compongono la Commissione di vigilanza dello Ior. «Le affermazioni che sono state pubblicate sulla divisione cardinalizia sono assolutamente non fondate e fuorvianti». Il che vuol dire, ha spiegato, che la commissione dopo la decisione del board dello Ior «l'ha ratificata comunicando per iscritto al professor Gotti che la presidenza dell'Istituto passava ad interim al vice presidente come da statuto».

Un passaggio, ha riferito Lombardi, che implica la convalida de facto dei cardinali. Di conseguenza i porporati italiani Attilio Nicora e Tarcisio Bertone, l'indiano Telesphore Toppo, il brasiliano Odilo Sherer e il francese Jean Luis Tauran, già ministro degli Esteri, hanno preso contatto con il banchiere per «concludere le eventuali spettanze economiche» e procedere alla sua liquidazione.

Ma, a frittata fatta, anche se non ci sono stati contrasti sulla necessità di voltare pagina per il bene dello Ior, a più di un porporato non è andato giù il sistema adottato dal board laico tanto che a farsi portavoce del dissenso (relativo al metodo) sarebbe stato il francese Tauran, stimato diplomatico di lungo corso e abituato a sbrogliare matasse delicate senza sgraziate cadute di stile.

E' lui che avrebbe sollevato la questione del come uscire al più presto da un cul de sac che sta causando solo danni di immagine alla Chiesa intera. Anche ad altri porporati non è piaciuta la scompostezza con la quale è stato mettere in un angolo il banchiere del Santander. Una cosa del genere non era mai accaduta ma adesso i tempi stringono per riparare.


2- NON SI FERMA L'INCHIESTA SUI CORVI, PRESTO L'INTERROGATORIO DI GABRIELE
Da "Il Messaggero"

Non si interrompe il cammino dell'inchiesta sulle fughe di documenti riservati della Santa Sede: domani o martedì dovrebbe essere interrogato il maggiordomo del Papa, Paolo Gabriele, arrestato ormai dieci giorni fa per il possesso di carte top secret. Gabriele resta formalmente l'unico indagato che, secondo i suoi legali Carlo Fusco e Cristiana Arrù, avrebbe dato garanzie di totale collaborazione al giudice istruttore Piero Antonio Bonnet.

Gli stessi legali, poi, in quella sede dovrebbero presentare richiesta di libertà vigilata o arresti domiciliari per il loro assistito, che tuttora si trova rinchiuso nella camera di sicurezza, di quattro metri per quattro, nel Palazzo della Gendarmeria. Nel frattempo vanno avanti lo studio e la catalogazione dei documenti che gli hanno trovato in casa, si effettuano perquisizioni in uffici vaticani, prosegue anche l'ascolto informale di persone da parte della Gendarmeria, oltre al parallelo calendario di audizioni della Commissione cardinalizia d'indagine presieduta dal giurista card. Julian Herranz.

 

 

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