assemblea nazionale pd - maurizio martina si dimette

DIPARTITO DEMOCRATICO - ALL’ASSEMBLEA DEL PD RENZI NON SI FA VEDERE, MARTINA LASCIA LA SEGRETERIA E MARCO MINNITI TACE SULLA CANDIDATURA ALLE PRIMARIE - L’ASSENZA DELL’EX SEGRETARIO ERA PREVISTA MA NON FA CHE ALIMENTARE I SOSPETTI CHE VOGLIA SFANCULARE IL PARTITO E ANDARSENE - MARTINA HA INCASSATO LA SUA PRIMA STANDING OVATION NEL MOMENTO IN CUI HA CONFERMATO LE DIMISSIONI…

Da www.corriere.it

maurizio martina

 

Matteo Renzi non partecipa all’assemblea nazionale del Pd a Roma, all’hotel Ergife dove Martina ha formalizzato il suo addio alla segreteria accolto da un lungo applauso. Nel pomeriggio, il presidente dell’assemblea Matteo Orfini, dopo averne decretato lo scioglimento, ha avviato ufficialmente il percorso congressuale — dal momento che non è uscita nessuna candidatura con relativa raccolta di firme — Orfini, ha anche convocato la Direzione per l’elezione della Commissione che governerà il partito nei tre mesi di durata del Congresso.

 

L’ASSENZA DELL’EX PREMIER

gentiloni all assemblea nazionale pd

L’assenza di Renzi, comunque, era già nota da qualche giorno. Secondo alcune voci della vigilia, anche altri «renziani» sarebbero stati intenzionati a disertare per far mancare il numero legale. Ma così non è stato. In molti interpretano l’assenza dell’ex premier come una manifesta «lontananza» dal Pd: secondo alcuni, Renzi starebbe addirittura valutando se rimanere ancora nel partito o intraprendere una nuova avventura.

 

maurizio martina

Lo dimostrerebbe il «like» postato tre giorni fa al commento di un suo sostenitore che su Facebook lo invitata ad uscire dal Pd «zavorra». Conferme arrivano anche da un parlamentare a lui molto vicino: il suo ruolo nel convegno sarà molto defilato, per lasciare spazio agli altri esponenti, il suo impegno principale sarà quello di svolgere al meglio il ruolo di senatore e di dare una mano in campagna elettorale per le amministrative di Firenze a sostegno di Dario Nardella.

 

L’appello del governatore del Lazio e candidato alla segreteria Nicola Zingaretti: «Venite a votare alle primarie. A chi scriverà le regole mi permetto di suggerire di far partecipare tutti eliminando quei due euro per venire a votare, non si deve pagare ma fare una sottoscrizione».

marco minniti

 

NESSUNA CANDIDATURA IN ASSEMBLEA

All’apertura formale del congresso, sulle note dell’inno di Mameli, Martina ha formalizzato le dimissioni da segretario. Chi si aspettava la candidatura ufficiale di Marco Minniti come suo successore è rimasto deluso: l’ex ministro dell’Interno ha lasciato l’assemblea nazionale senza rendere manifesta la sua decisione.

 

Secondo alcune voci, Minniti dovrebbe sciogliere domenica la riserva sulla sua candidatura alla segreteria dem anche se sembra ancora pesare sulla sua decisione la modalità della sua discesa in campo e, soprattutto, l’eventuale ticket con Teresa Bellanova. Un ticket di cui l’ex ministro, stando a quanto si apprende da fonti parlamentari vicine a Renzi, non vorrebbe nemmeno sentire parlare.

nicola zingaretti

 

Le stesse fonti riferiscono che i contatti tra l’ala renziana del partito e gli esponenti più vicini all’ex responsabile dell’Interno sono andati avanti nelle ultime ore, con incontri venerdì, a Firenze (dove Minniti ha presentato il suo libro assieme a Renzi) e anche sabato mattina a Roma, prima dell’assemblea.

 

«Finora non ci sono i candidati. Quando ci saranno valuterò chi mi rappresenta al meglio» ha detto il presidente dell’assemblea del Partito Democratico, Matteo Orfini. «Non è l’assemblea a decidere la data delle primarie ma la Commissione. L’auspicio è che si faccia il prima possibile. Abbiamo una procedura fissata dallo statuto», ha concluso Orfini.

maurizio martina e graziano delrio

 

TIMMERMANS: «CREDO IN EUROPA UNITA»

«Ritiratevi tutti». Ha detto, dal palco dell’assemblea, Katia Tarasconi, consigliera regionale in Emilia Romagna, rivolgendosi ai dirigenti dem. «Abbiamo bisogno di persone nuove, pensanti e non riconducibili a nessuna corrente. Il Pd deve essere libero e non ostaggio di qualcuno. Noi dovremmo essere il partito che sta in mezzo alla gente e invece vedo già qua dentro un cordone che divide l’assemblea: quelli importanti separati da tutti gli altri. Non va bene, dobbiamo essere tutti insieme», ha concluso Tarasconi.

 

marco minniti

Tra i presenti anche Paolo Gentiloni e Frans Timmermans, candidato del Partito socialista europeo (Pse) alla guida della Commissione Ue, che ha ricevuto una standing ovation: «Io credo in un’Europa unita. Noi dobbiamo dirci di sinistra, non dobbiamo far incatenare dalle destre le persone alle loro paure. Il movimento di sinistra dev’essere ottimista: possiamo vincere».

 

L’INTERVENTO DI MARTINA: «CONFERMO DIMISSIONI»

«Mettiamo in campo insieme una nuova stagione di unità»: è questo l’appello lanciato dal segretario uscente, Maurizio Martina, nel confermare le sue dimissioni. «Capita che in una forza come la nostra troppo spesso non riusciamo a far prevalere gli elementi che ci uniscono e che sono tanti e determinanti rispetto a quelli che ci dividono. Ricordiamoci tutti che il nostro nemico è la destra e a nessuno di noi è consentito giocare tatticamente in maniera compulsiva su questo percorso congressuale.

andrea orlando e nicola zingaretti

 

Coerentemente con il mandato di luglio confermo qui le mie dimissioni. Questo tempo di mare mosso è il tempo ideale per i democratici. In bocca al lupo ai candidati: chiunque essi siano saranno all’altezza della sfida che li attende». «Tocca a noi prendere per mano la sfida del cambiamento dell’Europa, rispetto a chi vuole distruggerla» ha aggiunto Martina. «Non c’è sovranità fuori dalla sfida europea. Timmermans si carica sulle spalle una battaglia cruciale per il futuro. Dobbiamo costruire insieme un progetto e una prospettiva rispetto all’Europa che vogliamo. Serve un’Europa più giusta e più solidale, che sconfigga alla radice quella illusione che nella distruzione del progetto europeo si trova più tutela. È una follia».

 

«PECCATO NON CAMBIARE LO STATUTO»

assemblea nazionale pd maurizio martina si dimette

«Un congresso può essere uno strumento utile per parlare prima di tutto al paese, dipende solo da noi. Il congresso non è un fine, è un mezzo. Mi sarebbe piaciuto che questa assemblea valutasse i cambiamenti statutari per rendere il partito più in sintonia con la società. Non ce l’abbiamo fatta. Ma dobbiamo ricostruire i rapporti cruciali con la società italiana». Questo l’intervento del segretario uscente, Maurizio Martina, all’assemblea del Pd a Roma.

 

maurizio martina

«C’è bisogno che il Pd metta in campo la sua alternativa al questo governo. Tutti avvertiamo l’insufficienza del lavoro fatto fin qui, sentiamo su di noi di non essere ancora compiutamente all’altezza della partita aperta. Trasformiamo questa insufficienza in una proposta. Se guardo al Paese avverto come voi la strategia folle che Lega e Cinque Stelle stanno giocando sulla pelle degli italiani. Vicende di quest giorni indicano chiaramente il baratro su cui stanno facendo giocare il Paese per interessi di bottega. C’è un noi che deve sempre prevalere rispetto ai giudizi personali e alle ambizioni».

marco minniti assemblea nazionale pd

 

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