DO UT FES - MADONNINA BOSCHI OFFRE SUBITO ALL’EX CAV LA CAROTINA CHE TANTO ASPETTAVA: IL GOVERNO VA AVANTI COL DECRETO FISCALE CHE PUÒ SALVARLO - “NON CREDO CHE NON SI POSSA FARE UNA NORMA SOLO PERCHÉ RIGUARDA ANCHE BERLUSCONI”

Fabio Martini per “la Stampa

 

RENZI E BOSCHI RENZI E BOSCHI

Con un tempismo che potrebbe apparire eloquente, uno dei personaggi più vicini a Matteo Renzi, il ministro per le Riforme Maria Elena Boschi, rilancia “senza se e senza ma” la controversa norma voluta e poi congelata dal governo, sulla depenalizzazione di alcuni reati fiscali: «La norma inserita nel decreto fiscale - dice la Boschi in una intervista al programma Rai “L’Arena” di Massimo Giletti - non è a favore di Berlusconi, ma riguarda tutti. Il 20 febbraio riaffronteremo il tema in Consiglio dei ministri. Ma che non sia una norma per Berlusconi lo dimostra il fatto che in Francia hanno una norma uguale, con una soglia più alta, non del 3% ma del 10% di non punibilità dell’evasione fiscale ai fini penali».

 

bacio renzi berlusconibacio renzi berlusconi

Conclusione del ministro: «Non credo si possa fare o non fare una norma che riguarda 60 milioni di italiani perché riguarda anche Berlusconi». Intende dire il ministro, una norma che riguarda potenzialmente tutti gli italiani. Ma non è la precisione dell’espressione che fa notizia, semmai il fatto che l’apertura della Boschi possa configurare una sorta di rilancio del patto del Nazareno dato per boccheggiante fino a poche ore fa. 

 

Ma è così? In realtà dopo il congelamento del decreto fiscale del governo, che risale al 3 gennaio, erano fiorite parecchie, dettagliate dietrologie. Dietrologie che si potrebbero condensare così: la depenalizzazione del reato di frode fiscale incrociata con la legge Severino avrebbe consentito a Berlusconi di tornare molto prima del previsto ad essere eleggibile in elezioni politiche. L’ultimo anello delle dietrologie riguardava la sostanza dello scambio tra Renzi e Berlusconi: il primo avrebbe consentito al secondo di tornare in campo molto prima e l’altro avrebbe lasciato di accelerare la corsa verso elezioni anticipate. 

FISCOFISCO

 

Ma dopo le prime dietrologie, lo studio più attento delle norme e il pronunciamento di quasi tutti i giuristi ha escluso un automatismo tra approvazione del decreto e ritorno in campo di Berlusconi. E dunque il rilancio di ieri della Boschi, più che una postuma resurrezione del patto del Nazarano, va incontro ad un’altra esigenza del governo, quasi certamente quella che sta all’origine delle norme: con il condono mascherato - ma questo è una questione politica di prima grandezza - si punta a lanciare un segnale “politico” agli evasori pentiti ma soprattutto, con la trasformazione dei reati penali in multe salate, si punta a fare cassa.

 

RENZI ALFANORENZI ALFANO

Cassa fresca. Questo in particolare resta l’obiettivo di quella norma che Renzi stesso aveva portato in Consiglio, anche se resta ancora non chiaro il motivo per il quale il decreto l’indomani sia stato rinviato al 20 febbraio. Poichè il premier aveva rivendicato in prima persona quella “interferenza”, perché poi il decreto è stato fermato? «Perché era scritto male», sussurrano dal ministero dell’Economia. 

 

Se il patto del Nazareno attende altre prove per essere rianimato, le convulsioni in corso nei due tronconi che un tempo formavano il Pdl (Forza Italia e Ncd) potrebbero prima o poi determinare qualche riflesso dentro il governo. Persino un rimpasto? Prima di qualsiasi previsione fondata, occorrerà attendere le scosse di assestamento in corso, in particolare dentro l’Ncd. Le spinte interne di chi chiede ad Angelino Alfano di dedicarsi a tempo pieno nella costruzione del partito, potrebbe portarlo a lasciare il ministero dell’Interno?

 

tsipras merkeltsipras merkel

E’ un’ipotesi che non escludono neppure dentro l’Ncd ma che è ancora prematura. Intanto il presidente del Consiglio ha ripreso l’attività internazionale: ieri pomeriggio colloquio con Angela Merkel, soprattutto sul tema che monopolizza le cancellerie europee, la Grecia di Tsipras. Domani il premier greco inizia il suo tour europeo proprio da Roma. 

 

Ultimi Dagoreport

nigel farage keir starmer elly schlein giuseppe conte

DAGOREPORT – “TAFAZZISMO” BRITISH”! A LONDRA, COME A ROMA, LA SINISTRA È CAPACE SOLO DI DARSI LE MARTELLATE SULLE PALLE: A FAR PROSPERARE QUEL DISTURBATO MENTALE DI FARAGE  È LA SPACCATURA DELLE FORZE “DI SISTEMA”, CHE NON RIESCONO A FARE ASSE E FERMARE I SOVRANISTI “FISH AND CHIPS” - È MORTO E SEPOLTO IL BIPARTITISMO DI IERI E LA FRAMMENTAZIONE È TOTALE, TRA VERDI, LIB-LAB, LABOUR, TORY E CORNUTI DI NUOVO E VECCHIO CONIO – IL CASO MELONI INSEGNA: NEL 2022, LA DUCETTA VINSE SOLO PERCHÉ IL CENTROSINISTRA SI PRESENTÒ DIVISO, PER MERITO DI QUEI GENI DI ENRICO LETTA E DI GIUSEPPE CONTE – APPUNTI PER FRANCIA E GERMANIA, DOVE SI SCALDANO LE PEN E AFD (E L’EUROPA TREMA…)

marina pier silvio berlusconi paolo del debbio giorgia meloni

FLASH – HA FATTO MOLTO RUMORE IL SILENZIO DI MEDIASET SUL CASO DEL DEBBIO: DAL BISCIONE HANNO LASCIATO CHE FOSSE IL CONDUTTORE, CARO A GIORGIA MELONI, A SMENTIRE I RETROSCENA SUL SUO ADDIO A RETE4 – IL MOTIVO? SEMBRA CHE A COLOGNO NON ABBIANO VOLUTO REPLICARE PERCHÉ AVREBBERO DECISO DI TAGLIARE LA TESTA AL TORO. NON ESSENDOCI UN CONTRATTO DA NON RINNOVARE (DEL DEBBIO È UN DIPENDENTE A TEMPO INDETERMINATO), AL MASSIMO C'È DA ATTENDERE LA PENSIONE - E INTANTO BIANCA BERLINGUER NON CI PENSA PROPRIO A SCUSARSI CON CARLO NORDIO PER LE PAROLE DI SIGFRIDO RANUCCI…

putin orban zelensky

DAGOREPORT – A PUTIN È BASTATO PERDERE IL CAVALLO DI TROIA IN UE, VIKTOR ORBAN, PER VEDER CROLLARE LE SUE CERTEZZE: L’UCRAINA È NEL MOMENTO MIGLIORE DA QUATTRO ANNI A QUESTA PARTE ED È IN GRADO DI COLPIRE LA RUSSIA QUANDO E COME VUOLE – LA PARATA DIMESSA DEL 9 MAGGIO È LA PROVA CHE “MAD VLAD” VIVE A CHIAPPE STRETTE: CON LO SBLOCCO DEI 90 MILIARDI EUROPEI A KIEV (CHE ORBAN BLOCCAVA) E LA FORMIDABILE INDUSTRIA MILITARE UCRAINA, ORA È LA RUSSIA A ESSERE IN GROSSA DIFFICOLTÀ – IL “TROLLAGGIO” DI ZELENSKY, LA NOMINA FARLOCCA DI SCHROEDER (DIPENDENTE DEL CREMLINO) COME NEGOZIATORE E IL DISIMPEGNO DI TRUMP CHE ORMAI NON È PIÙ DECISIVO: GLI USA FORNISCONO SOLO AIUTI DI INTELLIGENCE, MA POSSONO ESSERE SOSTITUITI DAGLI 007 EUROPEI (SOPRATTUTTO BRITANNICI)

donald trump benjamin netanyahu attacchi iran

DAGOREPORT - IL PIÙ GRANDE OSTACOLO ALLA PACE IN MEDIO ORIENTE È BENJAMIN NETANYAHU -  TRUMP ERA PRONTO A CHIUDERE L’ACCORDO CON L’IRAN: AVEVA DATO IL SUO VIA LIBERA ALL’INVIATO STEVE WITKOFF PER METTERE UNA PAROLA FINE AL NEGOZIATO CON IL REGIME DI TEHERAN. A QUEL PUNTO, S’È MESSO DI TRAVERSO IL SOLITO “BIBI”: “LA GUERRA NON È FINITA, C’È ANCORA L’URANIO DA PORTARE VIA” - IL TYCOON E IL SUO ALLEATO ISRAELIANO HANNO UN “PROBLEMA” ELETTORALE: A OTTOBRE SI VOTA IN ISRAELE E A NOVEMBRE NEGLI USA PER LE MIDTERM. MA GLI OBIETTIVI SONO OPPOSTI: NETANYAHU PER VINCERE HA BISOGNO DELLA GUERRA PERMANENTE, TRUMP DELLA PACE A TUTTI I COSTI

claudia conte matteo piantedosi giorgia meloni

FLASH! – CHI AVRÀ SUGGERITO AL MINISTRO DELL’INTERNO MATTEO PIANTEDOSI DI QUERELARE DAGOSPIA PROPRIO QUANDO I GIORNALONI DE’ NOANTRI SI ERANO GIÀ DIMENTICATI DELLA SUA AMANTE CLAUDIA CONTE? - QUELLO CHE È CERTO È CHE NE' I VERTICI DEL VIMINALE NE' LA ''FIAMMA MAGICA'' ERANO A CONOSCENZA DELL’INTEMERATA DEL MINISTRO INNAMORATO VERSO DAGOSPIA - E, A QUANTO PARE, A ‘’PA-FAZZO’’ CHIGI, GIÀ ALLE PRESE CON MILLE ROGNE (EUFEMISMO), LA MOSSA DI PIANTEDOSI NON È STATA ACCOLTA PER NIENTE BENE…