1. DOPO IL CAVALIER POMPETTA, IL CERCHIO TRAGICO PASCALE-ROSSI SI SPUPAZZA FARSA ITALIA 2. UN AUTENTICO BLITZ. CONSUMATO DA UN SILVIO, ORMAI INCAPACE DI INTENDERE E DI SCOPARE, NEL CHIUSO DI PALAZZO GRAZIOLI. LA CASSAFORTE DEL PARTITO E, SOPRATTUTTO, IL POTERE DI PRESENTARE LE LISTE, FINISCE NELLE MANI DI MARIA ROSARIA ROSSI, MENTRE LA VECCHIA GUARDIA ASSISTE UMILIATA ALL’INCORONAZIONE DELLA BADANTE 3. LA TETTONICA ROSSI ACQUISTÒ POPOLARITÀ PER AVER ORGANIZZATO CENE E FESTE CON L'OBIETTIVO DI TIRARE SU IL MORALE (EUFEMISMO) DEL PREMIER NEL CASTELLO DI TOR CRESCENZA(AI MALINTENZIONATI: “NON AVVICINARSI, AREA DIFESA DA CANI ADDESTRATI”) 4. PRESENTE, MA ANCHE DIVERTENTE NELLE INTERCETTAZIONI (“ANCORA BUNGA BUNGA? AH, NO, IO ALLORA VADO A DORMI'!”), E COMUNQUE SENTITA ANCHE DAL TRIBUNALE, SOSTENNE DI NON AVER MAI VISTO A TAVOLA LA STATUETTA DEL PRIAPO AFRICANO PERCHÉ, ESSENDO IL BANANA “PRIVO DI VIZI”, LEI SI ERA ALZATA DA TAVOLA PER FUMARE

1. BERLUSCONI AFFIDA ALLA ROSSI LA CASSAFORTE DEL PARTITO - FI IN RIVOLTA
Tommaso Ciriaco per ‘La Repubblica'

Un autentico blitz. Consumato da Silvio Berlusconi nel chiuso di Palazzo Grazioli. Tutto il potere azzurro finisce nelle mani di Maria Rosaria Rossi, mentre la vecchia guardia assiste umiliata all'incoronazione. Alla senatrice autentico guru del cerchio magico berlusconiano - il Cavaliere dona le chiavi della cassaforte di Forza Italia. E, soprattutto, il potere di presentare le liste. Come se non bastasse, il big di Arcore si appresta a nominare anche Giovanni Toti e Alessandro Cattaneo responsabili scouting di Forza Italia. L'obiettivo è prepararsi all'impatto - imminente - con lo scoglio elettorale, ma l'effetto è di precipitare il partito nel caos.

Sandro Bondi era già lontano. Nonostante fosse amministratore unico, non firmava da tempo gli atti necessari a mandare avanti la macchina organizzativa. Ma non era previsto che lasciasse così, a quattro giorni dalle elezioni. È stato Berlusconi, strategicamente, a imporre la forzatura preelettorale: «Comando io - ha spiegato - Maria Rosaria avrà formalmente questi poteri, ma è come se li avessi io».

E così è partita la convocazione dell'ufficio di Presidenza, ma riservata ai soli membri con diritto di voto. Uno strappo alle regole? Forse. Di certo, la procedura ha fatto infuriare gli esclusi. Gianfranco Rotondi, per dire, è sul piede di guerra. Per non parlare di Raffaele Fitto, assente al summit. È dimagrito, da settimane accumula comizi e riempie piazze. Considera la nomina l'ennesimo schiaffo. «Mi fanno la guerra ripete agli amici - ma i conti si fanno il 26 maggio».

I conti, in effetti, non tornano. Mentre Fitto si prepara al pienone al Sud, al Nord Forza Italia arranca. Alessandra Ghisleri continua a mettere in guardia il Cavaliere. Il capolista Giovanni Toti non è certo neanche di vincere la sfida interna a FI arrivando primo nella sua circoscrizione. E i veleni si moltiplicano. E così si favoleggia addirittura di telefonate partite dal cerchio magico e dirette al Sud, con lo scopo di ridurre il bottino di Fitto a favore di altri candidati azzurri. Veleni, appunto.

È una battaglia di nervi, ormai. Con una resa dei conti già fissata: l'ufficio di Presidenza del 28 maggio. I senatori campani vicini a Nicola Cosentino, ad esempio, studiano il varo di "Forza Campania" anche a Palazzo Madama. E Denis Verdini? Finito nel mirino del cerchio magico, per adesso tace e resta garante del patto tra il Cavaliere e Renzi.

L'ex premier, intanto, arranca. Non si dà per vinto, ma fiaccato da sondaggi neri ammette: «Con questo astensionismo Grillo ci farà male». E in chiave interna si lamenta: «Vedo crescere i Giuda attorno a me». Giorni fa, poi, ha addirittura confidato: «Mi sento sempre più anziano». E in attesa di decidere quando spendere la carta Marina, intravede nuove elezioni all'orizzonte: «Si vota entro un anno, Renzi non vuole rimanere fregato dai suoi...».


2. RITRATTONE DELLA ROSSI
Filippo Ceccarelli per "La Repubblica" - 20 novembre 2013

Ha colpito parecchio, in vista del Consiglio nazionale del Pdl, la lunga nota della senatrice Mariarosaria Rossi. E non solo per il tono abbastanza nord-coreano: «Solo un grande leader come lui», «chi come me ha l'onore di lavorare al suo fianco», «la sua natura», «la dimostrazione di questo suo talento», «i leader del mondo gli hanno sempre riconosciuto».

O per il timbro squillante che al suo appello, invero di faticosa stesura, assegnava quella tiritera di «a» accentate, «unità», «personalità », «sensibilità», «diversità», «vitalità », «egli saprà» (Berlusconi, ovvio), «capacità», «criticità», «opportunità ».

La novità, tanto per restare in trepida consonanza, sta nella circostanza che Mariarosaria si è ieri finalmente conquistata un vero ruolo politico, e ancor più che per la prima volta tanti altri nel suo partito e fuori, giornalisti compresi, si sono visti costretti a riconoscerglielo.

Per troppo tempo, in effetti, era stata: «La badante». L'ammiccantissimo nomignolo traeva in qualche modo la sua legittimità dall'andazzo, tra lo spensierato e il multifunzionale, con cui nelle ultime legislature in ambito berlusconiano si è proceduto alla promozione femminile.

Si è anche scritto che acquistò popolarità per aver organizzato cene e feste con l'obiettivo di tirare su il morale del premier nel castello di Tor Crescenza. Indimenticabili le foto su
Chi e l'avviso ai visitatori malintenzionati: «Non avvicinarsi, area difesa da cani addestrati».

Presente, ma anche divertente nelle intercettazioni («Ancora bunga bunga? Ah, no, io allora vado a dormi'!»), e comunque sentita anche dal tribunale, sostenne di non aver mai visto la statuetta del Priapo africano perché, essendo il Cavaliere «privo di vizi», lei si era alzata da tavola per fumare. E tuttavia, nell'interminabile narrazione di un potere insieme sfarzoso e allo stremo, il personaggio della Rossi sembra assai più interessante di quanto ogni vano declassamento abbia voluta farla figurare.

Ha 41 anni, viene da Piedimonte Matese, separata, un figlio, ha vinto un seggio per Forza Italia in un popoloso quartiere di Roma guadagnandosi l'appellativo «Madonnina di Cinecittà» per via delle icone-poster.

Nella capitale gestisce una società, significativamente ribattezzata «Premier Service », che fa recupero crediti e indagini di mercato. Quando lo scorso anno il povero Alfano provò a fare le primarie, Berlusconi accolse la rivelazione con una smorfia di autentica meraviglia e gli contropropose: «Mariarosaria ha messo in piedi un bellissimo call-center, dai retta a me, facciamo fare a lei».

Poche settimane dopo si riseppe che insieme con il Cavaliere aveva composto le parole di un fantomatico inno dal titolo: «Gente che resisterà». E se pure ci furono subito impicci perché la musica sembrava copiata, da quelle parti la mansione paroliera al fianco del capo indicava un'ascesa ormai pressoché incontrollabile.

A quel punto aveva già preso il posto di Marinella, storica segretaria. E oggi controlla l'agenda del Cavaliere, l'accompagna dappertutto, gli filtra le telefonate e gli incontri. Svelta e accorta, per quanto valgano i sentimenti in quel mondo, gli vuole anche bene e lo consiglia. Nell'iconografia del tardo- berlusconismo è quella figuretta diafana, dalle profonde occhiaie e i lunghi capelli, che Sgarbi - non esattamente un estimatore - ha descritto «silente e immancabile » e messo in stretta relazione con Francesca Pascale, che a sua volta lei «sostiene e protegge».

Non è detto che gli storici del futuro le accorderanno il dovuto rilievo, ma pare acclarato che l'alleanza, la complicità tutta femminile e il potere silenzioso di tali creature ha letteralmente schiavardato, a scapito di maggiordomi e fagiolini, l'intero sistema cortigiano di Arcore e Palazzo Grazioli. Silvione lo sa, ci sta, e gigioneggia in caso di arresti domiciliari, dinanzi all'ipotesi di trovarsi «prigioniero delle due signore qui presenti ».
Comunque è lei la più simpatica e scafata.

Un colpo di coda di residuo maschilismo impone di aggiungere a queste sofferte note che Mariarosaria, come del resto certificato dal suo leader che proprio per tale motivo la qualificò «una presenza anticongiunturale », insomma, possiede un grande petto. Ebbene: «Il mistero - ha risposto una volta lei in un'intervista - è scoprire quanto porto di reggiseno». E quindi, a sorpresa: «Ma il mio lato B è anche migliore - oddio, e ora chi lo sente a Cicchitto?».

 

 

FRANCESCA PASCALE E MARIA ROSARIA ROSSI Maria Rosaria Rossi MANIFESTAZIONE PDL A VIA DEL PLEBISCITO AGOSTO MARIA ROSARIA ROSSI FRANCESCA PASCALE FRANCESCA PASCALE E MARIA ROSARIA ROSSI FOTO DA CHI MAURIZIO VANADIA ELISABETTA GREGORACI FLAVIO BRIATORE MARIA ROSARIA ROSSI FOTO DA CHI MARIA ROSARIA ROSSI E FRANCESCA PASCALE A MALINDI BERLUSCONI RONZULLI PASCALE FOTO DA CHI MALINDI MARIA ROSARIA ROSSI E FRANCESCA PASCALE PRENDONO IL SOLE SULLO YACHT FOTO DA CHI ESCURSIONE SUL QUAD PER ELISABETTA GREGORACI E MARIA ROSARIA ROSSI BERLU pascale Berlusconi su Chipascale berlusconi MARIA ROSARIA ROSSI MARIA ROSARIA ROSSINICOLE MINETTI MARIA ROSARIA ROSSI Maria Rosaria Rossi rossi maria rosaria

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