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FATEVI UN PACCHETTO DI CAZZI VOSTRI - IL CSM REAGISCE DURAMENTE ALL'ATTACCO DI DAVIGO SULLE ''NOMINE A PACCHETTO'' (''PORCHERIE E BARATTI SOTTOBANCO'') - IL MAGISTRATO DELLA COMMISSIONE CHE GESTISCE LE NOMINE: LE CORRENTI ''SONO L'ESPRESSIONE DI SENSIBILITÀ DIVERSE, GLI ATTACCHI SONO PARADOSSALI''. TUTTO RESTERÀ COME PRIMA?

Giovanni Bianconi per il “Corriere della Sera”

P. Davigo a Radio2P. Davigo a Radio2

 

Smentite e precisazioni non sono bastate: l' atto d' accusa di Piercamillo Davigo contro la «prassi orribile» del Consiglio superiore della magistratura sulla spartizione fra correnti nelle cosiddette «nomine a pacchetto», ha provocato irritazione nell' organo di autogoverno dei giudici. Soprattutto per il pulpito da cui è venuta la «predica», e cioè il vertice dell' Associazione nazionale magistrati, che dei gruppi organizzati è culla e sintesi, come s' è visto nell' elezione al vertice dello stesso Davigo.

 

E poi perché con quella dichiarazione il leader dell' Anm rischia di «offendere i magistrati ritenuti meritevoli di guidare gli uffici giudiziari tra cui lo stesso dottor Davigo, nominato solo qualche giorno fa presidente di sezione della Cassazione».

 

Piercamillo DavigoPiercamillo Davigo

Così il comunicato ufficiale di Palazzo dei Marescialli dell' altra sera. Stilato e diffuso a stretto giro non per aprire una nuova polemica, ma per affermare che quell' attacco è tanto demagogico quanto incomprensibile. Non fosse altro perché, come ha riferito ieri il vicepresidente Giovanni Legnini al capo dello Stato Sergio Mattarella (che del Csm è presidente), nell' incontro avuto poche settimane fa con l' Anm né Davigo né gli altri rappresentanti della Giunta hanno sollevato il problema.

 

Consiglio Superiore della MagistraturaConsiglio Superiore della Magistratura

Ma Aldo Morgigni, consigliere di Autonomia e solidarietà, la corrente nata dalla scissione di Magistratura indipendente di cui Davigo fu tra i promotori, non è d' accordo: «Forse chi oggi si scandalizza per le sue parole ha la coda di paglia. Se il presidente dell' Anm non ha il diritto di dire la sua sul funzionamento del Csm, di che cosa dovrebbe parlare? Fra l' altro, nell' occasione in cui Davigo ha fatto le sue considerazioni erano presenti anche gli altri rappresentanti del governo dell' Associazione, e nessuno ha avuto nulla da obiettare».

 

sede csm consiglio superiore della magistratura sede csm consiglio superiore della magistratura

In realtà ciò che contesta, ad esempio, Lucio Aschettino, consigliere della sinistra di Area e presidente della V commissione del Consiglio (competente per gli incarichi direttivi), è la generalizzazione dell' accusa: «Certamente ci possono essere casi in cui le logiche di appartenenza correntizia hanno prevalso sul merito nelle scelte di qualcuno, ma trasformare una patologia in regola è sbagliato.

 

In ogni organismo democratico si manifestano sensibilità diverse che si confrontano, e a volte si contrappongono, anche nella scelta di chi deve ricoprire certi incarichi. I gruppi associativi ne sono l' espressione, e l' Anm dovrebbe essere custode di questo patrimonio; sinceramente, che il presidente ci attacchi su questo punto è sorprendente e paradossale».

 

Maria Elisabetta Alberti CasellatiMaria Elisabetta Alberti Casellati

Elisabetta Alberti Casellati, «laica» di Forza Italia che al momento della nomina per la Cassazione ha votato contro Davigo in favore dell' altro candidato, chiede addirittura le dimissioni del presidente dell' Anm dalla sua poltrona alla Corte suprema: «O anche lui ha goduto della "prassi scandalosa", e al buio è avvenuta, per usare le sue stesse parole, la porcheria e il baratto che lo riguarda, oppure dovrebbe avere il coraggio di fare piena luce sulle nomine che sarebbero state spartite, senza gettare fango impunemente su persone e istituzioni».

 

Una difesa d' ufficio che tradisce una certa insofferenza da parte di togati e «laici» verso una denuncia che Davigo ha esplicitato a modo suo, ma molti altri hanno da tempo segnalato. Al punto che la commissione istituita dal ministro della Giustizia Andrea Orlando (presieduta dall' ex magistrato ed ex Guardasigilli Luigi Scotti) per suggerire ipotesi di riforma del Csm, ha avanzato alcune specifiche proposte anche per superare la pratica delle «nomine a pacchetto».

andrea orlandoandrea orlando

 

Che evidentemente non sono un' invenzione del presidente dell' Anm. Ma forse stavolta la reazione riguarda più chi ha sollevato la questione che non la questione in sé, perché considerato parte del sistema che l' ha generata. Probabile però che Davigo rifiuti a sua volta questa visione, e che la diatriba venga ripresa alla prima occasione utile.

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