FERMI TUTTI! BERLUSCONI: “O ABOLIZIONE IMU O NON CI STIAMO” - A RISCHIO LA FIDUCIA IN SENATO DOPO LE PAROLE DI FRANCESCHINI

1-IMU: FRANCESCHINI, NON SARA' TOLTA, A GIUGNO PROROGA
(Agi) - "L'Imu non verra' tolta, ci sara' una proroga per la rata di giugno. Avremo quindi un problema di cassa per i comuni e ci sara' anche la questione di evitare l'aumento dell'Iva nell'estate 2013. Ci siamo appena insediati, ma la prossima settimana vareremo un provvedimento apposito. E' comunque nostra intenzione evitare decreti legge omnibus".

Lo afferma il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Dario Franceschini, che ieri ha avuto una riunione di Governo con il Presidente del Consiglio Letta e con il ministro dell'Economia Saccomanni. Franceschini, conversando con i giornalisti al Senato, rende noto che "il primo provvedimento del Governo sara' l'approvazione del Def, accompagnato da una risoluzione che prevedra' modifiche in base alle nuove risoluzioni programmatiche"


2 - BERLUSCONI,SENZA ABOLIZIONE IMU NO SOSTEGNO A LETTA

(ANSA) - "CertO che sono fiducioso sia sull'abolizione che sulla restituzione. Non sosterremmo un governo che non attua queste misure né lo sosterremmo dall'esterno. Abbiamo preso un impegno con gli elettori e vogliamo manteneRlo". Lo afferma Silvio Berlusconi arrivando in Senato a proposito dell'Imu


3 - LO STOP ALL'IMU E' GIA' UN PASTICCIO
Franco Bechis per "Libero"

È l'unico provvedimento davvero annunciato dal presidente del Consiglio Enrico Letta nel suo discorso programmatico alle Camere: il blocco del pagamento dell'Imu sulla prima casa previsto per il prossimo mese di giugno. Su ogni altra proposta economica il premier ha fatto solo una dichiarazione di intenti, e tutto si poggia sul verbo «dovrebbero »: «misure ulteriori dovrebbero essere...».

Per l'Imu sulla prima casa l'annuncio è più chiaro: «lo stop ai pagamenti di giugno». Un decreto legge simile a quello che normalmente si fa sugli sfratti: un rinvio di 90 (a settembre) o 180 (a dicembre) giorni del pagamento della tassa prevista sulla prima casa. Non si tratta affatto di quella abolizione che era la condizione posta dal Pdl per votare la fiducia al nuovo governo. Nemmeno un cenno all'ipotesi di restituire la tassa già pagata nel 2012, come aveva sostenuto Silvio Berlusconi.

Dalle poche parole dedicate da Letta al tema si intuisce come il rinvio non preluda alla realizzazione della prima proposta del Pdl (abolizione per tutti), ed escluda la seconda proposta (restituzione di quanto già pagato). Letta ha motivato infatti il rinvio con la necessità di «dare il tempo a Governo e Parlamento di elaborare insieme e applicare rapidamente una riforma complessiva che dia ossigeno alle famiglie, soprattutto quelle meno abbienti».

Sono parole in cui si specchia assai più la proposta fatta in campagna elettorale dal Pd e in parte da Scelta civica che non quella del Pdl. Pier Luigi Bersani sull'Imu aveva proposto infatti di alzare le esenzioni previste per legge per escludere i redditi più bassi e le abitazioni più povere: niente tassa sulla prima casa per chi pagava fino a 4-500 euro. L'idea di Letta di evitare il prelievo «soprattutto alle famiglie meno abbienti» è dunque in quell'alveo, e non in quello della proposta Berlusconi.

Il rinvio del pagamento di giugno dunque non dice nulla di quel che avverrà, e l'impegno di Letta sull'Imu è sembrato assai timido, visto che ha già messo le mani avanti sulla riforma della tassazione dividendo le sue responsabilità con quelle «del Parlamento» con cui andrà decisa la riforma della tassa. Se la restituzione dell'Imu 2012 sulla prima casa e l'abolizione della stessa a partire dal 2013 fossero state una condizione ferrea del Pdl per votare la fiducia a Letta, con le parole di ieri Berlusconi avrebbe dovuto votare contro o al massimo astenersi.

Cosa che non è avvenuta. C'è una differenza però fra il decreto legge annunciato da Letta per rinviare il pagamento Imu prima casa dal tradizionalissimo decreto di proroga degli sfratti. Di questi ultimi ne sono stati varati 28 in 33 anni (sempre in attesa di una legge), ed è stato facile farlo perché il costo ricadeva sui proprietari privati di quelle abitazioni. Quello sull'Imu avrà un costo fin dal primo giorno per le casse pubbliche. La tassa sulla prima casa vale circa 4 miliardi di euro, e quest'anno a differenza dello scorso quei soldi erano attesi dalle tesorerie dei Comuni.

Con il blocco del pagamento i municipi rischiano di andare in crisi di liquidità e non potere pagare nemmeno più gli stipendi ai propri dipendenti. Questo rischio verrà scongiurato attraverso un anticipo di liquidità concessa dal Tesoro ai comuni nei suoi conti correnti. In pratica: quello che era previsto per settembre verrà anticipato a giugno per non fare entrare in crisi i sindaci. Se il blocco dovesse durare fino a fine anno, sarà anticipata a settembre anche la liquidità prevista per dicembre.

Avrà quindi un costo (sia pure di cassa e non di competenza) per lo Stato anche il semplice rinvio. Non solo: per i cittadini questo blocco sarà un'arma a doppio taglio. Perché dalle parole di Letta sembra escludersi che venga abolita l'Imu sulla prima casa per tutti. Qualcuno la pagherà anche dopo la riforma.

E se oltre la prima casa ne avrà anche una seconda (o un ufficio), dovrà fare due volte a distanza di mesi le pratiche burocratiche, e magari pagare due volte la consulenza del commercialista. Per loro l'Imu 2013 alla fine costerà più di quello già pagato nel 2012. Perché allora questo rinvio che rischia di trasformarsi in un grosso pasticcio? Un po' per dare un minimo di sponda a Berlusconi che si era spinto così avanti da non potere più dire di no a un governo Letta.

Un po' perché l'Imu non si può togliere se prima non si concorda la mossa con la Ue e con i suoi principali azionisti. E infine perché per avere questo via libera bisogna avere coperture ferree (Letta non crede a quelle proposte dal Pdl) o almeno la concessione comunitaria di un po' di flessibilità nei conti pubblici anche all'Italia, visto che la stessa cosa è stata strappata da Francia e Spagna. Per ora le premesse sono assai deludenti.

 

berlusconi alfano IMUrimborso imu avviso importante LETTERA BERLUSCONI ENRICO LETTA E GIORGIO NAPOLITANOequitalia ENRICO LETTA PARLA ALLA CAMERA

Ultimi Dagoreport

fulvio martusciello occhiuto zangrillo

IN FORZA ITALIA C’È UN CLIMA INFAME – IL TAJANEO FULVIO MARTUSCIELLO MANDA UN MESSAGGIO NELLA CHAT DEL PARTITO CAMPANO E INVITA A DISERTARE LA GIORNATA DI OGGI DEL CONVEGNO DEI GIOVANI IMPRENDITORI DI CONFINDUSTRIA A CAPRI: “IL PROGRAMMA DI OGGI È DAVVERO FIACCO”. IL MOTIVO? OGGI ALL’EVENTO PARLERANNO I DUE ACERRIMI AVVERSARI INTERNI DI TAJANI: ROBERTO OCCHIUTO E PAOLO ZANGRILLO – “DOMANI INVECE TUTTI PRESENTI PER APPLAUDIRE ‘IL NOSTRO UNICO LEADER’ (MA CHI E’, KIM JONG UN?)

meloni merz le pen trump

DAGOREPORT - NEI GIORNI IN CUI A BRUXELLES SI TIENE UN CONSIGLIO EUROPEO INFUOCATO, GIORGIA MELONI PERDE IL SUO UNICO ALLEATO: MERZ. SUL BILANCIO COMUNITARIO, IL CANCELLIERE TEDESCO VOLTA LE SPALLE ALLA DUCETTA, CHE SOGNA UN BILANCIO GONFIO, E SI ACCODA AL FRONTE DEI PAESI FRUGALI: "DOBBIAMO RIDURLO IN MODO SIGNIFICATIVO" - INOLTRE, LA MELONI, ORA CHE NON C'È PIÙ L'UNGHERESE VIKTOR ORBAN, SCONFITTO ALLE ELEZIONI DI APRILE, È RIMASTA L'UNICA A DIFENDERE IL DIRITTO DI VETO, CHE BLOCCA OGNI DECISIONE A BRUXELLES - A VIENNA SI SONO RIUNITE LE TESTE D'UOVO DEL VECCHIO CONTINENTE PER INTERROGARSI SUI TERREMOTI POLITICI CHE POTREBBERO SCUOTERE IL MONDO NEI PROSSIMI MESI: DELLE ELEZIONI ITALIANE, ANCORA SENZA UNA DATA, NEPPURE UNA PAROLA. A TOGLIERE IL SONNO AI POTENTONI EUROPEI SONO SOPRATTUTTO TRE APPUNTAMENTI ELETTORALI: ISRAELE, STATI UNITI E FRANCIA....

giuseppe castagna giancarlo giorgetti banco bpm credit agricole

DAGOREPORT - MENTRE GLI OCCHI DI TUTTI SONO PUNTATI SUL PALIO DI SIENA TRA MPS E INTESA, CON FARE SILENTE E QUASI ACCOMODANTE, COM’È IL LORO STILE, I FRANCESI DI CREDIT AGRICOLE STANNO ALLUNGANDO LE LORO MANINE SU BANCO BPM, SECONDO POLO BANCARIO ITALIANO PER RETE DI SPORTELLI - PER RENDERE L’ISTITUTO, CARO ALLA LEGA, NON PIÙ CONTENDIBILE (VEDI L’OPS DI UNICREDIT FERMATA A COLPI DI GOLDEN POWER), IL MINISTRO DEL MEF GIORGETTI HA PORTATO DENTRO IL CAPITALE SOCIALE DEL BANCO I FRANCESI, GIA’ A CAPO DEL GRUPPO CREDIT AGRICOLE ITALIA - UNA VOLTA RAGGIUNTO IL 29,3% DI BPM, NELLA TESTA DI PARIGI SPUNTA LA GENIALE IDEA: PERCHÉ IMBARCARSI IN UN’OPA ONEROSA SUL BANCO CARO AL CARROCCIO, QUANDO LO SI PUÒ ESPUGNARE “A GRATIS”, SENZA SGANCIARE UN EURO DI PREMIO AI SUOI AZIONISTI? - C’EST FACILE! BASTA FAR CREDERE CHE SIA BPM A COMPRARE CREDIT AGRICOLE ITALIA: IL BANCO INCORPORA LA CONTROLLATA DEI FRANCESI, E IL RISULTATO “POLITICO” È CHE GLI ITALIANI SI PRENDONO LA BANCA TRANSALPINA. IL PIÙ CLASSICO GIOCO DI PRESTIGIO…

giulia presutti

OCCHI FODERATI DI...PRESUTTI – DAL CASO DELLA DENUNCIA DI MOLESTIE SESSUALI NEI CONFRONTI DI NELLO TROCCHIA E SARA GIUDICE (ACCUSE POI ARCHIVIATE), ALLE DISCUTIBILI CENE AL "CEFALU’ BISTRO’" DI LAVITOLA, LA RESISTIBILE ASCESA (E REPENTINA DISCESA?) DI GIULIA PRESUTTI - LA 36ENNE GIORNALISTA RAI, DOPO AVER FATTO RIBELLARE LA REDAZIONE DI "REPORT", ORA FA INCAZZARE L'INTERO GRUPPO DI LAVORO DI “MI MANDA RAI TRE” -LA REDAZIONE DEL PROGRAMMA SI CHIEDE: PERCHÉ UNA GIORNALISTA COME LEI, CHE NON HA MAI CONDOTTO UNA TRASMISSIONE, DEVE PER FORZA CONDURRE? PERCHE' PAOLO CORSINI INTIGNA NEL VOLERLA "LANCIARE" A DISPETTO DEI SANTI? - LA PIACENTE GIULIA E' FIGLIA DEL POTENTE PIERCARLO PRESUTTI, DA 17 ANNI CAPO DELLO SPORT DELL'ANSA, E UOMO DI RELAZIONI TRASVERSALI NELLA ROMANELLA EDITORIAL-POLITICA...

marco caputo giovanni alibrandi rai radio

DAGOREPORT – RADIO RAI, UN UFFICIO DI COLLOCAMENTO PER AMANTI, MOGLI, AMICI DI: DAL CASO CLAUDIA CONTE ALL’INFORNATA DI BELLE E PROCACI GIOVANI SU RADIO2, C’È GROSSO MALESSERE A VIA ASIAGO – IN VISTA DELLE ELEZIONI DEL PROSSIMO ANNO, È PARTITO IL SOLITO VALZER DI ABBOCCAMENTI CON LA POLITICA (ALCUNI DIRETTORI GIA' S'ALLISCIANO VANNACCI) – LE POLTRONE CHE TRABALLANO: MARCO CAPUTO, DIRETTORE DI RADIO RAI, E GIOVANNI ALIBRANDI, GRAN CAPO DI RADIO2, NOMINATO IN QUOTA LEGA MA POI ALLONTANATOSI DAL CARROCCIO - EMA STOCKHOLMA E LA NUMEROSA SQUADRA DI "BADANTI" AL SUO SEGUITO - LA GRANDE INFORNATA DI "INFLUENCER" E BONAZZE VARIE A RADIO2...

meloni vannacci manlio messina cateno de luca berlusconi

DAGOREPORT - SE IL CAMPO LARGO CONTINUA TAFAZZIANAMENTE A DARSI BOTTIGLIATE SULL'INGUINE, ESCLUDENDO UN GIORNO L’”INAFFIDABILE” RENZI, IL GIORNO DOPO IL “CONTIANO” ONORATO, DOPODICHÉ TOCCA DELEGITTIMARE L’’’ESATTORE” RUFFINI E IL “POLIZIOTTO” GABRIELLI, MELONI DIMOSTRA ANCORA UNA VOLTA DI POSSEDERE INTELLIGENZA POLITICA. NEL PURO SOLCO DEL BERLUSCONISMO D’ANTAN: MA PERCHÉ ESCLUDERE QUANDO SI PUÒ AGGIUNGERE? - E VOILÀ, HA RECUPERATO IL FEDELISSIMO MANLIO MESSINA CHE A SUA VOLTA HA AGGANCIATO IL MOVIMENTO GUIDATO DA CATENO DE LUCA, "SUD CHIAMA NORD" - L’OBIETTIVO DI CATENO (E MESSINA) È QUELLO DI RAGGIUNGERE IL 3% ATTRAVERSO UNA CAMPAGNA DI ARRUOLAMENTO DI ALTRI SINDACI, CONTROCANTO DEL PROGETTO CIVICO ITALIA MESSO SU DA ONORATO, MA NON ESCLUDENDO DI PORTARE NELL’ARMATA BRANCA-MELONI GLI AMICI UDC DI CESA E DI MASTELLA - E COSÌ, PER RIEQUILIBRARE I VOTI PERDUTI DEI BOLLITI SALVINI E TAJANI, E SEMPRE AUSPICANDO CHE LUNGO LA STRADA IL FENOMENO VANNACCI SI SGONFI, “GIORGIA BERLUSCONI” HA COMINCIATO AD ALLARGARE IL PERIMETRO DEL CENTRODESTRA, PRONTA AD ACCOGLIERE IL DIAVOLO (SE NECESSARIO) PUR DI ARRIVARE AL PREMIO DI MAGGIORANZA DEL 42%… - VIDEO