colosseo

FIFA E ARENA - L’IDEA DI FRANCESCHINI DI RESTITUIRE AL COLOSSEO IL SUO PAVIMENTO DIVIDE GLI ARCHEOLOGI - SETTIS: NON È UNA PRIORITÀ - L’EX SOPRINTENDENTE LA REGINA: ‘’UN’IDEA FELICE. COSÌ SI MIGLIORA LA PERCEZIONE DELL’ANFITEATRO. BASTA AVERE I SOLDI”

1. COSÌ MIGLIORERÀ LA PERCEZIONE DELL’ANFITEATRO

Carlo Alberto Bucci per “la Repubblica

 

interno del colosseo, 1870 circa.  c3176dfb3621f3d0bade97f5152729b0interno del colosseo, 1870 circa. c3176dfb3621f3d0bade97f5152729b0

«Ricostruire l’arena del Colosseo è un’idea felice, soprattutto molto utile. Si può fare benissimo, del resto io l’ho già fatto. Basta avere i soldi». L’archeologo Adriano La Regina si scrolla di dosso il nomignolo di “mister no” per i suoi vincoli messi tra i piedi della Roma che andava di corsa verso il Giubileo del 2000 e che voleva passare con un tunnel sotterraneo sotto ai piedi di Castel Sant’Angelo.

 

Oggi, con uno spazientito «basta con “mister no”, ho sempre dato il mio assenso ai progetti che garantivano la tutela del monumento », il soprintendente di Roma dal 1976 al 2004 sposa il progetto di ripristino del parterre originale dell’anfiteatro Flavio.

 

Professore, sotto la sua guida già fu costruito al Colosseo uno spicchio di arena in legno, tuttora esistente. Perché ampliarlo?

«Perché si migliora la percezione dell’anfiteatro come era al tempo dei Flavi e perché una pedana così ampia (l’arena misura 86 per 54 metri, ndr) può servire al monumento più visitato di Roma. Esistono peraltro già studi sull’aspetto originale dell’arena. Manca da stabilire la quota originaria del piano calpestabile, ma è una misura che si può trovare».

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Non pensa che così si vìola l’istanza storica dettata da Cesare Brandi, il padre del restauro moderno?

«Qui non è il caso di scomodare Brandi. Il piano antico dell’arena, già in antico in legno, non esiste più da secoli. Le foto Alinari ci mostrano un battuto frutto della montagna di terra che colmava i sotterranei e che fu necessario rimuovere perché gli archeologi studiassero il piano - 1 del Colosseo».

 

Così l’area sotto l’arena sarà meglio protetta. Potrà essere musealizzata?

«La copertura dei sotterranei produrrà problemi di climatizzazione e di deflusso delle acque che andranno affrontati. Questi ambienti ipogei sono però stretti, inadatti all’esposizione di reperti. Certo, potranno diventare musei di se stessi, dove offrire ai visitatori le ricostruzioni dei macchinari scenici, degli artifici tecnici che servivano ai giochi. E offrire un collegamento diretto con l’arena superiore, sempre con un espediente fedelissimo alla storia: i montacarichi sui quali venivano caricati gli animali e i gladiatori».

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Ascensori al Colosseo?

«Sì, ma in legno e identici a quelli dei romani. Possiamo ricostruirne più d’uno. E gli effetti spettacolari sarebbero di grande effetto per i visitatori sempre più numerosi: 6 milioni l’anno. La nuova arena potrà essere uno straordinario strumento di valorizzazione del Colosseo».

 

 

2. ARENA DEL COLOSSEO, TORNA IL PAVIMENTO?

Grazia Longo per “La Stampa

 

«Già immagino dentro al Colosseo concerti come la Passione secondo Matteo di Bach, sulla scorta delle rappresentazioni sacre durante il Medioevo». Il professor Andrea Carandini, ex presidente del Consiglio superiore dei Beni culturali, è entusiasta della proposta di restituire al Colosseo l’antica arena, avanzata dall’archeologo Daniele Manacorda.

 

Il progetto ha già avuto il placet, via twitter, del ministro dei Beni culturali e del Turismo Dario Franceschini. «L’idea dell’archeologo Manacorda di restituire al Colosseo la sua arena mi piace molto. Basta un po’ di coraggio» ha scritto il ministro, postando poi sul social network anche alcune foto Alinari per mostrare «come i visitatori vedevano e vivevano il Colosseo sino a poco più di un secolo fa».

 

colosseo oggicolosseo oggi

L’ipotesi è già al vaglio della Soprintendenza speciale per i Beni archeologici di Roma, guidata da Mariarosaria Barbera. Che precisa: «Stiamo lavorando agli approfondimenti per un possibile progetto di ricostruzione dell’arena, inclusa l’individuazione delle migliori soluzioni tecniche rispetto all’ampliamento del settore già ricostruito anni fa».

 

L’argomento è di quelli destinati a suscitare dibattito e già ora c’è chi non è d’accordo. «Purtroppo ci sono molti Catoni - osserva ancora Carandini, archelogo noto per le scoperte negli scavi sul Palatino - ma io non sono un censore e auspico che davvero si possa ripristinare la pavimentazione dell’Anfiteatro Flavio. Sono contento quindi che il ministro Franceschini abbia accolto favorevolmente l’ipotesi.

 

Tanto più che non si tratta, come ritengono alcuni, di una rivoluzione, di un’innovazione, ma di una conservazione e valorizzazione dell’esistente». A partire dai sotterranei che sarebbero sì coperti ma «potrebbero essere apprezzati dai visitatori per quello che rappresentavano duemila anni fa. Si potrebbero, ad esempio, ripristinare gli ascensori di legno per gli spostamenti delle belve o il collegamento sotterraneo al Ludus Magnus, la caserma dove i gladiatori si allenavano».

colosseo con arenacolosseo con arena

 

Siamo dunque pronti alla possibilità di rivivere l’atmosfera delle lotte tra i gladiatori o a sfruttare la suggestiva cornice per rappresentazioni teatrali? Gli esperti si dividono, il confronto è aperto e destinato ad alimentarsi di spunti, riflessioni e passi burocratici concreti per quella che più che una trasformazione è un ritorno al passato.

 

Non lontanissimo, basta srotolare il nastro del tempo fino all’Ottocento, quando l’arena non era ancora stata scoperchiata per consentire gli scavi archeologici nei sotterranei. Daniele Manacorda - che ha lanciato la proposta dalla rivista Archeo - è convinto che «i labirinti attualmente in vista debbano essere ricoperti per consentire al visitatore di godere di una visione più rispondente alla realtà originaria» ed è propenso a sfatare il mito di un «approccio feticista all’archeologia che vieta di intervenire sui resti antichi».

 

colosseo interno 1870colosseo interno 1870

Ma c’è anche chi boccia categoricamente il progetto. Lo storico dell’arte Tomaso Montanari è tranchant: «È un’idea povera culturalmente, banale e banalizzante, che confonde conoscenza e intrattenimento». Montanari si spinge addirittura a paragonare la novità avallata dal ministro Franceschini alla «presenza dei gladiatori che si aggirano intorno al Colosseo e che suscitano tanto scandalo: ma questa idea a me pare la stessa cosa, appena un po’ pulita». E chiosa: «Con tutto quello che c’è da fare, con tutto l’enorme patrimonio d’arte in pericolo, con le tante, tantissime cose sconosciute dei nostri tesori, è giusto che il ministro si concentri sul Colosseo e sul suo uso spettacolare?».

 

Alla motivazione economica, per esprimere la sua contrarietà, si appiglia Salvatore Settis, ex direttore della Scuola Normale Superiore di Pisa nonché ex presidente del Consiglio superiore dei Beni culturali. «Questo è un momento drammatico per la tutela del patrimonio culturale - stigmatizza -. Lo Sblocca-Italia contiene norme devastanti, e intanto la funzionalità del ministero cala di continuo per mancanza di fondi e di personale. In questa situazione, non credo proprio che l’eventuale restituzione dell’arena del Colosseo sia una priorità ragionevole, anche perché dettata da un’ipotesi di riuso per forme varie di intrattenimento».

franceschinifranceschini

 

Un’idea «coraggiosa», che punta a rendere il Colosseo «più comprensibile e fruibile, in un modo diverso, restituendolo appieno alla cittadinanza»: così viene invece definita da Giuliano Volpe, docente di Archeologia e attuale presidente del Consiglio superiore dei Beni culturali e paesaggistici del Mibact. «Basta con i feticismi - incalza -. Dobbiamo smetterla con l’idea che i monumenti parlino da soli.

 

Il Colosseo è il monumento simbolo di Roma e dell’Italia, ogni anno lo visitano 5 milioni di persone: certo, bisogna procedere con cautela e rispetto, senza però considerarlo un feticcio, bensì un luogo in cui il visitatore riesca a capire che cosa è stato quel monumento quando è stato costruito. Gli ambienti ipogei potrebbero piuttosto tornare sotto terra e diventare visitabili, con percorsi guidati, mentre il ripristino dell’arena consentirebbe di ospitare iniziative come concerti o gare di lotta greco-romana».

 

L’obiettivo è quello di ripercorrere le varie tappe dell’anfiteatro che nei secoli è diventato fortezza, cava di pietra (nel Rinascimento fu anche «spogliato» dei marmi, utilizzati per la costruzioni di Palazzo Venezia, palazzo della Cancelleria, il porto di Ripa Grande, Palazzo Barberini), luogo sacro. Recentemente, com’è noto, ha brillato anche al cinema in due film da Oscar: Il gladiatore di Ridley Scott e La grande bellezza di Paolo Sorrentino.

 

 

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