renzi, un doppiomento che mente due volte

FIGURE DI CAVOLO – IL PREMIER CAZZONE VA A PARLARE DI TASSE E LOTTA ALL’EVASIONE ALLA DANIELI DI UDINE – NESSUNO LO AVEVA AVVERTITO CHE IL CAPO DELL’AZIENDA SIDERURGICA, CON ALTRI 6 MANAGER, È SOTTO PROCESSO PER EVASIONE FISCALE

Gianni Barbacetto per “Il Fatto quotidiano

 

RENZI PREMIATO ALLA DANIELIRENZI PREMIATO ALLA DANIELI

Ha parlato anche di tasse ed evasione fiscale, Matteo Renzi, ieri a Buttrio (Udine), durante la sua visita alla multinazionale Danieli. È stato come parlare di corda in casa dell' impiccato: ad ascoltarlo c' era il presidente e amministratore delegato del gruppo Danieli, Giampiero Benedetti, che con altri sei manager della multinazionale friulana è sotto processo per reati fiscali.

 

Renzi ha detto che "abbassare le tasse non è né di destra né di sinistra: è giusto". Benedetti, parlando dopo di lui, ha confidato di avere "fiducia in questo governo perché sta dimostrando energia e coraggio e soprattutto perché ha una visione di sviluppo del Paese". Poi gli ha consegnato una scultura che rappresenta un forgiatore: "Nella speranza che lei sappia forgiare il Paese".

GIAMPIERO BENEDETTI PRESIDENTE DANIELIGIAMPIERO BENEDETTI PRESIDENTE DANIELI

 

IL PROCESSO ai sette uomini d'oro della Danieli è iniziato con una "udienza filtro" l' 8 ottobre ed è stato rinviato al 18 gennaio 2016. Benedetti è imputato di evasione e frode fiscale, per non aver pagato 80 milioni di euro su una cifra totale di circa 280 milioni nascosti al fisco, con il trucco della "esterovestizione societaria", cioè la trasmigrazione all' estero, nei paradisi fiscali, di attività che hanno invece il loro ponte di comando in Italia.

 

RENZI MANGIA IL GELATORENZI MANGIA IL GELATO

La Danieli è uno dei leader mondiali nella produzione di impianti siderurgici, un colosso con 11 mila dipendenti, un fatturato di oltre 2.700 milioni di euro, un utile netto di 163 milioni. Il suo sito web è in inglese e in cinese: l' italiano non serve, visto che l' impresa costruisce acciaierie nel mondo, in Russia e in Brasile, in Corea e nei Paesi arabi.

 

L' inchiesta della procura di Udine fu rivelata da un articolo braioscorso. Il nucleo di polizia tributaria della Guardia di finanza friulana, dopo indagini durate due anni, guidate dal procuratore aggiunto di Udine Raffaele Tito, contestò la mega evasione alla multinazionale con base a Buttrio, ipotizzando tre fattispecie di reato. La dichiarazione fraudolenta, "mediante un giro vorticoso, ma fittizio di operazioni finanziarie intragruppo" realizzate tra il 2005 e il 2008, per un ammontare di 12.891.551 euro di costi fittizi e 3.899.885 euro di imposta Ires evasa.

RENZI CANTONERENZI CANTONE

 

Poi l' omessa dichiarazione dei redditi per tre società considerate esterovestite, cioè con sede formale nel "paradiso fiscale" del Lussemburgo, ma di fatto gestite dal quartier generale di Buttrio, per un giro d' affari di 225 milioni di euro e per un totale di circa 73 milioni di imposte evase, nel periodo 2005-2013. Infine la dichiarazione fraudolenta "con uso di fatture per operazioni inesistenti" in relazione a fondi occulti e operazioni sospette con una società degli Emirati Arabi Uniti, tra il 2006 e il 2010.

 

Nell' inchiesta sono coinvolti, avario titolo, sei dei più stretti collaboratori di Benedetti: Alessandro Brussi, Enzo Ruscio, Zeno Bozzola, Alessandro Trivillin, Carla De Colle ed Ezio Bianchi.

 

berlusconi renzi berlusconi renzi

Tutti si sono detti estranei alle accuse e si sono lamentati per i danni subiti in Borsa dall' azienda dopo la pubblicazione delle notizie sull' indagine. "Il titolo Danieli, quotato in Borsa, ha registrato perdite di valore dell' ordine di decine di milioni di euro nel giorno della divulgazione della notizia e nel giorno successivo", aveva scritto l' azienda in una sua nota.

 

"L' enfasi della comunicazione ha causato allarme trai membri della comunità e in particolare tra clienti, dipendenti, collaboratori e investitori. Oltre ai danni già patiti, non si può e non si deve dimenticare il danno d' immagine a livello mondiale subito da un gruppo che ha sempre fatto di etica e trasparenza i propri principi cardine. Tutto questo non per fatti accertati, ma per mere ipotesi di violazioni fiscali".

 

La nota continuava dicendo che "la società confida nel celere accertamento delle responsabilità, evitando processi mediatici e ulteriori danni a se stessa, alle persone indagate, agli 11 mila dipendenti, alle loro famiglie e a quasi 5 mila investitori".

 

GUARDIA DI FINANZAGUARDIA DI FINANZA

Ieri è arrivata la benedizione del presidente del Consiglio Renzi, che ha proclamato: "Se riduci evasione, sprechi e affermi il principio dei costi standard, hai lo spazio per ridurre le tasse. Solo con un fisco 2.0 potremo combattere davvero l' evasione fiscale".

L' imputato di evasione e frode fiscale Giampiero Benedetti ha applaudito.

Ultimi Dagoreport

donald trump giorgia meloni ixe sondaggio

DAGOREPORT - CHE COSA SI PROVA A DIVENTARE “GIORGIA CHI?”, DOPO ESSERE STATA CARAMELLATA DI SALAMELECCHI E LECCA-LECCA DA DONALD TRUMP, CHE LA INCORONÒ LEADER "ECCEZIONALE", "FANTASTICA", "PIENA DI ENERGIA’’ E ANCHE "BELLISSIMA"? - BRUTTO COLPO, VERO, SCOPRIRE CHE IL PRIMO DEMENTE AMERICANO SE NE FOTTE DELLA “PONTIERA” TRA USA E UE CHE SI È SBATTUTA COME MOULINEX CONTRO I LEADER EUROPEI IN DIFESA DEL TRUMPISMO, E ORA NON RACCATTA NEMMENO UN FACCIA A FACCIA DI CINQUE MINUTI, COME È SUCCESSO AL FORUM DI DAVOS? - CHISSÀ CHE EFFETTO HA FATTO IERI A PALAZZO CHIGI LEGGERE SUL QUEL “CORRIERE DELLA SERA” CHE HA SEMPRE PETTINATO LE BAMBOLE DELL’ARMATA BRANCA-MELONI, IL DURISSIMO EDITORIALE DI UN CONSERVATORE DOC COME MARIO MONTI - CERTO, PER TOGLIERE LA MASCHERA ALL’INSOSTENIBILE GRANDE BLUFF DELLA “GIORGIA DEI DUE MONDI”, C’È VOLUTO UN ANNO DI ''CRIMINALITÀ'' DI TRUMP MA, SI SA, IL TEMPO È GALANTUOMO, I NODI ALLA FINE ARRIVANO AL PETTINE E LE CONSEGUENZE, A PARTIRE DAL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA DI FINE MARZO, POTREBBERO ESSERE MOLTO AMARE TRASFORMANDO IL ''NO'' ALL'UNICA RIFORMA DEL GOVERNO IN UN "NO" AL LEGAME DI MELONI CON LA DERIVA FASCIO-AUTORITARIA DI TRUMP... 

tommaso cerno barbara d'urso durso d urso francesca chaouqui annamaria bernardini de pace

FLASH – IERI SERA GRAN RADUNO DI PARTY-GIANI ALLA CASA MILANESE DI TOMMASO CERNO, PER CELEBRARE IL 51ESIMO COMPLEANNO DEL DIRETTORE DEL “GIORNALE” – NON SI SONO VISTI POLITICI, AD ECCEZIONE DI LICIA RONZULLI. IN COMPENSO ERANO PRESENTI L’AVVOCATESSA ANNAMARIA BERNARDINI DE PACE E L’EX “PAPESSA” FRANCESCA IMMACOLATA CHAOUQUI. A RUBARE LA SCENA A TUTTE, PERÒ C’HA PENSATO UNA SFAVILLANTE BARBARA D’URSO STRETTA IN UN ABITINO DI DOLCE E GABBANA: “BARBARELLA” AVREBBE DELIZIATO I PRESENTI ANNUNCIANDO CHE, DOPO FABRIZIO CORONA, ANCHE LEI TIRERÀ FUORI QUALCHE VECCHIA MAGAGNA…

giorgia meloni carlo calenda

FLASH – CARLO CALENDA UN GIORNO PENDE DI QUA, L’ALTRO DI LÀ. MA COSA PENSANO GLI ELETTORI DI “AZIONE” DI UN’EVENTUALE ALLEANZA CON LA MELONI? TUTTO IL MALE POSSIBILE: IL “TERMOMETRO” TRA GLI “AZIONISTI” NON APPREZZA L'IPOTESI. ANCHE PER QUESTO CARLETTO, ALL’EVENTO DI FORZA ITALIA DI DOMENICA, È ANDATO ALL’ATTACCO DI SALVINI: “NON POSSO STARE CON CHI RICEVE NAZISTI E COCAINOMANI” (RIFERIMENTO ALL’ESTREMISTA INGLESE TOMMY ROBINSON) – IL PRECEDENTE DELLE MARCHE: ALLE REGIONALI DI SETTEMBRE, CALENDA APRÌ A UN ACCORDO CON IL MAL-DESTRO ACQUAROLI, PER POI LASCIARE LIBERTÀ “D’AZIONE” AI SUOI CHE NON NE VOLEVANO SAPERE...

donald trump peter thiel mark zuckerberg sam altman ice minneapolis

DAGOREPORT – IL NERVOSISMO È ALLE STELLE TRA I CAPOCCIONI E I PAPERONI DI BIG TECH: MENTRE ASSISTONO INERMI ALLE VIOLENZE DI MINNEAPOLIS (SOLO SAM ALTMAN E POCHI ALTRI HANNO AVUTO LE PALLE DI PRENDERE POSIZIONE), SONO MOLTO PREOCCUPATI. A TEDIARE LE LORO GIORNATE NON È IL DESTINO DELL'AMERICA, MA QUELLO DEL LORO PORTAFOGLI. A IMPENSIERIRLI PIÙ DI TUTTO È LO SCAZZO TRA USA E UE E IL PROGRESSIVO ALLONTANAMENTO DELL'EUROPA, CHE ORMAI GUARDA ALLA CINA COME NUOVO "PADRONE" – CHE SUCCEDEREBBE SE L’UE DECIDESSE DI FAR PAGARE FINALMENTE LE TASSE AI VARI ZUCKERBERG, BEZOS, GOOGLE, IMPONENDO ALL’IRLANDA DI ADEGUARE LA PROPRIA POLITICA FISCALE A QUELLA DEGLI ALTRI PAESI UE? – COME AVRÀ PRESO DONALD TRUMP IL VIAGGIO DI PETER THIEL NELLA FRANCIA DEL “NEMICO” EMMANUEL MACRON? SPOILER: MALISSIMO…

viktor orban giorgia meloni santiago abascal matteo salvini

FLASH – GIORGIA MELONI SI SAREBBE MOLTO PENTITA DELLA SUA PARTECIPAZIONE ALL’IMBARAZZANTE SPOTTONE PER LA CAMPAGNA ELETTORALE DI VIKTOR ORBAN, INSIEME A UN’ALLEGRA BRIGATA DI POST-NAZISTI E PUZZONI DI TUTTA EUROPA – OLTRE AD ESSERSI BRUCIATA IN UN MINUTO MESI DI SFORZI PER SEMBRARE AFFIDABILE ED EUROPEISTA, LA SORA GIORGIA POTREBBE AVER FATTO MALE I CONTI: PER LA PRIMA VOLTA DA ANNI, I SONDAGGI PER IL “VIKTATOR” UNGHERESE NON SONO BUONI - IL PARTITO DEL SUO EX DELFINO, PETER MAGYAR, È IN VANTAGGIO (I GIOVANI UNGHERESI NON TOLLERANO PIÙ IL PUTINISMO DEL PREMIER, SEMPRE PIÙ IN MODALITÀ RAGAZZO PON-PON DEL CREMLINO)

zelensky beltrame meloni putin

FLASH – CHI E PERCHÉ HA FATTO USCIRE IL DISPACCIO DELL’AMBASCIATORE “LEGHISTA” A MOSCA, STEFANO BELTRAME, RISERVATO AI DIPLOMATICI, IN CUI SI ESPRIMEVANO LE PERPLESSITÀ ITALIANE SULLE NUOVE SANZIONI ALLA RUSSIA, CON TANTO DI STAFFILATA ALL’ALTO RAPPRESENTANTE UE, KAJA KALLAS (“IL CREMLINO NON LA RICONOSCE COME INTERLOCUTRICE”)? NON SONO STATI I RUSSI, MA QUALCUNO DALL'ITALIA. EBBENE: CHI HA VOLUTO FARE UN DISPETTUCCIO A GIORGIA MELONI, CHE CI TIENE TANTO A MOSTRARSI TRA LE PIÙ STRENUE ALLEATE DI KIEV? -  PICCOLO REMINDER: BELTRAME, EX CONSIGLIERE DIPLOMATICO DI SALVINI AI TEMPI DEL VIMINALE, NELL’OTTOBRE DEL 2018 ORGANIZZÒ IL VIAGGIO DI SALVINI A MOSCA, AI TEMPI DELL’HOTEL METROPOL…