FISCO INFERNO – L’AGENZIA DELLE ENTRATE AFFILA LE ARMI ED ENTRO TRE ANNI SCONTRINI E FATTURE SARANNO TUTTE DIGITALI – IN CAMBIO, IL TETTO AL CONTANTE SALIRÀ DA 1.000 A 3.000 EURO

Roberto Petrini per “la Repubblica”

 

VALIGIA SOLDIVALIGIA SOLDI

Tracciabilità totale degli adempimenti fiscali per lottare contro l’evasione e maglie più larghe all’uso del contante. Il piano del governo taglierà il traguardo, con tutta probabilità e salvo ulteriori sorprese, al consiglio dei ministri di venerdì. Due le novità più importanti: l’arrivo della e-fattura e dello «scontrino digitale». Basta con la carta, almeno a partire dal 2017 (o dal 2018 se prevarrà la prudenza di coloro che gestiscono le strutture informatiche dello Stato). Nel frattempo un primo passo verso l’informatizzazione del fisco si avrà con l’operazione «730» precompilato che arriverà nelle cassette elettroniche di lavoratori dipendenti e pensionati, dopo l’ok del Garante per la privacy, il prossimo 15 aprile: un meccanismo che in prospettiva consentirà al fisco di predisporre detrazioni e deduzioni, dai mutui ai medicinali, direttamente dal proprio “cervellone” centrale.

 

Andranno in soffitta nel giro di tre-quattro anni fatture, ricevute e scontrini fiscali cartacei ma anche i registri Iva e quelli dei clienti-fornitori, finalizzati ad eventuali controlli del Fisco, che oggi devono essere tenuti da chi esercita un’attività. Questi «vecchi» strumenti saranno sostituiti con supporti informatici, sul modello «cloud», che permetteranno a professionisti e commercianti di scambiarsi fatture in entrata e uscita tra di loro e all’Agenzia delle entrate di monitorare. Stesso sistema per gli «scontrini digitali»: sarà necessario un aggiornamento delle tecnologie e dei registratori di cassa che sarà favorito con un credito d’imposta di 100 euro.

AGENZIA ENTRATE ROMAAGENZIA ENTRATE ROMA

 

L’informatizzazione del Fisco e delle relative possibilità di controllo darà maggiori strumenti per la lotta all’evasione. Contestualmente potrebbe essere meno necessario agire «a monte» in modo radicale andando verso una totale abolizione del contante: il reato di autoriciclaggio, i possibili rafforzamenti del falso in bilancio e la rinuncia a depenalizzare le fatture false, renderanno più difficile la circolazione di denaro «nero» e quindi accettabili normali transazioni in banconote e monete metalliche.

 

Di conseguenza si va, come ha annunciato il premier Renzi, verso un allargamento delle maglie per l’uso del contante: il tetto massimo potrebbe essere portato dagli attuali mille a 3.000 euro. La norma non è ancora materialmente presente nella bozza di decreto: se entrerà sarà tuttavia operativa contestualmente alla riforma elettronica del fisco.

 

Fino ad oggi si è assistito invece al fenomeno contrario, spinto proprio dalla necessità di combattere il denaro «nero». Il tetto alla possibilità dell’uso del contante anche per i pagamenti tra privati si è progressivamente ridotto: era di 12.500 euro 2008 per poi scendere fino agli attuali mille nel 2012. Sono rimasti fuori dai limiti solo i pagamenti effettuati da turisti esterni all’Unione, come Russi, Giapponesi o Cinesi, ai quali è consentito di fare shopping in contanti nel nostro paese fino 15 mila euro.

ROSSELLA ORLANDI ROSSELLA ORLANDI

 

Divieti all’uso del contante, finalizzati all’antiriciclaggio o alla lotta all’evasione e di fatto volti ad incentivare la più tracciabile moneta elettronica, sono stati via via introdotti anche per altre specifiche forme di pagamento: vengono erogate solo per via bancaria o postale pensioni e stipendi della pubblica amministrazione sopra i mille euro, così come gli affitti sopra la medesima soglia. A spingere verso l’uso di carte di credito e Bancomat anche la contestata norma che obbliga professionisti e commercianti a dotarsi di Pos (senza obblighi e sanzioni) e ad accettare pagamenti superiori ai 30 euro con «denaro di plastica».

 

la guardia di finanza ispeziona la sezione fallimentare del tribunale civile la guardia di finanza ispeziona la sezione fallimentare del tribunale civile

Se il fisco avanza restano aperte le questioni della ripresa e dei conti pubblici. Nel giorno della firma del protocollo con Berna, il ministro per l’Economia Padoan si è espresso con fiducia sul futuro dell’economia italiana e ha osservato che una volta completate le riforme la crescita «entro due anni» sarà «superiore alle stime. «Moderatamente ottimista» anche sull’esame della legge di Stabilità 2015 da parte della Ue (rinviato al 2 marzo). «Abbiamo fatto i compiti a casa», ha osservato il ministro.

 

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