merkel seehofer

GERMANIA (E EUROPA) SULL’ORLO DI UNA CRISI DI MERKEL – IL GOVERNO TEDESCO RISCHIA DI CADERE. SERVE UN’INTESA SUI RESPINGIMENTI AL CONFINE, MA ANGELA NON CEDE – L’ULTIMATUM DI SEEHOFER: SVOLTA ENTRO TRE GIORNI O AUF WIEDERSEHEN MERKEL! – SCHAUBLE: “L’UNIONE È SULL’ORLO DELL’ABISSO”

Da www.ilfattoquotidiano.it

 

horst seehofer angela merkel

Senza un accordo, il governo tedesco è appeso a un filo. La riunione a Berlino tra Angela Merkel e Horst Seehofer con il presidente del Bundestag Wolfgang Schäuble a fare da mediatore, è uno degli ultimi tentativi di trovare un compromesso nella crisi politica tra la cancelliera della Cdu e il suo ministro dell’Interno, leader della Csu bavarese.

 

Serve un’intesa sui respingimenti al confine tedesco dei richiedenti asilo già registrati in un altro Paese Ue: la misura voluta da Seehofer che Merkel ha stoppato, perché la ritiene una mossa “unilaterale” di uno Stato, e non intende cedere neanche di un centimetro.

horst seehofer

Il vertice è solo l’ultimo atto, per ora, della crisi di governo tedesca cominciata a metà giugno. Uno strappo tra i due storici alleati democristiani che nella notte tra domenica e lunedì ha conosciuto un nuovo capitolo, con la riunione a Monaco dei vertici della Csu e l’ultimatum dato da Seehofer alla cancelliera. Dopo aver minacciato due volte le dimissioni, il ministro degli Interni si è appellato a un ultimo disperato tentativo di trovare un accordo.

 

MERKEL SEEHOFER

Ma se “entro tre giorni” non otterrà da Merkel una svolta soddisfacente sulla questione migranti, allora lascerà “tutte le poltrone“. “L’Unione è sull’orlo dell’abisso“, ha detto lunedì mattina Schäuble che ora chiede ai due protagonisti della crisi di trovare un compromesso. La Csu, dopo quanto successo domenica notte, ha cercato invece di minimizzare, dichiarandosi aperta a una possibile soluzione.

 

TITOLO LIBERO LA CULONA SI E' SGONFIATA

“La stabilità del governo per noi non è in discussione, e neppure la fine del gruppo parlamentare comune è la strada giusta”, ha addirittura detto il presidente della Baviera, Markus Soeder, secondo il quale “in un governo si può raggiungere molto, ma fuori no”. “Noi riteniamo che ci sia bisogno di maggiore sicurezza alle frontiere”, ha continuato parlando a margine di un evento a Passau, e sottolineando che il partito sia comunque disponibile al compromesso. Nel pomeriggio dalla sede della Cdu, la Konrad-Adenauer-Haus, dopo una riunione fiume cominciata alle 8.30, sono arrivati anche i toni concilianti della Merkel, disponibile a trovare una soluzione.

seehofer merkel 4

 

Lo scenario: accordo, cambio di ministro o urne – Tutto comunque è rimandato a quello che uscirà dal faccia a faccia Merkel-Seehofer in cui, scrive il quotidiano bavarese Sueddeutsche Zeitung, “quasi tutto è ancora possibile“. A questo punto tra Berlino e Monaco, tra Cdu e Csu, potrebbe davvero esserci la rottura, come non succedeva dal 1976. Merkel ha poche opzionidavanti a sé.

 

seehofer merkel 2

Senza un’improvvisa intesa con Seehofer da trovare al massimo entro il 4 luglio, dovrebbe accettare le dimissioni del suo ministro. Seehofer potrebbe essere sostituito da un altro esponente della Csu, per esempio il capogruppo Alexander Dobrindt. L’altro scenario sarebbe la fine della coalizione.

 

seehofer merkel 1

A quel punto la cancelliera si presenterebbe in Parlamento a chiedere la fiducia, per certificare la mancanza di una maggioranza. Da quel momento dovrebbero passare 60 giorni prima di tornare al voto. Per evitare le urne Merkel potrebbe tentare due strade: un governo di minoranza con i socialdemocratici, oppure una nuova coalizione con Spd e Verdi. In caso di accordo last minute invece, la cancelliera si presenterebbe comunque davanti al Bundestag per una fiducia che servirebbe semplicemente a sancire la fine della crisi.

HORST SEEHOFER ANGELA MERKEL

La riunione di domenica – Per due volte nel corso della serata di domenica Seehofer aveva minacciato le dimissioni. Le prime sono state respinte dal suo stesso partito, per mano del capogruppo Alexander Dobrindt, che le ha definite inaccettabili. Le secondo le ha ritirate il ministro stesso, spiegando che avrebbe cercato un nuovo accordo con la sua cancelliera. Un balletto che è lo specchio della fragilità degli equilibri politici tedeschi.

 

merkel

Che la situazione sia “molto seria“, lo aveva ammesso anche la stessa Merkel in un’intervista alla Zdf rilasciata domenica alle 14, prima che a Monaco si compiesse il dramma Seehofer. Ha dichiarato che farà “tutto il possibile per raggiungere risultati e continuare a tutelare la responsabilità per il nostro Paese”. Ma sul casus belli della crisi non è arretrata di un centimetro: nessuna apertura, al momento, ai respingimenti al confine tedesco dei richiedenti asilo già registrati in un altro Paese Ue. “La considererei una mossa unilaterale di uno Stato”, ha più volte spiegato.

 

horst seehofer

Seehofer: “Ci parleremo ancora” – I controlli alla frontiera sono invece il punto cardine del masterplan sull’immigrazioneredatto da Seehofer: un testo su cui la Csu si gioca la faccia, anche in vista delle elezioni del prossimo ottobre nella sua Baviera. “Dico di sì, che mi dimetterò da ministro e da capo del partito e che lo farò entro tre giorni”, ha confermato Seehofer nella notte, parlando fuori dalla sede del partito a Monaco e anticipando un incontro in giornata con la Cdu, “nella speranza che si possa arrivare ad un accordo”.

angela merkel horst seehofer

 

“Ci parleremo ancora – ha detto il ministro degli Interni – Nell’interesse di questo paese e della capacità della nostra coalizione e dell’esecutivo di governo, cosa che vogliamo preservare. Vogliamo raggiungere un accordo sulle questioni chiave del controllo dei confini e dei respingimenti alle frontiere, e solo su questi punti”. “Spero che ci riusciremo”, ha concluso.

 

horst seehofer 1

La crisi dopo il Consiglio Ue – L’Asylstreit, così come i quotidiani tedeschi chiamano la crisi di governo sull’immigrazione, sembrava essere giunta a una svolta in positivo dopo il Consiglio europeo di settimana scorsa. Il partito del ministro Seehofer chiedeva di ottenere a Bruxelles “qualcosa di peso equivalente” ai respingimenti. Per Merkel il risultato delle trattative era stato “anche più di qualcosa che abbia peso equivalente”.

 

Horst Seehofer

Credeva che i fratelli bavaresi potessero essere soddisfatti quando ha indirizzato loro la lettera di otto pagine dal titolo Più ordine e controllo nella politica migratoria in cui annunciava tra l’altro di aver stretto accordi con 14 Stati Ue per velocizzare i respingimenti.

 

seehofer e orban

Il vertice Csu a Monaco – Invece la giornata di domenica ha ribaltato ogni paradigma. Seehofer ha detto ai vertici della sua Unione Cristiano-Sociale, riuniti a Monaco, di non essere soddisfatto dei risultati ottenuti. E’ stata la prima doccia freddadel leader Csu, che secondo fonti della Dpa, ha affermato che nessuna delle proposte di Merkel è efficace quanto il respingimento unilaterale da parte della Germania dei migranti già registrati in altri Paesi. Inutile dunque il vertice tra i due che si è tenuto tra i due sabato sera – la cancelliera “si è mossa di uno zero virgola zero“, il suo commento riportato dalla Bild. Dopo al riunione fiume della Csu, ora ci si appella a un nuovo incontro per trovare una soluzione.

 

Ultimi Dagoreport

meloni trump

DAGOREPORT - CHISSÀ, MAGARI LO SCONCIO GOLPE TRUMPIANO IN VENEZUELA, CON LA CATTURA DI MADURO E DECINE DI MORTI, HA SPEDITO GIORGIA MELONI IN UNO STADIO DI TALE PIACERE DA PERDERE IL CONTROLLO DEI NEURONI, INCIAMPANDO IN DUE MADORNALI GAFFE, CHE NESSUN MEDIA HA SOTTOLINEATO - PRESO IL MOSCHETTO, CALZATO L’ELMETTO, LA “CHICA CALIENTE” (COPY SANTIAGO ABASCAL) HA PROCLAMATO LA TESI DI ‘’UN INTERVENTO LEGITTIMO DI NATURA DIFENSIVA CONTRO IL NARCOTRAFFICO’’ - BENE, SIETE CURIOSI DI SAPERE CHI L’HA SMENTITA? LO STESSO TRUMP! “D’ORA IN AVANTI SAREMO FORTEMENTE COINVOLTI NELLA GESTIONE DEL PETROLIO DEL VENEZUELA” - MA NON È FINITA: LA STAGIONATA RAGAZZA PON-PON DEL TRUMPISMO SENZA LIMITISMO HA SPROLOQUIATO PURE DI UNA “AZIONE MILITARE ESTERNA”. A SMENTIRLA È ARRIVATO QUESTA VOLTA IL SEGRETARIO DI STATO, MARCO RUBIO: "NON SIAMO IN GUERRA…" - VIDEO

khamenei maduro putin xi jinping

DAGOREPORT – IL 2025 È STATO UN ANNO DI MERDA PER L’IRAN, MA IL 2026 POTREBBE ESSERE PEGGIO: IL BLITZ IN VENEZUELA E L’ARRESTO DI MADURO SONO UNA BRUTTISSIMA NOTIZIA PER KHAMENEI, CHE TEME DI FARE LA FINE DEL “COLLEGA” DITTATORE. AD AGGRAVARE LA SITUAZIONE CI SONO LE PROTESTE DILAGATE IN TUTTO IL PAESE – LA PERDITA DELL’ALLEATO DI CARACAS È UN PESO ANCHE NELL’EQUILIBRIO DEI RAPPORTI CON PUTIN E XI JINPING: LA COOPERAZIONE CON MADURO RAFFORZAVA IL POTERE NEGOZIALE DI TEHERAN CON RUSSIA E CINA. ORA TEHERAN È SOLA E PIÙ DIPENDENTE DA INTERLOCUTORI CHE LA USANO (PUTIN PER I DRONI, XI PER IL PETROLIO) MA NON HANNO INTERESSE A SOSTENERLA PIÙ DEL MINIMO NECESSARIO – IL POSSIBILE ARRIVO DI UN “BONAPARTE” IMMAGINATO DAGLI ANALISTI: NON SAREBBE UN LIBERATORE, MA SOLO L’ENNESIMO AUTOCRATE…

trump putin xi jinping

DAGOREPORT - QUANTO GODONO PUTIN E XI JINPING PER L’ATTACCO AMERICANO AL VENEZUELA! – L’UNILATERALISMO MUSCOLARE DI TRUMP E’ LA MIGLIORE LEGITTIMAZIONE PER LE AMBIZIONI, PRESENTI E FUTURE, DI RUSSIA E CINA – E INFATTI IL "NEW YORK TIMES" CRITICA L'ASSALTO A MADURO:"E' POCO SAGGIO" - SE WASHINGTON BOMBARDA CARACAS, IN VIOLAZIONE DEL DIRITTO INTERNAZIONALE, CHI ANDRA’ A ROMPERE I COJONI A XI JINPING SE DOMANI DOVESSE INVADERE TAIWAN? E QUANTO GODE PUTIN NEL VEDERE L’OCCIDENTE BALBETTARE DAVANTI ALLE BOMBE DI WASHINGTON, NON COSI’ LONTANE DA QUELLE CHE MOSCA SGANCIA SULL’UCRAINA? – LA PREVISIONE BY RUVINETTI: NELL’INCONTRO IN ALASKA, TRUMP E PUTIN SI SONO SPARTITI IL MONDO, IN UNA SORTA DI “YALTA A MANO ARMATA” (L’UCRAINA A TE, IL VENEZUELA A ME)

zampolli corona trump meloni salvini

DAGOREPORT - L’IRRESISTIBILE ASCESA E LA PRECIPITOSA CADUTA DI PAOLO ZAMPOLLI: DA TRUMP A CORONA... - LA FORTUNA DEL MASCELLUTO IMMOBILIARISTA ITALOAMERICANO SAREBBE FINITA IL GIORNO IN CUI È SBARCATO A VILLA TAVERNA IL RUDE TILMAN FERTITTA. IL MILIONARIO INCORONATO AMBASCIATORE HA FATTO SUBITO PRESENTE ALL’EX MANAGER DI MODELLE CHI ERA IL SOLO PLENIPOTENZIARIO DI TRUMP IN ITALIA – SE SALVINI HA VOLUTO INCONTRARLO, LA ‘GIORGIA DEI DUE MONDI’ NON HA DI CERTO BISOGNO DI RICORRERE ALLE ARTI DIPLOMATICHE DI ZAMPOLLI: A MELONI BASTA ALZARE LA CORNETTA DEL TELEFONO E CHIAMARE DIRETTAMENTE IL TRUMPONE – PER FORTUNA CHE C’È FABRIZIO CORONA  ANCORA IN CIRCOLAZIONE A SPARAR CAZZATE: ZAMPOLLI LO AVREBBE CHIAMATO DALLA CASA BIANCA DURANTE L’INTERROGATORIO SU SIGNORINI IN PROCURA: "MI CERCA TRUMP, A GENNAIO CE NE ANDIAMO LÌ E LA MELONI MUTA". PER AGGIUNGERE POI, IN MANIERA ALLUSIVA: "LA MOGLIE DI TRUMP, MELANIA, MI CONOSCE MOLTO BENE..."

giorgia meloni giovanbattista fazzolari sergio mattarella

DAGOREPORT – COME MAI NEGLI ULTIMI TEMPI È DIVAMPATO UN AMOUR FOU DI MELONI E FAZZOLARI PER MATTARELLA? LE LODI DELLA STATISTA DELLA SGARBATELLA PER IL DISCORSO DI FINE ANNO VENGONO INFIOCCHETTATE (“UN GRANDE CHE CI UNIFICA”) DAL “GENIO” DI PALAZZO CHIGI – DAL PREMIERATO ALLA SEPARAZIONE DELLE CARRIERE, NON SI CONTANO I MOTIVI DI ASPRO ATTRITO TRA L'ARMATA BRANCA-MELONI E IL COLLE. MA, ALLA FINE, MELONI E FAZZOLARI SI SONO RESI CONTO CHE LA POPOLARITÀ CHE INCONTRA SERGIONE È TALE CHE È MASOCHISTICO SCHIERARSI CONTRO – ESSI’: LA GIORGIA E IL GIOVANBATTISTA SONO SCALTRI NELLA GESTIONE DEL POTERE. QUANDO SI TROVANO DAVANTI A UN OSTACOLO DURO DA SUPERARE, RICORRONO AL SAGGIO DEMOCRISTIANESIMO ANDREOTTIANO: IL NEMICO NON SI COMBATTE MA SI COMPRA O SI SEDUCE...

dagospia 25 anni

DAGOSPIA, 25 ANNI A FIL DI RETE - “UNA MATTINA DEL 22 MAGGIO 2000, ALL’ALBA DEL NUOVO SECOLO, SI È AFFACCIATO SUI COMPUTER QUESTO SITO SANTO E DANNATO - FINALMENTE LIBERO DA PADRONI E PADRINI, TRA MASSACRO E PROFANO, SENZA OGNI CONFORMISMO, HAI POTUTO RAGGIUNGERE IL NIRVANA DIGITALE CON LA TITOLAZIONE, BEFFARDA, IRRIDENTE A VOLTE SFACCIATA AL LIMITE DELLA TRASH. ADDIO AL “POLITICHESE”, ALLA RETORICA DEL PALAZZO VOLUTAMENTE INCOMPRENSIBILE MA ANCORA DI MODA NEGLI EX GIORNALONI - “ET VOILÀ”, OSSERVAVA IL VENERATO MAESTRO, EDMONDO BERSELLI: “IL SITO SI TRASFORMA IN UN NETWORK DOVE NEL GIOCO DURO FINISCONO MANAGER, BANCHIERI, DIRETTORI DI GIORNALI. SBOCCIANO I POTERI MARCI. D’INCANTO TUTTI I PROTAGONISTI DELLA NOSTRA SOCIETÀ CONTEMPORANEA ESISTONO IN QUANTO FIGURINE DI DAGOSPIA. UN GIOCO DI PRESTIGIO…”