superbonus giancarlo giorgetti biagio mazzotta

GIORGETTI HA TROVATO IL CAPRO ESPIATORIO PER IL SUPERBONUS FUORI CONTROLLO – IL MINISTRO DELL'ECONOMIA, D'ACCORDO CON GIORGIA MELONI, HA DECISO DI SILURARE IL RAGIONIERE DELLO STATO BIAGIO MAZZOTTA, CONSIDERATO RESPONSABILE DELLA SOTTOVALUTAZIONE SUGLI EXTRACOSTI DEI  SUSSIDI PROROGATI NEL 2023 – IN POLE PER SOSTITUIRE MAZZOTTA C'È DARIA PERROTTA, CAPO DELL’UFFICIO LEGISLATIVO DEL MEF – IL DON ABBONDIO LEGHISTA TEME UN BUCO DA 200 MILIARDI IN VISTA DEL DEF DA CONSEGNARE A BRUXELLES ENTRO IL 4 APRILE: “NON VI RENDETE CONTO DELLA GRAVITÀ DELLA SITUAZIONE”

1 - SUPERBONUS FUORI CONTROLLO GIORGETTI PRONTO A SILURARE IL RAGIONIERE DELLO STATO

Estratto dell’articolo di Giuseppe Colombo e Valentina Conte per “la Repubblica”

 

Biagio Mazzotta

Il governo cerca una “buonuscita” per il Ragioniere dello Stato Biagio Mazzotta. Un incarico di peso per risarcirlo della cacciata che si appresta a compiere. Palazzo Chigi ha deciso che il suo mandato è giunto al capolinea, e neanche Giancarlo Giorgetti nasconde più la sua irritazione.

 

L’occasione è pronta: il Superbonus della discordia, che nelle ultime ore ha generato nuovi screzi. Il ministro dell’Economia è furibondo per quella che ritiene essere stata l’ennesima sottovalutazione sugli extracosti dei bonus edilizi. Anche perché è lui che ha dovuto mettere la faccia e la firma sotto il nuovo decreto emergenziale, varato a sorpresa martedì per contenere una spesa ancora fuori controllo. Senza l’ennesima stretta, i conti rischiavano di sballare di altri 30 miliardi. Una previsione che ha fatto balzare tutti sulla sedia.

 

GIANCARLO GIORGETTI - GIORGIA MELONI

[…]  Alla presentazione del nuovo Documento di economia e finanza mancano appena due settimane e i conti non tornano. È intorno a questa partita che si gioca il redde rationem sul destino di Mazzotta. Di fatto questa potrebbe essere la sua ultima bollinatura importante prima della dipartita da via XX settembre. L’avvicendamento non è una questione di giorni.

 

 

Prima di procedere al cambio bisogna trovare un posto di prim’ordine al Ragioniere che ha ancora un mandato di 20 mesi, fino a gennaio 2026, e cinque anni prima della pensione. Un ruolo in linea con il profilo da super tecnico che gli ha permesso di guidare le strutture della Ragioneria dal maggio 2019. Nel frattempo a Palazzo Chigi sono transitati tre premier e quattro governi. Lui, il guardiano dei conti, è rimasto sempre lì. Ma quando Giorgia Meloni è arrivata al governo, l’aria è iniziata a cambiare, facendosi pesante.

 

Biagio Mazzotta

Il Ragioniere avrebbe messo in conto di lasciare. Il memorandum con le cose fatte e l’allerta lanciata a tutti i governi su una legge considerata «lasca», quella sul Superbonus, lo mette in una condizione di serenità. È pronto a rispondere su tutto.

 

D’altro canto un terremoto di questa portata alla Ragioneria non potrebbe non interessare e anche allarmare il Quirinale, visto che il Ragioniere è il garante dell’equilibrio dei conti, sancito dall’articolo 81 della Costituzione. Dopo aver difeso la Ragioneria dagli attacchi di Fratelli d’Italia durante i lavori della prima manovra, persino, seppure sotto traccia, dallo “scippo” dei poteri del Pnrr per mano di Raffaele Fitto, ora Giorgetti “disconosce” la supervisione dei tecnici sul Superbonus.

 

Non solo – è l’accusa – non lo avrebbero avvisato tempestivamente dei costi in crescita: la grande colpa è anche aver messo il bollino sotto i decreti che da febbraio dell’anno scorso ad oggi hanno “tagliato” i bonus edilizi. Evidentemente insufficienti se si è dovuti ricorrere a un intervento d’urgenza a ridosso del Def, è la coda velenosa del rilievo.

 

[…]

DARIA PERROTTA

 

Già, il Def. Il governo lo vorrebbe decisamente più ottimista rispetto alla prudenza invocata dalla Ragioneria. E quindi Pil all’1%, deficit al 5% e debito addirittura in lieve riduzione rispetto al valore fissato nella Nadef.

 

Nei prossimi giorni sono attesi nuovi confronti e altrettanti scontri per mettere in fila le nuove previsioni sui conti pubblici. Scavallata la scadenza del Def, il 10 aprile, la sostituzione di Mazzotta entrerà nel vivo. Il profilo del nuovo Ragioniere sarà scelto tra una rosa di nomi tra i quali figura Daria Perrotta, oggi a capo dell’ufficio legislativo del Mef. Molto stimata da Giorgetti, dovrà però vedersela con candidati altrettanto quotati.

 

2 - L'INCUBO DI UN BUCO DA 200 MILIARDI GIORGETTI: "LA SITUAZIONE È GRAVE"

Estratto dell’articolo di Alessandro Barbera per “la Stampa”

 

GIORGIA MELONI GIANCARLO GIORGETTI

«Non sfuggirà all'intelligenza dei commissari la situazione dei conti pubblici anche alla luce di noti provvedimenti che li hanno drammaticamente peggiorati...». Roma, commissione Bilancio di Montecitorio, ieri. Giancarlo Giorgetti è in audizione per dare chiarimenti a chi l'accusa di voler «svendere» Poste italiane. Volge lo sguardo verso il Cinque Stelle Stefano Patuanelli, uno dei padri dei superbonus edilizi.

 

L'esatta dimensione della voragine che hanno provocato non la conosce ancora nessuno. Il ministro del Tesoro leghista l'avrà sul tavolo solo dopo Pasqua: il 4 aprile scade il termine per la comunicazione all'Agenzia delle entrate delle spese sostenute nel 2023. Nonostante trenta interventi normativi (trenta), fra le agevolazioni al 110 per cento e quelle per il rifacimento delle facciate si sono già spesi centosessanta miliardi.

 

GIANCARLO GIORGETTI ALLA MANIFESTAZIONE WINDS OF CHANGE

L'incubo di Giorgetti è di passare alla storia come colui che ne ha certificati per duecento. Parla apertamente di una «maledizione» che ha fatto sbandare i conti, creato tensioni insanabili con la Ragioneria, tolto il sonno ai funzionari dell'Agenzia delle Entrate. A Montecitorio più di un parlamentare avvicina il ministro nella speranza di convincerlo a questa o quella deroga, infastiditi dal blitz di martedì sera del governo. La risposta è più o meno la stessa per tutti: «Temo non vi rendiate conto della gravità della situazione, e di cosa ci aspetta».

 

La decisione di mettere l'ultima pietra sull'incentivo il ministro l'ha presa lunedì dopo averne parlato a quattr'occhi con Giorgia Meloni e aver registrato l'allarme dei tecnici sulle pratiche in arrivo. «Come un interminabile tsunami», racconta uno di loro.

 

[…]  Giusto una settimana dopo la scadenza del 4 aprile, Giorgetti deve presentare il Documento di economia e finanza, ovvero dare a Bruxelles e ai mercati un quadro aggiornato dei conti pubblici e spiegare come intende finanziare la legge di Bilancio per il 2025.

 

BIAGIO MAZZOTTA - RAGIONIERE GENERALE DELLO STATO

L'ultima stima della Commissione europea dice che non cresceremo più dello 0,7 per cento. Il ministro è tentato di scommettere su un rotondo +1 per cento, al quale oggi non crede nessuno. Con questi numeri, è improbabile riuscire a confermare la stima di deficit del 4,3 per cento dello scorso autunno. I conti partiranno da un ammanco di almeno dieci miliardi rispetto alle previsioni.

 

Per la sola conferma di decontribuzione e taglio Irpef introdotti con la scorsa Finanziaria, occorrono altri 15 miliardi. E c'è da fare i conti con il nuovo Patto di stabilità, che rende impossibile replicare i livelli di deficit accumulati dalla pandemia in poi.

 

[…] La tentazione della premier è di scaricare ogni responsabilità sul Ragioniere generale dello Stato Biagio Mazzotta, reo di non aver avvisato in tempo il governo di quel che stava accadendo. Ma è pur vero che lo stesso governo - lo dicono i fatti degli ultimi mesi - si è mostrato comunque lento nel dire la parola fine a provvedimenti costati due anni di spesa sanitaria per ristrutturare il quattro per cento degli immobili privati, e senza distinzione di reddito.

 

giorgia meloni giancarlo giorgetti

Di certo la rapidità con cui procede il dossier privatizzazioni testimonia l'urgenza di mandare segnali rassicuranti ai mercati sulla tenuta dei conti. Mai si era visto un governo politico vendere quote di aziende pubbliche a poche settimane dal voto.

Due giorni fa è arrivata la cessione di un nuovo pacchetto del 12 per cento del Monte dei Paschi, a breve arriverà sul mercato una quota simile di Poste. Dice Giorgetti: «Privatizzare non è solo una questione di deficit, ma di stabilità economica del Paese». […]

GIANCARLO GIORGETTI - QUESTION TIME SENATOPACCO A SORPRESA - VIGNETTA BY MACONDO

Ultimi Dagoreport

claudia conte

DAGOREPORT - COME MAI I CAMERATI VIA DELLA SCROFA HANNO MESSO SU UNA SCENEGGIATA PER SPUTTANARE LA LIASON TRA IL MINISTRO DEGLI INTERNI MATTEO PIANTEDOSI E LA CURVACEA CLAUDIA CONTE? - SAPETE CHI E' STATO AD INTERVISTARLA? NIENTEMENO CHE IL SOCIAL MEDIA STRATEGIST DI FRATELLI D’ITALIA ALLA CAMERA, MARCO GAETANI, UN BOCCOLUTO DONZELLIANO TENDENZA ARIANNA - BENE: SE TUTTO È STATO CUCINATO IN VIA DELLA SCROFA, PERCHÉ STENDERE IL TAPPETO ROSSO ALLA DICHIARAZIONE D'AMORE DELLA "PREZZEMOLONA" DEI PALAZZI ROMANI, METTENDO IN MUTANDE IL NUMERO UNO DEL VIMINALE? - PERCHE' LA SUA POLTRONA È DA ANNI RICHIESTA VIGOROSAMENTE INDIETRO DA MATTEO SALVINI, DI CUI PIANTEDOSI ERA ALL'EPOCA IL SUO FIDO CAPO DI GABINETTO, POI PASSATO SOTTO L'ALA DELLA MELONA ACCHIAPPATTUTTO? - VISTO CHE È IN VENA DI RIVELAZIONI, PERCHÉ CLAUDIA CONTE NON CI DICE DA QUANTO TEMPO VA AVANTI LA SUA AFFETTUOSA AMICIZIA CON IL MINISTRO DELL'INTERNO? ''TRE ANNI DI PIANTEDOSI'', COME QUALCHE "ADDETTO AI LIVORI" SUSSURRA? PERCHÉ - MA GUARDA TU IL CASO! - È PROPRIO DA TRE ANNI CHE LA STELLA DI CLAUDIA HA INIZIATO A SBRILLUCCICARE NEI CIELI TRICOLORI - VIDEO

donald trump roberto cingolani

FLASH! – L’INCAZZATURA DI MELONI CON ROBERTO CINGOLANI? FOLLOW THE MONEY! L’IRRITAZIONE DELLA PREMIER CON L’AD DI LEONARDO NON SI DEVE A QUESTIONI POLITICHE O AL SOLO DESIDERIO DI FARE PIAZZA PULITA DOPO LA BATOSTA REFERENDARIA. LA “COLPA” DI CINGOLANI È DI AVER PROGETTATO IL SOFISTICATISSIMO SCUDO ANTI-MISSILE “MICHELANGELO DOME”. DAGLI STATI UNITI SI ASPETTAVANO CHE L’ITALIA, COME LA GERMANIA, RICORRESSE AL COLLAUDATO SISTEMA ISRAELO-AMERICANO “IRON DOME”, A CUI IL PROGETTO ITALIANO FAREBBE UNA BELLA CONCORRENZA…

donald trump nato iran

DAGOREPORT – COSA DIRÀ DONALD TRUMP NEL DISCORSO DI STANOTTE? LE CANCELLERIE EUROPEE PREPARANO TANICHE DI CAFFÈ E MALOOX: IL TYCOON RIBADIRÀ IL SUO “DISGUSTO” PER I PARTNER DELLA NATO, MINACCIANDO DI NUOVO L’USCITA DEGLI STATI UNITI (“A NOI L’ALLEANZA NON SERVE, CI PROTEGGIAMO DA SOLI”), E POI ANNUNCERÀ LA VITTORIA SULL’IRAN – SE VUOLE SALVARSI LE CHIAPPONE, IL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO DEVE FARE UN PASSO INDIETRO E RITIRARSI DAL MEDIORIENTE, PROCLAMANDO DI AVER ANNIENTATO GLI AYATOLLAH, IL LORO NUCLEARE E LA LORO MINACCIA. TUTTE CAZZATE: IL REGIME È PIÙ VIVO E INCAZZATO CHE MAI, E TIENE IL MONDO PER LE PALLE CON LA MINACCIA CONTINUA SULLO STRETTO DI HORMUZ…

sigonella donald trump giorgia meloni

DAGOREPORT – CHI SI ASPETTAVA UNA REAZIONE FURIOSA DI TRUMP AL “NO” ITALIANO ALL’ATTERRAGGIO DI DUE CACCIA AMERICANI A SIGONELLA, HA SBAGLIATO DI GROSSO: IL NERONE DI MAR-A-LAGO È STATO MOLTO INDULGENTE CON GIORGIA MELONI. E TE CREDO: A FURIA DI MINACCE, ULTIMATUM E BULLISMO, S’È GIOCATO IL FAVORE DI TUTTI I LEADER UE. SFANCULARE ANCHE LA “TRUMPETTA” AVREBBE SIGNIFICATO RIMANERE SOLO CON L’AUTOCRATE ORBAN (CHE TRA DUE SETTIMANE RISCHIA IL PRE-PENSIONAMENTO DA PARTE DEGLI ELETTORI) – IL DRONE-SPIA ANDATO E TORNATO DA HORMUZ IL 20 MARZO E LA “FORZATURA” DI VENERDÌ SCORSO: COSA È SUCCESSO NEI CIELI DELLA SICILIA…

sigonella trump meloni crosetto

DAGOREPORT - IL “NON POSSUMUS” DI GIORGIA MELONI ALL’ATTERRAGGIO DEGLI AEREI STATUNITENSI ALLA BASE USA DI SIGONELLA È UN ULTERIORE PASSETTINO PER PRENDERE LE DISTANZE DALL'INFERNALE TRUMP - LA FU "GIORGIA DEI DUE MONDI" ANCORA 'GNA FA' A MANDARLO DEFINITIVAMENTE AL DIAVOLO E SI BARCAMENA: "IL NOSTRO RAPPORTO CON GLI USA RIMANE SOLIDO" - MA CON LA SCELLERATA GUERRA IN IRAN E LE SUE CONSEGUENZE CATASTROFICHE SUL FUTURO DELL’ECONOMIA, IL GOVERNO MELONI RISCHIA DI SALTARE IN ARIA IL GOVERNO, VEDI LA BATOSTA AL REFERENDUM – LE BASI AMERICANE IN ITALIA NON POSSONO ESSERE USATE A PIACEMENTO DEL PENTAGONO MA SOLO PER OPERAZIONI DI ADDESTRAMENTO O LOGISTICHE - ALLORA COS’È SUCCESSO QUALCHE GIORNO FA NEI CIELI DELLA SICILIA? CI SONO DUE IPOTESI E MEZZO…