UN GIRO DI SOLDI SU CUI C'E' DA FARE LUX - NEL 2010 LO IOR AVEVA STRONCATO L'OPERAZIONE "LUX VIDE", CHE INVECE PARTI’ NEL 2012. CON UN PRESTITO A BERNABEI DI 15 MILIONI CHE NON SI SA PERCHE' TRANSITANO PER MALTA E LONDRA

Fabio Tonacci per ‘La Repubblica'

Nel dicembre 2010 "l'operazione Lux Vide" venne stroncata dallo Ior. «È antieconomica », si legge nei verbali redatti all'epoca dal consiglio di amministrazione della banca del Vaticano, «non porterà vantaggi », perché la società di produzione ha un valore reale che «è meno della metà» di quello virtuale con cui viene presentata.

Insomma, non c'era ragione per concedere i 15 milioni di euro in obbligazioni che Ettore Bernabei era andato personalmente a chiedere all'allora presidente dello Ior Ettore Gotti Tedeschi. Anche un rapporto dell'advisor Deloitte sconsigliava l'affare e Tarcisio Bertone, allora presidente della commissione cardinalizia di vigilanza dell'Istituto, fu informato. Due anni più tardi, con un'inversione di rotta ancora tutta da spiegare, lo Ior sottoscriverà quelle stesse obbligazioni, finite poi in una fondazione di diritto vaticano. Perché?

«Era cambiato tutto - racconta a Repubblica una fonte qualificata che lavora all'interno della Santa Sede - dopo il licenziamento di Gotti Tedeschi, il 24 maggio del 2012, per nove mesi lo Ior è stato guidato del presidente ad interim Hermann Schmitz, ma di fatto è stato in mano al direttore generale Paolo Cipriani e al suo vice Massimo Tulli (entrambi indagati e poi citati a giudizio diretto per violazione delle norme antiriciclaggio, ndr). Cipriani è uomo vicino a Bertone e non è un caso che proprio in quel momento lo Ior dia l'ok all'operazione Lux Vide».

La fonte continua: «Una follia sotto tutti i punti di vista, a cominciare da quel triplo passaggio di denaro... Perché per fare un favore a Bernabei, che è dell'Opus Dei ed è amico di vecchia data di Bertone, si è dovuti ricorrere a un fondo di investimento a Malta?». È questa la domanda che si stanno facendo anche i finanzieri del Nucleo speciale di polizia valutaria, che sulla transazione indagano per conto della procura di Roma.

I soldi, dunque. La Lux Vide spa, arrivata a valere sul mercato 80 milioni di euro, ne era sempre a caccia per la realizzazione di coproduzioni e prevendite con la Rai, unico suo cliente. Chi conosce la storia della società di produzione di fiction di successo quali Don Matteo" e Bibbia, fondata dall'ex direttore generale Rai, ne ricorda le tante metamorfosi dell'azionariato. Soci che entrano e soci che escono dopo pochi mesi, come l'avvocato romano Vittorio Caporale nel 2009. Ed è proprio per subentrare a quest'ultimo che Intesa Sanpaolo sottoscrive il 18 novembre 2009 un prestito in obbligazioni convertibili da circa 8
milioni, al tasso di interesse annuo del 4,5 per cento.

La famiglia Bernabei, che controlla la Lux Vide attraverso la Rml Comunicazione (tra i soci ci sono anche Tarak Ben Ammar, la Cei e il banchiere Pellegrino Capaldo), a questo punto ha un problema, perché il 31 gennaio 2013 quel prestito scade. Le servono 15 milioni di euro. Ettore Bernabei si è già visto sbattere due volte la porta in faccia: dal Cda dello Ior nel dicembre 2010, poi da Gotti Tedeschi che ha cestinato "l'invito" di Marco Simeon, ex direttore Rai Vaticano, di far comprare allo Ior il 25 per cento della Lux Vide.
Ecco allora «il triplo passaggio».

La Movie Invest, società londinese che possiede una quota rilevante di Rml, emette un prestito obbligazionario di 15 milioni. Siamo tra il settembre e il dicembre 2012. Ad acquistarlo è il fondo di investimento maltese Futura, che lo cede poi a titolo oneroso a un altro soggetto che fa riferimento allo Ior. Perché quel transito a Malta e a Londra? Non è chiaro. In pratica Bernabei è stato finanziato direttamente dallo Ior, che poi si è ritrovato il buco di 15 milioni per quella cessione, decisa lo scorso dicembre, a favore di una fondazione. Ma a che titolo è stata fatta?

 

Tarcisio Bertone Tarcisio Bertone Paola Pitagora Andrea Vianello e Ettore Bernabei Andrea Vianello Ettore Bernabei IORIOR istituto per le opere di religioneGotti Tedeschi

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