GIU’ DALLA TORRE DI PISA-NU - IL GENERALE MORI NON CI STA: “PISANU HA TENUTO AD ASSOLVERE I POLITICI, DA SCALFARO IN GIU’. I CASI SONO DUE: O IO SONO INNOCENTE O SAREI UN FOLLE COMPLETO” - UN COLONNELLO DEI CARABINIERI CHE DA SOLO SENZA I POLITICI DIETRO DI ME, AVVIA UNA TRATTATIVA ADDIRITTURA CON COSA NOSTRA? SAREI STATO UN PAZZO” - “LE CONCLUSIONI DELL’ANTIMAFIA SONO INATTENDIBILI…”

Francesco Grignetti per "la Stampa"

Il generale dei carabinieri Mario Mori è un uomo doppiamente avvilito. È arrabbiato. La procura di Palermo ha chiesto ieri il rinvio a giudizio per lui e altri 10, tra cui il suo ex comandante Antonio Subranni, per la trattativa Statomafia. Tutto quello che hanno fatto gli investigatori, secondo i pm, aveva un solido mandato politico. La commissione parlamentare Antimafia, nelle bozze della relazione finale del suo presidente Beppe Pisanu, traccia invece un'inedita linea di demarcazione: da una parte «salva» gli uomini politici, dall'altra manda all'inferno proprio i carabinieri. Ma Mori non ci sta.

«Vedo che il presidente Pisanu - si sfoga al telefono l'ex comandante dei Ros, in pensione da qualche anno, con voce tagliente - nella sua relazione ha tenuto ad assolvere gli uomini politici, da Scalfaro in giù. Benissimo. Vuol dire che i politici non c'entrano. Se lo dice lui... Io non ho titoli per commentare. Ma i casi, a questo punto, sono due: o io sono innocente al cento per cento, oppure sarei un folle completo... un colonnello dei carabinieri che da solo, senza le spalle coperte, senza i politici dietro di me, che avvia una trattativa addirittura con Cosa Nostra? Sarei stato un pazzo... Uno da ricovero».

Eccola, insomma, l'amarezza di un uomo che ha vestito la divisa del carabiniere per una vita e che ora si sente perseguitato da quello Stato che ha servito. Ma se forse il generale non si aspettava un trattamento diverso dai magistrati della Procura di Palermo, dove ormai è visto come il diavolo in persona, burattinaio di fin troppe trame, è la relazione dell'Antimafia (che verrà discussa e forse votata la settimana prossima) a bruciargli dentro le budella.

«Dico, una commissione parlamentare dovrebbe essere attenta, no? Sono cinque anni che lavorano. E in questi cinque anni non hanno avuto il tempo né la possibilità di procurarsi gli atti del processo in corso a Palermo contro il sottoscritto e contro il colonnello Obinu (si riferisce a un altro processo, iniziato nel 2008, che ha per oggetto la mancata cattura di Bernardo Provenzano, ndr)? Eppure non un solo documento di quel procedimento è citato nella bozza Pisanu».

Ebbene, tra le carte di questo dibattimento palermitano che si trascina da 5 anni, e che secondo molti è soltanto l'antipasto del prossimo processo sulla trattativa Stato-mafia, in quanto la ritardata cattura di Bernardo Provenzano nel 2006 sarebbe stata la principale contropartita offerta a Cosa Nostra fin dal 1992, il generale Mori ci vede un'ancora di salvezza. La voce del generale diventa quasi un ruggito al telefono: «Le conclusioni dell'Antimafia, raggiunte peraltro senza che nemmeno mi fosse concessa la possibilità di esporre le mie ragioni, sono inattendibili anche perché smentite da quelle risultanze processuali già in atti che mi permetterò di inviare alla Commissione stessa».

La reazione di Mori è davvero furibonda. In tutta evidenza l'ha fatto imbufalire quel passaggio di Pisanu che dà ai carabinieri la patente di sprovveduti o peggio, di arrivisti e apprendisti stregoni. Già, perché Pisanu è stato feroce: «Ci fu almeno una trattativa tra uomini dello Stato privi di un mandato politico e uomini di Cosa Nostra divisi tra loro e quindi privi anche loro di un mandato univoco e sovrano».

E ancora: «La trattativa Mori-Ciancimino partì molto probabilmente come un'ardita operazione investigativa che, cammin facendo, uscì dal suo alveo naturale. Ne uscì, forse, per imprudenza dei carabinieri e ancor di più per ambizione di Vito Ciancimino». E qui, a leggere queste parole, il generale Mori chiude la comunicazione: «I contenuti della relazione del senatore Giuseppe Pisanu sui lavori della Commissione Parlamentare Antimafia relativi alle stragi di mafia degli anni 1992 - 1993, basati esclusivamente su deduzioni, per quanto mi riguardano sono costellati da affermazioni non vere, o inesatte, o tendenziose, e in alcuni casi del tutto fuori dalla realtà».

 

MARIO MORIMario MoriMario Mori - il generale imputato per la mancata cattura di Toto RiinaBEPPE PISANU - Copyright PizziGiuseppe Pisanubernardo provenzano repubblBernardo ProvenzanoOSCAR LUIGI SCALFARO E BERLUSCONI

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