trivelle adriatico

UN GOVERNO DI TRIVELLATI – LA MORATORIA DI 18 MESI AI NUOVI PIANI DI RICERCA IN MARE POTREBBE TRASFORMARSI IN UN SALASSO PER L’ITALIA: SECONDO IL GOVERNO IL CONTO È AL MASSIMO 470 MILIONI, MA PER LE COMPAGNIE INTERESSATE POTREBBE SALIRE ANCHE A MILIARDI – I COLOSSI ENERGETICI: “PRONTI A FARE CAUSA AL GOVERNO”

Paolo Mastrolilli per “la Stampa”

 

trivelle

L' Italia rischia di essere costretta a pagare danni molto salati, nell' ordine di milioni o anche miliardi di euro, alle compagnie del settore energetico che saranno costrette a sospendere le loro attività di ricerca, quando il Decreto Semplificazioni diventerà legge. Molte sono pronte a cause o arbitrati, come ha già fatto la britannica Rockhopper riguardo un caso diverso, che in questi giorni porterà alla prima udienza.

 

Il 15 dicembre scorso il Consiglio dei Ministri ha varato il Decreto Semplificazioni, che contiene un emendamento legato alle "trivelle". Il testo salva le concessioni esistenti, ma impone una moratoria di 18 mesi a nuovi piani di ricerca. Questo stop potrebbe estendersi a due anni, se nel frattempo non venisse adottato un Piano per la Transizione Energetica Sostenibile delle Aree Idonee, allo scopo di regolare l' intera materia. Già così, il blocco sarebbe dannoso per molte compagnie, che però temono di perdere per sempre le loro attività.

trivelle

 

Il ministero dello Sviluppo economico si aspetta cause legali, e perciò ha già previsto gli eventuali oneri. Tanto per il «danno emergente», ossia la perdita legata agli investimenti e le spese già sostenute dalle aziende, quanto per il «lucro cessante», ossia la mancata realizzazione dei profitti derivanti dallo sfruttamento degli eventuali giacimenti scoperti. In totale, il governo stima che al massimo dovrebbe pagare 470.707.000 euro.

 

Gli avvocati delle compagnie interessate non sono d' accordo. Secondo loro i danni emergenti sono molto più significativi, anche perché sono stati calcolati sulla base di prezzi risalenti a diversi anni fa. Il lucro cessante invece potrebbe costare miliardi, mangiandosi ad esempio l' equivalente dei fondi previsti per il reddito di cittadinanza, se venisse dimostrato che i giacimenti bloccati contengono riserve molto significative.

IL MINISTRO SERGIO COSTA MINACCIA DI NON FIRMARE PER LE TRIVELLE 1

 

Secondo il Bollettino Ufficiale degli Idrocarburi e delle Georisorse pubblicato il 31 gennaio scorso, le compagnie interessate a queste attività in Italia sono decine. Si va dalle più grandi come Eni, Shell, Total, Edison, a molte aziende di varie dimensioni come le americane Global Med, Delta e AleAnna, le britanniche Rockhopper, Northern Petroleum e Sound Energy con la sussidiaria Apennine, e l' australiana Po Valley legata a Saffron Energy, e tante altre.

 

Alcune sono piccole aziende che fanno le ricerche, e poi se trovano qualcosa vendono i diritti alle compagnie più grandi capaci di sviluppare i giacimenti. Questo è il caso della Global Med, fondata in Colorado da Randall Thompson. Nel 2013 aveva cominciato le pratiche per condurre ricerche sul "Fortuna Prospect", che si trova nel Mar Ionio davanti alle coste meridionali della Puglia, a cavallo tra la piattaforma continentale italiana e greca. Secondo i tecnici questa zona ha la stessa natura geologica dei giacimenti scoperti di recente a Cipro, in Israele e in Egitto, dove "Zohr" potrebbe contenere fino a mille miliardi di metri cubi di gas.

trivelle

 

Una "Fortuna" potenziale enorme per l' Italia, che cambierebbe le sorti energetiche del nostro Paese. Global Med voleva avviare le indagini sismiche, che secondo i suoi tecnici non hanno impatto sull' ambiente, e in caso di risultati positivi pensava che le trivellazioni potessero cominciare nel giro di due o tre anni. Il 7 dicembre scorso il direttore generale per la sicurezza dell' approvvigionamento e le infrastrutture del Mise aveva concesso il permesso, che però verrà sospeso quando il Decreto Semplificazioni diventerà legge.

 

STOP TRIVELLE GREENPEACE

Con potenziali danni enormi non solo per l' azienda americana, ma anche per i posti di lavoro italiani sfumati, e per l' occasione perduta di fornire al Paese importanti riserve energetiche. Anche perché nel frattempo la Grecia avrebbe già autorizzato la trivellazione di un pozzo esplorativo nell' area di questo giacimento che le appartiene, divisa fra Total al 50%, Edison al 25 ed Hellenic al 25%. In altre parole, quando mai Roma dovesse decidere di sbloccare il progetto, Atene potrebbe già averla surclassata.

 

Global Med e le compagnie colpite dal Decreto Semplificazioni sperano ancora che la pressione politica delle regioni e le città interessate, come Ravenna ieri, abbia un effetto. Il testo però è stato approvato dalla Camera, ora è al Senato, e i 60 giorni per trasformarlo in legge scadono il 12 febbraio. Gli avvocati prevedono passerà, e subito dopo inizieranno le azioni legali.

 

TRIVELLE

Il ceo di AleAnna, Sioux Sinnott, ha spiegato così a La Stampa la sua posizione: «La nostra azienda è nata per sviluppare il gas italiano e contribuire alla crescita economica del Paese, e farà di tutto per portare a termine questa missione. Insieme alle altre compagnie e associazioni di categoria combatterà per l' interesse generale, per i diritti degli investitori e per una reale transizione energetica dell' Italia, minacciata da una proposta di legge che è sbagliata per l' economia, inutile per l' ambiente e illegittima per la Costituzione».

 

piattaforma

Infatti la prima iniziativa legale, lanciata dal network "Per l' energia nazionale" di cui fanno parte AleAnna, Audax Energy, Po Valley, Pengas italiana, Delta Energy, Northsun Italia, Irminio, Appenine e PXOG Marshall, sarà un ricorso sulla costituzionalità dell' emendamento al decreto che riguarda l' energia. Se non basterà a fermarlo, seguiranno le cause per danni. Un modello già esiste, cioè l' arbitrato di Rockhopper. Diversi anni fa, la compagnia inglese aveva ottenuto la licenza per sviluppare Ombrina Mare, un campo petrolifero nell' Adriatico centrale. Poi però era stata bloccata, quando il governo aveva stabilito di non consentire operazioni a meno di 12 miglia dalla costa.

 

trivelle

Allora, nel marzo del 2017, aveva deciso di fare ricorso all' arbitrato internazionale contro l' Italia per violazione dell' Energy Charter Treaty. Questo episodio ha origine molto prima del governo gialloverde, che tuttavia ora dovrà gestirlo: «Rockhopper - ha confermato a La Stampa la portavoce Fiona Henson - continua a credere di avere forti prospettive per recuperare danni monetari molto significativi». L' udienza è prevista proprio in questi giorni, e se la compagnia inglese vincesse, indicherebbe una strada da seguire a tutte le altre aziende bloccate dal Decreto Semplificazioni.

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni carlo calenda

FLASH – CARLO CALENDA UN GIORNO PENDE DI QUA, L’ALTRO DI LÀ. MA COSA PENSANO GLI ELETTORI DI “AZIONE” DI UN’EVENTUALE ALLEANZA CON LA MELONI? TUTTO IL MALE POSSIBILE: IL “TERMOMETRO” TRA GLI “AZIONISTI” NON APPREZZA L'IPOTESI. ANCHE PER QUESTO CARLETTO, ALL’EVENTO DI FORZA ITALIA DI DOMENICA, È ANDATO ALL’ATTACCO DI SALVINI: “NON POSSO STARE CON CHI RICEVE NAZISTI E COCAINOMANI” (RIFERIMENTO ALL’ESTREMISTA INGLESE TOMMY ROBINSON) – IL PRECEDENTE DELLE MARCHE: ALLE REGIONALI DI SETTEMBRE, CALENDA APRÌ A UN ACCORDO CON IL MAL-DESTRO ACQUAROLI, PER POI LASCIARE LIBERTÀ “D’AZIONE” AI SUOI CHE NON NE VOLEVANO SAPERE...

donald trump peter thiel mark zuckerberg sam altman ice minneapolis

IL NERVOSISMO È ALLE STELLE TRA I CAPOCCIONI E I PAPERONI DI BIG TECH: MENTRE ASSISTONO INERMI ALLE VIOLENZE DI MINNEAPOLIS (SOLO SAM ALTMAN E POCHI ALTRI HANNO AVUTO LE PALLE DI PRENDERE POSIZIONE), SONO MOLTO PREOCCUPATI. A TEDIARE LE LORO GIORNATE NON È IL DESTINO DELL'AMERICA, MA QUELLO DEL LORO PORTAFOGLI. A IMPENSIERIRLI PIÙ DI TUTTO È LO SCAZZO TRA USA E UE E IL PROGRESSIVO ALLONTANAMENTO DELL'EUROPA, CHE ORMAI GUARDA ALLA CINA COME NUOVO "PADRONE" – CHE SUCCEDEREBBE SE L’UE DECIDESSE DI FAR PAGARE FINALMENTE LE TASSE AI VARI ZUCKERBERG, BEZOS, GOOGLE, IMPONENDO ALL’IRLANDA DI ADEGUARE LA PROPRIA POLITICA FISCALE A QUELLA DEGLI ALTRI PAESI UE? – COME AVRÀ PRESO DONALD TRUMP IL VIAGGIO DI PETER THIEL NELLA FRANCIA DEL “NEMICO” EMMANUEL MACRON? SPOILER: MALISSIMO…

viktor orban giorgia meloni santiago abascal matteo salvini

FLASH – GIORGIA MELONI SI SAREBBE MOLTO PENTITA DELLA SUA PARTECIPAZIONE ALL’IMBARAZZANTE SPOTTONE PER LA CAMPAGNA ELETTORALE DI VIKTOR ORBAN, INSIEME A UN’ALLEGRA BRIGATA DI POST-NAZISTI E PUZZONI DI TUTTA EUROPA – OLTRE AD ESSERSI BRUCIATA IN UN MINUTO MESI DI SFORZI PER SEMBRARE AFFIDABILE ED EUROPEISTA, LA SORA GIORGIA POTREBBE AVER FATTO MALE I CONTI: PER LA PRIMA VOLTA DA ANNI, I SONDAGGI PER IL “VIKTATOR” UNGHERESE NON SONO BUONI - IL PARTITO DEL SUO EX DELFINO, PETER MAGYAR, È IN VANTAGGIO (I GIOVANI UNGHERESI NON TOLLERANO PIÙ IL PUTINISMO DEL PREMIER, SEMPRE PIÙ IN MODALITÀ RAGAZZO PON-PON DEL CREMLINO)

zelensky beltrame meloni putin

FLASH – CHI E PERCHÉ HA FATTO USCIRE IL DISPACCIO DELL’AMBASCIATORE “LEGHISTA” A MOSCA, STEFANO BELTRAME, RISERVATO AI DIPLOMATICI, IN CUI SI ESPRIMEVANO LE PERPLESSITÀ ITALIANE SULLE NUOVE SANZIONI ALLA RUSSIA, CON TANTO DI STAFFILATA ALL’ALTO RAPPRESENTANTE UE, KAJA KALLAS (“IL CREMLINO NON LA RICONOSCE COME INTERLOCUTRICE”)? NON SONO STATI I RUSSI, MA QUALCUNO DALL'ITALIA. EBBENE: CHI HA VOLUTO FARE UN DISPETTUCCIO A GIORGIA MELONI, CHE CI TIENE TANTO A MOSTRARSI TRA LE PIÙ STRENUE ALLEATE DI KIEV? -  PICCOLO REMINDER: BELTRAME, EX CONSIGLIERE DIPLOMATICO DI SALVINI AI TEMPI DEL VIMINALE, NELL’OTTOBRE DEL 2018 ORGANIZZÒ IL VIAGGIO DI SALVINI A MOSCA, AI TEMPI DELL’HOTEL METROPOL…

 donald trump ursula von der leyen xi jinping

DAGOREPORT – TRUMP SCHIFA L'EUROPA? E QUEL VOLPONE DI XI JINPING VUOLE USARLA PER FAR ZOMPARE L'ECONOMIA AMERICANA - IL PRESIDENTE CINESE HA FATTO UNA PROPOSTA “INDECENTE” ALLA COMMISSIONE EUROPEA DI URSULA VON DER LEYEN: “COMINCIAMO AD AVERE RAPPORTI ECONOMICI IN EURO”. TRADOTTO: LASCIATE PERDERE IL VECCHIO DOLLARO COME VALUTA DI RISERVA MONDIALE – XI SOFFIA SUL FUOCO: L’UE È IL PRIMO DETENTORE DEL DEBITO AMERICANO, PERTANTO HA IN MANO LE SORTI DELLA VALUTA USA (E QUINDI DELLA SUA ECONOMIA)

grande fratello vip pier silvio berlusconi alfonso signorini fabrizio corona ilary blasi

FERMI TUTTI: IL “GRANDE FRATELLO VIP” 2026 SÌ FARÀ - PIER SILVIO BERLUSCONI NON HA ALCUNA INTENZIONE DI DARLA VINTA A FABRIZIO CORONA NÉ TANTOMENO DI SCENDERE A COMPROMESSI: IL REALITY TORNERÀ IN ONDA, CON OGNI PROBABILITÀ, CON LA CONDUZIONE DI ILARY BLASI. IN RISERVA, RESTA IL NOME DI VERONICA GENTILI CHE, NELLA PASSATA STAGIONE, HA CONDOTTO CON MEDIOCRE FORTUNA L’“ISOLA DEI FAMOSI” – IN ENDEMOL, CASA DI PRODUZIONE DEL REALITY, C’È STATO UN AUDIT INTERNO PER FARE CHIAREZZA SUL TANTO VAGHEGGIATO "CASO SIGNORINI", E SUI METODI DI SELEZIONE DEI VARI CAST DELLE PASSATE EDIZIONI, NON RILEVANDO ALCUNA "CRITICITÀ" - RESTA IN PIEDI IL PIANO GIUDIZIARIO: LO STOP IMPOSTO ALLA PUNTATA DI OGGI DI “FALSISSIMO” SUL CASO SIGNORINI È UNA SBERLA PER CORONA CHE…