IL FIGLIO DELLA CANCELLIERI NON FA MICA LO SCHIZZINOSO! - PIERGIORGIO PELUSO INCASSA 3,6 MILIONI DI EURO DI “BUONUSCITA” DA FONSAI PER 14 MESI DI LAVORO E SUBITO OCCUPA UNA POLTRONISSIMA TELECOM - I LIGRESTI, CHE LO ASSUNSERO, LO ACCUSANO DI AVER “GIOCATO SPORCO”, FAVORENDO UNIPOL NELLA VICENDA-FONSAI - LA CLAUSOLA “AD PERSONAM”: LIQUIDAZIONE ANCHE IN CASO DI DIMISSIONI VOLONTARIE…

Giorgio Meletti per il "Fatto quotidiano"

Il manager Piergiorgio Peluso, figlio del ministro dell'Interno Anna Maria Cancellieri, ha incassato 3,6 milioni di euro di buonuscita dal gruppo assicurativo Fonsai, dopo esserne stato direttore generale per 14 mesi. Nella generosa distribuzione di prebende che le società italiane sono abituate a perpetuare - a dispetto della crisi - ai loro top manager, la vicenda di Peluso ha tutti i requisiti per battere ogni record.

Stando ai dettagli pubblicati ieri dal sito Repubblica.it, confermati da fonti Fonsai all'Ansa, Peluso è riuscito infatti a farsi pagare una liquidazione pari a tre annualità di stipendio - normalmente assegnata ai manager mandati via - a fronte di dimissioni volontarie. Assumendo l'incarico di direttore generale, nel maggio 2011, Peluso aveva ottenuto una clausola contrattuale con la quale gli veniva riconosciuta la sontuosa buonuscita anche in caso di dimissioni volontarie se fosse intervenuto un passaggio di mano del controllo della Fonsai.

Il gruppo assicurativo, storicamente in mano alla famiglia Ligresti, è passato sotto il controllo della Unipol nel corso dell'estate. A luglio Peluso ha fatto scattare la clausola e se n'è andato. non è stato disoccupato a lungo. Subito dopo è stato assunto da Telecom Italia come direttore finanziario.

Prima di andare a Fonsai, Peluso era a Unicredit, responsabile dei rapporti con le grandi aziende. In quella veste si era occupato di far sottoscrivere alla banca di piazza Cordusio un aumento di capitale della Fonsai, di cui Unicredit è azionista con il 7 per cento del capitale. Un investimento di 170 milioni di euro per la sottoscrizione di titoli che oggi valgono 20 milioni.

Fonsai versava infatti in pessime acque da anni. E curiosamente sono oggi gli stessi Ligresti, che lo assunsero, ad accusare Peluso di aver giocato sporco: secondo le loro accuse è stato lui a evidenziare, poco dopo l'insediamento, una situazione talmente critica da richiedere un nuovo pesante aumento di capitale.

I Ligresti, che non erano in grado di ricapitalizzare la compagnia di assicurazioni, accusano in sostanza Peluso di aver forzato la situazione per rendere inevitabile un passaggio di mano della compagnia. I fatti sono noti. Essendo la Fonsai pesantemente indebitata con il sistema bancario, in particolare con Mediobanca, proprio negli uffici che furono di Enrico Cuccia è maturato il progetto di far salvare la compagnia dall'Unipol. il piano, nato attorno a Capodanno, è adesso in dirittura d'arrivo.

Stando alle accuse dei Ligresti, Peluso si sarebbe dimostrato molto furbo, o quantomeno lungimirante. L'interpretazione più favorevole al manager è invece che egli si sia dimostrato un sentimentale. il contratto firmato da Peluso come direttore generale Fonsai dimostra che il figlio del ministro dell'Interno tutto voleva fuorchè lavorare per azionisti diversi dal costruttore di Paternò. Solo questo desiderio può spiegare la determinazione con cui ha strappato la clausola secondo la quale, in caso di cambio dell'azionista di controllo, egli non avrebbe potuto sopportare il trauma, e si riservava quindi di andarsene sdegnato con tanto di risarcimento milionario.

 

Piergiorgio Peluso di Unicreditanna maria Cancellieri I VERTICI DI FONDIARIA - LA FAMIGLIA LIGRESTIFAMIGLIA LIGRESTI zt03 famiglia ligresti giulia salvatore jonella

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