IL RITORNO DI SILVIO-PINOCCHIO – EVVAI CON LE PROMESSE ACCHIAPPA-VOTI CHE NON DIVENTERANNO MAI REALTA’: SUPER PIANO FISCALE DA 16 MILIARDI; UNA TASK FORCE CON BRUNETTA, GIORGETTI E LEO PER TAGLIARE L'IMU SULLA PRIMA CASA, INTRODURRE IL QUOZIENTE FAMILIARE E TAGLIARE LE TASSE ALLE IMPRESE (IRAP) - GIA' PRONTA LA COPERTURA FINANZIARIA: BLA-BLA-BLA..

Francesco De Dominicis per "Libero"

Un super piano fiscale da 16 miliardi di euro, destinato a cittadini e imprese. Per spazzare via l'Imu sulla prima casa, introdurre il quoziente familiare e intervenire sull'Irap (eliminando quella per i «piccoli» e introducendo sgravi per il costo del lavoro). I fondi e la copertura finanziaria? Revisione delle agevolazioni tributarie, abbattimento della spesa per gli interessi da pagare su Bot e Btp, creazione di un fondo speciale con una parte dei proventi della lotta all'evasione.

Questo in estrema sintesi, secondo quanto risulta a Libero, il progetto del Popolo delle libertà per sparigliare il tavolo nella campagna elettorale e fare presa sui moderati oltre che sui potenziali astenuti. Uno schiaffo al Governo (e al centrino) di Mario Monti e al Pd di Pierluigi Bersani che pensano ancora a nuove tasse, a cominciare dalla patrimoniale, per rilanciare il Paese e l'economia.

L'iniziativa prende le mosse dalla «fissa» dell'ex premier, Silvio Berlusconi, che proprio sulla sforbiciata alle tasse vuole scommettere tutto in vista del voto del 24 febbraio. L'idea di fondo è ridurre di un punto percentuale, fino al 44%, la pressione fiscale che nel 2013, secondo le stime di Palazzo Chigi, è destinata a salire al 45,1% del Prodotto interno lordo. Il dossier «taglia tasse» è stato affidato a una sorta di task force del Pdl composta da super esperti di fisco e finanza pubblica: Renato Brunetta, Alberto Giorgetti e Maurizio Leo.

I numeri, ovviamente, non sono ancora definitivi e il lavoro di affinamento andrà avanti per qualche giorno. Poi, salvo sorprese, dovrebbe toccare proprio al Cavaliere annunciare in pompa magna il programma fiscale del partito. Ragion per cui c'è chi preferisce rimanere abbottonato, come Brunetta. L'ex ministro si è rifiutato di chiarire le mosse: «Troppo presto» ha detto al telefono. La strada, tuttavia, è quella. La riforma - che il Pdl dice di poter varare nei primi 100 giorni in caso di vittoria alle elezioni - è assai ampia.

BALZELLO PRIMA CASA
Berlusconi ancora ieri su Twitter ha toccato le corde fiscali, ribadendo l'intenzione di azzerare l'Imu sull'abitazione principale. La misura vale 4 miliardi sui 16 in ballo. L'ex presidente del Consiglio mira a trovare i fondi necessari, cioè la cosiddetta copertura, dall'aumento delle imposte legate a giochi, tabacchi e prodotti alcolici. Su questo punto, in realtà, la task force Pdl è prudente. Le indicazioni più recenti sulle entrate proprio relative ai giochi indicano un netto calo del gettito.

Il che suggerisce di trovare soluzioni alternative. Sta di fatto che l'imposta municipale sugli immobili, che ha garantito oltre 24 miliardi di euro di entrate complessive dopo il saldo di dicembre, ha messo in seria difficoltà le famiglie italiane. E ha contribuito a massacrare il mercato immobiliare, già alle prese con i problemi cagionati dalla contrazione dei mutui bancari. Di fatto Berlusconi vuole ripetere l'operazione del 2008, quando - a pochi giorni dal voto - promise agli elettori l'abolizione della vecchia Ici sulle «abitazioni principali». Progetto andato in porto, anche se poi tutto è stato vanificato con l'arrivo dell'Imu, che colpisce tutti i fabbricati e con aliquote ben più pesanti rispetto all'Ici.

QUOZIENTE FAMILIARE
Il balzello sulla casa, comunque, è solo uno dei tre pilastri del progetto. Il secondo obiettivo - per il quale verrebbero destinati altri 4 miliardi di euro - mira a mettere in pista in Italia il quoziente familiare. Si tratta di uno strumento che, per calcolare le imposte da versare nelle casse dello Stato oltre che per determinare gli sconti fiscali, tiene conto di tutto il reddito prodotto da una famiglia oltre che del numero dei componenti. «In questo modo si riuscirebbe a rendere omogeneo il sistema fiscale italiano - spiega Leo - visto che il redditometro appena varato prende in considerazione proprio il nucleo familiare. E se la famiglia è un elemento utile per l'accertamento allora lo può essere anche per la determinazione delle agevolazioni».

IRAP SUI «PICCOLI»
La terza misura allo studio degli esperti Pdl - che costa 8 miliardi di euro - ruota attorno all'Irap e prevede, nel dettaglio, due interventi. Anzitutto, l'esenzione dei «piccoli» (professionisti e micro imprese) dal pagamento dell'imposta regionale sulle attività produttive (peraltro già previsto da una sentenza della Corte costituzionale). Il secondo filone di interventi in campo Irap, poi, contiene una serie di sgravi per il costo del lavoro, grazie a un mix di deducibilità più ampie sui bilanci delle imprese.

COPERTURA FINANZIARIA
La parte più delicata del piano targato Pdl è legata alle risorse finanziarie: servono 16 miliardi di euro. La copertura, come accennato, dovrebbe essere assicurata grazie a tre aree di intervento. La prima è quella delle agevolazioni: in pratica il Pdl vuole «salvare» parte del lavoro realizzato con Giulio Tremonti alla guida del ministero dell'Economia. Fari puntati, quindi, sulla relazione curata dalla commissione, presieduta dall'attuale sottosegretario Vieri Ceriani, relativa alle tax expenditure: una montagna di 700 «voci» che vale circa 254 miliardi di euro l'anno.

Obiettivo è un provvedimento che consenta, con rimodulazioni oculate e non con tagli orizzontali, il recupero del 3% di risorse. Calcolatrice alla mano vuol dire grosso modo 7 miliardi. Altri 7 miliardi dovrebbero essere risparmiati con una minore spesa per interessi sulle emissioni di titoli di Stato, Bot e Btp. Traguardo che il Pdl vuole raggiungere con la riduzione immediata di una fetta di debito pubblico, ormai sopra quota 2mila miliardi di euro.

La cifra della fetta di debito da tagliare va ancora definita, ma le munizioni sono pronte e la prima è un'intesa fiscale tra Italia e Svizzera che assicuri un gettito una tantum da 37 miliardi di euro e poi circa 500 milioni di euro l'anno «a regime». Un incisivo piano di privatizzazioni dei carrozzoni pubblici (enti e società dello Stato non quotati) e la «vendita di fabbricati statali e terreni demaniali», come annunciato ieri da Berlusconi sempre su Twitter, completano il quadro. Gli ultimi 2 miliardi necessari a «coprire» il progetto Pdl arriverebbero con la creazione di un «fondo imposte» da alimentare con una parte del ricavato delle lotta all'evasione fiscale (circa 12 miliardi l'anno).

Certo per passare dalle parole ai fatti ce ne vuole. In ogni caso, il fatto di aver affidato il dossier a un pool di tecnici mostra come ci sia l'intenzione di supportare le (necessarie) promesse elettorali con proposte concrete e (auspicabilmente) realizzabili.

 

silvio berlu pinocchioMARIO MONTI A RADIO ANCHIO RENATO BRUNETTA DOCET ALBERTO GIORGETTI SOTTOSEGRETARIO ECONOMIA Giulio Tremonti

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni ignazio la russa antonio tajani fabio rampelli roberto occhiuto marina berlusconi cirielli

DAGOREPORT – IN QUELLA POLVERIERA CHE E' DIVENTATA L'ARMATA BRANCA-MELONI, LA MICCIA E' COLLEGATA A DUE EVENTI: L’ELEZIONE SUPPLETTIVA IN CALABRIA E IL VOTO A SCRUTINIO SEGRETO ALLA CAMERA SULLA LEGGE ELETTORALE (SPUNTERANNO FRANCO-TIRATORI TRA COLORO CHE SANNO DI NON ESSERE RICANDIDATI NEL 2027? CHE DECIDERANNO LE DONNE DI FORZA ITALIA INVEPERITE PER LA MANCATA ALTERNANZA DI GENERE?) – IL CASO CALABRESE, CON IL CANDIDATO DI VANNACCI CHE RUBA VOTI A FORZA ITALIA E RISCHIA DI FAR VINCERE IL PD, PUO’ ESSERE L’OCCASIONE CHE TAJANI ASPETTAVA DA TEMPO: REGOLARE I CONTI CON IL GOVERNATORE OCCHIUTO, SUO NEMICO INTERNO, SU CUI RICADREBBE LA COLPA DELLA SCONFITTA DI FABIO ROSCIOLI, TESORIERE DI LADY BERLUSCONI – SE LA FAIDA TRA GLI AZZURRI È PALESE, IN FDI DEVONO GESTIRE I MALUMORI DEI “RAS” LOCALI. A MILANO LA RUSSA NON DIGERISCE LA PROPOSTA DI CANDIDARE A SINDACO L’AZZURRO PEREGO, NOME NON SGRADITO A VIA DELLA SCROFA - IN CAMPANIA C’È LA ROGNA DEL VISPO CIRIELLI, L'EX COLONNELLO DI GIORGIA CHE INVOCA DI IMBARCARE VANNACCI NELLA COALIZIONE - NEL LAZIO IL MENTORE DELLE SORELLE MELONI, FABIO RAMPELLI, NON SOLO SI E' AUTOCANDIDATO A SINDACO DI ROMA IN BARBA AL PARTITO, MA SCALPITA PER PIAZZARE I SUOI "GABBIANI" NELLE PROSSIME LISTE ELETTORALI - STENDIAMO UN "PELO PIETOSO" SUL'ALTRO ALLEATO, LA LEGA SPROFONDATA AL 4,5% CON SALVINI APPESO A CIO' CHE POTRA' SUCCEDERE DOMENICA PROSSIMA SUL PRATONE DI PONTIDA...

roberto vannacci elly schlein giorgia meloni legge elettorale ballottaggio

DAGOREPORT! LA NUOVA LEGGE ELETTORALE È INCOSTITUZIONALE? MONTA IL DIBATTITO CON 160 COSTITUZIONALISTI CHE ANDRANNO AVANTI CON I RICORSI ALLA CORTE COSTITUZIONALE - LA SCOMMESSA DELLA MELONI: UNA VOLTA APPROVATA LA LEGGE, ANDARE AL VOTO A MAGGIO PER EVITARE IL GIUDIZIO DI INCOSTITUZIONALITA' DELLA CONSULTA – LA PROTESTA DEL CIVICO ONORATO SULLE FIRME RICHIESTE PER PRESENTARE LE LISTE (6MILA PER OGNI COLLEGIO): UNA NORMA CHE IN REALTA’ FA COMODO A FORZA ITALIA E NOI MODERATI IN FUNZIONE ANTI-ONORATO MA ANCHE ALLA SINISTRA, CHE SI METTEREBBE AL RIPARO DALLE NUOVE CREATURE POLITICHE (TIPO GRILLO) – VANNACCI AL 99% NON DOVREBBE AVER BISOGNO DI RACCOGLIERE LE 6MILA FIRME - L’ABNORME PREMIO DI MAGGIORANZA PER CHI ARRIVA AL 42%: NON NE PARLA NESSUNO NEL PD PERCHE’ FA COMODO ANCHE A SCHLEIN…

elly schlein giuseppe conte dario franceschini

DAGOREPORT - CONTRORDINE, COMPAGNI, LE PRIMARIE SI FARANNO INDIPENDENTEMENTE DALLA LEGGE ELETTORALE! CONTE HA DATO UN AUT AUT AGLI ALLEATI DEL CAMPO LARGO METTENDO I GAZEBO COME “CONDICIO SINE QUA NON” PER ESSERE NELL'ALLEANZA CON IL PD – MA LE PRIMARIE, OLTRE A ESSERE DIVISIVE, SONO UN GRAN CASINO SUL FRONTE REGOLAMENTARE: SARANNO APERTE O CHIUSE? CI SARA’ IL VOTO ONLINE? E PREVEDERANNO UN BALLOTTAGGIO? - PER ELLY, CHE TREMA PERCHÉ CONTE CON LA POSIZIONE SULL’UCRAINA DRENA VOTI AL PD SCESO AL 20%, I GAZEBO SONO DIVENTATI UN PROBLEMA ANCHE ALL’INTERNO DEL PARTITO (AL PUNTO CHE NON HA POTUTO CONCEDERE L’ENDORSEMENT A MARIO CALABRESI, CANDIDATOSI A SINDACO DI MILANO, PERCHÉ HA PAURA DI PERDERE I VOTI DI PIERFRANCESCO MAJORINO). COSI’ PER BLINDARSI E’ COSTRETTA A STRINGERE ACCORDI CON RENZI, FRANCESCHINI E ALTRI CAPATAZ DEM. MA NON ERA LEI CHE DICEVA “NON VOGLIAMO PIÙ CAPIBASTONE E CACICCHI?”

giorgia meloni tommaso longobardi giovanbattista fazzolari gian marco chiocci filini

DAGOREPORT - COME MAI GIORGIA MELONI HA FATTO “ROTOLARE LA TESTA” DEL SUO STRATEGA SOCIAL, TOMMASO LONGOBARDI? A POCHI MESI DALLE ELEZIONI, CON I SONDAGGI CHE DANNO IL CAMPO LARGO IN VANTAGGIO E VANNACCI CHE SCIPPA CONSENSI A DESTRA, LA DUCETTA SI È ACCORTA CHE LA PROPAGANDA DI PALAZZO CHIGI NON FUNZIONA PIÙ – LONGOBARDI ERA GIÀ FINITO NEL MIRINO DEL “CERCHIO TRAGICO” DELLA SORA GIORGIA DOPO LA DISFATTA AL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA, DOVE ERANO STATI DECISIVI I VOTI DEGLI ELETTORI PIÙ GIOVANI PER IL “NO” – ORA LA DUCETTA VUOLE UNA SVOLTA NELLA COMUNICAZIONE DEL GOVERNO E RICICCIA L’IDEA DI ASSOLDARE COME PORTAVOCE IL DIRETTORE DEL TG1, GIAN MARCO CHIOCCI. PICCOLO PARTICOLARE: CHIOCCI, FIN TROPPO AUTONOMO ED ESPERTO, SAREBBE UN “ACQUISTO” INDIGESTO PER FAZZOLARI E FILINI, IL DUO CHE GESTISCE LA MACCHINA COMUNICATIVA DI FDI – SI VOCIFERA CHE PALAZZO CHIGI PENSI A GINO ZAVALANI, VOLTO DI ESPERIA, PER RILANCIARE I SOCIAL – LA PRECISAZIONE DI ZAVALANI

giorgia meloni antonio tajani maurizio lupi alessandro onorato giuseppe conte matteo renzi roberto vannacci ignazio la russa

DAGOREPORT! - GIORGIA MELONI HA PAURA DI TORNARE ALLE URNE E VUOLE UNA NUOVA LEGGE ELETTORALE CHE AZZOPPI GLI AVVERSARI, A PARTIRE DALL’EMENDAMENTO “AMMAZZA-CESPUGLI” SULLA RACCOLTA DELLE FIRME - IL BLITZ E' UTILE A TAJANI, CESA E LUPI PER FERMARE ONORATO CHE POTREBBE ROSICCHIARE VOTI A FORZA ITALIA, UDC E NOI MODERATI - L'APPOGGIO DI CONTE ALL'ASSESSORE DI ROMA SEMBRA UN "BACIO DELLA MORTE": "PROGETTO CIVICO" STA DIVENTANDO "PROGETTO PEPPINIELLO"? - GLI OCCHI DEGLI ADDETTI AI LAVORI SULLE ELEZIONI SUPPLETIVE DI REGGIO CALABRIA PER IL SEGGIO ALLA CAMERA: VUOI VEDERE CHE IL CANDIDATO DI VANNACCI TOGLIERA' VOTI AL CENTRODESTRA E FARA' VINCERE IL PD?

vecchione renzi ranucci sgrena mancini draghi conte gabrielli carlo parolisi

TRA LE PIEGHE DELL’AFFAIRE LAVITOLA-RANUCCI, RICICCIA UNO DEI TANTI MISTERI ALL’ITALIANA: IL FAMOSO SERVIZIO DI ‘’REPORT’’ DEL MAGGIO 2021 SULL’INCONTRO IN AUTOGRILL TRA MATTEO RENZI E MARCO MANCINI, UNO DELLE FIGURE PIÙ CONTROVERSE DELL’INTELLIGENCE ITALIANA - ALL’ORIGINE DEL RENDEZ-VOUS AUTOSTRADALE, FORSE C’ENTRA DI PIÙ IL FATTO CHE STAVA CADENDO IL SECONDO GOVERNO CONTE, A CAUSA DEL RITIRO DALL'ESECUTIVO DI ITALIA VIVA. QUALCUNO DEVE AVER SCOMMESSO SULLE DOTI AFFABULATORIE DI NEGOZIATORE DI MANCINI PER CONVINCERE RENZI A TROVARE UNA QUADRA PER MANTENERE IN PIEDI CONTE – UNA VOLTA CHE LA MISSIONE E' ANDATA A VUOTO, PERCHE' RANUCCI MANDO' IN ONDA IL SERVIZIO RENZI-MANCINI BEN CINQUE MESI DOPO LA SEPOLTURA DEL GOVERNO CONTE II? A CHI GIOVAVA? - BEN SAPENDO DI QUANTO MANCINI SIA DETESTATO DAI SUOI COLLEGHI, RENZI DEFINI' LO SCOOP UN "REGOLAMENTO DI CONTI INTERNO AI SERVIZI SEGRETI" – GLI ''ADDETTI AI LIVORI'' AGGIUNGONO ALTRE DUE IPOTESI: CHI PARTENDO DAL BURRASCOSO RAPPORTO TRA RENZI E RANUCCI, CHI CONSIDERANDO LA VOGLIA DI CONTE DI REGOLARE I CONTI CON COLUI CHE SI VANTA DI AVERLO SLOGGIATO DA PALAZZO CHIGI E DI AVER CONVINTO DRAGHI A PRENDERE IL SUO POSTO…