IL VATICANO HA SETE DI VENDETTA E FA PARTIRE LE ROGATORIE PER I ‘CORVI’ RESIDENTI IN ITALIA - IL CARDINALE RE, ASCOLTATO MA NON COINVOLTO NELLA VICENDA. PERÒ CHE TRA LE ‘’MENTI’’ CI SIA (ALMENO) ‘’UN CARDINALE’’ È PIÙ DI UN SOSPETTO - IL SOSTITUTO DELLA SEGRETERIA DI STATO, ANGELO BECCIU, LANCIA LA CROCIATA CONTRO NUZZI CHE RIBATTE CHE “LA CASSAZIONE HA STABILITO CHE PER UN GIORNALISTA NON ESISTE LA RICETTAZIONE DI UN DOCUMENTO USATO A FINI INFORMATIVI: È L'ACQUISIZIONE DI UNA NOTIZIA”…

Gian Guido Vecchi per il "Corriere della Sera"

Padre Federico Lombardi l'ha messa in forma ipotetica. Per la Santa Sede, ufficialmente, prima si tratterà di «approfondire quanto risulterà» dall'interrogatorio di Paolo Gabriele «o da altre eventuali indagini per avere un quadro più chiaro delle responsabilità». Quindi bisognerà «valutare le dimensioni di queste responsabilità rispetto ad altre persone o iniziative». E infine «vedere se interpellare la giustizia italiana tramite rogatorie o altri passi». Il percorso è questo, l'indagine «ha i suoi tempi», ma da Oltretevere filtra che i giudici vaticani hanno già fatto partire l'iter delle rogatorie.

Un lavoro complesso, che passa attraverso la nunziatura della Santa Sede in Italia e i ministeri degli Esteri e della Giustizia. Però ci siamo. Se il reato al momento contestato al maggiordomo è «furto aggravato», le altre persone coinvolte si potranno veder contestare reati ben più gravi: dalla ricettazione alla violazione della corrispondenza di un capo di Stato.

Oltretevere si smentisce ogni cifra ma le persone individuate sono almeno «quattro o cinque». La Santa Sede ha smentito che ci fossero «buste con indirizzi» a casa del maggiordomo, ma alla domanda se sia stata trovata una lista di nomi padre Lombardi si è limitato a rispondere: «A me non risulta».

Al di là dell'ufficialità, risulta invece agli inquirenti vaticani. Resta da valutare per quanti si chiederà la rogatoria, anche se cittadini italiani. Se un italiano ha commesso reato «in Vaticano» ed è dipendente della Santa Sede, «lo Stato della Città del Vaticano potrebbe decidere di processarlo nel proprio tribunale», si spiega. Si lavora, in particolare, seguendo gli articoli 22 e 23 del «Trattato fra la Santa Sede e l'Italia» dei Patti Lateranensi.

L'articolo 22 dice: «A richiesta della Santa Sede e per delegazione che potrà essere data dalla medesima o nei singoli casi o in modo permanente, l'Italia provvederà nel suo territorio alla punizione dei delitti che venissero commessi nella Città del Vaticano, salvo quando l'autore del delitto si sia rifugiato nel territorio italiano, nel qual caso si procederà senz'altro contro di lui a norma delle leggi italiane». La «richiesta della Santa Sede» corrisponde alle rogatorie, non ci sono automatismi: e non saranno richieste per i «corvi» italiani che lavorano Oltretevere.

Piuttosto, la Santa Sede si rivolgerà ai pm italiani per chi ha ricevuto all'esterno le carte riservate. Ma c'è un altro punto interessante: l'articolo 23 dispone che «avranno senz'altro piena efficacia giuridica, anche a tutti gli effetti civili, in Italia le sentenze e i provvedimenti emanati da autorità ecclesiastiche e ufficialmente comunicati alle autorità civili, circa persone ecclesiastiche o religiose e concernenti materie spirituali o disciplinari».

Che si prenda in considerazione un articolo «circa persone ecclesiastiche o religiose» significa che tra i sospettati ci sono anche dei sacerdoti, non solo i «laici» come Paolo Gabriele. In parallelo alle indagini penali vaticane, invece, la commissione cardinalizia che riferisce al Papa ha sentito diversi cardinali capi dicastero o in pensione.

Sono «audizioni» e non significa che c'entrino: è il caso, ad esempio, del cardinale Giovanni Battista Re, ascoltato ma non coinvolto nella vicenda. Però che tra le «menti» ci sia (almeno) «un cardinale» è più di un sospetto. Nel caso, non finirà processato. Seppure come «ipotesi di scuola», padre Lombardi spiega che i cardinali «rispondono al Papa» e «se ci fossero problemi seri la cosa riguarda il Santo Padre».

Oltretevere, tra il monito e l'esempio, si cita il caso del cardinale Louis Billot, che sosteneva l'Action française condannata dalla Santa Sede. Fu richiamato da Pio XI e il 13 settembre 1927 uscì dallo studio del Papa senza zucchetto e anello: aveva dovuto rinunciare alla porpora.

Cardinali a parte, si annuncia nel caso una battaglia legale. Il Sostituto della Segreteria di Stato Angelo Becciu ha parlato di «iniziativa criminosa», alludendo alla pubblicazione di Sua Santità. Ma Gianluigi Nuzzi, l'autore del libro che rivela e mostra documenti trovati anche nella casa del maggiordomo del Papa (come un foglio della «Fondazione Joseph Ratzinger-Benedetto XVI» che non era mai uscito dall'appartamento), ribatte che «la Cassazione ha stabilito che per un giornalista non esiste la ricettazione di un documento usato a fini informativi: è l'acquisizione di una notizia». Per la Santa Sede è come se, in parallelo, fossero state pubblicate in Vaticano delle carte private di Giorgio Napolitano rubate al Quirinale. «C'è un problema di rapporti tra Stati», l'iniziativa sarà anche diplomatica.

 

CARDINALE TARCISO BERTONEGIANLUIGI NUZZIPAOLO GABRIELE Giovanni Battista ReGianluigi Nuzzi cover Sua SantitàAngelo Becciu

Ultimi Dagoreport

giuseppe conte elly schlein giorgia meloni

DAGOREPORT - MENTRE CASA ITALIA BRUCIA, TRA PISTOLERI E GENERALI, NON DISTURBATE ELLY SCHLEIN E GIUSEPPE CONTE: I DUE LEADER (SI FA PER DIRE) PROPRIO NON SI RENDONO CONTO CHE IL "CAMPO LARGO" VA ALLARGATO A TUTTE LE FORZE MODERATE E RIFORMISTE. AD OGGI, DI UNA COALIZIONE ALTERNATIVA ALL'ARMATA BRANCA-MELONI, NON C’È TRACCIA - SE CONTE E SCHLEIN TENESSERO DAVVERO ALLA VITTORIA DELLA COALIZIONE, PIÙ CHE ALLA PERSONALE AMBIZIONE DI ANDARE A PALAZZO CHIGI, AVREBBERO DA TEMPO FATTO UN PASSO INDIETRO A FAVORE DI UN "PAPA STRANIERO" (IL FAVORITO E' ROBERTO GUALTIERI) - MA I DUE LEADER (SI FA PER DIRE) NON RIESCONO A FICCARSI NELLA TESTA CHE, IN CASO DI SCONFITTA ALLE POLITICHE DEL 2027, RISCHIAMO DAVVERO DI SVEGLIARCI UNA MATTINA CON MELONI AL QUIRINALE E VANNACCI A PALAZZO CHIGI…

stefano benigni marina berlusconi antonio tajani

LA “SFI-DUCETTA” ALLA LEGGE ELETTORALE HA APERTO IL VASO DI PANDORA: IN FORZA ITALIA SIAMO ALLA NOTTE DEI LUNGHI COLTELLI! SI VOCIFERA CHE IL SEGRETARIO, ANTONIO TAJANI E STEFANO BENIGNI PASSASSERO FRA I BANCHI A DIRE AI DEPUTATI COME VOTARE. MA HANNO FALLITO: IL LORO OBIETTIVO ERA INFATTI FAR PASSARE L’EMENDAMENTO SULLE PREFERENZE, IN PARTICOLARE IL SUPERAMENTO DELLA REGOLA DEL 60/40 (L’ALTERNANZA DI GENERE) - L’EX MONARCHICO VORREBBE LIBERARSI DEI PARLAMENTARI STORICAMENTE LEGATI A SILVIO BERLUSCONI, E OGGI A MARINA – IL SEGRETARIO È CONVINTO CHE LA “CAVALIERA” NON METTERÀ BOCCA SULLE LISTE PERCHE' SI SAREBBE GIÀ STANCATA DEL "GIOCATTOLO” FORZA ITALIA...

naike rivelli

DAGOREPORT – ORA SÌ CHE TI RICONOSCIAMO, NAIKE! LA RIVELLI DEDICA UN ALTRO VIDEO COATTO A DAGOSPIA E FINALMENTE TORNA LA BURINELLA CHE ABBIAMO SEMPRE AMATO – DALLE LEZIONI SULL’INGOIO DELLE BANANE ALLA FOTO CON LA TESTA NEL CESSO FINO ALLA “VULVA ART” E ALLA MEGA-HIT “DEFAILLANCE”, ABBIAMO SEMPRE ADORATO LA NAIKE FUORI CONTROLLO, TRA AVVENTURE LESBO, FOTO IGNUDA E APPELLI PRO-GNOCCA – CARISSIMA NAIKE, ABBIAMO UN CONSIGLIO: LASCIA PERDERE I DISSING, GLI SCONTRI VERBALI, LE POLEMICHE. NON SONO PER TE. NON AFFATICARE LE SINAPSI, LASCIALE LIBERE DI SINTONIZZARSI CON L’UNIVERSO. SPALANCA I CHAKRA, CHISSÀ CHE L’ENERGIA COSMICA NON ENTRI A FARE UN SALUTO. NON PRENDERTI TROPPO SUL SERIO. NOI NON L’ABBIAMO MAI FATTO...

giorgia meloni salvini tajani legge elettorale

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI ERA CONVINTA DI AVER TROVATO UN ACCORDO CON SALVINI E TAJANI: PER AMMANSIRE I SUOI DUE ALLEATI, CONTRARISSIMI ALLE PREFERENZE, LI AVEVA ACCONTENTATI CON LE NOMINE DI STRISCIUGLIO A FERROVIE E STAZI ALLA CONSOB. OTTENUTO TUTTO QUESTO, NON SI METTERANNO MICA A ROMPERE I COJONI, PENSAVA LA DUCETTA. E INVECE… - IL GUAIO È CHE IL “FU TRUCE DEL PAPEETE” E L’EX MONARCHICO DI FERENTINO NON GOVERNANO PIÙ I LORO PARTITI, ORMAI SFARINATI – DENTRO FRATELLI D’ITALIA, MICA VA TANTO MEGLIO: QUANDO FRANCESCO LOLLOBRIGIDA PARLA DI “VIGLIACCHINI” CHE HANNO VOTATO NO, CE L’HA ANCHE CON I SUOI CAMERATI DI VIA DELLA SCROFA (IL PARTITO GRANITICO E COMPATTO DIETRO “IO SO’ GIORGIA’ NON ESISTE PIÙ

giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT- MENTRE LA RIFORMA ELETTORALE APPRODA IN PARLAMENTO, GIORGIA MELONI È TORMENTATA DA DUBBI E PERPLESSITÀ - ALL’EPOCA DELLA STESURA DEL NUOVO SISTEMA DI VOTO, NESSUNO DELLA FIAMMA MAGICA AVEVA PRESO IN SERIA CONSIDERAZIONE IL GENERALISSIMO VANNACCI E L'INARRESTABILE ASCESA DEL SUO PARTITO FUTURO NAZIONALE - E ADESSO SI CORRE IL FORTE RISCHIO CHE NESSUNA DELLE DUE CONTRAPPOSTE ALLEANZE RIESCA A INCAMERARE QUEL 42% CHE PORTEREBBE A UN PREMIO DI MAGGIORANZA DI 70 DEPUTATI E 35 SENATORI - UN BONUS TALMENTE ESAGERATO CHE LA CORTE COSTITUZIONALE NON AVREBBE IL MINIMO DUBBIO NEL BOCCIARLO - NON SOLO: A FINIRE SOTTO GLI ARTIGLI DELLA CORTE SPICCA ANCHE L’INDICAZIONE DEL CANDIDATO PREMIER NEL PROGRAMMA, UNA SORTA DI PREMIERATO IN VERSIONE DIETOR CHE VA A CONFLIGGERE CON LA COSTITUZIONE CHE VUOLE CHE SIA IL CAPO DELLO STATO A INDICARE IL PREMIER…

baroni universitari

DAGOREPORT - TRUFFE, FAVORI, ABUSI DI POTERE: MA COME SI FA A DIRE AI RAGAZZI DI STUDIARE E A CREDERE NELL’UNIVERSITÀ ITALIANA? - IL PRIMO ATENEO IN CLASSIFICA, IL POLITECNICO DI MILANO, TIENE PER TRENT’ANNI UN PROFESSORE PRECARIO A MILLE EURO CIRCA ALL’ANNO, MENO DI UN PAKISTANO CHE RACCOGLIE POMODORI! - CONTRO GLI ESITI, PILOTATI, DEI CONCORSI UNIVERSITARI, GIACCIONO CENTINAIA DI CAUSE DI RICORSO, POICHÉ L’ITALIA È L’UNICO PAESE DOVE PRIMA SI SCEGLIE IL CANDIDATO, POI SI RITAGLIA IL CONCORSO - IL CELEBRATO ERASMUS E' TANTO DIVERTENTE PER GLI STUDENTI (ANCHE PER ACCOPPIARSI) QUANTO INUTILISSIMO PER LO STUDIO: LO SANNO TUTTI CHE LO STUDENTE ERASMUS LO SI FA PASSARE PERCHÉ TANTO POI SE NE TORNA NELLA SUA UNIVERSITÀ - IN PARLAMENTO HANNO FATTO SALTARE L’ABILITAZIONE NAZIONALE (CHE FU INTRODOTTA DALLA GELMINI): I CONCORSI PER NUOVI DOCENTI SARANNO LOCALI, CIOE’ CONSEGNATI, COMPLETAMENTE, NELLE MANI DEI ‘’BARONI’’: TANTO LA MAGISTRATURA DORME (OPPURE LI ASSOLVE) - E PER FORTUNA CHE È IL GOVERNO DELLA MERITOCRAZIA, PRESIEDUTO DA UN “UNDERDOG”…