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L'IMU-RTACCI DI RENZI - BRUNETTA: ''IL PREMIER SBANDIERA LA CANCELLAZIONE DELL'IMU A RIDOSSO DELLE ELEZIONI. MA TUTTE LE ALTRE TASSE SULLA CASA SONO IMPENNATE, E ORA C'È QUELLA OCCULTA DEL CANONE IN BOLLETTA. SONO SOLO MANCETTE PER COMPRARSI IL CONSENSO PRIMA DI OGNI VOTO, MA I CONTI PUBBLICI SONO A RISCHIO''

matteo renzi soldimatteo renzi soldi

Renato Brunetta per ''il Giornale''

 

Renzi dice di non voler personalizzare i ballottaggi. E poi che fa? Tre giorni prima, con rito apotropaico ovviamente collocato il giorno 16, indice una specie di danza propiziatoria: l' Imu-Day. La sfida è chiara: nessuno crede che abbia tagliato un euro di tasse. E allora la butta sul magico, sulla liturgia festaiola che dovrebbe far passare finalmente l' idea che non vampirizza gli italiani ma elargisce. Così si gioca la carta della disperazione per raddrizzare elezioni che promettono male per lui, subito e in proiezione referendum ottobrino.

 

Ma le lezioni serali dal mago Otelma non promettono bene, i trucchi del premier sono quelli di un illusionista da strapaese. La semplice realtà è più forte dei suoi abracadabra. E qui provvederemo a dimostrare che il re, pardon il mago, è nudo.

RENZI EUROPA TASSERENZI EUROPA TASSE

 

Primo. Renzi taglia l' Imu nemmeno tutta, tra l' altro ma non dice come verrà compensato l' ammanco di gettito. Gli italiani sanno che i Comuni in caccia di denari sono temibili. Per le tasche dei contribuenti, anzitutto. Sappiamo tutti come faranno gli amministratori locali: aumenteranno la tassa sui rifiuti (Tari), la quale, a onor del vero, ha già subito, secondo gli studi di Confcommercio, negli ultimi cinque anni, un incremento percentuale del 55%, pari a circa 3 miliardi di euro, solo per soddisfare le necessità di gettito. Nonostante una significativa riduzione nella produzione dei rifiuti.

 

Secondo. Allarmante è anche il silenzio sui valori catastali.

Che senso ha il pannicello tiepido dell' Imu se poi si impennano tutte le altre imposte come conseguenza della revisione del catasto?

Terzo. Renzi parli chiaro sui mutui e le altre detrazioni per la casa: è vero che vuole tagliarle?

 

RENZI EUROPA TASSERENZI EUROPA TASSE

Quarto. Per le famiglie povere, la mazzata di luglio del canone Rai vera imposta sulla casa pesa di più del taglio dell' Imu.

Quinto: in un Paese dalle tempie imbiancate, il silenzio sull' imposta di successione è il preludio all' ennesima, pesantissima mazzata sul risparmio delle famiglie?

Con l' abolizione dell' imposta sulla prima casa da parte del governo Berlusconi, nel 2008 il gettito Ici è stato pari a 11 miliardi, ed è rimasto tale fino al 2011.

 

Nel 2012, con l' aumento delle rendite catastali, la reintroduzione della tassa sulla prima casa e l' aumento delle aliquote del governo Monti, il gettito dell' Imu è stato pari a 22,6 miliardi. Nel 2013, con l' eliminazione dell' Imu sulla prima casa il gettito avrebbe dovuto attestarsi intorno a 20 miliardi. Tuttavia i Comuni hanno esercitato al massimo la propria autonomia impositiva sulle seconde case, per cui il gettito complessivo dell' Imu nel 2013 è stato intorno a 24 miliardi.

titti renato brunettatitti renato brunetta

 

L' anno dopo, con l' introduzione di Tasi (tassa sui servizi indivisibili) e Tari (tassa sui rifiuti), i margini dei Comuni sono stati ulteriormente ampliati, e nel 2014 il gettito ha superato i 30 miliardi di euro, livello a cui si è attestato anche nel 2015. Un aumento, rispetto al governo Berlusconi, di 20 miliardi, tutti gravanti sulle tasche degli italiani.

 

Questo solo con riferimento al possesso, quindi senza considerare l' imposizione sul trasferimento degli immobili (Iva, imposta di bollo e di registro, imposte ipotecarie e catastali, successioni, donazioni) e quella sui redditi prodotti da questi ultimi (Irpef, Ires, imposta di bollo e di registro, cedolare secca).

 

Stando ai calcoli della Cgia, il carico fiscale complessivo sul patrimonio immobiliare degli italiani (possesso + trasferimenti + redditività) ha superato i 50 miliardi di euro.

renato  brunettarenato brunetta

Sulla Tasi, la performance migliore l' ha fatta proprio Renzi, che vuole farci credere che con questa tassa non ha nulla a che fare, appena insediatosi a palazzo Chigi a febbraio 2014, attribuendo al precedente governo Letta l' aumento dello 0,8 per mille del tetto massimo. Aumento immaginato con il vincolo per i Comuni di utilizzare le risorse derivanti da tale aggravio fiscale per riconoscere detrazioni, sempre sulla Tasi, alle famiglie con figli. Così non è stato.

 

Tutti abbiamo in mente l' aumento della tassazione sul risparmio, che Renzi impropriamente chiama «rendite finanziarie». Ma con l' aumento dell' aliquota dal 20% al 26% sugli interessi da conti correnti, azioni e obbligazioni, il presidente del Consiglio non ha fatto altro che colpire i risparmiatori, più o meno piccoli. Da novembre 2011, ultimo mese del governo Berlusconi, a fine 2015, il gettito derivante dalla tassazione del risparmio (imposta sostitutiva su interessi, plusvalenze e altri redditi da capitale dati Mef, dipartimento delle Finanze) è passato da 6 miliardi a 13,3 miliardi di euro: un aumento di 7,3 miliardi di euro.

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Se a ciò aggiungiamo l' aggravio, che abbiamo visto, nella tassazione sulla casa, ne deriva un aumento del carico fiscale complessivo su immobili e risparmi degli italiani pari a quasi 30 miliardi di euro in quattro anni.

 

Una patrimoniale bella e buona. Grazie Monti, grazie Letta, grazie Renzi.

E poi, da quando Renzi si è insediato a palazzo Chigi abbiamo visto: il taglio delle detrazioni Irpef per chi ha redditi superiori a 55.000 euro; l' aumento dall' 11% al 20% del prelievo sui Fondi pensione; l' aumento della tassazione del Fondo Tfr dall' 11% al 17%; l' aumento del bollo auto; l' aumento della tassazione sui diritti di imbarco nel trasporto aeroportuale;

 

 l' aumento della tassazione sulle casse previdenziali dei professionisti dal 20% al 26%; l' introduzione della tassazione dei proventi corrisposti ai beneficiari di polizze vita; l' ampliamento della platea di aziende cui si applicano aliquote Irap straordinarie; l' aumento della tassazione sui Fondi pensione dall' 11% al 20%; il rischio che aumenti l' Iva fino al 25,5% e che aumentino le accise su benzina, tabacchi e alcolici per effetto delle clausole di salvaguardia ad oggi solo rinviate, ma che sono già Legge e, di fatto, pendono sulla testa degli italiani.

IMUIMU

 

Tutto questo per distribuire mance e mancette e comprarsi il consenso prima di ogni scadenza elettorale. I tanti bonus del governo Renzi, che per quantità e qualità hanno eguali solo nella politica economica dissennata del Guatemala, hanno finito per dare il colpo mortale alla nostra finanza pubblica.

 

Il conto, salatissimo, arriverà presto agli italiani. La politica economica irresponsabile del governo è diventata un' imbarazzante bomba sporca a orologeria, con effetti distruttivi ritardati, la cui portata non è ancora stimabile in maniera definitiva.

La scopriremo in autunno, quando verrà alla luce la polvere nascosta negli anni da Renzi e Padoan sotto il tappeto.

 

C' è poco da festeggiare, quindi, il 16 giugno. Altro che Imu-day: sarà l' imbroglio-day, il No Renzi-day. Il primo di una serie, insieme ai ballottaggi del 19, sempre di giugno, e al referendum di ottobre. Inizia la battaglia finale.

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