minzolini di pietro

LE INTERVISTE IMPOSSIBILI: MINZOLONE E DI PIETRO - ''LA GIUSTIZIA ITALIANA È STATA ROVINATA DAI MIEI IMITATORI. A VOLTE MI CHIEDO SE NE VALEVA LA PENA... SE FORSE NON SI STAVA MEGLIO QUANDO SI STAVA PEGGIO NELLA PRIMA REPUBBLICA. OGGI RESTANO A GALLA I PIÙ IPOCRITI''

Augusto Minzolini per ''il Giornale''

 

antonio di pietro magistratoantonio di pietro magistrato

«Ciao, come va?»: l' esordio è quello che contraddistingue gli incontri casuali di persone che si conoscono, ma non si frequentano. Antonio Di Pietro, con indosso la tradizionale giacca color cammello e pantaloni di flanella grigia, armeggia nella carrozza numero 4 del diretto Roma-Milano delle 15 di giovedì scorso, per trasformarla in una postazione di lavoro. Si inginocchia e con un po' di fiatone attacca le spine di telefonino e computer. In fondo non si aspettava quel saluto, visto che il sottoscritto ha passato i suoi guai per un esposto dell' allora politico Di Pietro sulle vicende Rai.

augusto minzoliniaugusto minzolini

 

Ma visto che il ghiaccio è rotto, risponde con un mezzo sorriso e parole di circostanza: «Come va?... Bene. Vedo che questa settimana vanno tutti a Milano».

Poi sfodera la frase di rito con cui si presenta da quando è rientrato nella società civile: «...io ormai faccio parte dell' associazione dei reduci, che debbo dire?».

 

Già, questa è una conversazione tra reduci di tanti anni di storia italiana. Un colloquio informale all' ombra dei ricordi, dei rimpianti, delle illusioni, delle delusioni in cui a volte si cullano e altre volte si disperano i veterani di tante battaglie quando tornano a casa. Un dialogo che si apre con questo saluto alla stazione Termini e diventa confidenziale in piedi, mentre si attende, insieme ad altri passeggeri, nel corridoio della carrozza, l' arrivo alla stazione Centrale di Milano.

MINZOLINI 
SENATO
MINZOLINI SENATO

 

Prima dei saluti di commiato è Di Pietro che si sbilancia con parole da cui trapela una tormentata amarezza. «A volte mi chiedo - osserva - se ne valeva la pena... Se forse non si stava meglio quando si stava peggio nella prima Repubblica. La verità è che oggi tutto è avvolto nell' ipocrisia. Ancor più di ieri. Restano a galla i più ipocriti. Non le persone che si scontrano a viso aperto, dicendo con lealtà quello che pensano».

 

antonio di pietroantonio di pietro

Il sottoscritto acconsente. Come si può negare che l' insidioso male che avvelena la politica, le istituzioni, l' intera società italiana, sia l' ipocrisia? Di Pietro è un fiume in piena anche se il tono è quello ironico, distaccato dell' osservatore esterno: «Non si capisce più niente - dice -. Fanno tutti mille parti in commedia. Dentro il Parlamento ci sono personaggi a cui non frega niente di niente. Gli interessa solo arrivare al 2018. Vedo che pure i grillini che sono arrivati in Parlamento quasi senza sapere come, ora si dividono, litigano tra loro». Gli chiedo se ha nostalgia della politica.

 

«Francamente no - risponde -. Non c' è più passione... Eppoi con tutto quello che ho passato... A volte mi dicono di fare questa iniziativa politica, di partecipare ad un' altra, ma io sono diventato allergico. E, comunque, in Parlamento ti senti impotente. Ho la sensazione che stiamo assistendo al declino di questo Paese in tutti i settori...».

antonio di pietroantonio di pietro

 

Appunto, la politica, ma anche quello che succede nella giustizia italiana, che lui conosce bene. «Io ho fatto quello che ho fatto - racconta - e ora faccio l' avvocato, ma ho capito che il problema sono i tanti dipietrini che ci sono in giro... Ad esempio, questo reato dell' abuso di ufficio che va di moda io non l' ho mai perseguito. Uno può essere accusato di abuso quando ha un tornaconto... ma non così. Basta pensare a com' è finita la vicenda del presidente della Regione campana, De Luca». Non dice di più, ma il tono di voce a volte vale più delle parole: c' è l' enfasi di chi pensa che una volta c' era più attenzione.

Detto da lui.

antonio di pietro 7antonio di pietro 7

 

L' altro reduce, il sottoscritto, gli racconta della sua esperienza, dell' essersi trovato di fronte e di essere stato condannato da un giudice tornato in magistratura dopo 20 anni di politica, in cui ha fatto il sindaco, il deputato, il senatore, l' esponente di governo. Una volta - ricordo - queste cose non avvenivano: un magistrato, che era stato senatore democristiano, Lucio Toth, che faceva parte di un collegio che doveva giudicare l' ex segretario Dc Forlani, si astenne da quell' incarico per via dell' amicizia con l' imputato. «Io penso - risponde lui - che un magistrato che è stato in politica non possa tornare a fare il magistrato. Io non ho mai pensato di farlo.

 

AUGUSTO 
MINZOLINI
tg1AUGUSTO MINZOLINI tg1

Come penso che non abbiano mai pensato di farlo personaggi come Violante. Io che faccio l' avvocato addirittura ho deciso di non esercitare a Milano. Lì conosco un po' tutti, con tutti gli anni che ho lavorato in quel Palazzo. E penso che sia più corretto, per mantenere una correttezza di ruoli, non avere come interlocutori nelle aule giudiziarie persone che si conoscono».

 

antonio di pietro 6antonio di pietro 6

Siamo alle ultime battute. Gli dico che, comunque, l' esperienza in Parlamento, quella che ha avuto lui e quella che sto facendo io, arricchisce. Lui, invece, appare del tutto disincantato.

 

E abbassando un pochino la voce, sibila: «Magari i guai che hai avuto, li hai avuti per quest' esperienza... La politica porta guai. Ne so qualcosa».

ANTONIO DI PIETRO - VIDEO PER LE ELEZIONI IN SARDEGNAANTONIO DI PIETRO - VIDEO PER LE ELEZIONI IN SARDEGNAAntonio Di PietroAntonio Di PietroANTONIO DI PIETRO SAVERIO BORRELLI GERARDO DAMBROSIO ANTONIO DI PIETRO SAVERIO BORRELLI GERARDO DAMBROSIO ANTONIO DI PIETRO - VIDEO PER LE ELEZIONI IN SARDEGNAANTONIO DI PIETRO - VIDEO PER LE ELEZIONI IN SARDEGNAantonio di pietro 4antonio di pietro 4

«Ciao» mi saluta. «Ciao» rispondo.

Ultimi Dagoreport

donald trump giorgia meloni ixe sondaggio

DAGOREPORT - CHE COSA SI PROVA A DIVENTARE “GIORGIA CHI?”, DOPO ESSERE STATA CARAMELLATA DI SALAMELECCHI E LECCA-LECCA DA DONALD TRUMP, CHE LA INCORONÒ LEADER "ECCEZIONALE", "FANTASTICA", "PIENA DI ENERGIA’’ E ANCHE "BELLISSIMA"? - BRUTTO COLPO, VERO, SCOPRIRE CHE IL PRIMO DEMENTE AMERICANO SE NE FOTTE DELLA “PONTIERA” TRA USA E UE CHE SI È SBATTUTA COME MOULINEX CONTRO I LEADER EUROPEI IN DIFESA DEL TRUMPISMO, E ORA NON RACCATTA NEMMENO UN FACCIA A FACCIA DI CINQUE MINUTI, COME È SUCCESSO AL FORUM DI DAVOS? - CHISSÀ CHE EFFETTO HA FATTO IERI A PALAZZO CHIGI LEGGERE SUL QUEL “CORRIERE DELLA SERA” CHE HA SEMPRE PETTINATO LE BAMBOLE DELL’ARMATA BRANCA-MELONI, IL DURISSIMO EDITORIALE DI UN CONSERVATORE DOC COME MARIO MONTI - CERTO, PER TOGLIERE LA MASCHERA ALL’INSOSTENIBILE GRANDE BLUFF DELLA “GIORGIA DEI DUE MONDI”, C’È VOLUTO UN ANNO DI ''CRIMINALITÀ'' DI TRUMP MA, SI SA, IL TEMPO È GALANTUOMO, I NODI ALLA FINE ARRIVANO AL PETTINE E LE CONSEGUENZE, A PARTIRE DAL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA DI FINE MARZO, POTREBBERO ESSERE MOLTO AMARE TRASFORMANDO IL ''NO'' ALL'UNICA RIFORMA DEL GOVERNO IN UN "NO" AL LEGAME DI MELONI CON LA DERIVA FASCIO-AUTORITARIA DI TRUMP... 

tommaso cerno barbara d'urso durso d urso francesca chaouqui annamaria bernardini de pace

FLASH – IERI SERA GRAN RADUNO DI PARTY-GIANI ALLA CASA MILANESE DI TOMMASO CERNO, PER CELEBRARE IL 51ESIMO COMPLEANNO DEL DIRETTORE DEL “GIORNALE” – NON SI SONO VISTI POLITICI, AD ECCEZIONE DI LICIA RONZULLI. IN COMPENSO ERANO PRESENTI L’AVVOCATESSA ANNAMARIA BERNARDINI DE PACE E L’EX “PAPESSA” FRANCESCA IMMACOLATA CHAOUQUI. A RUBARE LA SCENA A TUTTE, PERÒ C’HA PENSATO UNA SFAVILLANTE BARBARA D’URSO STRETTA IN UN ABITINO DI DOLCE E GABBANA: “BARBARELLA” AVREBBE DELIZIATO I PRESENTI ANNUNCIANDO CHE, DOPO FABRIZIO CORONA, ANCHE LEI TIRERÀ FUORI QUALCHE VECCHIA MAGAGNA…

giorgia meloni carlo calenda

FLASH – CARLO CALENDA UN GIORNO PENDE DI QUA, L’ALTRO DI LÀ. MA COSA PENSANO GLI ELETTORI DI “AZIONE” DI UN’EVENTUALE ALLEANZA CON LA MELONI? TUTTO IL MALE POSSIBILE: IL “TERMOMETRO” TRA GLI “AZIONISTI” NON APPREZZA L'IPOTESI. ANCHE PER QUESTO CARLETTO, ALL’EVENTO DI FORZA ITALIA DI DOMENICA, È ANDATO ALL’ATTACCO DI SALVINI: “NON POSSO STARE CON CHI RICEVE NAZISTI E COCAINOMANI” (RIFERIMENTO ALL’ESTREMISTA INGLESE TOMMY ROBINSON) – IL PRECEDENTE DELLE MARCHE: ALLE REGIONALI DI SETTEMBRE, CALENDA APRÌ A UN ACCORDO CON IL MAL-DESTRO ACQUAROLI, PER POI LASCIARE LIBERTÀ “D’AZIONE” AI SUOI CHE NON NE VOLEVANO SAPERE...

donald trump peter thiel mark zuckerberg sam altman ice minneapolis

DAGOREPORT – IL NERVOSISMO È ALLE STELLE TRA I CAPOCCIONI E I PAPERONI DI BIG TECH: MENTRE ASSISTONO INERMI ALLE VIOLENZE DI MINNEAPOLIS (SOLO SAM ALTMAN E POCHI ALTRI HANNO AVUTO LE PALLE DI PRENDERE POSIZIONE), SONO MOLTO PREOCCUPATI. A TEDIARE LE LORO GIORNATE NON È IL DESTINO DELL'AMERICA, MA QUELLO DEL LORO PORTAFOGLI. A IMPENSIERIRLI PIÙ DI TUTTO È LO SCAZZO TRA USA E UE E IL PROGRESSIVO ALLONTANAMENTO DELL'EUROPA, CHE ORMAI GUARDA ALLA CINA COME NUOVO "PADRONE" – CHE SUCCEDEREBBE SE L’UE DECIDESSE DI FAR PAGARE FINALMENTE LE TASSE AI VARI ZUCKERBERG, BEZOS, GOOGLE, IMPONENDO ALL’IRLANDA DI ADEGUARE LA PROPRIA POLITICA FISCALE A QUELLA DEGLI ALTRI PAESI UE? – COME AVRÀ PRESO DONALD TRUMP IL VIAGGIO DI PETER THIEL NELLA FRANCIA DEL “NEMICO” EMMANUEL MACRON? SPOILER: MALISSIMO…

viktor orban giorgia meloni santiago abascal matteo salvini

FLASH – GIORGIA MELONI SI SAREBBE MOLTO PENTITA DELLA SUA PARTECIPAZIONE ALL’IMBARAZZANTE SPOTTONE PER LA CAMPAGNA ELETTORALE DI VIKTOR ORBAN, INSIEME A UN’ALLEGRA BRIGATA DI POST-NAZISTI E PUZZONI DI TUTTA EUROPA – OLTRE AD ESSERSI BRUCIATA IN UN MINUTO MESI DI SFORZI PER SEMBRARE AFFIDABILE ED EUROPEISTA, LA SORA GIORGIA POTREBBE AVER FATTO MALE I CONTI: PER LA PRIMA VOLTA DA ANNI, I SONDAGGI PER IL “VIKTATOR” UNGHERESE NON SONO BUONI - IL PARTITO DEL SUO EX DELFINO, PETER MAGYAR, È IN VANTAGGIO (I GIOVANI UNGHERESI NON TOLLERANO PIÙ IL PUTINISMO DEL PREMIER, SEMPRE PIÙ IN MODALITÀ RAGAZZO PON-PON DEL CREMLINO)

zelensky beltrame meloni putin

FLASH – CHI E PERCHÉ HA FATTO USCIRE IL DISPACCIO DELL’AMBASCIATORE “LEGHISTA” A MOSCA, STEFANO BELTRAME, RISERVATO AI DIPLOMATICI, IN CUI SI ESPRIMEVANO LE PERPLESSITÀ ITALIANE SULLE NUOVE SANZIONI ALLA RUSSIA, CON TANTO DI STAFFILATA ALL’ALTO RAPPRESENTANTE UE, KAJA KALLAS (“IL CREMLINO NON LA RICONOSCE COME INTERLOCUTRICE”)? NON SONO STATI I RUSSI, MA QUALCUNO DALL'ITALIA. EBBENE: CHI HA VOLUTO FARE UN DISPETTUCCIO A GIORGIA MELONI, CHE CI TIENE TANTO A MOSTRARSI TRA LE PIÙ STRENUE ALLEATE DI KIEV? -  PICCOLO REMINDER: BELTRAME, EX CONSIGLIERE DIPLOMATICO DI SALVINI AI TEMPI DEL VIMINALE, NELL’OTTOBRE DEL 2018 ORGANIZZÒ IL VIAGGIO DI SALVINI A MOSCA, AI TEMPI DELL’HOTEL METROPOL…