benjamin netanyahu

ISRAELE, IN FONDO A DESTRA - NETANYAHU RIBALTA I SONDAGGI E VINCE LE ELEZIONI: IL SUO LIKUD OTTIENE 30 SEGGI (SU 120) E, GRAZIE ALL’ALLEANZA CON I PARTITI DI DESTRA, POTRÀ FORMARE UN GOVERNO SOLIDO - ORA VIENE IL BELLUM...

LIVNI NETANYAHULIVNI NETANYAHU

1 - NETANYAHU VINCE ELEZIONI, STACCA CAMPO SIONISTA - 30 SEGGI A LIKUD, 25 AD OPPOSIZIONE SINISTRA

 (ANSA) - Benjamin Netanyahu ha vinto le elezioni in Israele: ad oltre il 90% dello scrutinio, il suo Likud ha 30 seggi, mentre Campo sionista solo 24. A questo punto, secondo i media e contro gli exit-poll, Netanyahu sarebbe in grado di formare una maggioranza di destra forte di oltre 60 seggi (su 120).

 

2 - NETANYAHU, ORA GOVERNO FORTE CON I PARTITI DI DESTRA

(ANSA) - "Sono veramente fiero per la grandezza di Israele. Nel momento della verità, ha preso la decisione giusta. Ora dovremo formare un governo forte e stabile: oggi ho parlato con tutti i leader dei partiti del campo nazionale (di destra, ndr) e mi sono appellato per formare un governo senza indugio". Lo ha detto stanotte Netanyahu.

NETANYAHU ALL ASSOCIAZIONE DEGLI EBREI AMERICANINETANYAHU ALL ASSOCIAZIONE DEGLI EBREI AMERICANI

 

3 - NETANYAHU, GOVERNO ENTRO 2-3 SETTIMANE

(ANSA) - "Formero' un governo entro due- tre settimane". Questa l'intenzione del primo ministro Benyamin Netanyhu secondo un comunicato del suo partito, il Likud. Il premier - ha spiegato il partito - parlerà subito con "gli altri leader che prenderanno parte alla coalizione".

 

4 - LO SPRINT FINALE DI NETANYAHU - È TESTA A TESTA CON HERZOG

Maurizio Molinari per “la Stampa”

 

Benjamin Netanyahu evita in extremis la sconfitta nelle urne ma il duello con il centrosinistra finisce in pareggio e il rivale Isaac Herzog afferma che «non è finita perché bisogna contare tutti i voi». Israele esce spaccato dalle elezioni e il capo dello Stato, Reuven Rivlin, chiede un governo di unità nazionale.

 

OBAMA NETANYAHUOBAMA NETANYAHU

Lo chiede a Likud e centrosinistra per «evitare la disgregazione nazionale». Il premier uscente, che in dicembre aveva sciolto il governo puntando a una facile rielezione, ha affrontato una campagna tutta in salita a causa dello scontento economico, ma nelle ultime 72 ore è riuscito a mobilitare i militanti in un porta a porta vecchio stile che - accompagnato ad argomenti della destra nazionalista come il rifiuto dello Stato palestinese e la costruzione di abitazioni in Cisgiordania - gli ha consentito di recuperare un distacco di 4-6 seggi fino a chiudere in parità.

 

PIÙ ALLEATI PER LA DESTRA

primo ministro benjamin netanyahuprimo ministro benjamin netanyahu

Gli exit poll per il rinnovo della Knesset (il Parlamento israeliano) gli assegnano infatti 27 parlamentari, quanti ne ha il centrosinistra di Isaac Herzog e Tzipi Livni. Ma in più Netanyahu ha un vantaggio tattico: ha più alleati, e con più seggi. Naftali Bennet di Casa Ebraica con 8, Avigdor Lieberman di Israel Beitenu con 5 seggi e gli 11 seggi dei partiti religioni Shas e Unione della Torà si aggiungono infatti al corteggiamento di Kulanu, il nuovo partito guidato dal suo ex ministro Moshe Kachlon, che è la vera sorpresa del voto raggiungendo quota 10 seggi. Ciò significa disporre di un’alleanza potenziale maggiore del Campo Sionista di Herzog che, pur partendo dagli stessi 27 seggi, ha come unici alleati l’estrema sinistra del Meretz con 5 seggi e Yesh Atid di Yair Lapid con 12 seggi con Kachlon in bilico.

 

È il confronto fra le coalizioni possibili a far dire a Netanyahu che «è stata una grande vittoria», parlando all’unisono con Bennet dopo aver telefonato a Kachlon per promettergli il ministero delle Finanze, puntando a dimostrare a Rivlin che la costruzione del nuovo governo è già iniziata.

 

knesset knesset

«È una grande notte per la destra israeliana, siamo dei maratoneti» dice Bennet. Ma c’è anche l’altra Israele, quella di Herzog che ammonisce Netanyahu a «non correre verso conclusioni affrettate» perché «tutti i voti dovranno essere contati» e dunque fino a venerdì mattina - quando la commissione elettorale annuncerà i risultati - «è bene essere prudenti». E Kachlon lo ascolta: «Deciderò cosa fare solo a voti contati».

 

LA SINISTRA RINNOVATA

Dalla sua, Herzog ha un exploit politico innegabile: due mesi fa nessuno lo prendeva sul serio come rivale di Netanyahu mentre ieri sera ha chiuso il match pareggiando nel numero degli eletti. E non è tutto perché la campagna elettorale ha fatto emergere un grande scontento sociale, soprattutto fra le fasce più deboli della popolazione, che si è riversato su Kachlon proprio per contestare Netanyahu.

 

HERZOG LIVNI HERZOG LIVNI

Se a questo si aggiunge il successo della lista dei partiti arabi, che sommando 13 seggi diventano la terza forza politica del Paese, ne esce l’immagine di una nazione che ha rafforzato anche la partecipazione alla vita pubblica della sua più importante minoranza, pari al 20 per cento dell’elettorato. E i partiti arabi sono pronti a dare un «appoggio esterno» a Herzog. Ce n’è abbastanza per comprendere perché Rivlin lancia il governo di unità nazionale, ponendo le basi per un pressing politico teso a piegare la resistenza di Netanyahu.

 

Benjamin Netanyahu evita in extremis la sconfitta nelle urne ma il duello con il centrosinistra finisce in pareggio e il rivale Isaac Herzog afferma che «non è finita perché bisogna contare tutti i voi». Israele esce spaccato dalle elezioni e il capo dello Stato, Reuven Rivlin, chiede un governo di unità nazionale.

 

Lo chiede a Likud e centrosinistra per «evitare la disgregazione nazionale».

HERZOG LIVNIHERZOG LIVNI

Il premier uscente, che in dicembre aveva sciolto il governo puntando a una facile rielezione, ha affrontato una campagna tutta in salita a causa dello scontento economico, ma nelle ultime 72 ore è riuscito a mobilitare i militanti in un porta a porta vecchio stile che - accompagnato ad argomenti della destra nazionalista come il rifiuto dello Stato palestinese e la costruzione di abitazioni in Cisgiordania - gli ha consentito di recuperare un distacco di 4-6 seggi fino a chiudere in parità.

 

PIÙ ALLEATI PER LA DESTRA

TZIPI LIVNITZIPI LIVNI

Gli exit poll per il rinnovo della Knesset (il Parlamento israeliano) gli assegnano infatti 27 parlamentari, quanti ne ha il centrosinistra di Isaac Herzog e Tzipi Livni. Ma in più Netanyahu ha un vantaggio tattico: ha più alleati, e con più seggi. Naftali Bennet di Casa Ebraica con 8, Avigdor Lieberman di Israel Beitenu con 5 seggi e gli 11 seggi dei partiti religioni Shas e Unione della Torà si aggiungono infatti al corteggiamento di Kulanu, il nuovo partito guidato dal suo ex ministro Moshe Kachlon, che è la vera sorpresa del voto raggiungendo quota 10 seggi. Ciò significa disporre di un’alleanza potenziale maggiore del Campo Sionista di Herzog che, pur partendo dagli stessi 27 seggi, ha come unici alleati l’estrema sinistra del Meretz con 5 seggi e Yesh Atid di Yair Lapid con 12 seggi con Kachlon in bilico.

 

È il confronto fra le coalizioni possibili a far dire a Netanyahu che «è stata una grande vittoria», parlando all’unisono con Bennet dopo aver telefonato a Kachlon per promettergli il ministero delle Finanze, puntando a dimostrare a Rivlin che la costruzione del nuovo governo è già iniziata.

NAFTALI BENNETTNAFTALI BENNETT

 

«È una grande notte per la destra israeliana, siamo dei maratoneti» dice Bennet. Ma c’è anche l’altra Israele, quella di Herzog che ammonisce Netanyahu a «non correre verso conclusioni affrettate» perché «tutti i voti dovranno essere contati» e dunque fino a venerdì mattina - quando la commissione elettorale annuncerà i risultati - «è bene essere prudenti». E Kachlon lo ascolta: «Deciderò cosa fare solo a voti contati».

 

LA SINISTRA RINNOVATA

Dalla sua, Herzog ha un exploit politico innegabile: due mesi fa nessuno lo prendeva sul serio come rivale di Netanyahu mentre ieri sera ha chiuso il match pareggiando nel numero degli eletti. E non è tutto perché la campagna elettorale ha fatto emergere un grande scontento sociale, soprattutto fra le fasce più deboli della popolazione, che si è riversato su Kachlon proprio per contestare Netanyahu.

 

NETANYAHU ALL  ASSOCIAZIONE DEGLI EBREI AMERICANINETANYAHU ALL ASSOCIAZIONE DEGLI EBREI AMERICANI

Se a questo si aggiunge il successo della lista dei partiti arabi, che sommando 13 seggi diventano la terza forza politica del Paese, ne esce l’immagine di una nazione che ha rafforzato anche la partecipazione alla vita pubblica della sua più importante minoranza, pari al 20 per cento dell’elettorato. E i partiti arabi sono pronti a dare un «appoggio esterno» a Herzog. Ce n’è abbastanza per comprendere perché Rivlin lancia il governo di unità nazionale, ponendo le basi per un pressing politico teso a piegare la resistenza di Netanyahu.

 

 

Ultimi Dagoreport

stefano benigni marina berlusconi antonio tajani

LA “SFI-DUCETTA” ALLA LEGGE ELETTORALE HA APERTO IL VASO DI PANDORA: IN FORZA ITALIA SIAMO ALLA NOTTE DEI LUNGHI COLTELLI! SI VOCIFERA CHE IL SEGRETARIO, ANTONIO TAJANI E STEFANO BENIGNI PASSASSERO FRA I BANCHI A DIRE AI DEPUTATI COME VOTARE. MA HANNO FALLITO: IL LORO OBIETTIVO ERA INFATTI FAR PASSARE L’EMENDAMENTO SULLE PREFERENZE, IN PARTICOLARE IL SUPERAMENTO DELLA REGOLA DEL 60/40 (L’ALTERNANZA DI GENERE) - L’EX MONARCHICO VORREBBE LIBERARSI DEI PARLAMENTARI STORICAMENTE LEGATI A SILVIO BERLUSCONI, E OGGI A MARINA – IL SEGRETARIO È CONVINTO CHE LA “CAVALIERA” NON METTERÀ BOCCA SULLE LISTE PERCHE' SI SAREBBE GIÀ STANCATA DEL "GIOCATTOLO” FORZA ITALIA...

naike rivelli

DAGOREPORT – ORA SÌ CHE TI RICONOSCIAMO, NAIKE! LA RIVELLI DEDICA UN ALTRO VIDEO COATTO A DAGOSPIA E FINALMENTE TORNA LA BURINELLA CHE ABBIAMO SEMPRE AMATO – DALLE LEZIONI SULL’INGOIO DELLE BANANE ALLA FOTO CON LA TESTA NEL CESSO FINO ALLA “VULVA ART” E ALLA MEGA-HIT “DEFAILLANCE”, ABBIAMO SEMPRE ADORATO LA NAIKE FUORI CONTROLLO, TRA AVVENTURE LESBO, FOTO IGNUDA E APPELLI PRO-GNOCCA – CARISSIMA NAIKE, ABBIAMO UN CONSIGLIO: LASCIA PERDERE I DISSING, GLI SCONTRI VERBALI, LE POLEMICHE. NON SONO PER TE. NON AFFATICARE LE SINAPSI, LASCIALE LIBERE DI SINTONIZZARSI CON L’UNIVERSO. SPALANCA I CHAKRA, CHISSÀ CHE L’ENERGIA COSMICA NON ENTRI A FARE UN SALUTO. NON PRENDERTI TROPPO SUL SERIO. NOI NON L’ABBIAMO MAI FATTO...

giorgia meloni salvini tajani legge elettorale

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI ERA CONVINTA DI AVER TROVATO UN ACCORDO CON SALVINI E TAJANI: PER AMMANSIRE I SUOI DUE ALLEATI, CONTRARISSIMI ALLE PREFERENZE, LI AVEVA ACCONTENTATI CON LE NOMINE DI STRISCIUGLIO A FERROVIE E STAZI ALLA CONSOB. OTTENUTO TUTTO QUESTO, NON SI METTERANNO MICA A ROMPERE I COJONI, PENSAVA LA DUCETTA. E INVECE… - IL GUAIO È CHE IL “FU TRUCE DEL PAPEETE” E L’EX MONARCHICO DI FERENTINO NON GOVERNANO PIÙ I LORO PARTITI, ORMAI SFARINATI – DENTRO FRATELLI D’ITALIA, MICA VA TANTO MEGLIO: QUANDO FRANCESCO LOLLOBRIGIDA PARLA DI “VIGLIACCHINI” CHE HANNO VOTATO NO, CE L’HA ANCHE CON I SUOI CAMERATI DI VIA DELLA SCROFA (IL PARTITO GRANITICO E COMPATTO DIETRO “IO SO’ GIORGIA’ NON ESISTE PIÙ

giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT- MENTRE LA RIFORMA ELETTORALE APPRODA IN PARLAMENTO, GIORGIA MELONI È TORMENTATA DA DUBBI E PERPLESSITÀ - ALL’EPOCA DELLA STESURA DEL NUOVO SISTEMA DI VOTO, NESSUNO DELLA FIAMMA MAGICA AVEVA PRESO IN SERIA CONSIDERAZIONE IL GENERALISSIMO VANNACCI E L'INARRESTABILE ASCESA DEL SUO PARTITO FUTURO NAZIONALE - E ADESSO SI CORRE IL FORTE RISCHIO CHE NESSUNA DELLE DUE CONTRAPPOSTE ALLEANZE RIESCA A INCAMERARE QUEL 42% CHE PORTEREBBE A UN PREMIO DI MAGGIORANZA DI 70 DEPUTATI E 35 SENATORI - UN BONUS TALMENTE ESAGERATO CHE LA CORTE COSTITUZIONALE NON AVREBBE IL MINIMO DUBBIO NEL BOCCIARLO - NON SOLO: A FINIRE SOTTO GLI ARTIGLI DELLA CORTE SPICCA ANCHE L’INDICAZIONE DEL CANDIDATO PREMIER NEL PROGRAMMA, UNA SORTA DI PREMIERATO IN VERSIONE DIETOR CHE VA A CONFLIGGERE CON LA COSTITUZIONE CHE VUOLE CHE SIA IL CAPO DELLO STATO A INDICARE IL PREMIER…

baroni universitari

DAGOREPORT - TRUFFE, FAVORI, ABUSI DI POTERE: MA COME SI FA A DIRE AI RAGAZZI DI STUDIARE E A CREDERE NELL’UNIVERSITÀ ITALIANA? - IL PRIMO ATENEO IN CLASSIFICA, IL POLITECNICO DI MILANO, TIENE PER TRENT’ANNI UN PROFESSORE PRECARIO A MILLE EURO CIRCA ALL’ANNO, MENO DI UN PAKISTANO CHE RACCOGLIE POMODORI! - CONTRO GLI ESITI, PILOTATI, DEI CONCORSI UNIVERSITARI, GIACCIONO CENTINAIA DI CAUSE DI RICORSO, POICHÉ L’ITALIA È L’UNICO PAESE DOVE PRIMA SI SCEGLIE IL CANDIDATO, POI SI RITAGLIA IL CONCORSO - IL CELEBRATO ERASMUS E' TANTO DIVERTENTE PER GLI STUDENTI (ANCHE PER ACCOPPIARSI) QUANTO INUTILISSIMO PER LO STUDIO: LO SANNO TUTTI CHE LO STUDENTE ERASMUS LO SI FA PASSARE PERCHÉ TANTO POI SE NE TORNA NELLA SUA UNIVERSITÀ - IN PARLAMENTO HANNO FATTO SALTARE L’ABILITAZIONE NAZIONALE (CHE FU INTRODOTTA DALLA GELMINI): I CONCORSI PER NUOVI DOCENTI SARANNO LOCALI, CIOE’ CONSEGNATI, COMPLETAMENTE, NELLE MANI DEI ‘’BARONI’’: TANTO LA MAGISTRATURA DORME (OPPURE LI ASSOLVE) - E PER FORTUNA CHE È IL GOVERNO DELLA MERITOCRAZIA, PRESIEDUTO DA UN “UNDERDOG”…

tommaso cerno lirio abbate sigfrido ranucci giuliano ferrara valter lavitola

DAGOREPORT - SE C'È UN FILO DI CONTINUITÀ NELLA STORIA DELL’ITALIETTA, UN ELEMENTO CHE RIMBALZA DA UN SECOLO ALL'ALTRO, È IL TRASFORMISMO - SE ALL’EPOCA SULLA VOLATILITÀ DI GIULIANO FERRARA SCESE UNA SORTA DI CONDANNA MORALE, OGGI SI VEDONO COSE CHE DIECI ANNI FA SI POTEVANO IMMAGINARE SOLO IN UN FANTAFUMETTO - L'"AMICIZIA FRATERNA" CHE LEGA L’EX GALEOTTO LAVITOLA CON IL GIORNALISTA DI PUNTA DELL’ANTI-POTERE, SIGFRIDO RANUCCI - L’EX DIRETTORE DELL’''ESPRESSO” LIRIO ABBATE CHE È IN ATTESA DI ASSUMERE LA VICE-DIREZIONE DEL ‘’GIORNALE’’, DOVE L’ATTENDE IL ‘’CERNO-BYL’’ DEL TRASFORMISMO: IL GAIO TOMMASINO, NEL BREVE GIRO DI UN LUSTRO, È STATO DIRETTORE DELL’’’ESPRESSO’’, VICEDIRETTORE DI ‘’REPUBBLICA’’, SENATORE PD SOTTO L’ALA DI RENZI, FINO A QUANDO, TRAFITTO DAL RAGGIO DI GIORGIA MELONI, E' PLANATO NELLA STAMPA DI DESTRA - TI BUTTI NELLA VITA DI MARIO ORFEO E SALTA FUORI DI TUTTO: DA CALTAGIRONE ALLA RAI, DA “REPUBBLICA” A LEONARDINO DEL VECCHIO…