L’ITALIA DELLA SOLITUDINE: UNA FAMIGLIA SU TRE È COMPOSTA DA SINGLE - DI QUI, L’EMERGERE DI QUELLA CRISI ECONOMICA CHE UNA VOLTA ERA “SOMMERSA” NELLE FAMIGLIE, OGGI DISGREGATE TRA SEPARAZIONI E DIVORZI

Se il Natale è la festa della famiglia, in Italia ci sarebbe poco da festeggiare, visti i dati diffusi ieri dall’Istat sulle famiglie italiane censite nel 2011: la famiglia tradizionale – mamma, papà, bambini cane e gatto – sposata, regolarmente unita e benedetta da tutte le religioni, non c’è più, o se c’è è in ribasso…

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Raffaello Masci per ‘La Stampa'

Se il Natale è la festa della famiglia, in Italia ci sarebbe poco da festeggiare, visti i dati diffusi ieri dall'Istat sulle famiglie italiane censite nel 2011: la famiglia tradizionale - mamma, papà, bambini cane e gatto - sposata, regolarmente unita e benedetta da tutte le religioni, non c'è più, o se c'è è in ribasso. Altre formule familiari avanzano.

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Da anni -- per esempio - l'Istat rileva il forte aumento dei single, famiglie di una sola persona. Il censimento certifica che una famiglia su tre è costituita da un unico membro e che in alcune aree questa realtà riguarda oltre 4 famiglie su 10: è così in Valle d'Aosta, in Friuli, in Liguria, ma il dato della Lombardia non è distante e neppure quello di tutte le grandi città.

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Molte di queste "monofamiglie" sono costituite da vedovi (percentuale in aumento considerato l'incremento dell'età anagrafica della popolazione ) che sfiorano i 5 milioni e sono per l'82% donne. Ma moltissimi sono anche i separati o divorziati che quindi negli ultimi 10 anni sono quasi raddoppiati: da un milione e mezzo a quasi 2 milioni e 700 mila.

Poi c'è la massa di cittadini che non ha uno stato civile definito: né sposati né divorziati ma, da un punto di vista affettivo, neppure single, e tuttavia per lo stato sono celibi-nubili (oltre 25 milioni ma non fa testo perché comprende anche i ragazzi molto giovani) che magari una famiglia ce l'hanno ma è "di fatto" e quindi non conta per le leggi italiane.

Si va, quindi, verso la frammentazione dei nuclei, tant'è che se i componenti per famiglia erano 3,3 nel 1971, oggi sono diventati 2,4 e - anche qui - per la media statistica, perché al Sud continuano a sfiorare i tre membri (sempre pochi) mentre al centro-nord il dato crolla verso l'uno virgola qualcosa.

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Anche le abitazioni abbiano seguito questa dinamica: sono molte di più, ma molto più piccole. La casa media supera di poco i 40 metri quadri (40,7 con un massimo in Emilia Romagna di circa 45 m2 e un minimo in Campania di 33,8 m2).

L'abitazione di proprietà è una realtà consolidata. Le famiglie che possiedono la casa in cui vivono sono il 72,1% (17.666.209), quelle in affitto il 18%; il restante 9,9% ne usufruisce a titolo gratuito o di prestazione di servizio. L'affitto delle case è considerato sempre una perdita di denaro e si punta sempre a comprarsi quattro mura: tra il 2001 e il 2011 le famiglie che vivono in abitazioni di proprietà sono aumentate del 13,8%.

Non fa notizia, invece, la presenza degli stranieri: provengono da 196 nazioni ma oltre la metà è originaria di soli 5 paesi. I romeni, con oltre 820 mila censiti, sono un quinto del totale, seguiti da albanesi, marocchini, cinesi e ucraini.

 

 

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