LA BEFFA PER BERSANI? LA STRIGLIATA DEL GRANDE PERDENTE OCCHETTO: “IL PD NON SA RAPPRESENTARE PIÙ LA SINISTRA”

Umberto Rosso per "la Repubblica"

E' saltata una generazione intera che viene dal Pci, onorevole Occhetto: nel governo nessun nome a rappresentare quella storia...
«La cosa in sé, per la verità, non mi scandalizza. Prima o poi una generazione salta, c'è una forte richiesta di rinnovamento, che viene dai grillini e anche dal Pd».

Però nell'esecutivo Letta la storia della Dc è ben rappresentata.
«Ecco il punto politico. Non mettiamoci a fare il manuale Cencelli degli ex Pci e degli ex Dc, ma il fatto stesso che venga sollevata la questione è la prova provata del fallimento del Pd: una fusione a freddo, una mancata contaminazione delle culture e delle storie di origine. In Francia per esempio, dopo il big bang della sinistra lanciato da Mitterand, nessuno più stava a chiedersi quale maglietta mettere a uno come Delors. Tutti nella stessa squadra. Nel Pd non è mai successo».

Ma perché resiste in campo l'anima democristiana e non quella comunista?
«Perché c'è un male oscuro che divora la sinistra: ha rotto con l'atto costitutivo della svolta, che io lanciai dopo la caduta del Muro cambiando il nome al Pci. C'erano due modi di uscire dalla crisi del comunismo: uno legato al socialismo europeo, che ho tentato di perseguire, e l'altro invece moderato. Si è imboccata proprio questa seconda via».

E quindi?
«La sinistra ha abdicato alla sua funzione, e il Pd è nato sotto un segno conservatore. Ma, a questo punto, perché scegliere la brutta copia, l'imitazione, se c'è la versione originale, se ci sono i moderati doc che vengono dalla Democrazia cristiana? Meglio scegliere loro, no? C'è una storia eclatante che lo conferma, e che si è ripetuta ancora pochi giorni fa».

Quale?
«Il trattamento riservato a Romano Prodi, la vittima designata di questi perversi meccanismi di risse e guerre per bande interne. Lo hanno ucciso due volte».

Ma non viene dalla Dc?
«Prodi è sempre stato un democristiano assai particolare, una figura autonoma, che davvero puntava a rimescolare le carte, a dare al Pd quella contaminazione fra le componenti che è sempre mancata. Ecco perché lo hanno fatto fuori. Una prima volta affossando l'Ulivo, la sua creatura. E la seconda volta pochi giorni fa, con la carica dei 101: l'assalto dei franchi tiratori per sbarrargli al passo alla presidenza della Repubblica e favorire il progetto delle larghe intese».

Però c'era di tutto in quel voto nel segreto dell'urna, tante correnti e tanti "desiderata"...
«Certo, ma mica cani sciolti o ubriachi. Sono scesi in pista i capi delle correnti del Pd per affossare Prodi, e con lui ogni possibile tentativo di governo del Pd aperto ai 5Stelle».

Insomma, non sembra molto sorpreso dell'assenza nel governo dei big che vengono dal Pci.
«Mi pare, del resto, che la condizione per il varo di questo esecutivo sia stata precisa: fuori Berlusconi e Brunetta e fuori anche D'Alema e Violante».

E non la colpisce che vengano messi sullo stesso piano?
«No. Forse qualcuno è colpito dal fatto che resti fuori Violante che alla Camera in un memorabile intervento difese apertamente Berlusconi?».

Non sarà che è una certa idea di "sinistra" ad essere ormai vecchia, che non è tanto la fusione fredda del Pd che non funziona ma certi modelli che vengono dalla storia del Pci?
«La domanda di sinistra nella nostra società è molto forte e presente. Anche in modo scomposto, disordinato, anarcoide, il che può essere un male ma anche un bene: ha bisogno di rappresentanza. E il Pd non ce la fa».

Sogna un'implosione dei democratici per tornare a riaffermare i valori della sinistra?
«Nient'affatto, sarebbe una catastrofe. Serve una costituente per un nuovo partito democratico, ci sono molte forze di sinistra prigioniere nel Pd».

Vendola ha fatto l'alleanza con Bersani ma ora vota contro il governo Letta.
«Nichi ha fatto un patto con gli elettori: mai con Berlusconi. Anche il Pd lo aveva sottoscritto, ma adesso cambia le carte in tavola. Non durerà molto però. Il rapporto fra Pd e Pdl andrà a rotoli, e si aprirà un rapporto nuovo fra Sel e il partito democratico».

 

occ13 achille occhettoACHILLE OCCHETTO lib01 achille occhettoBERSANI luigi ROMANO PRODI Massimo Dalema Luciano Violante Nicki Vendola

Ultimi Dagoreport

tommaso cerno barbara d'urso durso d urso francesca chaouqui annamaria bernardini de pace

FLASH – IERI SERA GRAN RADUNO DI PARTY-GIANI ALLA CASA MILANESE DI TOMMASO CERNO, PER CELEBRARE IL 51ESIMO COMPLEANNO DEL DIRETTORE DEL “GIORNALE” – NON SI SONO VISTI POLITICI, AD ECCEZIONE DI LICIA RONZULLI. IN COMPENSO ERANO PRESENTI L’AVVOCATESSA ANNAMARIA BERNARDINI DE PACE E L’EX “PAPESSA” FRANCESCA IMMACOLATA CHAOUQUI. A RUBARE LA SCENA A TUTTE, PERÒ C’HA PENSATO UNA SFAVILLANTE BARBARA D’URSO STRETTA IN UN ABITINO DI DOLCE E GABBANA: “BARBARELLA” AVREBBE DELIZIATO I PRESENTI ANNUNCIANDO CHE, DOPO FABRIZIO CORONA, ANCHE LEI TIRERÀ FUORI QUALCHE VECCHIA MAGAGNA…

donald trump giorgia meloni ixe sondaggio

DAGOREPORT - CHE COSA SI PROVA A DIVENTARE “GIORGIA CHI?”, DOPO ESSERE STATA CARAMELLATA DI SALAMELECCHI E LECCA-LECCA DA DONALD TRUMP, CHE LA INCORONÒ LEADER "ECCEZIONALE", "FANTASTICA", "PIENA DI ENERGIA’’ E ANCHE "BELLISSIMA"? - BRUTTO COLPO, VERO, SCOPRIRE CHE IL PRIMO DEMENTE AMERICANO SE NE FOTTE DELLA “PONTIERA” TRA USA E UE CHE SI È SBATTUTA COME MOULINEX CONTRO I LEADER EUROPEI IN DIFESA DEL TRUMPISMO, E ORA NON RACCATTA NEMMENO UN FACCIA A FACCIA DI CINQUE MINUTI, COME È SUCCESSO AL FORUM DI DAVOS? - CHISSÀ CHE EFFETTO HA FATTO IERI A PALAZZO CHIGI LEGGERE SUL QUEL “CORRIERE DELLA SERA” CHE HA SEMPRE PETTINATO LE BAMBOLE DELL’ARMATA BRANCA-MELONI, IL DURISSIMO EDITORIALE DI UN CONSERVATORE DOC COME MARIO MONTI - CERTO, PER TOGLIERE LA MASCHERA ALL’INSOSTENIBILE GRANDE BLUFF DELLA “GIORGIA DEI DUE MONDI”, C’È VOLUTO UN ANNO DI ''CRIMINALITÀ'' DI TRUMP MA, SI SA, IL TEMPO È GALANTUOMO, I NODI ALLA FINE ARRIVANO AL PETTINE E LE CONSEGUENZE, A PARTIRE DAL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA DI FINE MARZO, POTREBBERO ESSERE MOLTO AMARE TRASFORMANDO IL ''NO'' ALL'UNICA RIFORMA DEL GOVERNO IN UN "NO" AL LEGAME DI MELONI CON LA DERIVA FASCIO-AUTORITARIA DI TRUMP... 

giorgia meloni carlo calenda

FLASH – CARLO CALENDA UN GIORNO PENDE DI QUA, L’ALTRO DI LÀ. MA COSA PENSANO GLI ELETTORI DI “AZIONE” DI UN’EVENTUALE ALLEANZA CON LA MELONI? TUTTO IL MALE POSSIBILE: IL “TERMOMETRO” TRA GLI “AZIONISTI” NON APPREZZA L'IPOTESI. ANCHE PER QUESTO CARLETTO, ALL’EVENTO DI FORZA ITALIA DI DOMENICA, È ANDATO ALL’ATTACCO DI SALVINI: “NON POSSO STARE CON CHI RICEVE NAZISTI E COCAINOMANI” (RIFERIMENTO ALL’ESTREMISTA INGLESE TOMMY ROBINSON) – IL PRECEDENTE DELLE MARCHE: ALLE REGIONALI DI SETTEMBRE, CALENDA APRÌ A UN ACCORDO CON IL MAL-DESTRO ACQUAROLI, PER POI LASCIARE LIBERTÀ “D’AZIONE” AI SUOI CHE NON NE VOLEVANO SAPERE...

donald trump peter thiel mark zuckerberg sam altman ice minneapolis

DAGOREPORT – IL NERVOSISMO È ALLE STELLE TRA I CAPOCCIONI E I PAPERONI DI BIG TECH: MENTRE ASSISTONO INERMI ALLE VIOLENZE DI MINNEAPOLIS (SOLO SAM ALTMAN E POCHI ALTRI HANNO AVUTO LE PALLE DI PRENDERE POSIZIONE), SONO MOLTO PREOCCUPATI. A TEDIARE LE LORO GIORNATE NON È IL DESTINO DELL'AMERICA, MA QUELLO DEL LORO PORTAFOGLI. A IMPENSIERIRLI PIÙ DI TUTTO È LO SCAZZO TRA USA E UE E IL PROGRESSIVO ALLONTANAMENTO DELL'EUROPA, CHE ORMAI GUARDA ALLA CINA COME NUOVO "PADRONE" – CHE SUCCEDEREBBE SE L’UE DECIDESSE DI FAR PAGARE FINALMENTE LE TASSE AI VARI ZUCKERBERG, BEZOS, GOOGLE, IMPONENDO ALL’IRLANDA DI ADEGUARE LA PROPRIA POLITICA FISCALE A QUELLA DEGLI ALTRI PAESI UE? – COME AVRÀ PRESO DONALD TRUMP IL VIAGGIO DI PETER THIEL NELLA FRANCIA DEL “NEMICO” EMMANUEL MACRON? SPOILER: MALISSIMO…

viktor orban giorgia meloni santiago abascal matteo salvini

FLASH – GIORGIA MELONI SI SAREBBE MOLTO PENTITA DELLA SUA PARTECIPAZIONE ALL’IMBARAZZANTE SPOTTONE PER LA CAMPAGNA ELETTORALE DI VIKTOR ORBAN, INSIEME A UN’ALLEGRA BRIGATA DI POST-NAZISTI E PUZZONI DI TUTTA EUROPA – OLTRE AD ESSERSI BRUCIATA IN UN MINUTO MESI DI SFORZI PER SEMBRARE AFFIDABILE ED EUROPEISTA, LA SORA GIORGIA POTREBBE AVER FATTO MALE I CONTI: PER LA PRIMA VOLTA DA ANNI, I SONDAGGI PER IL “VIKTATOR” UNGHERESE NON SONO BUONI - IL PARTITO DEL SUO EX DELFINO, PETER MAGYAR, È IN VANTAGGIO (I GIOVANI UNGHERESI NON TOLLERANO PIÙ IL PUTINISMO DEL PREMIER, SEMPRE PIÙ IN MODALITÀ RAGAZZO PON-PON DEL CREMLINO)

zelensky beltrame meloni putin

FLASH – CHI E PERCHÉ HA FATTO USCIRE IL DISPACCIO DELL’AMBASCIATORE “LEGHISTA” A MOSCA, STEFANO BELTRAME, RISERVATO AI DIPLOMATICI, IN CUI SI ESPRIMEVANO LE PERPLESSITÀ ITALIANE SULLE NUOVE SANZIONI ALLA RUSSIA, CON TANTO DI STAFFILATA ALL’ALTO RAPPRESENTANTE UE, KAJA KALLAS (“IL CREMLINO NON LA RICONOSCE COME INTERLOCUTRICE”)? NON SONO STATI I RUSSI, MA QUALCUNO DALL'ITALIA. EBBENE: CHI HA VOLUTO FARE UN DISPETTUCCIO A GIORGIA MELONI, CHE CI TIENE TANTO A MOSTRARSI TRA LE PIÙ STRENUE ALLEATE DI KIEV? -  PICCOLO REMINDER: BELTRAME, EX CONSIGLIERE DIPLOMATICO DI SALVINI AI TEMPI DEL VIMINALE, NELL’OTTOBRE DEL 2018 ORGANIZZÒ IL VIAGGIO DI SALVINI A MOSCA, AI TEMPI DELL’HOTEL METROPOL…