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LANDAU BALLET - IL DELICATISSIMO RAPPORTO TRA IL GOVERNO RENZI, ISRAELE E L’IRAN E’ GESTITO (ANCHE) DA MARCO CARRAI E DAL SUO NUOVO AMICO PATRICK LANDAU, MISTERIOSO PERSONAGGIO DELLA FINANZA LEGATO ALLO SHIN BET. LE SUPERCONSULENZE DELL’ENI E IL RUOLO DI LEONARDO BELLODI

Alessandro Da Rold per www.lettera43.it

matteo renzi marco carraimatteo renzi marco carrai

 

Marco Carrai, il testimone di nozze del premier Matteo Renzi, suo grande amico sin dagli Anni 90, ha un nuovo alleato nel mondo della sicurezza made in Israel, in vista della nomina a consulente per la cybersecurity di Palazzo Chigi.

 

Si chiama Patrick Landau, cittadino francese, residente a Zurigo e di origini israeliane, misterioso personaggio legato al mondo della finanza internazionale e dell'intelligence, che poco ha fatto parlare di sé in Italia se non nel marzo del 2014 quando un audit interno di Eni finì sulle pagine del Fatto Quotidiano rivelando un giro di consulenze da ben 5 milioni di euro da parte del Cane a sei zampe controfirmate da Leonardo Bellodi, all'epoca responsabile delle relazioni istituzionali a San Donato e tuttora socio di Carrai in Cys4.

 

QUANDO LA GUIDI NON RISPOSE SU LANDAU.

JONATHAN PACIFICIJONATHAN PACIFICI

Se si chiede in giro di Landau, avvistato spesso con il Richelieu renziano negli ultimi tempi, la risposta è sempre la stessa: «Ne ho sentito parlare, ma non lo conosco».

Nessuno sa nulla. Pochi hanno voglia di parlare.

 

Di foto su internet non ce ne sono. Persino un'interrogazione parlamentare dell'ex Cinque Stelle Marco Baldassarri dopo l'articolo del Fatto è rimasta senza risposta da parte dell'allora ministro per lo Sviluppo economico Federica Guidi. «Ma accade per il 70- 80% delle interrogazioni parlamentari», spiega Baldassarri.

 

LE CONSULENZE DI ENI E FINMECCANICA.

Landau è azionista di maggioranza della Maydex Ag, società di intermediazione finanziaria con sede fiscale in Svizzera. E questa “vecchia volpe” di Israele, come la definisce chi conosce le sue gesta, ha vantato per anni consulenze da milioni di euro con Eni soprattutto sotto la guida dell'ex amministratore delegato Paolo Scaroni.

SCARONI A TAVOLA CON GHEDDAFISCARONI A TAVOLA CON GHEDDAFI

 

E con tutta probabilità mantiene rapporti anche adesso con il cane a sei zampe gestione Claudio Descalzi. Anche perché Landau è un consulente importante, a cui per anni si sono affidate le partecipate di Stato per assicurare ai nostri affari più delicati le adeguate coperture negli ambienti dell’intelligence israeliana (e non solo).

 

Da Eni a Finmeccanica, il titolare della Maydex fa e disfa, muovendosi in quel mondo di mezzo tra rapporti diplomatici, imprese e servizi di sicurezza, ma portando a casa risultati importanti con commesse da milioni di euro.

 

IL LAVORO DI LOBBYING NEGLI USA.

Paolo Scaroni Paolo Scaroni

In particolare, Landau conosce bene e sa inserirsi nei delicati rapporti tra Iran e Israele, due Paesi da sempre ostili politicamente, ma che sugli affari si intendono alla perfezione quando c'è bisogno.

 

Non a caso la Maydex ha svolto un notevole lavoro di pressione sul Congresso statunitense dal 2011 al 2012, come si può verificare su opensecret.org, portale che mette in chiaro l'attività dei lobbisti negli Usa, una particolarità utile che in Italia possiamo solo sognarci. E il lavoro fu fatto su alcune risoluzioni rispetto alle sanzioni verso l'Iran con pagamenti legali e registrati a Morris J.Amitay, vicedirettore del Jewish Institute for National Security Affairs.

LEONARDO BELLODI LEONARDO BELLODI

 

È un terreno delicato quello tra Israele e Iran, su cui si sta muovendo molto bene anche Renzi, di recente in visita a Teheran con una moltitudine di imprese italiane al seguito in cerca di commesse e appalti. Tra queste va segnalata anche la Pessina Costruzioni, azionista di maggioranza della nuova Unità renziana diretta da Erasmo D'Angelis.

 

GLI INTRECCI TRA CARRAI E L'INTELLIGENCE ISRAELIANA

In questo lavoro di copertura a dare una mano, a quanto pare, è lo stesso Carrai, titolare di aziende che s'intrecciano con la sicurezza informatica e l'intelligence israeliana.

Il mondo è piccolo. Perché Landau arrivò in Eni grazie a Franco Bernabè, ex capo di Eni e Telecom, socio d'affari del Richelieu renziano tramite anche il figlio Marco, che siede nel board del Cambridge Consulting Labs.

MOSSADMOSSAD

 

E il crocevia societario, che passa pure per lo scaroniano Bellodi, porta poi al finanziere israeliano Jonathan Pacifici e alla Wadi Ventures, start-up tecnologica e di sicurezza informatica che ha un socio di spessore come Reuven Ulmansky, veterano della Nsa di Tel Aviv, ex Unità 8200, dell'Israel Defence Force.

 

IL TANDEM GERSHUNI-LANDAU.

Sarà un caso ma, fino all'agosto del 2014, direttore della Maydex era Meir Gershuni, ex Isa o Shin Bet (nome ufficiale Shabbak), agenzia di sicurezza israeliana, il controspionaggio che collabora con il più noto Mossad.

Gershuni, che è stato anche direttore dell'ufficio sicurezza del servizio estero di Israele, è tuttora vice di Landau (mentre come direttore è arrivato Antoine Schaller, che lavora pure per l'italiana Ferrero in Svizzera, ndr).

 

mossadmossad

E allo stesso tempo è nei ranghi della Asero Worldwide, azienda con sede a Washington che fornisce consulenza in materia di sicurezza e protezione a governi e grandi imprese. A fondarla è stato Doron Bergerbest-Eilon, uno dei maggiori esperti del settore, anche lui con un passato nell'Isa e punta di diamante di quella che alcuni definiscono la “Shin Bet connection”.

 

IL RUOLO DI BELLODI.

Ma, Israele a parte, è Bellodi la chiave per capire la figura di Landau. Il manager preesiste a Scaroni ed è da sempre legatissimo a Bernabé, fin da quando, giovanissimo, lavorava nello studio legale veneziano che seguiva le delicate vicende di Gabriele Cagliari, ex presidente Eni travolto da Tangentopoli e poi suicidatosi nel carcere di San Vittore il 20 luglio 1993.

 

I contratti di Landau in Italia erano e sono tutelati proprio da Bellodi, che grazie a questo è riuscito a stringere legami importanti nel grande gioco in Nord Africa e in Libia.

CARLO CALENDA CARLO CALENDA

Al punto da essere coinvolto anche nell’ovattato mondo della finanza – è senior advisor del fondo sovrano libico, o, più precisamente, di una delle fazioni che se ne disputano il controllo – e da alimentare le voci che lo danno come prossimo ambasciatore di chiara fama in Libia.

 

UN RICHELIEU SEMPRE PIÙ POTENTE.

D’altronde, da quelle parti Bellodi è di casa, avendo negoziato l’accordo di Silvio Berlusconi con l'ex raìs Gheddafi del 2008, quello degli indennizzi alla Libia in cambio dei pozzi all’Eni.

 

Se lo ricordano bene anche quelli della Farnesina, che difatti su Bellodi non strepiterebbero come per Carlo Calenda, arrivato come ambasciatore a Bruxelles.

claudio descalzi, renato mazzoncini, alberto nagel incontrano rohani a teheran con renziclaudio descalzi, renato mazzoncini, alberto nagel incontrano rohani a teheran con renzi

Non così dentro l’Eni, dove Bellodi si è fatto più di un nemico ed è stato “radiografato” meticolosamente. Ma questa è un’altra storia. Di certo, Carrai diventa sempre più potente.

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