“IL REDDITO DI CITTADINANZA NON È NELLA MANOVRA, SARA’ IMPOSSIBILE OFFRIRLO AD APRILE" - IL SOTTOSEGRETARIO LEGHISTA ARMANDO SIRI: “I CENTRI PER L' IMPIEGO NON SARANNO PRONTI IN PRIMAVERA. SERVE UNA STRADA ALTERNATIVA - HO PROPOSTO CHE IL REDDITO SIA EROGATO DALLE IMPRESE A CHI INTRAPRENDE UN PERIODO DI FORMAZIONE IN AZIENDA. DI MAIO NON HA ESCLUSO QUESTA IPOTESI…”

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Andrea Carugati per “la Stampa”

 

ARMANDO SIRI TONINELLI MINISTRO ARMANDO SIRI TONINELLI MINISTRO

«Conflitti tra noi e il M5S sul reddito di cittadinanza? I conflitti al 97% nascono da equivoci e non detti», dice Armando Siri, sottosegretario ai Trasporti e consigliere economico di Salvini.

 

In che senso equivoci?

«Il grande equivoco è parlare di una cosa che ancora non c'è e cioè il reddito di cittadinanza. Nella legge di Bilancio stiamo predisponendo dei fondi, nel merito la discussione è tutta da fare, e la faremo a gennaio con i decreti attuativi».

 

Significa che vi dividerete a gennaio e non a dicembre?

reddito di cittadinanza reddito di cittadinanza

«Non è affatto scontato. Sia noi che il Movimento siamo per un sostegno al lavoro, ci metteremo al tavolo e troveremo una soluzione. Io ho proposto che il reddito sia erogato dalle imprese a chi intraprende un periodo di formazione in azienda. Con questa strada si evitano abusi e si dà maggiore dignità a chi a fine mese riceverà l'assegno. Ne ho parlato con Di Maio, non ha chiuso a questa ipotesi, che è piaciuta ai rappresentanti delle imprese ricevuti il 9 dicembre da Salvini al Viminale».

 

Non sarebbe più il reddito di cittadinanza di cui parlano i grillini da anni.

«Le cose possono anche evolvere. E del resto l'erogazione è prevista da aprile, ma a quella data i centri per l'impiego non saranno pronti. Dunque se si vuole partire bisogna trovare una strada alternativa».

 

ARMANDO SIRI GIUSEPPE CONTE ARMANDO SIRI GIUSEPPE CONTE

La trattativa tra il governo e Ue ormai è ai minuti finali.

«Il premier Conte ha fatto un lavoro certosino per arrivare a una manovra coerente con le aspettative della Ue ma anche con gli impegni presi dal governo con gli italiani».

 

Alla fine, dopo tanti annunci bellicosi, avete ceduto alle richieste di Bruxelles?

«Nessuna resa, la riforma delle pensioni e i fondi per il reddito sono confermati. Direi che c'è stata una volontà di collaborazione reciproca».

 

matteo salvini luigi di maio matteo salvini luigi di maio

I governi sovranisti vostri alleati sono stati tra quelli più duri verso l'Italia.

«Il nostro fronte è cementato dal tema della difesa dei confini e dello stop all'immigrazione. Poi è normale che ci siano ricette economiche diverse. Quando in Italia governava Berlusconi non è che la Cancelliera Merkel fosse d'accordo su tutto solo perché stavano tutti e due nel Ppe. O Sbaglio?».

 

Intanto con il M5S litigate ancora sull'ecotassa.

«Non siamo e non saremo il governo che mette nuove tasse. Se c'è da incentivare la transizione energetica va bene, ma senza pesare sui cittadini».

 

Tagli alle "pensioni d' oro". Nella Lega cresce il malcontento per la proposta del M5S che prevede un taglio del 10% a partire dai 4500 euro netti.

conte salvini di maio conte salvini di maio

«Gli assegni sostenuti da contributi adeguati non saranno toccati. E anche per gli altri occorre misurare con attenzione il contributo di solidarietà. La Corte costituzionale si è già espressa su questo e lo sanno anche gli amici del Movimento. Le proposte di tagli che ho visto sono troppo pesanti, si rischiano ricorsi. Dobbiamo ancora lavorare sulle cifre».

 

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