‘C’È SGARBI DIETRO LA FAKE NEWS DEI CAF PRESI D’ASSALTO’: ‘STRISCIA’ ACCUSA IL CRITICO, MA IL SUO PORTAVOCE SPIEGA: ‘ERA UNO SCHERZO DA FARE SUI SOCIAL, NOI NON C’ENTRIAMO NULLA’ - DOPO L’ACCUSA DA PARTE DI DI MAIO DI DIFFONDERE NOTIZIE FALSE, ‘REPUBBLICA’ CONFERMA: ECCOME SE CI SONO STATE DOMANDE PER IL REDDITO DI CITTADINANZA. E IL CAF DI TORINO È DAVVERO PIENO DI DOMANDE: ‘I 5 STELLE HANNO FATTO PROMESSE SULLA PELLE DEI CITTADINI’

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Sgarbi prende per il culo il M5s sul reddito di cittadinanza

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1. SGARBI HA IL DONO DELLA PREVEGGENZA?

Da ‘Striscia La Notizia’

 

Ieri sera Striscia la notizia ha trasmesso un esclusivo fuorionda in cui il responsabile dell’ufficio stampa di Vittorio Sgarbi sembrava proporgli la fake news delle file al Caf per il reddito di cittadinanza, successivamente ripresa da numerosi organi di stampa e reti televisive. Nel fuorionda andato in onda a Striscia sembra proprio che sia stato Sgarbi a dare il via libera alla diffusione della notizia. Il critico d’arte, però, ieri ha replicato seccato sulla sua pagina Facebook, sostenendo che la telefonata tra lui e il suo ufficio stampa è avvenuta il giorno dopo la pubblicazione della notizia sui giornali.

 

Peccato che il fuorionda di Sgarbi sia stato preso durante la registrazione del programma Dalla Vostra Parte di lunedì 5 marzo e che, invece, il primo organo di stampa a parlare delle code al Caf sia stato la Gazzetta del Mezzogiorno di mercoledì 7 marzo. L’Ansa ha ripreso la fake news addirittura il giorno seguente, giovedì 8 marzo. Come faceva Sgarbi a sapere già lunedì sera quello che i giornali avrebbero scritto due-tre giorni dopo? Avrà mica il dono della preveggenza?

 

 

2. SU RADIO CAPITAL INTERVISTATA LA DIPENDENTE CAF GIOVINAZZO CHE HA PARLATO DELLE RICHIESTE DI REDDITO DI CITTADINANZA

 

 

3. «SGARBI DIETRO LE FAKE NEWS DEI CAF» MINACCE DOPO LE ACCUSE DI STRISCIA

Francesco Lo Dico per “il Messaggero

 

di maio casalino di maio casalino

La nuova giravolta nella storia senza fine delle code per il reddito di cittadinanza a Cinque Stelle, sembra arrivare in serata. Ma è una fake news anche questa. Quando Striscia la notizia diffonde un fuorionda tra Vittorio Sgarbi e il suo addetto stampa, Nino Ippolito, tutto sembra apparentemente chiaro. «Domattina voglio fare un post ironico sui Cinque Stelle dice al telefono Ippolito al critico d' arte così lo mandiamo sui social: da oggi sono in distribuzione mille euro presso le sedi M5S». «Oppure suggerisce Ippolito in alternativa - scriviamo che i moduli possono essere scaricati sulle piattaforme del M5s. Una cosa per prenderli in giro». L' assenso di Vittorio Sgarbi arriva diretto: «Sì, sì, fallo». Tutto chiaro quindi? È Ippolito il misterioso untore che ha sparso la notizia in tutta Italia, poi bollata sdegnosamente da Luigi Di Maio come una fake news?

 

«È solo una cosa satirica nello spirito di Striscia la notizia», assicura il portavoce del critico d' arte. «Quando dico a Vittorio della mia idea la notizia era già uscita sul Corriere del Mezzogiorno il 7 marzo, tanto è vero che la stavano commentando insieme». «Basta verificare i nostri social – prosegue Ippolito – dove non c' è alcuna traccia della notizia bollata come fake news dai Cinque Stelle. I fatti dimostrano chiaramente come dietro questa storia non ci sono io, né tantomeno Sgarbi. Volevamo soltanto divertirci un po', fare un po' di satira. Ma ci abbiamo rinunciato subito. Uno scherzo che non ha mai avuto seguito». Ma che rischia di costare caro: ieri i grillini hanno inondato di minacce i social dell' uno e dell' altro.

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L' ultimo colpo di coda di una vicenda tormentata, non scioglie tuttavia il vero nodo. Le code sono una fake news o sono invece verità? A sentire Repubblica, l' assalto ai Caf c' è stato eccome. Tanto che all' Urban Center di Bari sarebbero state almeno una cinquantina le persone che avevano chiesto informazioni sui moduli necessari per avere accesso al reddito di cittadinanza. La conferma è arrivata autorevole anche dal direttore generale del Comune di Bari, Davide Pellegrino: «In questi giorni sono arrivate decine di richieste per il reddito di cittadinanza».

 

Parole nettamente in contrasto con la tesi della bufala sbugiardata dallo staff comunicativo di Luigi Di Maio. Sempre in Puglia, ed esattamente a Giovinazzo dove il caso è montato, sono arrivate ulteriori conferme. Anche nel piccolo Comune nei dintorni di Bari si sono presentate circa 50 persone, ha spiegato la referente Uil locale, Valeria Andriano. «Soprattutto giovani, gente che non ha mai avuto un posto di lavoro e lo sta cercando, o chi l' ha perso».

 

IL CASO TORINO

E va poi messa a verbale la dura reazione del Caf di Torino, preso d' assalto dai cittadini.

«Quando si fanno promesse sulla pelle degli elettori disagiati recita il comunicato diffuso su Facebook dal patronato piemontese - il minimo è rendersi conto del danno compiuto. Per questo sul nostro sito trovate il riferimento telefonico e mail del M5S, che ha sottoscritto la promessa elettorale». Bufala o no, l' indicazione che se ne ricava è infine abbastanza chiara: «Per maggiori informazioni, rivolgetevi ai Cinque Stelle».

 

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politica

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