giancarlo magalli

MAGALLI CEDRONI - DOPO AVER VINTO IL SONDAGGIO DEL “FATTO”, “TURBOFREGNA” CI CREDE: “IN TANTI MI VOTERANNO DAVVERO. ADESSO TUTTI A FARE SORRISETTI SUL MIO NOME, MA NEGLI STATI UNITI, UN EX ATTORE COME REAGAN SI RIVELÒ UN PRESIDENTE NIENT’AFFATTO MALE”

Fabrizio Roncone per il “Corriere della Sera”

 

GIANCARLO MAGALLI VERSIONE NAPOLEONEGIANCARLO MAGALLI VERSIONE NAPOLEONE

«Ieri sera, in un ristorante, ho incontrato una senatrice del Pd, che mi ha detto: “Magalli, parola d’onore: alla prima votazione, giovedì pomeriggio, io la voto sicuramente. E come me, vedrà, tanti altri. Perché un segnale anche noi dobbiamo pur darlo, non crede?”». 
 

Sembrava un grande scherzo, e invece no. 
«Gli oltre 23 mila voti con cui ho stravinto le quirinarie on line organizzate sul sito de Il Fatto sono uno strepitoso sberleffo e un messaggio preciso a quei due che poco fa si sono chiusi in una stanza di Palazzo Chigi a decidere da soli, per conto loro, secondo le loro reciproche convenienze, il nome e il cognome del prossimo Presidente della Repubblica. Non solo: aggiungo che...». 

GIANCARLO MAGALLI AL FAST FOODGIANCARLO MAGALLI AL FAST FOOD


( Andava di fretta: finito di condurre «I fatti vostri» su Rai 2, adesso è in macchina e sta raggiungendo la Carrà, poi sa già che quelli delle Iene gli terranno un agguato sotto casa. «Ma chi se ne importa della fretta, facciamola bene quest’intervista», dice Giancarlo Magalli, autore e conduttore, icona dello show televisivo di Stato, finito a 67 anni dentro questa magnifica storia di politica e ribellione, ironia e rabbia ). 
 

«Volevo aggiungere che... ecco, sì, insomma, senza fare nomi: però pensare che il più accreditato candidato alla successione di Giorgio Napolitano possa essere un socialista, a me che qualche annetto ce l’ho, sembra una roba da primissima Repubblica... ma per i giovani è Pleistocene, è Big Bang... Un socialista? Uno che arriva da un’altra era geologica? Ma perché? E messo lì da chi? Per questo i giovani si ribellano e votano, in massa, Magalli. Perché poi dev’essere chiaro a tutti che un simile voto, sulla rete, lo portano, lo spostano soprattutto i giovani...». 
 

giancarlo magalli   fotomontaggi  9giancarlo magalli fotomontaggi 9

Stefano Rodotà è arrivato secondo, ma staccato di diecimila voti. Molto ma molto dietro ci sono poi Imposimato, Zagrebelsky, Prodi... 
«Ad un certo punto, quelli del Fatto m’hanno detto una cosa del tipo: va bene, caro Magalli, è stato divertente e tanti complimenti per il successo, però siccome il nostro sondaggio vorrebbe essere una roba seria, se lei si ritirasse, ci farebbe un mezzo piacere. Io allora gli ho detto no, mi spiace, proprio no: sarebbe come tradire la fiducia e soprattutto il messaggio che tanta gente ha affidato al mio nome e al mio faccione. Mi hanno scelto per protestare? Beh, io mi presto volentieri e resto in gara». 
 

Bisogna vedere in quanti la voteranno a Montecitorio. 
«Ho letto che i grillini pronti a scrivere “Magalli” sulla scheda sarebbero già una settantina... Poi, vedrà, altri deputati s’aggiungeranno... Io comunque, sia chiaro, non ci credo e non ci spero. Io mi faccio solo utilizzare dalla protesta. Poi punto, alt, stop. Anche se...». 
 

giancarlo magalli   fotomontaggi  7giancarlo magalli fotomontaggi 7

Anche se? 
«No, dico: ci sono Paesi democratici quanto e più del nostro, e penso agli Stati Uniti e alla Francia, dove c’è l’elezione diretta del Capo dello Stato. Beh, penso che piuttosto che vedere questi penosi giochetti, con cui stanno scegliendo l’uomo che guiderà la nostra Repubblica per i prossimi sette anni, forse sarebbe un filo più decente e giusto che anche agli italiani fosse data la possibilità di esprimersi... e poi, guardi: adesso tutti a fare sorrisetti perché sta girando il mio nome, ma le ricordo che, negli Stati Uniti, un ex attore come Ronald Reagan si rivelò poi un Presidente nient’affatto male... E anche quell’altro, Arnold Schwarzenegger, si è dimostrato un eccellente governatore della California». 
 

giancarlo magalli   fotomontaggi  6giancarlo magalli fotomontaggi 6

Qui in Italia direi che non siamo pronti. 
«Me ne sono accorto. Mi hanno cercato tutti, da Bruno Vespa ad “Agorà”, dal Tg2 al Tg5. Ma il primo articolo su questa vicenda che mi vede coinvolto, l’ha scritto il quotidiano Libero . Adesso, a parte che l’articolo era scritto per dire che le quirinarie del Fatto stavano finendo in vacca, che foto mia hanno pubblicato? Dopo quarant’anni di professione, sempre in giacca e certe volte pure in smoking, chissà dove sono andati a trovare una fotaccia dove in testa ho un cilindro e sembro un mezzo scemo...». 
 

giancarlo magalli   fotomontaggi  5giancarlo magalli fotomontaggi 5

A «Piazza Pulita» l’ho sentita dire che a lei sarebbe piaciuto votare per Tsipras. 
«Mah... era una battuta. Anche lì: un conto è dispensare speranza e ottimismo, un genere di esercizio in cui pure il nostro Renzi è un maestro. Un conto poi è realizzare i progetti, migliorare davvero la vita alla gente». 
 

Magalli, sa che c’è? 
«No: che c’è?». 
C’è che lei parla con più coraggio e chiarezza di tanti politici di professione. 
«Ah ah ah! Ci vuole poco...». 
Va bene: io avrei finito. Grazie per la cortesia e... 
«Mhmm... Lei mi sta simpatico: se succede, l’aspetto al Quirinale per un caffè». 

giancarlo magalli   fotomontaggi  2giancarlo magalli fotomontaggi 2giancarlo magalli   fotomontaggi  3giancarlo magalli fotomontaggi 3

 

Ultimi Dagoreport

stefano benigni marina berlusconi antonio tajani

LA “SFI-DUCETTA” ALLA LEGGE ELETTORALE HA APERTO IL VASO DI PANDORA: IN FORZA ITALIA SIAMO ALLA NOTTE DEI LUNGHI COLTELLI! SI VOCIFERA CHE IL SEGRETARIO, ANTONIO TAJANI E STEFANO BENIGNI PASSASSERO FRA I BANCHI A DIRE AI DEPUTATI COME VOTARE. MA HANNO FALLITO: IL LORO OBIETTIVO ERA INFATTI FAR PASSARE L’EMENDAMENTO SULLE PREFERENZE, IN PARTICOLARE IL SUPERAMENTO DELLA REGOLA DEL 60/40 (L’ALTERNANZA DI GENERE) - L’EX MONARCHICO VORREBBE LIBERARSI DEI PARLAMENTARI STORICAMENTE LEGATI A SILVIO BERLUSCONI, E OGGI A MARINA – IL SEGRETARIO È CONVINTO CHE LA “CAVALIERA” NON METTERÀ BOCCA SULLE LISTE PERCHE' SI SAREBBE GIÀ STANCATA DEL "GIOCATTOLO” FORZA ITALIA...

naike rivelli

DAGOREPORT – ORA SÌ CHE TI RICONOSCIAMO, NAIKE! LA RIVELLI DEDICA UN ALTRO VIDEO COATTO A DAGOSPIA E FINALMENTE TORNA LA BURINELLA CHE ABBIAMO SEMPRE AMATO – DALLE LEZIONI SULL’INGOIO DELLE BANANE ALLA FOTO CON LA TESTA NEL CESSO FINO ALLA “VULVA ART” E ALLA MEGA-HIT “DEFAILLANCE”, ABBIAMO SEMPRE ADORATO LA NAIKE FUORI CONTROLLO, TRA AVVENTURE LESBO, FOTO IGNUDA E APPELLI PRO-GNOCCA – CARISSIMA NAIKE, ABBIAMO UN CONSIGLIO: LASCIA PERDERE I DISSING, GLI SCONTRI VERBALI, LE POLEMICHE. NON SONO PER TE. NON AFFATICARE LE SINAPSI, LASCIALE LIBERE DI SINTONIZZARSI CON L’UNIVERSO. SPALANCA I CHAKRA, CHISSÀ CHE L’ENERGIA COSMICA NON ENTRI A FARE UN SALUTO. NON PRENDERTI TROPPO SUL SERIO. NOI NON L’ABBIAMO MAI FATTO...

giorgia meloni salvini tajani legge elettorale

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI ERA CONVINTA DI AVER TROVATO UN ACCORDO CON SALVINI E TAJANI: PER AMMANSIRE I SUOI DUE ALLEATI, CONTRARISSIMI ALLE PREFERENZE, LI AVEVA ACCONTENTATI CON LE NOMINE DI STRISCIUGLIO A FERROVIE E STAZI ALLA CONSOB. OTTENUTO TUTTO QUESTO, NON SI METTERANNO MICA A ROMPERE I COJONI, PENSAVA LA DUCETTA. E INVECE… - IL GUAIO È CHE IL “FU TRUCE DEL PAPEETE” E L’EX MONARCHICO DI FERENTINO NON GOVERNANO PIÙ I LORO PARTITI, ORMAI SFARINATI – DENTRO FRATELLI D’ITALIA, MICA VA TANTO MEGLIO: QUANDO FRANCESCO LOLLOBRIGIDA PARLA DI “VIGLIACCHINI” CHE HANNO VOTATO NO, CE L’HA ANCHE CON I SUOI CAMERATI DI VIA DELLA SCROFA (IL PARTITO GRANITICO E COMPATTO DIETRO “IO SO’ GIORGIA’ NON ESISTE PIÙ

giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT- MENTRE LA RIFORMA ELETTORALE APPRODA IN PARLAMENTO, GIORGIA MELONI È TORMENTATA DA DUBBI E PERPLESSITÀ - ALL’EPOCA DELLA STESURA DEL NUOVO SISTEMA DI VOTO, NESSUNO DELLA FIAMMA MAGICA AVEVA PRESO IN SERIA CONSIDERAZIONE IL GENERALISSIMO VANNACCI E L'INARRESTABILE ASCESA DEL SUO PARTITO FUTURO NAZIONALE - E ADESSO SI CORRE IL FORTE RISCHIO CHE NESSUNA DELLE DUE CONTRAPPOSTE ALLEANZE RIESCA A INCAMERARE QUEL 42% CHE PORTEREBBE A UN PREMIO DI MAGGIORANZA DI 70 DEPUTATI E 35 SENATORI - UN BONUS TALMENTE ESAGERATO CHE LA CORTE COSTITUZIONALE NON AVREBBE IL MINIMO DUBBIO NEL BOCCIARLO - NON SOLO: A FINIRE SOTTO GLI ARTIGLI DELLA CORTE SPICCA ANCHE L’INDICAZIONE DEL CANDIDATO PREMIER NEL PROGRAMMA, UNA SORTA DI PREMIERATO IN VERSIONE DIETOR CHE VA A CONFLIGGERE CON LA COSTITUZIONE CHE VUOLE CHE SIA IL CAPO DELLO STATO A INDICARE IL PREMIER…

baroni universitari

DAGOREPORT - TRUFFE, FAVORI, ABUSI DI POTERE: MA COME SI FA A DIRE AI RAGAZZI DI STUDIARE E A CREDERE NELL’UNIVERSITÀ ITALIANA? - IL PRIMO ATENEO IN CLASSIFICA, IL POLITECNICO DI MILANO, TIENE PER TRENT’ANNI UN PROFESSORE PRECARIO A MILLE EURO CIRCA ALL’ANNO, MENO DI UN PAKISTANO CHE RACCOGLIE POMODORI! - CONTRO GLI ESITI, PILOTATI, DEI CONCORSI UNIVERSITARI, GIACCIONO CENTINAIA DI CAUSE DI RICORSO, POICHÉ L’ITALIA È L’UNICO PAESE DOVE PRIMA SI SCEGLIE IL CANDIDATO, POI SI RITAGLIA IL CONCORSO - IL CELEBRATO ERASMUS E' TANTO DIVERTENTE PER GLI STUDENTI (ANCHE PER ACCOPPIARSI) QUANTO INUTILISSIMO PER LO STUDIO: LO SANNO TUTTI CHE LO STUDENTE ERASMUS LO SI FA PASSARE PERCHÉ TANTO POI SE NE TORNA NELLA SUA UNIVERSITÀ - IN PARLAMENTO HANNO FATTO SALTARE L’ABILITAZIONE NAZIONALE (CHE FU INTRODOTTA DALLA GELMINI): I CONCORSI PER NUOVI DOCENTI SARANNO LOCALI, CIOE’ CONSEGNATI, COMPLETAMENTE, NELLE MANI DEI ‘’BARONI’’: TANTO LA MAGISTRATURA DORME (OPPURE LI ASSOLVE) - E PER FORTUNA CHE È IL GOVERNO DELLA MERITOCRAZIA, PRESIEDUTO DA UN “UNDERDOG”…

tommaso cerno lirio abbate sigfrido ranucci giuliano ferrara valter lavitola

DAGOREPORT - SE C'È UN FILO DI CONTINUITÀ NELLA STORIA DELL’ITALIETTA, UN ELEMENTO CHE RIMBALZA DA UN SECOLO ALL'ALTRO, È IL TRASFORMISMO - SE ALL’EPOCA SULLA VOLATILITÀ DI GIULIANO FERRARA SCESE UNA SORTA DI CONDANNA MORALE, OGGI SI VEDONO COSE CHE DIECI ANNI FA SI POTEVANO IMMAGINARE SOLO IN UN FANTAFUMETTO - L'"AMICIZIA FRATERNA" CHE LEGA L’EX GALEOTTO LAVITOLA CON IL GIORNALISTA DI PUNTA DELL’ANTI-POTERE, SIGFRIDO RANUCCI - L’EX DIRETTORE DELL’''ESPRESSO” LIRIO ABBATE CHE È IN ATTESA DI ASSUMERE LA VICE-DIREZIONE DEL ‘’GIORNALE’’, DOVE L’ATTENDE IL ‘’CERNO-BYL’’ DEL TRASFORMISMO: IL GAIO TOMMASINO, NEL BREVE GIRO DI UN LUSTRO, È STATO DIRETTORE DELL’’’ESPRESSO’’, VICEDIRETTORE DI ‘’REPUBBLICA’’, SENATORE PD SOTTO L’ALA DI RENZI, FINO A QUANDO, TRAFITTO DAL RAGGIO DI GIORGIA MELONI, E' PLANATO NELLA STAMPA DI DESTRA - TI BUTTI NELLA VITA DI MARIO ORFEO E SALTA FUORI DI TUTTO: DA CALTAGIRONE ALLA RAI, DA “REPUBBLICA” A LEONARDINO DEL VECCHIO…