MALAPOLITICA - PER MANTENERE I TRE PALAZZONI DEL POTERE (CAMERA, SENATO E QUIRINALE) SI SPENDONO 1,7 MILIARDI DI EURO ALL’ANNO CONTRO UNA MEDIA EUROPEA DI 458 MILIONI - NAPOLITANO CI COSTA PIÙ DELLA REGINA ELISABETTA (228 MILIONI CONTRO 46) - MONTI POTREBBE RICAVARE 1,2 MILIARDI OPERANDO TAGLI LINEARI AI TRASFERIMENTI DEL MINISTERO DELL’ECONOMIA MA PREFERISCE SVUOTARE LE TASCHE DEL POPOLO BUE…

Bechis per "Libero.it"

Niente da fare, anche Mario Monti getta la spugna e non sfiorerà con un dito la Casta. Ieri il presidente del Consiglio ha ricevuto il presidente dell'Istat, Enrico Giovannini, ed ha ascoltato i motivi del sostanziale flop compiuto dalla commissione tecnica che avrebbe dovuto comparare gli stipendi di onorevoli e grand commis italiani a quelli medi dei loro principali colleghi europei. Secondo Giovannini quel raffronto è in gran parte impossibile e la legge che lo imponeva per tagliare gli stipendi italiani era mal scritta. Monti ha preso appunti e fatto capire che proverà a modificare la normativa e a facilitare il lavoro della commissione.

Così abbiamo la quasi certezza che si andrà alle calende greche. L'unico modo per evitarlo e consentire al governo dei professori una prova di serietà è quello di fare il confronto più semplice del mondo: quello sulle spese che in Italia si sostengono ogni anno per fare funzionare Parlamento e presidenza della Repubblica. I tre palazzi (Camera, Senato e Quirinale) costano il doppio di quelli francesi, il triplo di quelli tedeschi, quasi il quadruplo di quelli del Regno Unito.

Libero ha messo insieme i dati relativi al 2010 del costo dei parlamenti e dei palazzi presidenziali (o reali) di Italia, Francia, Germania, Regno Unito, Spagna, Belgio e Portogallo lasciando a Monti la strada più semplice, quella che per i normali cittadini italiani e per tutti gli enti locali che hanno meno santi in Paradiso è seguita da anni: i tagli lineari.

Il paese che ha costi più vicini a quelli italiani è la Francia, che pure spende quasi la metà. Per Nicolas Sarkozy, che ha ben altri poteri, si sono spesi nel 2010 poco più di 112 milioni di euro. Per Giorgio Napolitano la dotazione quell'anno è stata di 228 milioni di euro: un vergognoso sproposito, ancora più evidente se si confronta con le spese per i palazzi della Regina di Inghilterra: 46,4 milioni di euro.

Fra il Quirinale e la media della presidenza della Repubblica o delle case reali europee c'è una differenza di 192 milioni di euro all'anno. Basta tagliarla, perché si tratta di un trasferimento dalla tabella del ministero dell'Economia. Poi decideranno i collaboratori di Napolitano cosa fare con la dotazione ridotta, in piena autonomia istituzionale. L'unico limite è imposto dalla legge: l'ultima è quella del 23 luglio 1985 a firma di Bettino Craxi.

Stabiliva aumento della dotazione del Quirinale da 180 milioni a 2,5 miliardi di vecchie lire, che dovevano essere rivalutate ogni anno secondo l'indice dell'inflazione programmata. Usando le tabelle Istat sulla rivalutazione della lira, la dotazione del Quirinale stabilita per legge oggi dovrebbe ammontare a poco meno di 3 milioni di euro. Invece è salita a 228 milioni: si dovrebbe tagliarne 225, per stare in media con palazzi assai più potenti del Quirinale basta invece tagliarne 192 milioni. E Monti lo può fare.

Lo stesso vale per Camera e Senato. Basta discussioni lunghe e inconcludenti. Monti può tagliare senza violare alcuna legge la dotazione annuale, e cioè il trasferimento dal ministero dell'Economia. Per la Camera nel 2010 era di 992 milioni di euro. Per i francesi era di 553 milioni di euro, quasi la metà. Il costo medio della Camera nei principali paesi europei è di 296 milioni di euro. Il surplus italiano da tagliare è di 696 milioni di euro. Troppo da portare via in un anno? Lo si faccia in un triennio, dando tutto il tempo alla Camera nella sua autonomia per tagliare le spese.

Lo stesso per il Senato: è costato nel 2010 526 milioni di euro, e quello che si è più avvicinato è quello francese: 327 milioni di euro, poco più della metà. La media europea è di 125 milioni di euro. La somma da tagliare ogni anno ammonta dunque a 401 milioni di euro. Anche qui si può fare in un triennio, lasciando tutta l'autonomia ai parlamentari per decidere dove trovare quei risparmi, se tagliando indennità, dimezzando i propri membri con l'approvazione di una legge costituzionale , tagliando vitalizi e regole pensionistiche anche per i dipendenti, bloccando il turn over o riducendo gli acquisti di beni e servizi.

Quello che non si può più accettare quando agli italiani sono stati imposti sacrifici pesantissimi è che i tre principali palazzi della politica costino a Roma 1,7 miliardi di euro all'anno contro una media europea di 458 milioni di euro. Con quella differenza, che ammonta a 1,2 miliardi di euro ogni anno (3,6 miliardi di euro nel triennio della manovra economica) si sarebbero salvate dalla mannaia tutte le rivalutazioni pensionistiche. E il paragone fa accapponare la pelle...

 

bechis MARIO MONTI IN CONFERENZA STAMPAPASSERALE SPESE DEI PALAZZIpassera e forneroNapolitanosenatoPalazzo delle scuderie del quirinaleMONTI FORNERO

Ultimi Dagoreport

attentato sigfrido ranucci bomba valter lavitola clesio gomes tavares pellegrino d’avino davino antonio passariello saverio mutone

DAGOREPORT- PECCATO CHE SIANO SCOMPARSI I POLIZIOTTESCHI DEGLI ANNI ’70, TIPO: “LA CAMORRA SFIDA, NAPOLI RISPONDE’’. DAVANTI AI COLPI DI SCENA DEL GASTRO-CRIMINAL-SHOW, STARRING LAVITOLA E RANUCCI, AVREBBERO SCODELLATO UN BEL FILMONE, INTITOLATO: “LA CAMORRA INDAGA, LA LEGGE RINGRAZIA” – QUANDO RANUCCI INDIRIZZA LE INDAGINI SULLA PISTA DELLA CAMORRA, IL CLAN CAVA, STORICA ORGANIZZAZIONE IRPINA DI QUINDICI, NON HA PRESO PER NIENTE BENE DI FINIRE SOTTO PRESSIONE PER IL LAVORO INVESTIGATIVO DEI CARABINIERI – INDAGANO E SCOPRONO CHE ANTONIO PASSARIELLO, L’UNICO LORO AFFILIATO DEL QUARTETTO BOMBAROLO (GLI ALTRI TRE NON ERANO ORGANICI AL CLAN), NON SI ERA PREOCCUPATO DI INFORMARE IL VERTICE DEL CLAN, NÉ DI RICEVERE IL VIA LIBERA PER COMPIERE L’ATTENTATO - I CAMORRISTI DECIDONO ALLORA DI INDIRIZZARE GLI INQUIRENTI SULLA PISTA GIUSTA, INVIANDO UNA MAIL AL PM: “SE CE LO AVREBBE DETTO NON GLIELO AVREMMO MAI PERMESSO PERCHÉ RANUCCI A NOI NON CI HA FATTO NIENTE E QUESTO SONO GUAI CHE NON VOGLIAMO, ALLORA PRIMA CHE SI MISCHIANO LE CARTE, LE COSE STANNO COSI…”. E GIÙ UN NUMERO DI TELEFONO INTESTATO A UN’ALTRA PERSONA MA UTILIZZATO DA PASSARIELLO, CHE GLI INVESTIGATORI NON AVEVANO ANCORA SCOPERTO. DA LÌ, INTERCETTANDO INTERCETTANDO, SI È FINITI A TAVARES E LAVITOLA… - VIDEO

giorgia meloni sigfrido ranucci giampaolo rossi giovambattista fazzolari patrizia scurti antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI È IN MODALITÀ “CATTIVISSIMA ME”: DOPO QUATTRO ANNI DI LUNA DI MIELE, PER LA DUCETTA È ARRIVATA LA TEMPESTA PERFETTA: LO STOP AL PREMIERATO, LA BATOSTA AL REFERENDUM, LE RAFFICHE DI “VAFFA” DI TRUMP, L'ESPLOSIONE DEL FENOMENO VANNACCI, IL CROLLO DELLA LEGA, FORZA ITALIA ALLA BERLUSCONINA, IL CAOS INTORNO ALLA NUOVA LEGGE ELETTORALE, L'AUTOGOL SULLA SOSTITUZIONE DI RANUCCI - PIU' IRRIDUCIBILE DELLA MALASORTE, ANZICHE' ASCOLTARE I CO-FONDATORI DI FDI, LA RUSSA E CROSETTO, L'UNDERDOG PREFERISCE CIRCONDARSI DALL'AFFETTO DEL SUO CIRCOLETTO DELLA GARBATELLA - DOMANI DA BARI, DOVE FESTEGGIA IL RECORD DI DURATA DEL SUO GOVERNO, L'UNDERDOG LANCERÀ IL SUO GRIDO DI RISCOSSA ELETTORALE - SA CHE L'ARMATA BRANCA-MELONI NON PUO' REGGERE FINO A OTTOBRE 2027, OCCORRE ANTICIPARE IL VOTO AD APRILE, LASCIANDO LE COMUNALI A GIUGNO - MA MATTARELLA VUOLE L’ELECTION-DAY A CUI SI OPPONE LA MELONI, TERRORIZZATA DALL’EFFETTO TRAINO DI UN FILOTTO DEL CENTROSINISTRA: CHE DECIDERA' IL COLLE? AH, SAPERLO...

crosetto calenda vannacci monti de bortoli forum ambrosetti cernobbio

DAGOREPORT - MENTRE LA PROCURA MILITARE DI ROMA AVVIA UN’INDAGINE SUGLI UFFICIALI CHE HANNO ADERITO ALLA "SPORCA DOZZINA" DI ROBERTO VANNACCI, IL RE-DUX DI FUTURO NAZIONALE MARCIA SU CERNOBBIO: SABATO È ATTESO IN POMPA MAGNA AL FORUM AMBROSETTI PER DIBATTERE CON L’EX PREMIER MARIO MONTI - DALL'IDEOLOGO DEL POPULISMO GRILLINO, GIAN ROBERTO CASALEGGIO AL LEADER SOVRANISTA OLANDESE, IL RAZZISTA GEERT WILDERS, LE PRESENZE PROVOCATORIE E ACCHIAPPA-TITOLI NON SONO UNA NOVITA' A VILLA D'ESTE - SDEGNATI PER LA PRESENZA E "TRATTAMENTO PREFERENZIALE" DEDICATO ALL’EX PARÀ(CULO) DELLA FOLGORE, CARLO CALENDA E GUIDO CROSETTO NON METTERANNO PIEDE A CERNOBBIO – ANCHE FERRUCCIO DE BORTOLI RIFIUTA DI DUETTARE CON L’EX GENERALE NOSTALGICO DEL MANGANELLO E DELL’OLIO DI RICINO - NON SOLO: E' L’EX DIRETTORE DEL “CORRIERE” IL PRIMO CHE SPARA LA NOTIZIA: “PURTROPPO A CERNOBBIO CI SARÀ VANNACCI'' (IL CAUTO DIRETTORE FONTANA È STATO BEN ATTENTO A NON PUBBLICARLA SUBITO SUL CARTACEO)...

rai via teulada paolo corsini giulia innocenzi presutti daniele piervincenzi danilo procaccianti report sigfrido ranucci

DAGOREPORT – RIUNIONE INTERLOCUTORIA MA CON QUALCHE PICCOLA APERTURA TRA IL DIRETTORE DELL'APPROFONDIMENTO RAI, PAOLO CORSINI, E I MEMBRI DELLA SQUADRA DI “REPORT”: I GIORNALISTI HANNO RIBADITO IL “NO” ALLA CONDUZIONE DI GIULIA PRESUTTI E DANIELE PIERVINCENZI, MA SU QUEST’ULTIMO LA POSIZIONE SAREBBE PIÙ MORBIDA: POTREBBE AVERE UN VIA LIBERA MAGARI COME CONDUTTORE DEL “REPORT LAB”, CON LA CONDUZIONE VERA E PROPRIA DA AFFIDARE A DUE “STORICI” (CHE DIVENTEREBBERO TRE NEL CASO DI UN REINTEGRO DI RANUCCI DA PARTE DEL TRIBUNALE).  SULLA PRESUTTI IL MURO RESTA GRANITICO – PALAZZO CHIGI, INVECE, SAREBBE IRREMOVIBILE SUI DUE NOMI – EPISODIO PITTORESCO NEL MEZZO DELLA RIUNIONE: UN GIORNALISTA DI UNA PRESTIGIOSA TESTATA DELLA RAI SAREBBE STATO BECCATO A ORIGLIARE DA UN BAGNO VICINO ALLA SALA…

trump modi xi jinping putin

DAGOREPORT – GRAZIE A TRUMP, IL DOLLARO RISCHIA DI DIVENTARE CARTA STRACCIA – IL PIATTO FORTE AL SUMMIT IN KIRGHIZISTAN DI XI JINPING, VLADIMIR PUTIN E NARENDRA MODI, HA FATTO STRA-INCAZZARE IL CALIGOLA DELLA CASA BIANCA: SUL TAVOLO, IL PROGETTO DEI ''BRICS'' (BRASILE, RUSSIA, INDIA, CINA, SUDAFRICA) DI DAR VITA A UNA “MONETA UNICA'', PER FAR FUORI IL DOLLARO NEGLI SCAMBI INTERNAZIONALI - CON UN DEBITO PUBBLICO MONSTRE DI 40MILA MILIARDI, LA DE-DOLLARIZZAZIONE SAREBBE LA FINE DELL'IMPERO AMERICANO: IL VERDONE" VIENE UTILIZZATO IN OLTRE L'80% DELLE TRANSAZIONI COMMERCIALI E IN PIÙ DELLA METÀ DEI PAGAMENTI INTERNAZIONALI DELLE MATERIE PRIME, COME IL PETROLIO - LA DECISIONE E' NELLE MANI DELLA CINA: RINUNCERA' ALLO MONETA NAZIONALE, LO YUAN, PER DIVENTARE LA LOCOMOTIVA DEI ''BRICS''? - SUL MAGGIORE IMPEGNO A FAVORE DELL’IRAN, PESANO I DUBBI DI MODI (GLI USA SONO IL PRIMO PARTNER COMMERCIALE DELL’INDIA) - PROSSIMO ROUND: IL VERTICE DI XI JIN PING DEL 24 SETTEMBRE CON IL "DERAGLIATO MENTALE" DELLA CASA BIANCA...