MARCIO SU ROMA – UNA MARMELLATA A OROLOGERIA – SOLO A ROMA SI RITROVANO INSIEME “BELLI BELLI” BANDITI ED ECCLESIASTICI, TERRORISTI E SINDACI, CALCIATORI E PRESENTATORI, TERRORISTI DEI NAR E PALAZZINARI

Filippo Ceccarelli per “la Repubblica

 

L'Arresto dell'ex terrorista dei Nar, Massimo Carminati  L'Arresto dell'ex terrorista dei Nar, Massimo Carminati

A Roma nun se more mai, e di conseguenza chi nun more se rivede. Sempre a Roma nun se butta gnente e anche per questo forse non ci si annoia mai, ma lo sgomento reca con sé la più scontata interrogazione retorica: in quale altra città d’Europa — per tenersi stretti — poteva allignare con tanta vivacità il mondo di mezzo «dove tutto si mischia»?

 

Nelle grigie inchieste del Nord (Expo, Mose) corruttori e corrotti non fanno assolutamente la stessa vita, anzi quasi nemmeno si conoscono, e il malaffare ha uno sviluppo per così dire fuggevole, o episodico; allo stesso modo nel Mezzogiorno, da Napoli alla Sicilia, gli ambiti di guardie e ladri, imprenditori e politicanti, restano separati, di norma per ragioni professionali, o castali, o di prudenza.

 

GIOACCHINO 
BELLI
GIOACCHINO BELLI

A Roma no. E questo perché Roma « addiventò dar primo giorno,/ com’è oggi, ‘ na Torre de Babbele ». Così la raffigura nel XIX secolo il suo più illustre poeta, Giuseppe Gioachino Belli, all’insegna di quella caotica mescolanza che emerge dal presente ciclo d’intercettazioni.

 

Dove c’è sempre uno che dice: mo’ vado o telefono a quello, che mi porta a quello, che mi porta a quello e così — fatece largo che passamo noi, ‘ sti giovenotti de ‘ sta Roma bella — ecco che dopo un paio di rimbalzi si arriva regolarmente non solo al Quirinale e a Palazzo Chigi, ma anche dal Papa. E a questo proposito merita certo una segnalazione un irresistibile dialogo tra i Diotallevi, padre ex notabile della Magliana e figlio: quest’ultimo riferisce di una visita al di là del Portone di bronzo effettuata con una specie di pseudo-spione già incluso nello scandalo dei padri Camilliani, roba da intenditori; e gli descrive la ricchezza e le dotazioni dell’automobile («la radio e i cosi »), e a un certo punto, per dire il rispetto tributatogli, «mi sentivo ‘ sto cazzo », e conferma che il suo interlocutore «sa tutti i segreti», e infatti, chiosa allora il papà: «Quello è un paraculo ».

 

ERNESTO DIOTALLEVIERNESTO DIOTALLEVI

Ecco dunque, solo a Roma. Solo a Roma, per via della monnezza o della Nuvola di Fuksas, per i campi rom o il festival del Cinema, per una rissa al night o una dose di ormone della crescita, figurarsela la crescita!, ecco, solo nella Città Eterna possono ritrovarsi in ufficio o al telefono, ma anche e soprattutto in macchina, al bar e al ristorante — «sereni, tranquilli — dice uno — belli, belli, belli» — banditi ed ecclesiastici, terroristi e sindaci, calciatori e presentatori, terroristi dei Nar e palazzinari, spezzapollici e giocatori di golf.

 

ERNESTO DIOTALLEVI ERNESTO DIOTALLEVI

Ma l’elenco è necessariamente incompleto perché essendo Roma nostra, « gajarda e tosta », l’unica metropoli occidentale in cui tra festeggiamenti e pedinamenti tutti vanno a cena con tutti senza chiedere mai la fedina penale a nessuno, è chiaro che a tavola, con le dovute microspie sotto la tovaglia, ci sarà sempre posto, anzi è già bello e apparecchiato per imminenti affaristi russi, faccendieri cinesi, svelti emissari del Jihad e santoni New Age.

 

Senza dimenticare — e francamente nel mondo di mezzo un po’ se ne avverte la mancanza — la presenza di meroloni e zoccole, oltre a un congruo numero di millantatori e impostori, quali colombe dal desìo chiamate verso un compiuto sistema di relazioni e frequentazioni entro il quale la dimensione della promiscuità ambientale — si perdoni il sociologese — è da mettersi in plausibile relazione con la specifica natura criminogena dell’Urbe.

 

MASSIMILIANO Fuksas MASSIMILIANO Fuksas

Riguardo alla quale, per la verità, il solito Belli dice anche peggio designandola: « Stalla e chiavica der monno ». Laddove la stalla, il rifugio animale, evoca una delinquenza non già «all’amatriciana» — come ingiustamente si continua a dire offendendo un’astuta e laboriosa comunità che dista 140 km dalla capitale — bensì «alla vaccinara», da «vaccina», cioè vacca, secondo l’antica vocazione pastorale del luogo.

 

Mentre «chiavica» rinvia, come del resto rinviò a suo tempo Martin Lutero scagliandosi contro il potere temporale, alla cloaca primigenia e a quanto vischiosamente vi scorre e senza vergogna. Con il che, da queste parti, fra « comunella » e complicità per i malintenzionati il passo è breve; e « accostasse », cioè avvicinarsi a chi ha i soldi e il potere è una faccenda antica e persino sentimentale; per cui « Te vojo bene, Daniè... » scappa detto a Carminati rivolto al costruttore Daniele Pulcini nel mentre si propone di bruciargli una certa pineta di sua proprietà.

DANIELE 
PULCINI
DANIELE PULCINI

 

Si può pensare che fosse così anche ai tempi del Satyricon, e d’altra parte è Tacito a notare come a Roma «da ogni parte confluisce e viene celebrato tutto ciò che vi è di turpe e inverecondo » ( atrocia aut pudenda). Ma senza prenderla troppo alla lontana, pare di cogliere un po’ d’ipocrisia nella sorpresa generata dallo scoperchiamento del mondo di mezzo, o forse è disattenzione, o scarsa memoria rispetto a questa Roma «perversa/ in cui ogni immondizia somiglia/ a un’immondizia diversa» (Gaio Fratini).

 

E sarà pure scetticismo e anti-giornalismo, ma qui tutto è già abbastanza accaduto, tutto qui si accalca e si contamina mischiando dominio e sovranità, quattrini e buffi, peccati e reati. Basti ricordare l’epopea sbardelliana e quella del calcetto di Squillante e Previti, il boss della Magliana seppellito a Sant’Apollinare, la mappa delle terrazze del colonnello dei carabinieri Cataldi, i furbetti del quartierino, le scorribande di Marrazzo, le avventure della cricca, i massaggi del Salaria Sport Village, la coca del povero Colombo e della Dama Bianca. Roma si basta e si avanza, una marmellata a orologeria.

Piero Marrazzo e Patrizia Mancini Piero Marrazzo e Patrizia Mancini

 

Ultimi Dagoreport

meloni salvini tajani

DAGOREPORT – CON UN PARTITO IN DISCESA LIBERA E SEMPRE PIU' SPAPPOLATO DAI "LEGHISTI DEL NORD", NESSUNO, NEMMENO IL SUO "IDEOLOGO" E FUTURO SUOCERO DENIS VERDINI, RIESCE A FAR RAGIONARE MATTEO SALVINI - L’ULTIMA DELLE TANTE USCITE FUORI DI SINAPSI DEL "BOLLITO LOMBARDO'' SAREBBE AVVENUTA NEI GIORNI SCORSI, L'IPOTESI DI FDI DI VOTO CON BALLOTTAGGIO, L'AVREBBE TALMENTE "ALTERATO" DA CHIAMARE GIORGIA MELONI, SBRAITANDO: “TOLGO LA FIDUCIA AL GOVERNO!” - E DOMENICA 20 SETTEMBRE, A PONTIDA, POTREBBE SUCCEDERE DI TUTTO, SE SALVINI NON TROVA UN ACCORDO CON LA FRONDA CAPEGGIATA DA FONTANA E ROMEO – ALLA LEGA DEL CAOS, LA ''PREMIER DURACELL'' DEVE AGGIUNGERE LO STATO DI GUERRIGLIA IN FORZA ITALIA, DOVE IL “MAGGIORDOMO DI CASA MELONI", ANTONIO TAJANI , GIACE NEL TRITACARNE DEGLI OCCHIUTO, ZANGRILLO, MULÈ, ETC. – MA SE LA DUCETTA RICOMPATTA GLI ALLEATI E SFANGA LA LEGGE ELETTORALE, POTREBBE ARRIVARE LA DISCESA: L’ITALIA HA OTTIME PROBABILITÀ DI USCIRE DALLO STATO DI INFRAZIONE DEL 3%. E CON UNO SPOSTAMENTO DI BILANCIO NELLA FINANZIARIA, GIORGIA SI TRAVESTIRÀ DA BEFANA E CI INONDERÀ DI BALOCCHI E PROFUMI...

mattarella renzi conte schlein bonelli fratoianni

DAGOREPORT - DAJE E RIDAJE, I GALLETTI DEL CAMPOLARGO HANNO FINALMENTE DECISO DI SMETTERE DI BECCARSI MASOCHISTICAMENTE TRA LORO E DI FARE SQUADRA CONTRO L'ARMATA BRANCA-MELONI - IL NODO POLITICO PIÙ DIFFICILE DA SCIOGLIERE, LA PRESENZA DELL'INFIDO RENZI NELLA ALLEANZA, SI E' DISSOLTO IN UN INCONTRO A QUATTR'OCCHI SCHLEIN-CONTE: LA DUCETTA DEL NAZARENO, CHE HA UN PATTO CON MATTEONZO CHE SI CHIAMA CASA RIFORMISTA, HA TIRATO FUORI GLI ATTRIBUTI E A CONTE NON E' RIMASTO CHE SIBILARE: ELLY LO VUOLE ED IO NON POSSO FARCI NIENTE... (SEMPRE CHE RENZI RIESCA A MANTENERE LA PROMESSA DI FARE UN PASSO INDIETRO) – LA PIPPA DELLE PRIMARIE SI FARA', MA COME L'INDICAZIONE DEL CANDIDATO PREMIER SUL PROGRAMMA ELETTORALE, NON SERVIRA' A UN CAZZO: A DECIDERE IL PREMIER SARÀ, COME SEMPRE, SERGIO MATTARELLA – PER RISOLVERE L'ETERNO SCAZZO SULLA POLITICA ESTERA, E SULL'UCRAINA IN PARTICOLARE, A ELLY E CONTE BASTA UNA SUPERCAZZOLA LINGUISTICA, CHE SI PUÒ RIASSUMERE CON LO SLOGAN: "NO AL RIARMO NAZIONALE, SÌ ALLA DIFESA EUROPEA"...

leonardo del vecchio giorno

FLASH! - COSA FRULLA NELLA TESTA DI LEONARDINO? - DEL VECCHIO JR HA CAPITO CHE, ALL'OMBRA DELLA MADUNINA, IL MERCATO EDITORIALE È SATURO: POSSEDERE DUE TESTATE MILANESI, COME "IL GIORNALE" (DI CUI HA IL 30%) E "IL GIORNO" NON SERVE GRANCHÈ - PER DIVERSIFICARE, LEONARDINO HA INTENZIONE DI TRASFORMARE "IL GIORNO" IN UN QUOTIDIANO FINANZIARIO, MOLTO PIÙ UTILE PER I SUOI AFFARI, IN GRADO DI FARE CONCORRENZA A "SOLE 24 ORE" E "MILANO FINANZA" - DEL VECCHIO, CHE HA RIANIMATO IL MERCATO DEI GIORNALISTI, UN SETTORE CHE SEMBRAVA ORMAI MORTO E SEPOLTO, DOVREBBE CONFERMARE AGNESE PINI ALLA DIREZIONE DI "QUOTIDIANO NAZIONALE" (LA TESTATA CHE RIUNISCE "LA NAZIONE", "IL RESTO DEL CARLINO" E "IL GIORNO")

bettini ruffini gabrielli schlein renzi conte onorato

DAGOREPORT – CON SALVINI ALLE CORDE, TAJANI ALLO SBANDO, VANNACCI IN AGGUATO, BASTEREBBE UNA SPINTARELLA TUTTI INSIEME E, PLUF!, L'ARMATA BRANCA-MELONI NON CI SAREBBE PIU' - INVECE, IL CAMPO LARGO E' SEMPRE AL PUNTO ZERO DEL "VAFFA": PRIMARIE SÌ O NO? SCHLEIN O CONTE? E COME TENERE INSIEME I GRILLINI CON L'INFIDO RENZI? - QUALCOSA NEI PROSSIMI GIORNI POTREBBE MUOVERSI: ERNESTO MARIA RUFFINI DOVREBBE FORMALIZZARE LA TRASFORMAZIONE DEL SUO MOVIMENTO “PIÙ UNO”, FORMATO DA UNA RETE DI GRUPPI CATTOLICI, IN UN PARTITO - AD AFFIANCARE RUFFINI, SAREBBE PRONTO FRANCO GABRIELLI, GIOVANILE DEMOCRISTIANA, COMPAGNO DI SCUOLA DI ENRICO LETTA, EX CAPO DELLA POLIZIA E DEI SERVIZI, GIA' SOTTOSEGRETARIO DEL GOVERNO DRAGHI - L’OBIETTIVO? DIVENTARE I FRONTMAN “ISTITUZIONALI” DI CASA RIFORMISTA, CON RENZI DEFILATO E IL VOLTO AUTOREVOLE E SECURITARIO DI GABRIELLI A GUIDARE IL CENTRONE - COME LA PRENDERA' IL ''CONTE TRAVAGLIO'' LA PRESENZA DEL DRAGHIANO GABRIELLI? E COME REAGIRA' LA DUCETTA DEL NAZARENO ALL'ANNUNCIO DELL'"ONORATO BETTINI DI PRESENTARSI ALLE PRIMARIE? AH, SAPERLO...

conservative political action conference cpac donald trump giorgia meloni arianna francesco giubilei emanuele merlino sara kelany susanna ceccardi

AMERICÀ, FACCE TARZAN! – IL CONSERVATORISMO TRUMPIANO SBARCA A ROMA E DIVENTA SUBITO ROBA DA NANDO MERICONI INTERPRETATO DA SORDI – NEMMENO IL TEMPO DI APPARECCHIARE I TAVOLI DELLA CENA DELLA “CONSERVATIVE POLITICAL ACTION CONFERENCE” (CPAC), CHE SUBITO DEFLAGRANO GLI SCAZZI NELLA DESTRA CACIO E PEPE – CI SONO ARIANNA MELONI, SARA KELANY, LA LEGHISTA SUSANNA CECCARDI E IL PREZZEMOLINO FRANCESCO GIUBILEI. MA NON GLI ATTESI LUCA CIRIANI, ITALO BOCCHINO ED EMANUELE MERLINO – IL CLIMA È TESO SULLE TESTE DEI MAL-DESTRI DE' NOANTRI: TRUMP È CONSIDERATO POLITICAMENTE TOSSICO E IL CPAC “ITALIANO” DEL 2027 VIENE CONSIDERATO UN POTENZIALE INTRALCIO, FONTE DI POLEMICHE E IMBARAZZI NELL’ANNO DELLE ELEZIONI…

fagnani mentana corsini cairo

DAGOREPORT - DUE PERSONAGGI IN CERCA DI EDITORE. POTREBBERO ANCHE ESSERE SEI, PER CITARE PIRANDELLO, VISTO L'EGO TARANTOLATO DI CHICCO MENTANA, IL 71ENNE PENSIONATO MA CON NESSUNISSIMA VOGLIA DI RESTARE ‘’PRIGIONIERO DEI COMUNISTI DE LA7'', E DELLA 48ENNE “BELVA” FRANCESCA FAGNANI, IN ROTTA CON LA RAI – SE IL PROGETTO DEL MAGNATE GRECO KYRIAKOU A CUI LAVORAVA IL CHICCO MACINATO PER LA NASCITA DELLA "CNN ITALIANA" NON SI SA BENE DOVE SIA FINITO, HA PERSO QUOTA L'IPOTESI DI UN RITORNO A MEDIASET AL POSTO DEL CAPO SUPREMO DELL’INFORMAZIONE, MAURO CRIPPA. L’ULTIMA INDISCREZIONE È SKY ITALIA – SE MENTANA VUOL CHIUDERE CON CAIRO, LA FAGNANI VUOLE CHIUDERE "BELVE" PER MANCANZA DI “BELVE”: GLI OSPITI DI RICHIAMO SONO FINITI O PRETENDONO UNA MONTAGNA DI SOLDI - SI SONO ACCAVALLATE VOCI DI UNO SBARCO DELLA FAGNANI A MEDIASET, TIRANDO IN BALLO IL SUO BUON RAPPORTO CON MARIA DE FILIPPI. MA FINCHÉ LA DISCOLA DEL GOSSIP HA UN CONTRATTO CHE LA LEGA ALLA RAI FINO AL 2027, BUSSA ALLA PORTA LA MESSA IN ONDA DELLA NUOVA STAGIONE DI “BELVE”, IL 20 OTTOBRE - QUELLO CHE È CERTO È CHE SIA IL CHICCO CHE LA CHICCA SONO IN UN LIMBO, CON UN MERCATO SULLA CARTA ESISTENTE MA CON MILLE INCOGNITE REALI...