gove may

MAY DIRE BREXIT - I CONSERVATORI AGITANO LO SPETTRO DELLE DIMISSIONI DI MASSA PER COSTRINGERE LA PREMIER A LASCIARE, IL MINISTRO DELL' AMBIENTE EUROSCETTICO GOVE TRA I FAVORITI PER LA SUCCESSIONE. L'OPZIONE REFERENDUM MA PER MOLTI SONO LE ELEZIONI GENERALI L'UNICA SOLUZIONE…

Cristina Marconi per ''Il Messaggero''

gove may

 

L' indecisione è talmente tanta che neppure sulla sorte di Theresa May c' è concordia: da una parte il parlamento ha fatto di tutto per indebolirla, dall' altra anche l' ipotesi di sostituirla con qualcun altro fa ancora paura e le voci di una fronda sono state prontamente smentite.

 

La premier, reduce da una settimana in cui ha accettato il commissariamento di fatto della tabella di marcia della Brexit da parte di Bruxelles e in cui ha offeso tutto il parlamento proprio nel momento in cui aveva più bisogno di aiuto, ha passato la domenica nella residenza di campagna dei Chequers, quella in cui nel luglio scorso presentò la prima bozza del suo sfortunato piano per la Brexit, per «lunghe discussioni con i colleghi», secondo una nota di Downing Street, che precisa che tra i temi discussi c' è stato anche quello del possibile terzo tentativo di sottoporre l' accordo con Bruxelles a un terzo voto significativo.

theresa may

 

I TECNICI Intorno al tavolo c' erano i Brexiteers come Boris Johnson, Jacob Rees-Mogg e Dominic Raab e due dei potenziali successori tecnici della May nel caso fosse spinta alle dimissioni, ossia il potentissimo ministro per l' Ambiente Michael Gove e il vice de facto della premier, David Lidington. Entrambi hanno smentito le voci che li darebbero candidati a un interim a Downing Street in attesa dell' elezione di un leader in autunno, con lo scopo preciso di instradare la Brexit su un percorso meno accidentato di quello portato avanti fino ad ora. Lidington, un remainer di lungo corso, abile nelle pubbliche relazioni ma non in linea con la corrente modernizzatrice dei Tories in termini di matrimonio gay e diritti civili, ha enunciato con schiettezza una delle ragioni per cui nessuno ha mai cercato con convinzione di sostituire la May negli ultimi tempi.

 

gove may

«Se c' è una cosa che lavorare fianco a fianco con la premier fa è curarti completamente da qualunque strisciante ambizione di svolgere il suo ruolo», ha detto. Ma le loro parole rassicuranti, unite a quelle di altri alti esponenti del partito che come Iain Duncan Smith hanno criticato i complottisti non sono bastate a fugare i dubbi sulla tenuta della May. La frustrazione all' interno del governo sta trapelando in maniera incontrollabile e sebbene non sia la prima volta che accade nell' accidentato percorso della Brexit, è vero che la situazione è deteriorata. Secondo il Sunday Times sarebbero ben undici i membri del gabinetto convinti che debba andare via.

 

La May, dopo essere sopravvissuta a un voto di fiducia nel dicembre scorso, è inattaccabile per un anno, ma davanti alla possibilità di dimissioni di massa non si può escludere che possa deporre quella che è stata la sua arma principale di questi anni, ossia la cieca ostinazione.

 

THERESA MAY ALLA CAMERA DEI COMUNI

Oltre ai nomi di Lidington e Gove, con quest' ultimo avvantaggiato da essere un euroscettico, autore della famigerata frase «il paese ne ha abbastanza degli esperti», tra gli ipotetici premier di scopo ci sarebbero anche il ministro degli Esteri Jeremy Hunt e la presidente della commissione al Bilancio Nicky Morgan. Al di là della riunione del gabinetto, la settimana si preannuncia incandescente, con il Parlamento che probabilmente si pronuncerà con voti indicativi e quindi non vincolanti sulle varie ipotesi per uscire dallo stallo: dovrebbe avvenire mercoledì qualora venisse approvato l' emendamento della laburista Yvette Cooper per permettere al Parlamento di prendere le redini della tabella di marcia dei lavori.

 

theresa may

IL PASSO INDIETRO La May ha detto che non sottoporrà il suo testo al terzo voto, sempre che lo speaker John Bercow lo consenta, a meno di non avere certezze sul fatto che possa passare: non è detto che i Brexiteers, davanti all' offerta di un passo indietro della premier, non cedano e lo votino, anche perché è probabile che lo scenario in futuro si faccia meno favorevole per loro. Il cancelliere dello Scacchiere, Philip Hammond, rompendo con la linea del governo, ha detto in tv che un secondo referendum sull' accordo della May è una proposta «da considerare», mentre per altri nel partito sono le elezioni generali l' unica soluzione. La stessa linea del Labour, che però, come i Tories, avrebbe il grave problema di come trattare la Brexit nel manifesto elettorale, visto che non c' è accordo al suo interno. Tutto questo dovrà trovare una forma entro il 12 aprile.

theresa maytheresa may

Ultimi Dagoreport

luigi lovaglio francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi mps

DAGOREPORT - FERMI TUTTI! LA VITTORIA DI CALTAGIRONE AL PALIO BANCARIO DI SIENA NON APPARE SCONTATA: LA LISTA ALTERNATIVA DI TORTORA-LOVAGLIO RIAPRE I GIOCHI – TUTTO GIRA INTORNO ALLA DECISIONE DELLA HOLDING DELFIN, PRIMO SOCIO DI MPS COL 17,5%: VOTERÀ LA LISTA DEL CDA IN COMPAGNIA DI CALTAGIRONE O SI ASTERRÀ? – MA ANCHE L’ASTENSIONE DEL GRUPPO GUIDATO DA UN FRANCESCO MILLERI SEMPRE PIU' TERRORIZZATO DALL’INCHIESTA GIUDIZIARIA DI MILANO E DALLA LITIGIOSITÀ DEGLI OTTO EREDI DEL VECCHIO, POTREBBE GIOCARE A FAVORE DI LOVAGLIO - COME MAI IL PRESIDENTE DI MEDIOBANCA, VITTORIO GRILLI, SUGGERITO DA MILLERI, SI SAREBBE MOSSO A FAVORE DI LOVAGLIO? - COSA FARANNO GLI INVESTITORI ISTITUZIONALI CHE HANNO QUASI IL 60% DEL CAPITALE MPS? - CON LA QUOTA DEL 4,8%, IL MEF DI GIORGETTI E UN GOVERNO AZZOPPATO DALLA DISFATTA DEL REFERENDUM SI MUOVERANNO DIETRO LE QUINTE PER SOSTENERE UNO DEI CONTENDENTI O MANTERRANNO UNA RIGIDA NEUTRALITÀ? AH, SAPERLO…

maurizio gasparri antonio tajani paolo barelli forza italia fabrizio corona massimo giletti marina berlusconi

DAGOREPORT - QUANTE PROBABILITÀ HA MAURIZIO GASPARRI DI RESTARE NELLA COMMISSIONE DI VIGILANZA RAI? POCHE, POCHISSIME, QUASI ZERO - DI PIU': PER LA FELICITÀ DI GIANNI LETTA, L'EX CAPOGRUPPO DI FORZA ITALIA AL SENATO NON SARÀ PIÙ IL “PLENIPOTENZIARIO” DI TAJANI A VIALE MAZZINI. E COSI' NON POTRÀ PIÙ “SABOTARE” SIMONA AGNES - COME È ALTRETTANTO CERTO CHE SCOMPARIRANNO DALLE TRASMISSIONI RAI LE INNUMEREVOLI INTERVISTE DELL’EX COLONELLO AN DI FINI. COME NON ASSISTEREMO PIÙ ALLE OSPITATE "A TUTTO GAS" DI FABRIZIO CORONA IN CHIAVE ANTI MARINA E PIER SILVIO, DI CUI NE PAGA IL PREZZO L’INCAUTO MASSIMO GILETTI - SI SALVA (PER ORA) DALL’EPURAZIONE IL CAPOGRUPPO ALLA CAMERA DI FORZA ITALIA, PAOLO BARELLI. E UN GRAZIE LO DEVE RIVOLGERE AL FIGLIOLO GIANPAOLO SPOSATO CON FLAMINIA TAJANI - VIDEO: IL "FAR WEST" DI SALVO SOTTILE CON GASPARRI CHE SI SCAGLIA CONTRO "REPORT" DI RANUCCI

daniela santanche giorgia meloni giorgio mottola

DAGOREPORT - COME MAI LA FU “GIORGIA DEI DUE MONDI” HA DECISO LA “DESANTANCHEIZZAZIONE” DEL GOVERNO SOLO ADESSO, PUR AVENDO AVUTO A DISPOSIZIONE PIÙ DI TRE ANNI DI CASINI GIUDIZIARI PER METTERLA ALLA PORTA? - NON È CHE ALL’INDOMANI DELLA DISFATTA, MAGARI LEGGENDO UN POST SU FACEBOOK DI “REPORT” (‘’I SOLDI DELLA SOCIETA’ INDAGATA PER MAFIA A DANIELA SANTANCHE’ E LE OMBRE SUI “SALVATORI” DI VISIBILIA’’), LA PREMIER E IL SUO ENTOURAGE DI PALAZZO CHIGI HANNO SENTITO ODOR DI BRUCIATO E PRESO LA PALLA AL BALZO PER BUTTARE FUORI L’INSOSTENIBILE MINISTRO DEL TURISMO? GIÀ IL GIORNO DELLA SCONFITTA, IL RICHELIEU DI PALAZZO CHIGI, FAZZOLARI, AVEVA MESSO IN CONTO LA POSSIBILE REAZIONE DI UNA MAGISTRATURA RINGALLUZZITA DALLA VITTORIA, PREANNUNCIANDO CHE “L’AZIONE (DELLE TOGHE) POTREBBE DIVENTARE PIÙ INVASIVA" - E OGGI, LA PROCURA DI ROMA HA RICICCIATO IL CASO SOGEI CON PERQUISIZIONI AL MINISTERO DELLA DIFESA E IN UNA SERIE DI SOCIETÀ PUBBLICHE TRA CUI TERNA, RETE FERROVIARIA ITALIANA, POLO STRATEGICO NAZIONALE... - VIDEO DI GIORGIO MOTTOLA

radio deejay theodore kyriakou linus albertino

FLASH – THEO KYRIAKOU NON HA SCELTO A CASO DI ANDARE A MILANO PER IL DEBUTTO DA EDITORE DI “REPUBBLICA”: NEGLI STORICI STUDI DI VIA MASSENA C’È LA SEDE OPERATIVA DELLE RADIO DEL GRUPPO GEDI, CHE SONO L’UNICO ASSET CHE INTERESSA AL MAGNATE GRECO – QUEL VOLPONE DI KYRIAKOU, PIÙ FURBO DI ELKANN, HA DATO UNO ZUCCHERINO ALLA REDAZIONE DI “REP”, INCONTRANDO I GIORNALISTI E PROMETTENDO INVESTIMENTI. MA IL SUO VERO OBIETTIVO ERA IL FACCIA A FACCIA CON LINUS (DIRETTORE EDITORIALE DEL POLO RADIOFONICO): LA PRIORITÀ È METTERE A PUNTO UN PIANO PER DARE UNA RINFRESCATA A RADIO CAPITAL E RENDERE PIÙ COMMERCIALE LA DISCOTECARA “M2O”, DI CUI È DIRETTORE ARTISTICO ALBERTINO (FRATELLO DI LINUS)

netanyahu bin salman donald trump ghalibaf iran xi jinping

DAGOREPORT – TRUMP HA DETTO UNA MEZZA VERITÀ NEL SOLITO MARE DI STRONZATE: UN NEGOZIATO CON L’IRAN C’È ED È BEN AVVIATO. IL GUAIO È CHE DOVEVA RIMANERE SEGRETO, COME SEMPRE QUANDO CI SONO TRATTATIVE COSÌ DELICATE – IL RUOLO DEL MEDIATORE SPETTA AL PAKISTAN, POTENZA NUCLEARE IN OTTIMI RAPPORTI CON L’ARABIA SAUDITA DI BIN SALMAN (CHE VUOLE ANNIENTARE IL REGIME IRANIANO) – IL TYCOON È PRONTO A SPEDIRE IL VICE JD VANCE: SAREBBE UN MESSAGGIO ALLA BASE CONTRARIA ALLA GUERRA (VANCE È UN’ISOLAZIONISTA) – NETANYAHU HA ABBASSATO LE PENNE DOPO CHE I MISSILI BALISTICI DEGLI AYATOLLAH HANNO BUCATO L’IRON DOME E SONO ARRIVATI A UN PASSO DALL’IMPIANTO NUCLEARE DI DIMONA, SU INDICAZIONE DELL’INTELLIGENCE CINESE …

putin trump orban zelensky droni ucraina

DAGOREPORT – IL MONDO È CONCENTRATO SULLE BOMBE DI TRUMP E NETANYAHU IN IRAN E SI È DIMENTICATO DEI POVERI UCRAINI: IERI PUTIN HA LANCIATO MILLE DRONI SU TUTTO IL PAESE, GLI USA CONTINUANO CON IL LORO PRESSING SU KIEV PER LA RESA E IL PRESTITO DA 90 MILIARDI DALL'UNIONE EUROPEA È BLOCCATO PER IL VETO DI ORBAN (IL 12 APRILE SI VOTA A BUDAPEST E FINO A QUEL GIORNO NON SE NE PARLA) – ZELENSKY SI SBATTE COME UN MOULINEX PER FAR CAPIRE AL TYCOON CHE IL FRONTE È UNICO (RUSSIA E IRAN SONO ALLEATI) MA QUELLO NON CI SENTE – L’ESERCITO UCRAINO IN QUATTRO ANNI DI GUERRA È DIVENTATO UNO DEI PIÙ AVANZATI AL MONDO: È L’UNICO CHE SA COME ABBATTERE I DRONI IRANIANI, E STA ADDESTRANDO I PAESI DEL GOLFO...