MEDIORIENTE DI FUOCO - INFIAMMANO LE PROTESTE CONTRO IL FILM CHE SBERTUCCIA MAOMETTO - 200 MARINES IN PARTENZA PER PRESIDIARE LE SEDI DIPLOMATICHE DI TRIPOLI E BENGASI - OBAMA: “NON ROMPEREMO I LEGAMI CON LA LIBIA” - ROMNEY CAVALCA (L’ATTACCO PER LUI È ORO ELETTORALE) - L’AMBASCIATORE LIBICO ALL’ONU: “ARRESTATI LA MAGGIOR PARTE DEGLI ASSASSINI” - ANSAR AL-SHARIA NEGA LA RESPONSABILITÀ…

1 - LIBIA: NBC, 200 I MARINES IN PARTENZA
(ANSA) - Sono 200 i Marines in partenza per la Libia, per "rafforzare la sicurezza nelle sedi diplomatiche di Tripoli e Bengasi": lo scrive l'emittente americana Nbc sul suo sito online citando funzionari dell'amministrazione Usa. Secondo altre fonti, altre unità sono in partenza per Kabul e il Cairo, sempre per incrementare il livello di sicurezza.

2 - AMB. ONU, IN ATTACCO MORTI 10 UOMINI FORZE SICUREZZA
(ANSA) - Circa dieci uomini delle forze di sicurezza libiche sono stati uccisi nel corso dell'attacco alla sede diplomatica Usa a Bengasi: lo ha detto il vice rappresentante libico all'Onu, Ibrahim Dabbashi, parlando al Palazzo di Vetro. "La gran parte di loro è stata uccisa nelle prime fasi dello scontro", ha spiegato il diplomatico libico.

3 - GOVERNO, DUE VITTIME UCCISE IN CASA RIFUGIO STAFF USA
(ANSA-REUTERS) - Due dei quattro americani uccisi ieri a Bengasi sono morti in una sparatoria avvenuta in una casa considerata sicura dove era stato trasferito lo staff del consolato dopo l'assalto. Lo ha detto il viceministro dell'Interno libico, Wanis al Sharif, in una conferenza stampa. La sparatoria nella 'casa-rifugio' è avvenuta durante il tentativo delle forze americana di evacuare tutto il proprio personale.

4 - AMB. ONU, MAGGIOR PARTE AUTORI ATTACCO ARRESTATI
(ANSA) - La maggior parte degli autori dell'attentato contro la sede di rappresentanza Usa a Bengasi è stata già arrestata, mentre le forze di sicurezza sono sulle tracce degli altri. Lo ha detto il vice rappresentante libico all'Onu, Ibrahim Dabbashi, parlando al Palazzo di Vetro.

5 - FILM ANTI-ISLAM: ALGERI, ESAGERATO ALLERTA AMBASCIATA USA
(ANSA) - Non è affatto piaciuto al governo algerino l'allerta lanciato oggi dall'ambasciata americana e diretto ai connazionali con cui sono stati invitati ad osservare tutte le regole della prudenza, dopo quanto accaduto al Cairo e a Bengasi. Ada Felahi, consigliere del ministro degli Affari religiosi, ha bollato l'allarme dell'Ambasciata Usa come "esagerato" e "oltre misura". Al sito Tsa ha detto che "l'Algeria non è la Libia. La società algerina non ha alcun problema, né con il popolo americano, né con le istituzioni ufficiali di questo Paese".

6 - AMBASCIATORE ONU, ATTACCO BENGASI DANNEGGIA ISLAM
(ANSA) - "L'attacco di Bengasi danneggia l'immagine dell'Islam": lo ha detto il vice rappresentante libico all'Onu, Ibrahim Dabbashi, durante una riunione del Consiglio di Sicurezza. Dabbashi ha quindi sottolineato come l'ambasciatore americano Stevens era "un'amico della Libia" che ha sempre cercato di promuovere l'amicizia tra i due Paesi. "Daremo il via al più presto ad un'indagine - ha detto ancora - e questo odioso crimine non rimarrà impunito".

7 - OBAMA, MONDO SIA UNITO DI FRONTE A TALI ATTI
(ANSA) - "Il mondo deve restare unito di fronte a tali atti": lo ha detto il presidente americano, Barack Obama, parlando alla Casa Bianca dell'uccisione di quattro americani in seguito all'attacco dell'ambasciata Usa in Libia.

8 - OBAMA, SARA' FATTA GIUSTIZIA
(ANSA) - "Sarà fatta giustizia": lo ha detto il presidente americano, Barack Obama, assicurando che gli Stati Uniti lavoreranno con le autorità libiche per individuare e assicurare alla giustizia "gli assassini" autori dell'attacco all'ambasciata Usa in Libia.

9 - OBAMA, ATTACCHI NON ROMPERANNO LEGAMI USA-LIBIA
(ANSA) - L'attacco al consolato Usa a Bengasi, in cui sono morti 4 americani, non romperanno i legami fra gli Stati Uniti e la Libia. Lo ha detto il presidente Usa Barack Obama.

10 - LIBIA: ROMNEY, USA NON SI SCUSINO PER DIFESA VALORI
(ANSA) - "Gli Stati Uniti d'America non devono mai scusarsi per aver difeso i propri valori". Così il candidato repubblicano alla Casa Bianca, Mitt Romney, attacca l'amministrazione Obama, e in particolare la nota diffusa dall'ambasciata del Cairo. "E' stato un errore gravissimo, non tolleriamo attacchi a cittadini Usa".

A poche ore dall'uccisione dell'ambasciatore americano in Libia, Mitt Romney conferma le sue accuse all'amministrazione Obama, già anticipate a caldo qualche ora fa. In particolare, l'ex governatore del Massachusetts censura la nota dell'ambasciata Usa del Cairo in cui si criticava implicitamente il film anti-Islam che avrebbe scatenato le proteste, comprese quelle drammatiche di Bengasi. "Quel comunicato - prosegue Romney - è stato un errore gravissimo: l'America non può mai tollerare attacchi violenti ai suoi cittadini. Non possiamo più aspettare - incalza Romney - per usare la nostra influenza in tutta la regione. Guai a far sì che la Primavera araba divenga un autunno arabo".

11 - PRIMA DI STEVENS,5 AMBASCIATORI USA VITTIME TERRORISMO
(ANSA) -Prima di Chris Stevens, sono stati altri cinque gli ambasciatori americani vittime della violenza terrorista. Ecco la lista diffusa dallo State Department Office of the Historian, l'archivio storico del dipartimento di Stato Americano: Adolph Dubs, in Afghanistan nel 1979; Francis E. Meloy Jr., in Libano nel 1976; Rodger P. Davies, a Cipro nel 1974; Cleo A. Noel Jr., in Sudan nel 1973; John Gordon Mein, in Guatemala nel 1968. Poi vanno ricordati due ambasciatori Usa caduti in seguito a incidenti aerei: Arnold L. Raphel, in Pakistan nel 1988, e Laurence A. Steinhardt, in Canada nel 1950.

12 - BBC, ANSAR AL-SHARIA NEGA RESPONSABILITA' ASSALTO
(ANSA) - Il gruppo islamico Ansar al-Sharia ha negato il coinvolgimento nell'assalto al consolato Usa a Bengasi, in cui sono morte 4 americani tra cui l'ambasciatore Chris Stevens. Lo riferisce la corrispondente della Bbc a Tripoli.

13 - FILM ANTI-ISLAM: PROTESTE SALAFITI A AMBASCIATA USA TUNISI
(ANSA) - Alcune decine di persone appartenenti a gruppi integralisti islamici - soprattutto giovani barbuti e donne che portavano il velo integrale - hanno manifestato davanti all'ambasciata statunitense a Tunisi per protesta contro il film che ha scatenato i disordini al Cairo e a Bengasi. Non si sono registrati, comunque, incidenti perché dalle prime ore di questa mattina l'ambasciata era stata protetta da un imponente dispiegamento delle unità delle forze di sicurezza. La sede diplomatica, nella zona di Le Lac, a nord del centro di Tunisi, si trova in un compound dotato di alte mura e di un imponente sistema di sicurezza, agevolato dal fatto che accanto ad essa non ci sono edifici, ma solo due strade ad alta percorrenza, facilmente controllabili.

14 - FILM ANTI-ISLAM:EGITTO; SALAFITI,STOP COLLABORAZIONE CON USA
(ANSA) - I movimenti salafiti hanno chiesto al presidente egiziano Mohamed Morsi di sospendere immediatamente la collaborazione con gli Usa "fino a quando non fermeranno la diffusione del film e presenteranno una protesta ufficiale". E' quanto si legge in un comunicato, pubblicato da al Shourouk online, a proposito della pellicola sul profeta Maometto. "Il presidente si occupa delle offese ai semplici cittadini e avrebbe dovuto invece occuparsi delle offese al profeta", si legge nel comunicato.

15 - FILM ANTI-ISLAM: EGITTO, MISURE LEGALI CONTRO PRODUTTORI
(ANSA) - La presidenza egiziana denuncia con "fermezza il tentativo di insultare il profeta Maometto" e condanna le persone che hanno prodotto "questa opera estremista". E' quanto ha detto il portavoce Yasser Ali, spiegando che il presidente Mohamed Morsi ha incaricato l'ambasciata egiziana negli Usa ad adottere le misure giuridiche contro i produttori del film. "La presidenza - ha aggiunto - afferma il rispetto e difesa del diritto di esprimersi e manifestare pacificamente nel quadro della legge".

16 - FILM-ANTI ISLAM:KABUL;APPELLO TALEBANI,VENDETTA SU USA
(ANSA-REUTERS) - I talebani in Afghanistan hanno chiamato a raccolta i loro combattenti per "vendicarsi" su soldati americani per il fil anti-Islam girato negli Stati Uniti".

17 - FILM ANTI-ISLAM: AFGHANISTAN; DOPO 90' KABUL SBLOCCA YOUTUBE
(ANSA-AFP) - Dopo un fermo di 90 minuti il Governo afghano ha sbloccato l'accesso al sito Youtube nel Paese imposto per impedire la visione del film anti-islam che ha scatenato le proteste a Bengasi e al Cairo. "Il sito di Youtube é stato bloccato per 90 minuti ed ora abbiamo ripristinato l'accesso", ha annunciato Aimal Majan, un funzionario del ministero della Comunicazione e delle Tecnologie dell'informazione.

 

BENGASI BENGASI BENGASI proteste al cairo contro il film su maometto MAHMUD JIBRIL BARACK OBAMA A BOCCA APERTA romneyj christopher stevens AMBASCIATORE USA IN LIBIA IL FILM SU MAOMETTO INNOCENCE OF MUSLIMS

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