stefano buffagni luigi di maio

MISTERO BUFFAGNI - IL SOTTOSEGRETARIO SOTTO ACCUSA PER LE MINACCE A CONFINDUSTRIA (“SE FA POLITICA NIENTE SOLDI DALLO STATO”): “È UNA CONSTATAZIONE. HA DETTATO LA LINEA POLITICA PER ANNI, COME QUANDO INVITAVA A VOTARE “SÌ” AL REFERENDUM DI RENZI, CON I RISULTATI CHE CONOSCIAMO” - “LA TAV È ANTISTORICA E DATATA, MA SE IL REFERENDUM È CHIESTO DAI CITTADINI È PIÙ CHE LEGITTIMO. MANOVRA BIS? L’UNICA COSA CHE TEMO È…”

Emanuele Buzzi per il “Corriere della Sera”

 

stefano buffagni

«Ma quale minaccia: è una constatazione». Stefano Buffagni torna sulle sue dichiarazioni a Sky da Maria Latella su Confindustria («Se ora vuole fare attività che le compete e difendere gli interessi delle imprese ben venga ma se vuole far politica allora vada a far politica. Ma, a questo punto, credo che le società di Stato, le partecipate, dovranno smettere di finanziarla con le decine di milioni di euro»).

 

Sarà come dice, ma suona come una minaccia: uno stop ai fondi se uno vuole avere libertà d’espressione.

boccia

«Non ho detto questo. Se Confindustria svolge bene il suo ruolo, quello di difendere gli interessi delle grandi aziende, allora ha il rispetto di tutti. Ma se vuole fare politica non vedo perché le aziende di Stato debbano fare da supporto a questa situazione. Confindustria ha dettato la linea politica per anni, come quando invitava a votare “sì” per il referendum voluto da Renzi, con i risultati che conosciamo».

 

Non c’è il rischio di una deriva autoritaria?

«Figuriamoci. Da noi c’è massima libertà e la mia può considerarsi una riflessione. Non esiste solo Confindustria, ma ci sono tante piccole e medie imprese che hanno il diritto di essere ascoltate».

 

Dice che Tav è antistorica. Interromperete i lavori?

stefano buffagni giuseppe conte

«Si tratta di un progetto datato. Davanti ai dati oggettivi dei costi e dei benefici faremo le nostre valutazioni. Ma io mi chiedo: se era così importante perché in 20 anni è stato fatto poco o niente? Evidentemente qualche criticità c’è».

 

La Lega auspica un referendum.

«Se il referendum è chiesto dai cittadini è più che legittimo. Certo: va affrontato non con slogan e titoloni ma attraverso l’informazione, dando alla gente strumenti e dati per capire».

 

Cosa pensa dell’endorsement di Beppe Grillo a Minenna per Consob? Non c’è il rischio di forzare la mano ?

«Il nostro candidato è Minenna, ma non temo forzature: la dinamica è nelle mani dei due presidenti che gestiscono la questione».

 

Di Maio ha bollato il report di Bankitalia e il rischio recessione come «stime apocalittiche». Anche Renzi aveva criticato Bankitalia.

carla ruocco con laura bottici e marcello minenna

«Per carità, non paragoniamo Renzi e Di Maio: i cittadini si sono già espressi su questo punto. Bankitalia ha fatto il suo report e conferma le nostre preoccupazioni: bisogna puntare a misure espansive per favorire la crescita, riaprire i cantieri a Nord come al Sud, insomma, tutto il sistema Italia deve remare nella stessa direzione».

 

Avete realizzato il reddito di cittadinanza, ma la Lega è scettica: Salvini addirittura non ha preso la slide in conferenza stampa.

STEFANO BUFFAGNI LUIGI DI MAIO

«Ciascuno ha la propria sensibilità, lo hanno votato e sono contento che lascino a noi lo spazio politico. Faremo capire agli italiani che abbiamo varato una misura di equità e buonsenso per aiutare chi ne ha più bisogno e per incentivare politiche attive per il lavoro che significa nuove assunzioni. Non è più tollerabile far vivere un milione e duecento mila bambini sotto la soglia della povertà, un dato inaccettabile come padre».

conferenza stampa su reddito di cittadinanza e quota 100 1

 

La misura al momento presenta diverse criticità.

«A me interessa che ci sia una discussione nel merito di un provvedimento che ora esiste: se bisogna lavorare a modifiche per il benessere dei cittadini, ben vengano. Per le riflessioni ci sono le commissioni parlamentari. Si parlava di criticità anche per il decreto Dignità e invece i risultati si iniziano già a vedere come accade ad esempio in Veneto dove negli ultimi due mesi sono aumentati i contratti a tempo indeterminato».

 

Teme una manovra bis?

«L’unica cosa che temo è una logica di continue contrapposizioni che non serve al Paese, è il momento di superare gli interessi di parte».

Ultimi Dagoreport

antonio angelucci tommaso cerno alessandro sallusti

FLASH – UCCI UCCI, QUANTI SCAZZI NEL “GIORNALE” DEGLI ANGELUCCI! NON SI PLACA L’IRA DELLA REDAZIONE CONTRO L’EDITORE E I POCHI COLLEGHI CHE VENERDÌ SI SONO ZERBINATI ALL'AZIENDA, LAVORANDO NONOSTANTE LO SCIOPERO CONTRO IL MANCATO RINNOVO DEL CONTRATTO NAZIONALE E PER CHIEDERE ADEGUAMENTI DEGLI STIPENDI (ANCHE I LORO). DOPO LO SCAMBIO DI MAIL INFUOCATE TRA CDR E PROPRIETÀ, C’È UN CLIMA DA GUERRA CIVILE. L’ULTIMO CADEAU DI ALESSANDRO SALLUSTI, IN USCITA COATTA (OGGI È IL SUO ULTIMO GIORNO A CAPO DEL QUOTIDIANO). AL NUOVO DIRETTORE, TOMMASO CERNO, CONVIENE PRESENTARSI CON L'ELMETTO DOMANI MATTINA...

elly schlein giuseppe conte giorgia meloni rocco casalino

DAGOREPORT - QUESTA VOLTA, ROCCO CASALINO HA RAGIONE: ELLY SCHLEIN SULLA QUESTIONE ATREJU “HA SBAGLIATO TUTTO” - LA GRUPPETTARA DEL NAZARENO, CHIEDENDO UN FACCIA A FACCIA CON GIORGIA MELONI, HA DIMOSTRATO DI ESSERE ANCORA UNA VOLTA UN’ABUSIVA DELLA POLITICA. HA SERVITO SUL PIATTO D’ARGENTO ALLA DUCETTA L’OCCASIONE DI FREGARLA, INVITANDO ANCHE GIUSEPPE CONTE PER UN “THREESOME” IN CUI LA PREMIER AVREBBE SPADRONEGGIATO – IN UN CONFRONTO A TRE, CON ELLY E PEPPINIELLO CHE SI SFANCULANO SULLA POLITICA INTERNAZIONALE, DAL RIARMO ALL’UCRAINA, E FANNO A GARA A CHI SPARA LA “PUTINATA” O LA “GAZATA” PIÙ GROSSA, LA DUCETTA AVREBBE VINTO A MANI BASSE – QUEL FURBACCHIONE DI CONTE NON SI TIRA INDIETRO: NONOSTANTE LA DEM SI SIA SFILATA, LUI CONFERMA LA SUA PRESENZA AL DIBATTITO: "MI DISPIACE DEL FORFAIT DI ELLY, PER ME È IMPORTANTE CHE CI SIA UN CONFRONTO E POTEVAMO FARLO ANCHE INSIEME. POTEVAMO INCALZARE LA PREMIER..."

alessandro giuli beatrice venezi gianmarco mazzi

DAGOREPORT - A CHE PUNTO SIAMO CON IL CASO VENEZI? IL GOVERNO, CIOÈ IL SOTTOSEGRETARIO ALLA CULTURA GIANMARCO MAZZI, HA SCELTO LA STRATEGIA DEL LOGORAMENTO: NESSUN PASSO INDIETRO, “BEATROCE” IN ARRIVO ALLA FENICE DI VENEZIA NEI TEMPI PREVISTI, MENTRE I LAVORATORI VENGONO MASSACRATI CON DISPETTI E TAGLI ALLO STIPENDIO. MA IL FRONTE DEI RESISTENTI DISPONE DI UN’ARMA MOLTO FORTE: IL CONCERTO DI CAPODANNO, CHE SENZA L’ORCHESTRA DELLA FENICE NON SI PUÒ FARE. E QUI STA IL PUNTO. PERCHÉ IL PROBLEMA NON È SOLO CHE VENEZI ARRIVI SUL PODIO DELLA FENICE SENZA AVERE UN CURRICULUM ADEGUATO, MA COSA SUCCEDERÀ SE E QUANDO CI SALIRÀ, NELL’OTTOBRE 2026 - CI SONO DUE VARIABILI: UNA È ALESSANDRO GIULI, CHE POTREBBE RICORDARSI DI ESSERE IL MINISTRO DELLA CULTURA. L’ALTRA È LA LEGA. ZAIA SI È SEMPRE DISINTERESSATO DELLA FENICE, MA ADESSO TUTTO È CAMBIATO E IL NUOVO GOVERNATORE, ALBERTO STEFANI, SEMBRA PIÙ ATTENTO ALLA CULTURA. IL PROSSIMO ANNO, INOLTRE, SI VOTA IN LAGUNA E IL COMUNE È CONTENDIBILISSIMO (LÌ LO SFIDANTE DI SINISTRA GIOVANNI MANILDO HA PRESO UNO 0,46% PIÙ DI STEFANI)

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)