MONTI CON L’ELMETTO: “SIAMO IN UNA FASE PERICOLOSA, C'È CHI MIRA A DISINTEGRARE L’EURO-ZONA A COLPI DI POPULISMO’' - GRILLI: “LE ACCUSE DI ORSI SULLE CONSULENZE FINMECCANICA ALLA MIA EX MOGLIE? SOLO UN PO’ DIFANGO, IO VADO AVANTI, NON MI DIMETTO” - ROUBINI METTE IL DITO NELLA PIAGA: LANCIA LA PROPOSTA DI CREARE UN MINISTRO DELLE FINANZE EUROPEO…

1- 'VERTICE UE CONTRO FORZE ANTIEUROPEE E POPULISMI
LA PROPOSTA DEL PREMIER: 'SIAMO IN UNA FASE PERICOLOSA, C'È CHI MIRA A DISINTEGRARE'
Ansa.it

"Siamo in una fase pericolosa" perché "in Europa c'è molto populismo che mira a disintegrare anziché integrare e sono molto lieto che il presidente Van Rompuy abbia colto la mia idea di un vertice ad hoc", in cui si parli del fenomeno di "rigetto a cui stiamo assistendo": così il premier Mario Monti durante un incontro stampa con il presidente del Consiglio europeo Herman Van Rompuy, da lui incontrato a Cernobbio, a margine del forum Ambrosetti.

"Ho accolto l'idea di Monti di un incontro speciale sul futuro dell'idea di Europa", ha confermato Van Rampuy. "Ho proposto al presidente del Consiglio europeo - ha poi precisato Monti - che la riunione straordinaria" per affrontare i populismi e l'antieuropeismo "abbia luogo a Roma, in Campidoglio" dove fu firmato il trattato europeo.

"Proprio mentre la costruzione europea si perfeziona - ha sottolineato Monti - le difficoltà relative all'Eurozona hanno messo in luce una grande, crescente e pericolosa sensibilità e nelle varie opinioni pubbliche in vari paesi con una tendenza all'antagonismo e al considerare in modo diverso da parte dei popoli del nord Europa quelli del sud e viceversa; sono riemersi vecchi stereotipi e vecchie tensioni ed è paradossale e triste che in una fase in cui si sperava di completare l'integrazione invece si stia determinando un pericoloso fenomeno opposto con molti populismi che mirano alla dis-integrazione in quasi tutti gli stati membri" anche se "in misura diversa".

2- GRILLI: "LE ACCUSE DI ORSI SULLE CONSULENZE FINMECCANICA ALLA MIA EX MOGLIE? SOLO UN PO' DIFANGO, IO VADO AVANTI, NON MI DIMETTO" - ROUBINI METTE IL DITO NELLA PIAGA: LANCIA LA PROPOSTA DI CREARE UN MINISTRO DELLE FINANZE EUROPEO...
Paola Pica per Corriere.it

Grazie a Mario Draghi, ma l'Italia può ancora farcela senza gli aiuti della Bce. L'auspicio di banchieri, professori e manager a Cernobbio per il seminario Ambrosetti diventa una convinzione in serata quando rimbalzano da Vienna le parole di Angela Merkel: «I Paesi che ricorreranno agli aiuti - avverte la Cancelliera - saranno tenuti a firmare un memorandum di condizioni severe ed effettive».

E se a Villa D'Este di primo mattino viene salutato con sollievo l'annuncio dello scudo anti-spread a fine giornata si fatica a nascondere quell'inquietudine sulle cosiddette condizionalità, inevitabile contropartita sull'acquisto illimitato di titoli di Stato. Le garanzie non sono ancora dettagliate, ma le maglie sono strette. Il ministro dell'Economia Vittorio Grilli arrivando a Cernobbio conferma a Bloomberg il coinvolgimento del Fmi nel piano d'intervento, alimentando lo spettro del commissariamento.

Prova a sdrammatizzare Romano Prodi. «Ma quale commissariamento. Non so se avremo bisogno degli aiuti. Quello che so è che non trovo disdicevole che un istituto del quale facciamo parte, come la Bce, ci chieda delle garanzie. Se c'è un piano europeo, ci saranno regole europee".

L'ex premier, già presidente della Commissione europea, definisce il lavoro di Draghi «pulito e coraggioso» e suggerisce di rafforzare la difesa dalla speculazione internazionale applicando la Tobin Tax in alcuni Paesi. «Se la applicassero sui Buoni del Tesoro tre o quattro Paesi insieme, come la Germania, l'Italia, la Francia, marcando questi titoli in modo che vengano rimborsati solo se si paga la tassa, allora questo potrebbe cominciare cambiare un poco le regole».

Ha approfittato dell'appuntamento di Cernobbio anche Vittorio Grilli, per dire la sua sulle polemiche per i contratti del gruppo Finmeccanica alla ex moglie: «Queste accuse sono solo un po' di fango gettato in giro» ha detto il ministro dell'Economia ed esse «di fatto sono già sparite». Il ministro ha detto che «assolutamente» non si dimetterà e che le accuse «non cambieranno il mio approccio e impegno per il mio Paese».

Poi Grilli è entrato nel merito del dibattito europeo di questi giorni sugli interventi della banca centrale: «La nostra idea (sul non presentare una richiesta d'aiuto, ndr) non è cambiata», ha detto il ministro a Bloomberg. Il quale ha riconosciuto che la «condizionalità è sempre più il modo con cui si sta costruendo l'Europa». E il coinvolgimento dell'Fmi nella vigilanza dei programmi «è comprensibile e positivo». Nouriel Roubini chiede di essere considerati «semplicemente un realista», non una cassandra, prima di dire che l'Italia, a differenza della Spagna, eviterà con tutta probabilità gli aiuti anche grazie al governo di Mario Monti, «una leadership forte». A porte chiuse, Roubini sostiene la proposta di creare un ministro delle Finanze europeo.

Ma il punto, per gli italiani, resta quello della leadership, invocata dagli uomini delle imprese. Per l'80% - dice un sondaggio realizzato da Il Sole24ore-Radiocor - sperano in un Monti-bis. Enrico Cucchiani, consigliere delegato di Intesa Sanpaolo si fa portavoce di un sentimento generale: «Un Monti Bis? Fondamentale e altamente probabile», sostiene il banchiere. Soluzioni alternative potrebbero comportare grandi rischi.

Il presidente dell'Eni Giuseppe Recchi ricorda come siano «50 anni che gli italiani chiedono leadership forti. E in cambio di queste sono anche disposti a cedere un po' di sovranità, scelta per altro già fatta con l'euro». Quanto ai controlli, «l'Europa non potrebbe che confermare il piano di riforme di Monti» aggiunge Recchi.

Il presidente della Cassa Depositi e prestiti Franco Bassanini vuole «credere a questo governo, che eviterà gli aiuti, perché ha già fatto i compiti a casa e riuscirà a raggiungere il pareggio nel 2013». Nel caso andasse tutto storto e la Bce dovesse intervenire, «le garanzie non potrebbero essere altro che impegno a non fare marcia indietro».

La trojka non fa paura nemmeno a un imprenditore come Alberto Bombassei: "Perché dovremmo temere qualcuno che viene a controllare? Sarà nostro interesse mantenere gli impegni». La richiesta di aiuti è a dir poco da scongiurare per Mauro Moretti Polegato, presidente di Geox: «Come imprenditore italiano non posso nemmeno immaginare uno scenario simile. Chiedo alla classe politica la massima responsabilità: è necessario portare avanti il risanamento e le riforme avviate dal governo Monti».

 

 

MARIO MONTI E VITTORIO GRILLI jpegHOLLANDE MONTI MOAVERO GRILLI A BRUXELLES MONTI E RAMPUY c medium Nouriel Roubini in un ristorante di New YorkMONTI E PRODI A REGGIO EMILIA ENRICO CUCCHIANI MARIA PACE ODESCALCHI E GIUSEPPE RECCHI GIORGIO SQUINZI ALBERTO BOMBASSEI

Ultimi Dagoreport

onorato renzi de luca manfredi

DAGOREPORT! FERMI TUTTI! VINCENZO DE LUCA SCENDE IN CAMPO: VENERDI’ PROSSIMO APRE LA LEOPOLDA INSIEME A RENZI. MATTEO LO VUOLE FRONTMAN DEL SUO PARTITO: “SOLO DI VOTO DI OPINIONE, CI PORTA IN DOPPIA CIFRA”. LO "SCERIFFO" E’ TENTATO, ANCHE PER SBARRARE ALL’ODIATO MANFREDI LA STRADA VERSO LA RIBALTA NAZIONALE. NON SOLO: IL SINDACO DI NAPOLI E’ LA PUNTA DI DIAMANTE DEL PARTITO DI ONORATO, NEMICO GIURATO DI RENZI. SAREBBE UNA BREZZA FRIZZANTINA PER L’ATTUALE CAMPO LARGO E LA SUA ATMOSFERA DA CAMPOSANTO… 

donald trump cina usa xi jinping

CERA UNA VOLTA IL BULLO DELLA CASA BIANCA! DAVANTI A XI JINPING, DONALD TRUMP SI È PRESENTATO COME UN QUESTUANTE, CON IL CAPPELLO IN MANO. IL TYCOON, IMPANTANATO NELLA GUERRA DEL GOLFO IN CUI SI È INFILATO, CON IL PREZZO DEL PETROLIO CHE PESA SUI PORTAFOGLI DEGLI AMERICANI E I CONSENSI IN PICCHIATA, AVEVA UN DISPERATO BISOGNO DI OTTENERE DAL PRESIDENTE CINESE ANCHE UNA MINIMA CONCESSIONE. HA CHIESTO AL DRAGONE LO STOP AL SOSTEGNO ALL’IRAN E HA MESSO SUL TAVOLO I TEMI DELLE TERRE RARE, DEL COMMERCIO DEI CHIP E DEI DAZI – MA XI, CHE HA IL COLTELLO DALLA PARTE DEL MANICO, HA NICCHIATO SU TUTTE LE RICHIESTA DI “THE DONALD” E HA POSTO COME CONDIZIONE PER QUASIASI TRATTATIVA LA FINE DEGLI AIUTI AMERICANI A TAIWAN – ALLA FINE DELLA FIERA, TRUMP APPARE ANCORA PIU’ AZZOPPATO DI PRIMA E  XI JINPING NE ESCE COME IL GRANDE VINCITORE…

monteleone corsini malara giletti daniele

DAGOREPORT - A VIALE MAZZINI C’E’ MARETTA INTORNO A “FILOROSSO” E AL SUO CONDUTTORE, ANTONINO MONTELEONE – PER RAGIONI DIVERSE, PAOLO CORSINI, MASSIMO GILETTI, ELEONORA DANIELE E LA REDAZIONE DI “MI MANDA RAI TRE” HANNO I NERVI A FIOR DI PELLE – I BASSI DATI DI ASCOLTO DI “FILOROSSO” METTONO IN CRISI IL DIRETTORE DEGLI APPROFONDIMENTI, PAOLO CORSINI, E SOPRATTUTTO IL SUO VICE, GIUSEPPE MALARA, PRINCIPALE SPONSOR DELLA TRASMISSIONE – PER CORRERE AI RIPARI E CONTENERE L’EMORRAGIA DI TELESPETTATORI, SI VALUTA DI CAMBIARE IL GIORNO DELLA MESSA IN ONDA, ORA FISSATO AL MARTEDI’ - IL CDR APPROFONDIMENTI CHIEDE UN INCONTRO URGENTE AI VERTICI…

giovanni malago giancarlo giorgetti andrea abodi

DAGOREPORT - MALAGÒ È SOTTO ASSEDIO E RESISTE AL TENTATIVO DEL GOVERNO (ABODI E GIORGETTI) DI SPODESTARLO DALLA GUIDA DELLA FIGC – I CLUB DI SERIA A, SUOI GRANDI ELETTORI, FANNO QUADRATO ATTORNO A LUI CHE DOMANI, IN CONSIGLIO FEDERALE, INCASSERA’ IL SOSTEGNO DI TUTTE LE COMPONENTI - DOPO LE PARTITE DEGLI AZZURRI IN NATIONS LEAGUE, LA GIUNTA CONI DECIDERÀ SE COMMISSARIARE LA FIGC (E LI’ MALAGO’, EX PRESIDENTE DEL COMITATO OLIMPICO, HA DIVERSE FRECCE AL SUO ARCO A PARTIRE DAL RAPPORTO PERSONALE CON MOLTI PRESIDENTI FEDERALI, TIMOROSI DI RICEVERE LO STESSO TRATTAMENTO DALLA POLITICA) – LE VOCI (SMENTITE) SULL’82ENNE ADRIANO GALLIANI COME POSSIBILE SUCCESSORE E LA GRANDINATA DI RICORSI CHE SI ANNUNCIANO IN CASO DI COMMISSARIAMENTO...

giorgia meloni istat sergio mattarella ursula von der leyen

DAGOREPORT – GIORGIA DÀ I NUMERI! COSA C’È DIETRO L’ATTACCO DI MELONI ALL’ISTAT, PER LA CERTIFICAZIONE DEL DEFICIT AL 3,1%? LA DUCETTA È CONVINTA CHE IL DEEP STATE ABBIA DECISO DI “ZAVORRARE” IL GOVERNO IN VISTA DELLA PROSSIMA MANOVRA, IMPEDENDO L’USCITA DALLA PROCEDURA D’INFRAZIONE – PER FRATELLINI D’ITALIA, IN TEMPI DI “FINANZA CREATIVA, UN DECIMALE O DUE PER FAR TORNARE I CONTI SI POTEVA TROVARE – L'INSOFFERENZA PER L’ESTABLISHMENT SI CONDENSA NELL’ATTACCO SCOMPOSTO DELLA PREMIER A MATTARELLA SULLA SCUOLA  – L’ALTRO FRONTE DI GUERRA PER LA STATISTA DELLA SGARBATELLA È QUELLO EUROPEO, CON LA COMMISSIONE INFASTIDITA PER LA SCELTA DI FINANZIARE LA MANCETTA ELETTORALE DELLO STOP AL BOLLO AUTO CON I “RISPARMI” DEL PNRR – CON L’ONDA NERA CHE AVANZA, VON DER LEYEN NON CONCEDERA’ UN CENTESIMO IN PIÙ DEL DOVUTO ALLA MELONI E ALLE DESTRE…

cirielli tajani barelli bergamini marina berlusconi schifani mule falcone

DAGOREPORT – I GUAI NEL CENTRODESTRA NON FINISCONO MAI: IN CAMPANIA IL FRATELLO D’ITALIA CIRIELLI E’ STATO MESSO DA PARTE PER LE SUE SPARATE PRO-VANNACCI E PRO-FICO (E VIENE SCALZATO DA SANGIULIANO A CUI LANCIA STILETTATE SUI SOCIAL) – MARINA BERLUSCONI SI TIENE A DISTANZA DA FORZA ITALIA E IL DUO TAJANI-BARELLI SPADRONEGGIA: I DISSIDENTI FINISCONO AI MARGINI E PURE GIANNI LETTA E DEBORAH BERGAMINI, VICINI A MARINA, HANNO CAPITO CHE E’ MEGLIO INABISSARSI – IN SICILIA IL GOVERNATORE SCHIFANI HA IL FOGLIO DI VIA E CERCA UNA EXIT STRATEGY (SOGNA IL CSM) – L’ISOLA VA AL VOTO NEL 2027 E SCALPITANO GIORGIO MULE’ E MARCO FALCONE PER FORZA ITALIA MA IGNAZIO LA RUSSA VUOLE GIOCARE LA CARTA GALVAGNO – IL RUOLO DEL “CAVALLO PAZZO” CATENO DE LUCA E DELL’EX IENA LA VARDERA…