MORSI MORDE! - IL GOVERNO EGIZIANO DI MORSI DICHIARA GUERRA TOTALE AI TUNNEL DI GAZA E IL MOSSAD FORNISCE AL CAIRO GLI ELENCHI DEI MILIZIANI JIHADISTI CHE HANNO UCCISO 16 GUARDIE DI FRONTIERA - LE GALLERIE ILLEGALI SALTANO UNA DOPO L’ALTRA E HAMAS E’ “SORPRESO” DALLA DUREZZA DI MOSRI - ATTRAVERSO I 400 TUNNEL SOTTO IL CONTROLLO DI HAMAS E DELLA MAFIA PALESTINESE ARRIVANO A GAZA ARMI DI TUTTI I TIPI MA ANCHE AUTO DI LUSSO…

Alberto Mattone per "la Repubblica"

Dopo l'offensiva con caccia e blindati di mercoledì, il via alla distruzione dei tunnel di Gaza. La seconda tappa dell'operazione Aquila, lo smantellamento della rete jihadista radicata nel Sinai, è iniziata ieri all'alba con un nuovo massiccio dispiegamento di uomini e mezzi: dopo l'uccisione di 16 guardie di frontiera da parte dei miliziani islamici, l'Egitto è deciso a tagliare le vie di accesso al paese dalla Striscia, facendo saltare quelle gallerie illegali da dove, con tutta probabilità, domenica scorsa è passato una parte del commando che ha compiuto la strage.

Ieri, i miliziani hanno attaccato di nuovo un posto di polizia ad al-Arish, nel nord del Sinai e la risposta egiziana è stata immediata: si sono levati in volo i caccia, e sono arrivati rinforzi. Uno dei punti strategici dell'operazione per riprendere il controllo dell'area è lo smantellamento dei tunnel, oltre seicento, al valico di Rafah, quelli che collegano Gaza all'Egitto. La prova di forza è guardata con ansia non solo da Hamas, il movimento islamico che ora comanda nella Striscia, ma da tutta la popolazione, preoccupata per il possibile blocco delle merci provenienti dal paese vicino.

Dopo l'attacco al check point i militari del Cairo, infatti, hanno chiuso a tempo indeterminato il valico legale di Rafah, e la paura dei palestinesi è che adesso collassi la già asfittica economia dell'enclave. Da qui, soprattutto dalle gallerie clandestine, transita il contrabbando di mortai e kalashnikov, ma anche quello di beni di prima necessità, come medicine e cibo. «Centinaia di pazienti palestinesi sono in attesa di entrare in Egitto per curarsi - ha detto il ‘ministro' della salute di Gaza - così si rischia la catastrofe umanitaria».

Hamas, il movimento amico dei Fratelli musulmani, il partito del nuovo presidente egiziano Mohammed Morsi, sta collaborando con il Cairo. Ma è rimasto sorpreso dalla durezza con cui il nuovo leader egiziano ha reagito all'attacco dei miliziani. Mercoledì c'è stata l'offensiva militare su ampia scala che ha portato all'uccisione di una ventina di sospetti. Poi, è arrivato il licenziamento del capo dell'intelligence e del comandante della guardia repubblicana.

Chi, a partire da Israele, si aspettava da Morsi la linea morbida dentro al proprio paese e con i padroni di Gaza, si è dovuto ricredere. Quei tunnel presi di mira in passato anche dai caccia dello Stato ebraico, ieri hanno cominciato a saltare. Anzi: la collaborazione tra Egitto e Israele si è intensificata. Il Mossad ha fornito al Cairo un elenco dei miliziani che avrebbero partecipato alla strage di domenica, e per due di questi è già partita la domanda di estradizione ad Hamas. «Contro i terroristi - ha ammesso ieri il ministro della Difesa israeliano, Ehud Barak - l'Egitto sta agendo con una determinazione mai vista».

2 - ARMI, CEMENTO E AUTO DI LUSSO IN QUELLE GALLERIE DI SABBIA NELLE MANI DEL CONTRABBANDO...
Fabio Scuto per "la Repubblica"

A Rafah, la città tagliata in due dal confine con Gaza, c'è un vero boom edilizio, circolano soldi, molti soldi, milioni di dollari al giorno che arrivano dal contrabbando o dalla "economia dei tunnel" come la chiamano nella Striscia. Negli ultimi due anni la zona di frontiera ha visto sorgere dal nulla una serie di ville con i colonnati e i tetti stile pagoda giapponese che sono il segno distintivo dei contrabbandieri e dei mafiosi arabi "con una certa classe".

Nei vicoli polverosi di Rafah, Kia, Toyota, Mercedes, Bmw e altre auto di lusso - molte ancora con le targhe libiche attaccate - sono appena state contrabbandate attraverso i tunnel. Quasi diecimila ne sono entrate nella Striscia in meno sei mesi. «In una notte sola ne hanno fatte passare più di 130 dallo stesso tunnel», racconta la leggenda metropolitana.

Nei 400 tunnel in attività lungo i 13 km di frontiera fra la Striscia di Gaza e l'Egitto passano oltre alle automobili rubate in Libia o in Egitto, pannolini e lavatrici, forni a microonde e matite, mucche e quaderni per scuola, cemento, benzina, medicine, mobili da cucina, motociclette e tagliaerba cinesi. Ma soprattutto armi, armi di ogni tipo come i missili Grad (40-60 km di raggio) in grado di colpire le principali città israeliane del sud, che sono andati ad arricchire l'arsenale delle milizie fondamentaliste come Hamas e dei gruppi jihadisti filo-al Qaeda.

Ventimila missili, spiega Sameh Seif Al-Yazal, generale egiziano in congedo e esperto di terrorismo, sono arrivati quest'anno a Gaza dalla Libia. Due navi cariche d'armi - lanciarazzi a spalla, razzi, munizioni, missili a medio raggio - che avevano fatto scalo in Libia sono state intercettate dalla Guardia Costiera egiziana. Il carico doveva essere sbarcato a El Arish e da qui trasferito via tunnel nella Striscia. Per queste gallerie, scavate sotto la sabbia e puntellate come bracci di una miniera, passano anche gli uomini dei gruppi jiahadisti che hanno ormai trasferito le loro basi avanzate contro Israele nel Sinai, il vasto deserto dove le bande di beduini hanno finora regnato incontrastate
dalla caduta di Mubarak nel 2011.

Hamas gestisce in prima persona "i tunnel militari", quelli attraverso i quali passano le armi e i suoi miliziani in "trasferta", su tutti gli altri esige una "decima" per ogni merce che transita che va dal 5 al 10% del valore; un giro d'affari milionario che - dopo i soldi che arrivano dai ricchi emirati del Golfo - rappresenta il maggiore finanziamento per il gruppo fondamentalista. I "tunnel commerciali" sono invece nelle mani di cinque-sei potenti famiglie mafiose palestinesi che hanno stretto accordi con clan beduini egiziani, altre gang criminali palestinesi e gruppi armati.

Il fondamentalismo jihadistico si autofinanzia con attività criminali: spesso leader dei movimenti filo-al Qaeda e capi mafia sono le stesse persone. I Daghmush, una Famiglia con oltre cinquemila affiliati, sono soprannominati i "Sopranos di Gaza" e sono sempre stati attivi nel contrabbando. Nel 2009 alcuni membri della Famiglia hanno dato vita a un gruppo salafita molto attivo nel sud della Striscia - e nel Sinai egiziano - che si è scontrato più volte con la polizia di Hamas.

Dal 2007, da quando Israele e Egitto hanno imposto il blocco economico alla Striscia di Gaza dopo che Hamas ha preso il potere, i ricavi di questi gruppi mafiosi sono saliti alle stelle. Un'industria che vale tra i 40 e i 60 milioni di dollari ogni mese. C'è un mercato di quasi due milioni di palestinesi - ostaggio di Hamas e dell'assedio a Gaza - da soddisfare; se ne occupa la rete di tunnel saldamente nelle mani della Mafia araba con guadagni enormi.

I ragazzini di Gaza dovranno aspettare per poter vedere dei veri elefanti, rinoceronti o giraffe. Da qualche mese però possono ammirare animali esotici, rettili, uccelli e persino belve feroci, trafugati attraverso i tunnel per il capriccio di un boss. Lo zoo di Khan Yunis, città nel sud della Striscia, offre ai bambini la possibilità di osservare da vicino animali visti finora solo alla tv. Le operazioni di transito sotterraneo sono state molto delicate ma ben gestite dall'organizzazione mafiosa. Le belve sono state anestetizzate prima del passaggio, e quindi seguite da vicino al loro risveglio sul versante palestinese della frontiera. Viste le complessità logistiche - e le dimensioni dei tunnel - per ora l'arrivo dei pachidermi dovrà aspettare tempi migliori. Ma intanto in città tutti ringraziano il Padrino.

 

Mohammed Morsi TUNNEL DELLA STRISCIA DI GAZA index TUNNEL DELLA STRISCIA DI GAZAc b b d e abe bc a d ba Tunnel found in Rafah photo idf jpegTUNNEL DELLA STRISCIA DI GAZApalestinian smuggler move gaza tunnel

Ultimi Dagoreport

stefano benigni marina berlusconi antonio tajani

LA “SFI-DUCETTA” ALLA LEGGE ELETTORALE HA APERTO IL VASO DI PANDORA: IN FORZA ITALIA SIAMO ALLA NOTTE DEI LUNGHI COLTELLI! SI VOCIFERA CHE IL SEGRETARIO, ANTONIO TAJANI E STEFANO BENIGNI PASSASSERO FRA I BANCHI A DIRE AI DEPUTATI COME VOTARE. MA HANNO FALLITO: IL LORO OBIETTIVO ERA INFATTI FAR PASSARE L’EMENDAMENTO SULLE PREFERENZE, IN PARTICOLARE IL SUPERAMENTO DELLA REGOLA DEL 60/40 (L’ALTERNANZA DI GENERE) - L’EX MONARCHICO VORREBBE LIBERARSI DEI PARLAMENTARI STORICAMENTE LEGATI A SILVIO BERLUSCONI, E OGGI A MARINA – IL SEGRETARIO È CONVINTO CHE LA “CAVALIERA” NON METTERÀ BOCCA SULLE LISTE PERCHE' SI SAREBBE GIÀ STANCATA DEL "GIOCATTOLO” FORZA ITALIA...

naike rivelli

DAGOREPORT – ORA SÌ CHE TI RICONOSCIAMO, NAIKE! LA RIVELLI DEDICA UN ALTRO VIDEO COATTO A DAGOSPIA E FINALMENTE TORNA LA BURINELLA CHE ABBIAMO SEMPRE AMATO – DALLE LEZIONI SULL’INGOIO DELLE BANANE ALLA FOTO CON LA TESTA NEL CESSO FINO ALLA “VULVA ART” E ALLA MEGA-HIT “DEFAILLANCE”, ABBIAMO SEMPRE ADORATO LA NAIKE FUORI CONTROLLO, TRA AVVENTURE LESBO, FOTO IGNUDA E APPELLI PRO-GNOCCA – CARISSIMA NAIKE, ABBIAMO UN CONSIGLIO: LASCIA PERDERE I DISSING, GLI SCONTRI VERBALI, LE POLEMICHE. NON SONO PER TE. NON AFFATICARE LE SINAPSI, LASCIALE LIBERE DI SINTONIZZARSI CON L’UNIVERSO. SPALANCA I CHAKRA, CHISSÀ CHE L’ENERGIA COSMICA NON ENTRI A FARE UN SALUTO. NON PRENDERTI TROPPO SUL SERIO. NOI NON L’ABBIAMO MAI FATTO...

giorgia meloni salvini tajani legge elettorale

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI ERA CONVINTA DI AVER TROVATO UN ACCORDO CON SALVINI E TAJANI: PER AMMANSIRE I SUOI DUE ALLEATI, CONTRARISSIMI ALLE PREFERENZE, LI AVEVA ACCONTENTATI CON LE NOMINE DI STRISCIUGLIO A FERROVIE E STAZI ALLA CONSOB. OTTENUTO TUTTO QUESTO, NON SI METTERANNO MICA A ROMPERE I COJONI, PENSAVA LA DUCETTA. E INVECE… - IL GUAIO È CHE IL “FU TRUCE DEL PAPEETE” E L’EX MONARCHICO DI FERENTINO NON GOVERNANO PIÙ I LORO PARTITI, ORMAI SFARINATI – DENTRO FRATELLI D’ITALIA, MICA VA TANTO MEGLIO: QUANDO FRANCESCO LOLLOBRIGIDA PARLA DI “VIGLIACCHINI” CHE HANNO VOTATO NO, CE L’HA ANCHE CON I SUOI CAMERATI DI VIA DELLA SCROFA (IL PARTITO GRANITICO E COMPATTO DIETRO “IO SO’ GIORGIA’ NON ESISTE PIÙ

giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT- MENTRE LA RIFORMA ELETTORALE APPRODA IN PARLAMENTO, GIORGIA MELONI È TORMENTATA DA DUBBI E PERPLESSITÀ - ALL’EPOCA DELLA STESURA DEL NUOVO SISTEMA DI VOTO, NESSUNO DELLA FIAMMA MAGICA AVEVA PRESO IN SERIA CONSIDERAZIONE IL GENERALISSIMO VANNACCI E L'INARRESTABILE ASCESA DEL SUO PARTITO FUTURO NAZIONALE - E ADESSO SI CORRE IL FORTE RISCHIO CHE NESSUNA DELLE DUE CONTRAPPOSTE ALLEANZE RIESCA A INCAMERARE QUEL 42% CHE PORTEREBBE A UN PREMIO DI MAGGIORANZA DI 70 DEPUTATI E 35 SENATORI - UN BONUS TALMENTE ESAGERATO CHE LA CORTE COSTITUZIONALE NON AVREBBE IL MINIMO DUBBIO NEL BOCCIARLO - NON SOLO: A FINIRE SOTTO GLI ARTIGLI DELLA CORTE SPICCA ANCHE L’INDICAZIONE DEL CANDIDATO PREMIER NEL PROGRAMMA, UNA SORTA DI PREMIERATO IN VERSIONE DIETOR CHE VA A CONFLIGGERE CON LA COSTITUZIONE CHE VUOLE CHE SIA IL CAPO DELLO STATO A INDICARE IL PREMIER…

baroni universitari

DAGOREPORT - TRUFFE, FAVORI, ABUSI DI POTERE: MA COME SI FA A DIRE AI RAGAZZI DI STUDIARE E A CREDERE NELL’UNIVERSITÀ ITALIANA? - IL PRIMO ATENEO IN CLASSIFICA, IL POLITECNICO DI MILANO, TIENE PER TRENT’ANNI UN PROFESSORE PRECARIO A MILLE EURO CIRCA ALL’ANNO, MENO DI UN PAKISTANO CHE RACCOGLIE POMODORI! - CONTRO GLI ESITI, PILOTATI, DEI CONCORSI UNIVERSITARI, GIACCIONO CENTINAIA DI CAUSE DI RICORSO, POICHÉ L’ITALIA È L’UNICO PAESE DOVE PRIMA SI SCEGLIE IL CANDIDATO, POI SI RITAGLIA IL CONCORSO - IL CELEBRATO ERASMUS E' TANTO DIVERTENTE PER GLI STUDENTI (ANCHE PER ACCOPPIARSI) QUANTO INUTILISSIMO PER LO STUDIO: LO SANNO TUTTI CHE LO STUDENTE ERASMUS LO SI FA PASSARE PERCHÉ TANTO POI SE NE TORNA NELLA SUA UNIVERSITÀ - IN PARLAMENTO HANNO FATTO SALTARE L’ABILITAZIONE NAZIONALE (CHE FU INTRODOTTA DALLA GELMINI): I CONCORSI PER NUOVI DOCENTI SARANNO LOCALI, CIOE’ CONSEGNATI, COMPLETAMENTE, NELLE MANI DEI ‘’BARONI’’: TANTO LA MAGISTRATURA DORME (OPPURE LI ASSOLVE) - E PER FORTUNA CHE È IL GOVERNO DELLA MERITOCRAZIA, PRESIEDUTO DA UN “UNDERDOG”…

tommaso cerno lirio abbate sigfrido ranucci giuliano ferrara valter lavitola

DAGOREPORT - SE C'È UN FILO DI CONTINUITÀ NELLA STORIA DELL’ITALIETTA, UN ELEMENTO CHE RIMBALZA DA UN SECOLO ALL'ALTRO, È IL TRASFORMISMO - SE ALL’EPOCA SULLA VOLATILITÀ DI GIULIANO FERRARA SCESE UNA SORTA DI CONDANNA MORALE, OGGI SI VEDONO COSE CHE DIECI ANNI FA SI POTEVANO IMMAGINARE SOLO IN UN FANTAFUMETTO - L'"AMICIZIA FRATERNA" CHE LEGA L’EX GALEOTTO LAVITOLA CON IL GIORNALISTA DI PUNTA DELL’ANTI-POTERE, SIGFRIDO RANUCCI - L’EX DIRETTORE DELL’''ESPRESSO” LIRIO ABBATE CHE È IN ATTESA DI ASSUMERE LA VICE-DIREZIONE DEL ‘’GIORNALE’’, DOVE L’ATTENDE IL ‘’CERNO-BYL’’ DEL TRASFORMISMO: IL GAIO TOMMASINO, NEL BREVE GIRO DI UN LUSTRO, È STATO DIRETTORE DELL’’’ESPRESSO’’, VICEDIRETTORE DI ‘’REPUBBLICA’’, SENATORE PD SOTTO L’ALA DI RENZI, FINO A QUANDO, TRAFITTO DAL RAGGIO DI GIORGIA MELONI, E' PLANATO NELLA STAMPA DI DESTRA - TI BUTTI NELLA VITA DI MARIO ORFEO E SALTA FUORI DI TUTTO: DA CALTAGIRONE ALLA RAI, DA “REPUBBLICA” A LEONARDINO DEL VECCHIO…