mughini cesare battisti

MUGHINI METTE UNA PIETRA SOPRA LA RIABILITAZIONE DI BATTISTI: ''LE PORCATE ASSOLUTORIE E NEOROMANTICHE SCRITTE E PRONUNCIATE IN FRANCIA SONO RIPUGNANTI. PASSI PER UN’ATTRICE COME FANNY ARDANT, MA CHE TRA GLI ADEPTI CI SIANO COME BERNARD-HENRI LÉVY E DANIEL PENNAC LASCIA DI STUCCO. NON SANNO NIENTE DI NIENTE DI QUEL CHE È STATO IL TERRORISMO ROSSO, GLI AGGUATI ALLE SPALLE IN QUATTRO CONTRO UNO, IN ITALIA''

 

 

Da www.pangea.news

 

giampiero mughini

Lui c’era, ha vissuto, sofferto, sudato e amato; ne ha scritto, senza barbare seduzioni agiografiche, senza subire la sedizione della gioventù, che fa della memoria una teca, un insopportabile mausoleo degli intoccabili. Giampiero Mughini è uno che non si è limitato a fare la trita, triviale polemica giornalistica.

 

Già fondatore de il manifesto – ma se ne va dopo poco – e direttore del giornale di Lotta Continua, per dire, ha scritto ciò che nessuno osava (in sintesi: “Sofri sapeva dell’azione contro Calabresi, ma non ne era stato il responsabile, non era stato quello che l’aveva decisa e ordinata”), redigendo un libro (Gli anni della peggio gioventù. L’omicidio Calabresi e la tragedia di una generazione), uscito per Mondadori dieci anni fa e improvvidamente ignorato, perché? Nel più recente Era di Maggio (Marsilio, 2018) Giampiero Mughini non si limita a celebrare il Sessantotto con le stelle filanti.

 

cesare battisti, andrea g.pinketts, marcello fois, nicoletta vallorani, carlo lucarelli nino filasto fiera dei libri frontignan 1999

Ne disseziona le ragioni utopiche e gli esiti terreni. Soprattutto, fa bene leggere quel capitolo, Se uccidere in nome della rivoluzione (pagina 105 e seguenti) in cui Mughini spiega, sommariamente, perché “negli anni successivi non ne venne fecondata in Francia una qualche Armata rossa clandestina capace di azioni omicide. Come invece avvenne in Giappone, per qualche tempo in Germania e per un tempo lunghissimo in Italia, il paese dove il terrorismo di sinistra ha avuto la vita più lunga e l’epica la più lugubre”. A partire da qui – dall’epica lugubre del terrorismo di sinistra – abbiamo fatto tre domande secche a Mughini intorno al ‘caso Battisti’.

 

Hai vissuto, scritto, agito il Sessantotto. Dimmi cosa c’entra la lotta armata con la spinta utopica e ‘teatrale’ del Maggio francese e di quale cultura è figlio Cesare Battisti. E poi, facci capire perché la Francia diventa ambito rifugio di terroristi, brigatisti, briganti.

 

cesare battisti salone letterario in francia 2004

Gli ideali e il Sessantotto e tutto il resto, con Cesare Battisti non c’entrano nulla. Era un delinquente di strada che si politicizzò in carcere. Faceva parte di un nugolo di delinquenti che misero a segno quattro omicidi. In almeno due di questi fu lui a premere il grilletto. Negli altri due, non è detto che c’entri, e anche se la condanna glieli imputa tutti e quattro. La Francia è divenuta tana prediletta dei terroristi rossi italiani perché visti da Parigi alcuni processi e alcune condanne non apparivano talmente convincenti, ed era vero. Valga per tutti il caso di Franco Piperno che io ho ospitato latitante in quei mesi e prima che lui fuggisse a Parigi. 

 

cesare battisti firma libri

Le accuse contro Franco non stavano in piedi e difatti sarebbe stato assolto con formula piena. A Parigi vive ancora indisturbato quello che figura (e che è stato senz’altro) come l’organizzatore principe del delitto Calabresi. Nessuno fa mai il suo nome. In Svizzera vive tranquillo uno che quanto ad atti di sangue regge ottimamente il confronto con Battisti, uno che viene da una famiglia altoborghese che lo ha aiutato e protetto al meglio. In Sudamerica c’è un bel mucchio di mascalzoni di primo e secondo piano e che vivono protetti dai cialtroneschi governi “di sinistra” alla maniera sudamericana.

cesare battisti a parigi

 

Come mai la viltà di Battisti è stata spesso scambiata per romantico banditismo, mito dell’eroe romantico, il puro contro il potere?

 

Le porcate assolutorie e neoromantiche scritte e pronunciate in Francia a favore di Battisti sono ripugnanti. Passi per un’attrice come Fanny Ardant, che palesemente non sa di che cosa sta parlando, la quale ha definito “i brigatisti rossi italiani” degli idealisti. Ma che tra gli adepti dell’innocenza di Battisti ci siano personaggi come Bernard-Henry Lévy e Daniel Pennac lascia di stucco. Non sanno niente di niente di quel che è stato il terrorismo rosso, gli agguati alle spalle in quattro contro uno, in Italia. 

 

cesare battisti

Ma anche in Italia non scherzano quanto a ignoranza dei fatti, e non solo fra chi non legge mai un libro o un giornale. Per avere scritto un libro in cui scrivevo di essere convintissimo che Luigi Calabresi fosse stato ucciso da un commando di Lotta continua, sono stato bersagliato di insulti (e anche querele) e mai una volta sono stato invitato a presentare quel libro. Mai.

 

Ma tu, bibliomane incallito, hai letto i libri di Battisti? Che giudizio ne hai? 

I romanzi “noir” di Battisti – ne ho letti non ricordo più se due o tre – non sono male. Hanno ritmo e tutto. Ma anche questo non c’entra niente. Avrebbe cambiato qualcosa se il “Mein Kampf” fosse stato un libro avvincente?

berlusconi santanche torregiani cesare battisti cesare battistiCESARE BATTISTIcesare battisti in brasileCesare Battisti Cesare Battisti con deputati e senatori del Partido dos trabalhadores PT jpegCesare Battisticesare battisti 6

 

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