NANO DECANDENCE - FORZA ITALIA CERCA L’INCIDENTE PER ANDARE AL VOTO SEGRETO - PRONTA L’ULTIMA TRINCEA: INTERVENTI A RAFFICA PER FAR SLITTARE TUTTO

Liana Milella per "la Repubblica"

Lo sanno pure i forzisti che i numeri non sono affatto dalla loro parte. La battaglia sulla decadenza di Silvio è persa in partenza, tant'è che lui non sarà nemmeno presente in Senato per assistere alla sua sconfitta. Come dice il capogruppo Pd Luigi Zanda, «non c'è storia». In camera caritatis i falchi berlusconiani lo ammettono pure.

Tuttavia si stanno preparando al gran giorno pronti a sfruttare ogni cavillo procedurale e ogni contraddizione politica per tentare l'impresa impossibile di dare comunque scacco matto. Non ce la faranno, ma potranno almeno dire di averci provato. È il battesimo del fuoco della nuova opposizione.

In questa tormentata vigilia, la pregiudiziale di Casini è stata accolta su un piatto d'argento. «È solo uno scoperto ammiccare politico» malignano in molti. Non solo. È pure una navigazione "in solitaria" perché forse sarà votata dallo stesso Casini e con lui solo da De Poli (Udc). I montiani puri sono ovviamente contrari, ma è contro anche il gruppo di Scelta Civica perché, come dice l'ormai ex montiano Andrea Olivero, «la sua proposta arriva ormai fuori tempo massimo».

Dunque la pregiudiziale - chiaramente a scrutinio palese, come impone il regolamento - sarà bocciata dal fronte che poi, alla fine di una faticosa, litigiosa, sofferta giornata d'aula, voterà allo stesso modo per la decadenza di Berlusconi. Insieme Pd, M5S, Sel, Scelta civica, 187 senatori, contro Fi, Ncd, Lega, Gal, Udc, per un totale di 119 unità. Incerti i 5 senatori a vita e il gruppo delle Autonomie e del Psi.

Ma alla fine di questo ormai famoso 27 novembre non sarà così facile arrivarci. Per quale ragione è presto detto, anche se i berlusconiani sono avari di rivelazioni sul fronte dei possibili colpi di scena. Tutto dipenderà anche dai tempi. Se la seduta sull'ormai ex Cavaliere comincerà la mattina o finirà al pomeriggio, per via del voto di fiducia sulla stabilità che il governo è intenzionato a chiudere entro stasera, ma che potrebbe slittare alla notte, se non a domani.

Sul che fare in aula i forzisti sono divisi. Decideranno stamattina, in una riunione del gruppo, quale via scegliere tra le possibili due alternative. La prima, caldamente sostenuta da Annamaria Bernini, ma anche da Elisabetta Casellati e Giacomo Caliendo, prevede di puntare soprattutto sulla qualità. Sì alle pregiudiziali, sì agli ordini del giorno, ma strettamente motivati giuridicamente. Non presentati tanto per presentarli.

Ma il secondo fronte, quello dei super falchi alla Palma e alla Malan, la pensa in tutt'altro modo: interventi a raffica di tutti e 62 i forzisti, occupando ogni spazio possibile e sfidando la pazienza e la capacità dio gestire l'aula del presidente del Senato Pietro Grasso, poi pregiudiziali e ordini del giorni per destabilizzare i fan della decadenza.

Chiosa Zanda: «È solo una perdita di tempo, l'unica strada che hanno per far vedere che fanno per Berlusconi tutto quello che devono fare». Chance di riuscita zero. Neppure col tentativo di ritirare fuori il voto segreto. Che è poi il vero obiettivo di tutte le manovre in atto. Cercare l'incidente, sfruttare il tranello giusto.

Gli argomenti, del resto, sono quelli noti, già ampiamente utilizzati durante il dibattito nella giunta per le Immunità e le Elezioni. A cominciare dall'argomento più sfruttato, la palese incostituzionalità della legge Severino. Si tornerà a dire che bisogna portare tutto sul tavolo della Consulta, non solo perché la retroattività è tutta da vedere, ma perché la Severino sarebbe in palese contrasto e si sovrapporrebbe all'interdizione dai pubblici uffici.

Non basta. C'è il coté Europa, le due Corti - a Strasburgo quella sui
diritti umani, in Lussemburgo quella di giustizia - che per Forza Italia non possono che confermare l'anomalia della Severino. Argomenti già dibattuti, che Dario Stefàno, il presidente della giunta per le Immunità ed Elezioni, riassumerà già nella sua relazione introduttiva dandoli per superati e risolti. Ma tant'è.

Forza Italia cerca l'incidente per andare al voto segreto. Lo farà anche contestando proprio il ricorso obbligatorio al voto palese e denunciando violazioni del riserbo e della segretezza nei lavori della giunta. Possibilità di riuscita? Il Pd è tranquillo, l'obiettivo è solo quello di chiudere la partita il più presto possibile.

 

berlusconi galeraPIERFERDINANDO CASINI Luigi Zanda annamaria bernini consiglio nazionale forza italia foto lapresse Malan Francesco Nitto Palma

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