OUTLET EUROPA (ADESSO COLONIZZANO NOI) - DA LONDRA A ROMA, DA MADRID AD ATENE I GOVERNI DEL DEBITO OFFRONO AI NUOVI PAPERONI GLOBALI (CINA, INDIA, EMIRATI ARABI E QATAR) IL LORO PATRIMONIO STORICO: PALAZZI, AZIENDE PUBBLICHE, COMPAGNIE ELETTRICHE, VILLAGGI ABBANDONATI E PERSINO LE MONTAGNE - CON LE CASSE VUOTE, TOCCA MONETIZZARE MILIARDI DI EURO FERMI NEL MATTONE O IMPRODUTTIVI…

Enrico Franceschini per "la Repubblica"

Iniziative del genere, fino a due-tre decenni or sono, avrebbero suscitato ondate di panico, sentimenti di umiliazione e proteste di massa: come quando Margaret Thatcher vendette ai privati le ferrovie britanniche. Stavolta, invece, sono in pochi a scandalizzarsi: casomai ci sarebbe da meravigliarsi - sembra essere la tipica reazione - se gli stati indebitati d´Europa provassero a tenerseli, tutti quei beni, con i tempi che corrono.

«Il ragionamento è duplice», scrive il columnist Tom Bawden sul quotidiano Independent. «Da un lato la gente ritiene che sia meglio cedere ai privati un edificio o un servizio pubblico piuttosto che aumentare le tasse o tagliare l´assistenza sociale. E dall´altro, scoprendo sui giornali la lunga lista dei beni posseduti dallo stato, tanti cittadini si domandano: ma ne abbiamo davvero bisogno? A che cosa serviva esserne proprietari?».

I SALDI DEI "PIGS"
L´elenco è impressionante. Il Portogallo ha venduto (alla Cina e all´Oman) la compagnia elettrica nazionale. L´Irlanda ha venduto la compagnia del gas, la compagnia aerea di bandiera Aer Lingus, l´azienda forestale Coillte e il National Stud, il più famoso allevamento di cavalli da corsa d´Europa (che da solo vale 1 miliardo di euro).

La Grecia ha messo in vendita praticamente tutto quello che ha, tranne l´Acropoli di Atene: l´aeroporto internazionale della capitale e 38 aeroporti più piccoli, le compagnie dell´energia e del gas, i porti del Pireo e di Salonicco, la Banca Postale Ellenica, le autostrade, l´organizzazione che gestisce gli ippodromi e le corse dei cavalli, una quarantina di pregiati palazzi governativi, un tratto di fascia costiera più grande del principato di Monaco e ci sono trattative per cedere all´offerta giusta anche un po´ di isole, qualche pezzo di mare e il sole del Mediterraneo: è interessata ad acquistarlo un´azienda tedesca che vuole esportare energia solare (non è uno scherzo).

Obiettivo finale: raggranellare almeno 50 miliardi di euro. La Spagna si prepara a vendere la compagnia nazionale dell´acqua potabile (3 miliardi e mezzo di euro) e la metropolitana di Madrid (2 miliardi). E fin qui ci siamo limitati a citare le svendite dei Pigs, come sono soprannominati i paesi più a rischio fallimento (Portogallo, Irlanda Grecia Spagna), appunto.

Anche detti Piigs, con due "i", per aggiungervi l´Italia, perlomeno finché la governava Berlusconi: ma il suo successore Mario Monti, per rimetterla in sesto, pare intenzionato a vendere davvero 9 mila edifici, beni pubblici, spiagge, fortini e perfino isole, fra cui decine di storici palazzi veneziani, oltre ad avere venduto il diritto di sponsorizzare il Colosseo e cancellato la candidatura a portare a Roma le Olimpiadi 2020, suscitando più applausi che fischi, considerati gli almeno 9 miliardi di euro che ci ha fatto risparmiare.

L´EUROPA IN VENDITA
Ma gli altri, quelli che in teoria stanno un po´ meglio e rischiano meno il "default"? In realtà sgomitano pure loro per svendere quel che possono. La Francia ha annunciato già nel 2010 la messa all´asta di 1700 edifici pubblici, compresi castelli sulla Loira, palazzi parigini e addirittura il casino di caccia reale a La Muette.

L´Olanda ha venduto al Cile, usati ma ancora in grado di volare, 18 cacciabombardieri F-16 Fighting Falcon (e se li avesse comprati l´Italia, invece di prenderne dei nuovi?). L´Austria sta provando a vendere due montagne, e non è uno scherzo neanche questo: il Rosskopf (2600 metri) e il Gross Kinigat (2700).

La Lettonia, uno degli ultimi arrivati nella Ue, ha venduto per 2 milioni di euro alla Russia un´intera cittadina, dal poco invitante nome di Skundra-1: una città-militare dell´Armata Rossa sovietica, rimasta vuota dopo la fine dell´Urss. La Finlandia ha venduto il 33 per cento del Santa Park, parco giochi lappone che milioni di bambini considerano la casetta di Babbo Natale.

L´IMPERO VA IN AFFITTO
La Gran Bretagna ha reso noto proprio la settimana scorsa che venderà centinaia di ambasciate e palazzi di proprietà del ministero degli Esteri e della Difesa, tra cui i consolati di Firenze e Venezia, che hanno già chiuso l´anno scorso, varie caserme, la portaerei in via di smantellamento Ark Royal (qualcuno dice che l´acquisterà un oligarca russo), 72 caccia Harrier, quelli che decollano in verticale.

Il Regno Unito vende anche (per 85 milioni di euro) Admiralty Arch, l´Arco dell´Ammiragliato, splendido palazzo affacciato a Trafalgar Square: pare che se ne farà un albergo di superlusso. «In tempi di crisi e tagli, dobbiamo risparmiare pure noi», commenta il ministro degli Esteri britannico William Hague, «abbiamo un portafoglio immobiliare di 5 mila edifici, per un valore complessivo di 2 miliardi e mezzo di euro, venderemo quello che non serve e andremo in affitto».

Oppure Londra farà semplicemente senza, come con i consolati chiusi in Italia: «Quello di Firenze era utile nel 19esimo secolo, quando la città era piena di turisti inglesi e per andare all´ambasciata di Roma bisognava fare uno scomodo viaggio in carrozza. Adesso che la capitale è a un´ora di treno e per comunicare ci sono i telefonini, il consolato era un lusso eccessivo», confessa una fonte del Foreign Office.

I NUOVI RICCHI
L´unico dubbio, di fronte al «vendiamo tutto» dell´Europa, è sull´identità dei compratori. Finché si tratta di investitori privati, bene. Ma qualcuno intravede un piano dei nuovi ricchi del pianeta, Cina e India, con gli sceicchi degli Emirati Arabi e l´emiro del Qatar a poca distanza, per comprarsi interessi vitali nel vecchio continente approfittando della crisi. Non è quello che facevano, d´altronde, le grandi potenze europee dell´Ottocento e primo Novecento nelle loro colonie del Terzo Mondo?

La Storia gira anche così. Sicché quando lo Speaker della camera dei Comuni, John Bercow, ha recentemente ipotizzato di vendere il parlamento di Westminster e il soprastante Big Ben, perché restaurarli costerebbe troppo allo stato, si è subito sparsa la voce che lo avrebbero comprato i cinesi o i russi. Magari non succederà: ma nessuno ha riso. Non era una barzelletta.

 

margaret thatcher001 lapGreciaSILVIO BERLUSCONI MARIO MONTIcinaIndia

Ultimi Dagoreport

stefano benigni marina berlusconi antonio tajani

LA “SFI-DUCETTA” ALLA LEGGE ELETTORALE HA APERTO IL VASO DI PANDORA: IN FORZA ITALIA SIAMO ALLA NOTTE DEI LUNGHI COLTELLI! SI VOCIFERA CHE IL SEGRETARIO, ANTONIO TAJANI E STEFANO BENIGNI PASSASSERO FRA I BANCHI A DIRE AI DEPUTATI COME VOTARE. MA HANNO FALLITO: IL LORO OBIETTIVO ERA INFATTI FAR PASSARE L’EMENDAMENTO SULLE PREFERENZE, IN PARTICOLARE IL SUPERAMENTO DELLA REGOLA DEL 60/40 (L’ALTERNANZA DI GENERE) - L’EX MONARCHICO VORREBBE LIBERARSI DEI PARLAMENTARI STORICAMENTE LEGATI A SILVIO BERLUSCONI, E OGGI A MARINA – IL SEGRETARIO È CONVINTO CHE LA “CAVALIERA” NON METTERÀ BOCCA SULLE LISTE PERCHE' SI SAREBBE GIÀ STANCATA DEL "GIOCATTOLO” FORZA ITALIA...

naike rivelli

DAGOREPORT – ORA SÌ CHE TI RICONOSCIAMO, NAIKE! LA RIVELLI DEDICA UN ALTRO VIDEO COATTO A DAGOSPIA E FINALMENTE TORNA LA BURINELLA CHE ABBIAMO SEMPRE AMATO – DALLE LEZIONI SULL’INGOIO DELLE BANANE ALLA FOTO CON LA TESTA NEL CESSO FINO ALLA “VULVA ART” E ALLA MEGA-HIT “DEFAILLANCE”, ABBIAMO SEMPRE ADORATO LA NAIKE FUORI CONTROLLO, TRA AVVENTURE LESBO, FOTO IGNUDA E APPELLI PRO-GNOCCA – CARISSIMA NAIKE, ABBIAMO UN CONSIGLIO: LASCIA PERDERE I DISSING, GLI SCONTRI VERBALI, LE POLEMICHE. NON SONO PER TE. NON AFFATICARE LE SINAPSI, LASCIALE LIBERE DI SINTONIZZARSI CON L’UNIVERSO. SPALANCA I CHAKRA, CHISSÀ CHE L’ENERGIA COSMICA NON ENTRI A FARE UN SALUTO. NON PRENDERTI TROPPO SUL SERIO. NOI NON L’ABBIAMO MAI FATTO...

giorgia meloni salvini tajani legge elettorale

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI ERA CONVINTA DI AVER TROVATO UN ACCORDO CON SALVINI E TAJANI: PER AMMANSIRE I SUOI DUE ALLEATI, CONTRARISSIMI ALLE PREFERENZE, LI AVEVA ACCONTENTATI CON LE NOMINE DI STRISCIUGLIO A FERROVIE E STAZI ALLA CONSOB. OTTENUTO TUTTO QUESTO, NON SI METTERANNO MICA A ROMPERE I COJONI, PENSAVA LA DUCETTA. E INVECE… - IL GUAIO È CHE IL “FU TRUCE DEL PAPEETE” E L’EX MONARCHICO DI FERENTINO NON GOVERNANO PIÙ I LORO PARTITI, ORMAI SFARINATI – DENTRO FRATELLI D’ITALIA, MICA VA TANTO MEGLIO: QUANDO FRANCESCO LOLLOBRIGIDA PARLA DI “VIGLIACCHINI” CHE HANNO VOTATO NO, CE L’HA ANCHE CON I SUOI CAMERATI DI VIA DELLA SCROFA (IL PARTITO GRANITICO E COMPATTO DIETRO “IO SO’ GIORGIA’ NON ESISTE PIÙ

giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT- MENTRE LA RIFORMA ELETTORALE APPRODA IN PARLAMENTO, GIORGIA MELONI È TORMENTATA DA DUBBI E PERPLESSITÀ - ALL’EPOCA DELLA STESURA DEL NUOVO SISTEMA DI VOTO, NESSUNO DELLA FIAMMA MAGICA AVEVA PRESO IN SERIA CONSIDERAZIONE IL GENERALISSIMO VANNACCI E L'INARRESTABILE ASCESA DEL SUO PARTITO FUTURO NAZIONALE - E ADESSO SI CORRE IL FORTE RISCHIO CHE NESSUNA DELLE DUE CONTRAPPOSTE ALLEANZE RIESCA A INCAMERARE QUEL 42% CHE PORTEREBBE A UN PREMIO DI MAGGIORANZA DI 70 DEPUTATI E 35 SENATORI - UN BONUS TALMENTE ESAGERATO CHE LA CORTE COSTITUZIONALE NON AVREBBE IL MINIMO DUBBIO NEL BOCCIARLO - NON SOLO: A FINIRE SOTTO GLI ARTIGLI DELLA CORTE SPICCA ANCHE L’INDICAZIONE DEL CANDIDATO PREMIER NEL PROGRAMMA, UNA SORTA DI PREMIERATO IN VERSIONE DIETOR CHE VA A CONFLIGGERE CON LA COSTITUZIONE CHE VUOLE CHE SIA IL CAPO DELLO STATO A INDICARE IL PREMIER…

baroni universitari

DAGOREPORT - TRUFFE, FAVORI, ABUSI DI POTERE: MA COME SI FA A DIRE AI RAGAZZI DI STUDIARE E A CREDERE NELL’UNIVERSITÀ ITALIANA? - IL PRIMO ATENEO IN CLASSIFICA, IL POLITECNICO DI MILANO, TIENE PER TRENT’ANNI UN PROFESSORE PRECARIO A MILLE EURO CIRCA ALL’ANNO, MENO DI UN PAKISTANO CHE RACCOGLIE POMODORI! - CONTRO GLI ESITI, PILOTATI, DEI CONCORSI UNIVERSITARI, GIACCIONO CENTINAIA DI CAUSE DI RICORSO, POICHÉ L’ITALIA È L’UNICO PAESE DOVE PRIMA SI SCEGLIE IL CANDIDATO, POI SI RITAGLIA IL CONCORSO - IL CELEBRATO ERASMUS E' TANTO DIVERTENTE PER GLI STUDENTI (ANCHE PER ACCOPPIARSI) QUANTO INUTILISSIMO PER LO STUDIO: LO SANNO TUTTI CHE LO STUDENTE ERASMUS LO SI FA PASSARE PERCHÉ TANTO POI SE NE TORNA NELLA SUA UNIVERSITÀ - IN PARLAMENTO HANNO FATTO SALTARE L’ABILITAZIONE NAZIONALE (CHE FU INTRODOTTA DALLA GELMINI): I CONCORSI PER NUOVI DOCENTI SARANNO LOCALI, CIOE’ CONSEGNATI, COMPLETAMENTE, NELLE MANI DEI ‘’BARONI’’: TANTO LA MAGISTRATURA DORME (OPPURE LI ASSOLVE) - E PER FORTUNA CHE È IL GOVERNO DELLA MERITOCRAZIA, PRESIEDUTO DA UN “UNDERDOG”…

tommaso cerno lirio abbate sigfrido ranucci giuliano ferrara valter lavitola

DAGOREPORT - SE C'È UN FILO DI CONTINUITÀ NELLA STORIA DELL’ITALIETTA, UN ELEMENTO CHE RIMBALZA DA UN SECOLO ALL'ALTRO, È IL TRASFORMISMO - SE ALL’EPOCA SULLA VOLATILITÀ DI GIULIANO FERRARA SCESE UNA SORTA DI CONDANNA MORALE, OGGI SI VEDONO COSE CHE DIECI ANNI FA SI POTEVANO IMMAGINARE SOLO IN UN FANTAFUMETTO - L'"AMICIZIA FRATERNA" CHE LEGA L’EX GALEOTTO LAVITOLA CON IL GIORNALISTA DI PUNTA DELL’ANTI-POTERE, SIGFRIDO RANUCCI - L’EX DIRETTORE DELL’''ESPRESSO” LIRIO ABBATE CHE È IN ATTESA DI ASSUMERE LA VICE-DIREZIONE DEL ‘’GIORNALE’’, DOVE L’ATTENDE IL ‘’CERNO-BYL’’ DEL TRASFORMISMO: IL GAIO TOMMASINO, NEL BREVE GIRO DI UN LUSTRO, È STATO DIRETTORE DELL’’’ESPRESSO’’, VICEDIRETTORE DI ‘’REPUBBLICA’’, SENATORE PD SOTTO L’ALA DI RENZI, FINO A QUANDO, TRAFITTO DAL RAGGIO DI GIORGIA MELONI, E' PLANATO NELLA STAMPA DI DESTRA - TI BUTTI NELLA VITA DI MARIO ORFEO E SALTA FUORI DI TUTTO: DA CALTAGIRONE ALLA RAI, DA “REPUBBLICA” A LEONARDINO DEL VECCHIO…