PAPA DA MOBBING - PER DUE ANNI, PRIMA DI ESSERE SCELTO COME VESCOVO DI BUENOS AIRES, BERGOGLIO FU ESILIATO A CORDOBA DAI SUOI SUPERIORI GESUITI, COME “PUNIZIONE” PER LE SUE IDEE

Andrea Tornielli per “la Stampa

 

PAPA BERGOGLIO A RIO DE JANEIRO PAPA BERGOGLIO A RIO DE JANEIRO

Dal 1990 al 1992, per due anni, prima di essere scelto come vescovo ausiliare di Buenos Aires, Jorge Mario Bergoglio venne «esiliato» dai suoi superiori gesuiti a Cordoba: risiedeva in una stanza di dodici metri quadrati e la sua unica attività era quella di confessore.

 

Una biografia, pubblicata in questi giorni in Argentina, raccoglie nuove testimonianze anche su questo episodio della vita del futuro Papa e parla di una «campagna di discredito» nei suoi confronti. Gli autori, drammatizzando un po’, l’hanno definita «la notte oscura» di Bergoglio.

 

Per scrivere «Aquel Francisco» («Quel Francesco», Editorial Raíz de Dos), i giornalisti Javier Cámara e Sebastián Pfaffen hanno potuto dialogare con il Papa. Gli hanno inviato domande, hanno ricevuto risposte. Quando hanno paragonato l’esilio di Cordoba con «la notte oscura», prendendo a prestito l’espressione della grande mistica spagnola usata per definire i momenti di buio spirituale, Francesco ha minimizzato: «“Notte oscura” non la userei per me, non esageriamo. La notte oscura è per i santi. Io sono uno qualsiasi. Quello a Cordoba è stato un tempo di purificazione interiore».

papa bergoglio sposa venti coppie di conviventi a san pietro  9papa bergoglio sposa venti coppie di conviventi a san pietro 9

 

Bergoglio, il 31 luglio 1973, a soli 36 anni, era stato eletto provinciale dei gesuiti dell’Argentina. «Il mio governo come gesuita all’inizio aveva molti difetti - ha detto il Papa un anno fa nell’intervista con il direttore della Civiltà Cattolica - Il mio modo autoritario e rapido di prendere decisioni mi ha portato a essere accusato di essere ultraconservatore».

 

Quell’esilio a Cordoba arriva alcuni anni dopo che Bergoglio aveva lasciato l’incarico ai vertici della provincia. Padre Jorge lascia l’insegnamento e la sua unica missione diventa quella di confessore e direttore spirituale per i fedeli che frequentano la chiesa dei gesuiti nella città a 700 chilometri da Buenos Aires.

 

papa bergoglio sposa venti coppie di conviventi a san pietro  8papa bergoglio sposa venti coppie di conviventi a san pietro 8

Nel libro si afferma che il futuro Papa viene inviato lì «come “punizione”» da parte dei nuovi vertici della Compagnia. Il provinciale dell’epoca, padre Víctor Zorzín, era stato il numero due, cioè il viceprovinciale, durante gli anni in cui Bergoglio governava i gesuiti argentini.

 

E, affermano gli autori, «non era d’accordo con diverse decisioni prese dal padre Jorge, sia in questioni pastorali sia in questioni di governo». Secondo le testimonianze raccolte dai due giornalisti, durante gli anni del provinciale Zorzín (1986-1991) e all’inizio del mandato del suo successore Ignacio García-Mata, sarebbe stata costruita una «campagna di discredito che superava anche i confini della provincia Argentina».

 

JORGE BERGOGLIO  JORGE BERGOGLIO

Padre Angel Rossi, figlio spirituale di Bergoglio, ha raccontato un esempio di questa campagna di discredito: voci nate «da fonti gesuitiche», secondo le quali quell’uomo, che era stato «provinciale della Compagnia così giovane, così brillante, era finito a Cordoba perché malato, pazzo. Durante i funerali di mia mamma, un laico molto vicino a noi venne da me indicando Bergoglio che stava pregando accanto alla bara: “Peccato che quest’uomo sia pazzo!”. Allora l’ho guardato e gli ho detto: “Se quest’uomo è pazzo, allora che ne sarà di me?”».

 

All’origine di quel biennio a Cordoba non c’era tanto la nomea di «ultraconservatore» che circolava negli ambienti più radicalizzati della Compagnia ma anche il fatto che diversi novizi e giovani gesuiti erano rimasti legati a Bergoglio e continuavano a fare riferimento a lui.

 

 

Ultimi Dagoreport

elly schlein giuseppe conte roberto vannacci

FLASH – IL CAMPO LARGO LITIGA ANCHE SU VANNACCI! SCHLEIN, CONTE E COMPAGNI SONO DIVISI SU COME FRONTEGGIARE LE SPARATE E I VIDEO INDECENTI DELL’EX GENERALE - C’È CHI VORREBBE DENUNCIARLO, PRENDERLO DI PETTO E INCALZARLO PER LA SUA PROPAGANDA NEO-FASCIA CONVINTO CHE VADA ARGINATO CON LE CATTIVE. MA ALTRI, TRA CUI GIUSEPPE CONTE, CHE INVECE PENSANO SIA MEGLIO LASCIARLO SCORRAZZARE LIBERO. IL RETROPENSIERO È: “PIÙ CRESCE VANNACCI, PEGGIO È PER LA MELONI” (ALMENO FINCHÉ NON SI ALLEANO)

giuseppe conte elly schlein giorgia meloni

DAGOREPORT - MENTRE CASA ITALIA BRUCIA, TRA PISTOLERI E GENERALI, NON DISTURBATE ELLY SCHLEIN E GIUSEPPE CONTE: I DUE LEADER (SI FA PER DIRE) PROPRIO NON SI RENDONO CONTO CHE IL "CAMPO LARGO" VA ALLARGATO A TUTTE LE FORZE MODERATE E RIFORMISTE. AD OGGI, DI UNA COALIZIONE ALTERNATIVA ALL'ARMATA BRANCA-MELONI, NON C’È TRACCIA - SE CONTE E SCHLEIN TENESSERO DAVVERO ALLA VITTORIA DELLA COALIZIONE, PIÙ CHE ALLA PERSONALE AMBIZIONE DI ANDARE A PALAZZO CHIGI, AVREBBERO DA TEMPO FATTO UN PASSO INDIETRO A FAVORE DI UN "PAPA STRANIERO" (IL FAVORITO E' ROBERTO GUALTIERI) - MA I DUE LEADER (SI FA PER DIRE) NON RIESCONO A FICCARSI NELLA TESTA CHE, IN CASO DI SCONFITTA ALLE POLITICHE DEL 2027, RISCHIAMO DAVVERO DI SVEGLIARCI UNA MATTINA CON MELONI AL QUIRINALE E VANNACCI A PALAZZO CHIGI…

stefano benigni marina berlusconi antonio tajani

LA “SFI-DUCETTA” ALLA LEGGE ELETTORALE HA APERTO IL VASO DI PANDORA: IN FORZA ITALIA SIAMO ALLA NOTTE DEI LUNGHI COLTELLI! SI VOCIFERA CHE IL SEGRETARIO, ANTONIO TAJANI E STEFANO BENIGNI PASSASSERO FRA I BANCHI A DIRE AI DEPUTATI COME VOTARE. MA HANNO FALLITO: IL LORO OBIETTIVO ERA INFATTI FAR PASSARE L’EMENDAMENTO SULLE PREFERENZE, IN PARTICOLARE IL SUPERAMENTO DELLA REGOLA DEL 60/40 (L’ALTERNANZA DI GENERE) - L’EX MONARCHICO VORREBBE LIBERARSI DEI PARLAMENTARI STORICAMENTE LEGATI A SILVIO BERLUSCONI, E OGGI A MARINA – IL SEGRETARIO È CONVINTO CHE LA “CAVALIERA” NON METTERÀ BOCCA SULLE LISTE PERCHE' SI SAREBBE GIÀ STANCATA DEL "GIOCATTOLO” FORZA ITALIA...

naike rivelli

DAGOREPORT – ORA SÌ CHE TI RICONOSCIAMO, NAIKE! LA RIVELLI DEDICA UN ALTRO VIDEO COATTO A DAGOSPIA E FINALMENTE TORNA LA BURINELLA CHE ABBIAMO SEMPRE AMATO – DALLE LEZIONI SULL’INGOIO DELLE BANANE ALLA FOTO CON LA TESTA NEL CESSO FINO ALLA “VULVA ART” E ALLA MEGA-HIT “DEFAILLANCE”, ABBIAMO SEMPRE ADORATO LA NAIKE FUORI CONTROLLO, TRA AVVENTURE LESBO, FOTO IGNUDA E APPELLI PRO-GNOCCA – CARISSIMA NAIKE, ABBIAMO UN CONSIGLIO: LASCIA PERDERE I DISSING, GLI SCONTRI VERBALI, LE POLEMICHE. NON SONO PER TE. NON AFFATICARE LE SINAPSI, LASCIALE LIBERE DI SINTONIZZARSI CON L’UNIVERSO. SPALANCA I CHAKRA, CHISSÀ CHE L’ENERGIA COSMICA NON ENTRI A FARE UN SALUTO. NON PRENDERTI TROPPO SUL SERIO. NOI NON L’ABBIAMO MAI FATTO...

giorgia meloni salvini tajani legge elettorale

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI ERA CONVINTA DI AVER TROVATO UN ACCORDO CON SALVINI E TAJANI: PER AMMANSIRE I SUOI DUE ALLEATI, CONTRARISSIMI ALLE PREFERENZE, LI AVEVA ACCONTENTATI CON LE NOMINE DI STRISCIUGLIO A FERROVIE E STAZI ALLA CONSOB. OTTENUTO TUTTO QUESTO, NON SI METTERANNO MICA A ROMPERE I COJONI, PENSAVA LA DUCETTA. E INVECE… - IL GUAIO È CHE IL “FU TRUCE DEL PAPEETE” E L’EX MONARCHICO DI FERENTINO NON GOVERNANO PIÙ I LORO PARTITI, ORMAI SFARINATI – DENTRO FRATELLI D’ITALIA, MICA VA TANTO MEGLIO: QUANDO FRANCESCO LOLLOBRIGIDA PARLA DI “VIGLIACCHINI” CHE HANNO VOTATO NO, CE L’HA ANCHE CON I SUOI CAMERATI DI VIA DELLA SCROFA (IL PARTITO GRANITICO E COMPATTO DIETRO “IO SO’ GIORGIA’ NON ESISTE PIÙ