buttafuoco crocetta musei chiusi sicilia

PASQUA DOVE VUOI, MA NEL MUSEO SICILIANO NON PUOI - LA REGIONE NON PAGA GLI STRAORDINARI: A PASQUA MUSEI CHIUSI - BUTTAFUOCO: “DIO VOLESSE, LA CANCELLAZIONE PER LA SICILIA DELLO STATUTO SPECIALE DI AUTONOMIA CHE DETERMINA QUESTA VERGOGNA”

Pietrangelo Buttafuoco per il “Fatto Quotidiano”

SICILIASICILIA

 

Pasqua dove vuoi, nel museo però non puoi. Mauro Felicori, il direttore della Reggia di Caserta, lavora tutti i giorni - compreso Natale, Pasqua ed Epifania - e i 1.400 custodi di Sicilia, invece, fanno la scampagnata di Pasquetta.
 

Un milione di euro - il taglio fatto dalla Regione siciliana a un bilancio di 19 miliardi - non consente il pagamento degli straordinari delle festività a 420 addetti alla sorveglianza. Sono, specificatamente, i dipendenti della Fas (una società partecipata) e sono necessari a garantire il servizio.
 

BUTTAFUOCOBUTTAFUOCO

Gli operatori turistici, si sa, lavorano quando gli altri sono in vacanza. La cosa in sé è ovvia ma così non è in Sicilia e il risultato della settimana prossima, a meno di un' inattesa soluzione - Dio volesse, la cancellazione dello Statuto speciale di autonomia che determina questa vergogna - sarà questo: musei chiusi, parchi chiusi, chiusi anche i siti archeologici e perciò niente Selinunte, niente Segesta, niente Valle dei Templi.
 

Tutto chiuso, in Sicilia, per urgenza di fave&pecorino. Ed è come immaginare la Francia nell' impossibilità di vendere lo champagne durante i giorni di villeggiatura; come se Cuba non avesse scorte di sigari Avana nei magazzini; come se l' Egitto non potesse garantire ai visitatori le escursioni alle Piramidi o i soggiorni a Sharm el Sheikh, come effettivamente accade perché il Maghreb è teatro di guerra.
 

Non è, grazie a Dio, teatro di guerra la Sicilia ma palcoscenico di buffoneria quello sì, lo è, se un tour operator internazionale - come ha rivelato ieri La Repubblica - ha dovuto cestinare i contratti con la Sicilia perché non c' era verso di poter avere dagli assessorati e dagli enti preposti gli orari d' apertura dei musei con cui completare l' offerta ai propri clienti nei depliant.
 

SICILIA MUSEI SICILIA MUSEI

Se c' è, fuor di retorica, un petrolio vero in Sicilia, quello è nell' offerta di godimento e bellezza. Prova ne sia che il Commissario Montalbano - con vista panoramica su Vigata - macina in tivù il 41 per cento di share.

 

Va da sé che per un cittadino italiano è più facile raggiungere le Baleari che la Sicilia - tanto le compagnie aeree vampirizzano sulle rotte - ma che la Regione siciliana dia prova di così conclamata inettitudine non può che far gridare all' eterna vergogna. E di questo si tratta: ver-go-gna. Proprio adesso che la tensione militare porta i vacanzieri dalle coste del Nord Africa altrove, ma pur sempre nel Mediterraneo, la Sicilia riesce ad avere un calo di visitatori dell' 8 per cento.
 

CROCETTA 5CROCETTA 5

Alla vergogna, fa seguito l' emergenza. I turisti che si vedono negata la possibilità di godere il bello in quella che dovrebbe essere la prima vetrina d' Italia per storia e cultura raccontano, innanzitutto, l' omesso incasso di piccioli e la mancata messa a frutto di 3-4 punti del prodotto interno lordo dell' isola che, secondo gli studi del settore, vengono meno nelle tasche dei cittadini.
 

Ho avuto modo di farmi raccontare da una ragazza - una ricercatrice madrilena, specialista di storia moderna - la sua esperienza presso gli archivi e le biblioteche di Sicilia. Seduta accanto a me sul volo Palermo-Roma, felice delle giornate di studio, mi ha descritto la propria esperienza alzando gli occhi al cielo e dicendomi così:

 

montalbano montalbano

"Quando potevo accedere, vi trovavo le meraviglie. Ma la fatica era trovare aperto". Atterrando, preparandoci all' uscita - presentando la giovane ricercatrice a un autorevole politico siciliano - ho raccontato il fatto e lui, nell' ascoltare, gli occhi non li ha alzati, ma li ha abbassati nel gesto proprio della rassegnazione.
 

La stessa cosa ho fatto io. Inghiottendo ancora una volta la ver-go-gna e la consapevolezza: non si può lasciare la Sicilia a noi siciliani. La prima industria di Sicilia è la cultura. Urge l' intervento di Dario Franceschini. Certo, lo Statuto speciale gli impedisce di agire. Ma non di parlare.

franceschinifranceschini

 

Ultimi Dagoreport

donald trump giorgia meloni ixe sondaggio

DAGOREPORT - CHE COSA SI PROVA A DIVENTARE “GIORGIA CHI?”, DOPO ESSERE STATA CARAMELLATA DI SALAMELECCHI E LECCA-LECCA DA DONALD TRUMP, CHE LA INCORONÒ LEADER "ECCEZIONALE", "FANTASTICA", "PIENA DI ENERGIA’’ E ANCHE "BELLISSIMA"? - BRUTTO COLPO, VERO, SCOPRIRE CHE IL PRIMO DEMENTE AMERICANO SE NE FOTTE DELLA “PONTIERA” TRA USA E UE CHE SI È SBATTUTA COME MOULINEX CONTRO I LEADER EUROPEI IN DIFESA DEL TRUMPISMO, E ORA NON RACCATTA NEMMENO UN FACCIA A FACCIA DI CINQUE MINUTI, COME È SUCCESSO AL FORUM DI DAVOS? - CHISSÀ CHE EFFETTO HA FATTO IERI A PALAZZO CHIGI LEGGERE SUL QUEL “CORRIERE DELLA SERA” CHE HA SEMPRE PETTINATO LE BAMBOLE DELL’ARMATA BRANCA-MELONI, IL DURISSIMO EDITORIALE DI UN CONSERVATORE DOC COME MARIO MONTI - CERTO, PER TOGLIERE LA MASCHERA ALL’INSOSTENIBILE GRANDE BLUFF DELLA “GIORGIA DEI DUE MONDI”, C’È VOLUTO UN ANNO DI ''CRIMINALITÀ'' DI TRUMP MA, SI SA, IL TEMPO È GALANTUOMO, I NODI ALLA FINE ARRIVANO AL PETTINE E LE CONSEGUENZE, A PARTIRE DAL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA DI FINE MARZO, POTREBBERO ESSERE MOLTO AMARE TRASFORMANDO IL ''NO'' ALL'UNICA RIFORMA DEL GOVERNO IN UN "NO" AL LEGAME DI MELONI CON LA DERIVA FASCIO-AUTORITARIA DI TRUMP... 

tommaso cerno barbara d'urso durso d urso francesca chaouqui annamaria bernardini de pace

FLASH – IERI SERA GRAN RADUNO DI PARTY-GIANI ALLA CASA MILANESE DI TOMMASO CERNO, PER CELEBRARE IL 51ESIMO COMPLEANNO DEL DIRETTORE DEL “GIORNALE” – NON SI SONO VISTI POLITICI, AD ECCEZIONE DI LICIA RONZULLI. IN COMPENSO ERANO PRESENTI L’AVVOCATESSA ANNAMARIA BERNARDINI DE PACE E L’EX “PAPESSA” FRANCESCA IMMACOLATA CHAOUQUI. A RUBARE LA SCENA A TUTTE, PERÒ C’HA PENSATO UNA SFAVILLANTE BARBARA D’URSO STRETTA IN UN ABITINO DI DOLCE E GABBANA: “BARBARELLA” AVREBBE DELIZIATO I PRESENTI ANNUNCIANDO CHE, DOPO FABRIZIO CORONA, ANCHE LEI TIRERÀ FUORI QUALCHE VECCHIA MAGAGNA…

giorgia meloni carlo calenda

FLASH – CARLO CALENDA UN GIORNO PENDE DI QUA, L’ALTRO DI LÀ. MA COSA PENSANO GLI ELETTORI DI “AZIONE” DI UN’EVENTUALE ALLEANZA CON LA MELONI? TUTTO IL MALE POSSIBILE: IL “TERMOMETRO” TRA GLI “AZIONISTI” NON APPREZZA L'IPOTESI. ANCHE PER QUESTO CARLETTO, ALL’EVENTO DI FORZA ITALIA DI DOMENICA, È ANDATO ALL’ATTACCO DI SALVINI: “NON POSSO STARE CON CHI RICEVE NAZISTI E COCAINOMANI” (RIFERIMENTO ALL’ESTREMISTA INGLESE TOMMY ROBINSON) – IL PRECEDENTE DELLE MARCHE: ALLE REGIONALI DI SETTEMBRE, CALENDA APRÌ A UN ACCORDO CON IL MAL-DESTRO ACQUAROLI, PER POI LASCIARE LIBERTÀ “D’AZIONE” AI SUOI CHE NON NE VOLEVANO SAPERE...

donald trump peter thiel mark zuckerberg sam altman ice minneapolis

DAGOREPORT – IL NERVOSISMO È ALLE STELLE TRA I CAPOCCIONI E I PAPERONI DI BIG TECH: MENTRE ASSISTONO INERMI ALLE VIOLENZE DI MINNEAPOLIS (SOLO SAM ALTMAN E POCHI ALTRI HANNO AVUTO LE PALLE DI PRENDERE POSIZIONE), SONO MOLTO PREOCCUPATI. A TEDIARE LE LORO GIORNATE NON È IL DESTINO DELL'AMERICA, MA QUELLO DEL LORO PORTAFOGLI. A IMPENSIERIRLI PIÙ DI TUTTO È LO SCAZZO TRA USA E UE E IL PROGRESSIVO ALLONTANAMENTO DELL'EUROPA, CHE ORMAI GUARDA ALLA CINA COME NUOVO "PADRONE" – CHE SUCCEDEREBBE SE L’UE DECIDESSE DI FAR PAGARE FINALMENTE LE TASSE AI VARI ZUCKERBERG, BEZOS, GOOGLE, IMPONENDO ALL’IRLANDA DI ADEGUARE LA PROPRIA POLITICA FISCALE A QUELLA DEGLI ALTRI PAESI UE? – COME AVRÀ PRESO DONALD TRUMP IL VIAGGIO DI PETER THIEL NELLA FRANCIA DEL “NEMICO” EMMANUEL MACRON? SPOILER: MALISSIMO…

viktor orban giorgia meloni santiago abascal matteo salvini

FLASH – GIORGIA MELONI SI SAREBBE MOLTO PENTITA DELLA SUA PARTECIPAZIONE ALL’IMBARAZZANTE SPOTTONE PER LA CAMPAGNA ELETTORALE DI VIKTOR ORBAN, INSIEME A UN’ALLEGRA BRIGATA DI POST-NAZISTI E PUZZONI DI TUTTA EUROPA – OLTRE AD ESSERSI BRUCIATA IN UN MINUTO MESI DI SFORZI PER SEMBRARE AFFIDABILE ED EUROPEISTA, LA SORA GIORGIA POTREBBE AVER FATTO MALE I CONTI: PER LA PRIMA VOLTA DA ANNI, I SONDAGGI PER IL “VIKTATOR” UNGHERESE NON SONO BUONI - IL PARTITO DEL SUO EX DELFINO, PETER MAGYAR, È IN VANTAGGIO (I GIOVANI UNGHERESI NON TOLLERANO PIÙ IL PUTINISMO DEL PREMIER, SEMPRE PIÙ IN MODALITÀ RAGAZZO PON-PON DEL CREMLINO)

zelensky beltrame meloni putin

FLASH – CHI E PERCHÉ HA FATTO USCIRE IL DISPACCIO DELL’AMBASCIATORE “LEGHISTA” A MOSCA, STEFANO BELTRAME, RISERVATO AI DIPLOMATICI, IN CUI SI ESPRIMEVANO LE PERPLESSITÀ ITALIANE SULLE NUOVE SANZIONI ALLA RUSSIA, CON TANTO DI STAFFILATA ALL’ALTO RAPPRESENTANTE UE, KAJA KALLAS (“IL CREMLINO NON LA RICONOSCE COME INTERLOCUTRICE”)? NON SONO STATI I RUSSI, MA QUALCUNO DALL'ITALIA. EBBENE: CHI HA VOLUTO FARE UN DISPETTUCCIO A GIORGIA MELONI, CHE CI TIENE TANTO A MOSTRARSI TRA LE PIÙ STRENUE ALLEATE DI KIEV? -  PICCOLO REMINDER: BELTRAME, EX CONSIGLIERE DIPLOMATICO DI SALVINI AI TEMPI DEL VIMINALE, NELL’OTTOBRE DEL 2018 ORGANIZZÒ IL VIAGGIO DI SALVINI A MOSCA, AI TEMPI DELL’HOTEL METROPOL…