“PASSERA: TENERLA APERTA COSTA” - NON È UN PROVERBIO SCURRILE, MA IL LANCIO ANSA SULL’ALCOVA, PARDON ALCOA - SENTITA LA MOGLIE, CORRADINO NON DÀ SPERANZE, MENTRE PER SQUINZI SI PUÒ SALVARE: “SERVE ENERGIA A PREZZI COMPETITIVI”- MA IL PROBLEMA È LA GUERRA TRA GLI AMERICANI DI ALCOA E GLI SVIZZERI DI GLENCORE (UNICI POTENZIALI COMPRATORI) CHE TRATTANO SOLO CON I POLITICI, PER STRAPPARE MIGLIORI CONDIZIONI E INVESTIMENTI PUBBLICI…

1 - SARDEGNA, PASSERA È PRONTO A LASCIAR CHIUDERE L'ALCOA: COSTA TROPPO
Giorgio Meletti per il "Fatto quotidiano"

I mercati guardano le notizie dell'agenzia Reuters, e ieri hanno letto parole del ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera dal significato inequivocabile: l'Alcoa chiuderà, e il governo italiano non giocherà nessuna carta contro la decisione della multinazionale americana. Le possibilità di trovare un compratore per la fabbrica di alluminio di Portovesme, nel Sulcis, sono "extremely remote", e la situazione "nearly impossible", perché finora, dice Passera, "non ci sono stati dei veri impegni da parte di nessuno per possibili acquisizioni".

Il ministro parla alla festa del Pd di Reggio Emilia, dove ha celebrato la consueta passerella del ministro tecnico lanciato verso la carriera politica, proprio mentre Pier Luigi Bersani riceveva a Roma una delegazione di operai sardi disperati. "Sollecitiamo il governo a raddoppiare gli sforzi in questi giorni cruciali", ha detto il segretario democratico, forse non aveva ancora letto l'annuncio di Passera urbi et orbi:gli sforzi sono ormai inutili.

L'Alcoa si avvia dunque alla chiusura in un clima sempre più incandescente ma anche surreale. Il governatore della Puglia Nichi Vendola accusa Passera di cinismo, l'ex ministro del Lavoro Cesare Damiano lo invita a rimangiarsi le parole sulla crisi Alcoa "irrisolvibile". I politici sardi, di destra e di sinistra, insorgono contro la parole "avventate" del ministro.

Sulla rete le notizie sui due operai dell'Alcoa che si sono arrampicati per protesta in cima a un silos alto 70 metri si intrecciano con i lazzi per un titolo dell'agenzia Ansa destinato a passare alla storia: "Passera, tenerla aperta costa". Ma se ci si ferma un attimo, e si riesce a non ridere e a non piangere, la situazione appare in tutta la sua chiara drammaticità, raffigurata proprio dalle parole di Bersani che, se oggi invita il governo a raddoppiare gli sforzi, a gennaio chiese al premier Mario Monti di prendere in mano direttamente la questione Alcoa.

Non è successo niente. Non solo gli operai dell'Alcoa, ma tutto il popolo italiano viene preso in giro da almeno tre anni, prima dal governo Berlusconi poi dal governo dei tecnici. Il problema dell'Alcoa si è posto tre anni fa, e da subito è stato chiaro che in gioco non c'erano solo i posti di lavoro nel Sulcis, ma anche il presidio italiano in un settore industriale strategico. Da tre anni il problema è solo rinviato. L'Alcoa ha detto definitivamente che avrebbe chiuso Portovesme ai primi di gennaio. Dopo otto mesi Passera annuncia che questa fabbrica non la vuole nessuno.

Ma questi otto mesi di trattative non sono chiarissimi. Fin dal primo giorno si è fatta avanti la Glencore, multinazionale svizzera che controlla la Portovesme srl, fabbrica che lavora a pochi metri di distanza l'alluminio prodotto dall'Alcoa. Ma l'Alcoa non vuole dare la fabbrica a un concorrente: la vuole chiudere, e vuole vendere agli italiani il suo alluminio importato.

E così, come a Termini Imerese il governo ha perso mesi dietro alla mitica Dr motors che doveva rilevare la fabbrica Fiat, a Portovesme Passera ha assistito immobile alla assurda trattativa con il fondo di private equity tedesco Aurelius, fino a che è stata proprio l'Alcoa a far saltare il tavolo. A luglio il capo europeo di Alcoa, Alessandro Profili, chiuse la trattativa con queste parole: "Non possiamo dare il via libera ad una cessione irresponsabile". Meglio chiudere che dare il via libera a una cessione irresponsabile, dunque, nella logica particolare della multinazionale.

E quindi, adesso che disperatamente i sindacati cercano di riallacciare il dialogo con Glencore, Passera, uccide ogni speranza. Ieri l'ha detto: "Intendiamo rispettare i patti. È stato fatto un accordo preciso e se non lo rispettassimo perderebbe di credibilità qualsiasi accordo facessimo in futuro con altri interlocutori". Parole nobili. Se non fosse per un dettaglio: l'impegno solenne è quello di non ostacolare la chiusura se non si trova un compratore (che piaccia ad Alcoa) entro poche ore.


2 - ALCOA: SQUINZI, SI PUO' SALVARE, NODO E' PREZZO ENERGIA
(ANSA) - L'Alcoa di Portovesme "si può salvare solo se si trovano le condizioni per avere un'energia a prezzi competitivi. Volendo si può fare". Lo afferma il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, parlando della vicenda sarda ai microfoni di Canale 5. Quella dell'Alcoa, spiega, è una crisi "legata a uno dei nodi del sistema Paese, il costo dell'energia". Con questi prezzi, le industrie ad alto consumo energetico "sono destinate a sparire".


3 - ALCOA: PRIMA NOTTE OPERAI SU SILOS SFIDANDO PIOGGIA E VENTO

(ANSA) - Prima notte all'addiaccio per i tre operai dell'Alcoa che da ieri stanno occupando la sommità di un silos dell'acqua a 70 metri d'altezza all'interno dello stabilimento di Portovesme. Stanotte, con le sole tende, teli e giacche a vento della tuta da lavoro, hanno sfidato il vento e la pioggia, ma non sono intenzionati a scendere.

Anzi, da questa mattina, sul serbatoio campeggia la scritta "Disposti a tutto": gli operai si stanno pericolosamente sporgendo dalla ringhiera che circonda il solaio del serbatoio. I colleghi di lavoro stanno cercando in tutti i modi di farli desistere da questa iniziativa di lotta, ma i tre lavoratori - in contatto via radio con i colleghi - non vogliono mollare: "Continuiamo a combattere per il nostro posto di lavoro - hanno detto al Tgcom24 - e non scenderemo fino a quando Alcoa non ci darà garanzie precise sullo slittamento della procedura di fermata delle celle dei terzi blocchi".

4 - ALCOA: VERTICE A ROMA TRA GLENCORE E GOVERNATORE CAPPELLACCI
(ANSA) - Ieri si è svolto a Roma un faccia a faccia tra il presidente della Regione Sardegna, Ugo Cappellacci, e i vertici della Glencore, la multinazionale svizzera già presente nel polo industriale del Sulcis e potenzialmente interessata ad acquisire lo stabilimento Alcoa di Portovesme. "Ho fatto richiesta di un incontro urgente - ha spiegato il governatore - affinché si possano riprendere le positività di un soggetto che ha una storia importante, che ha compiuto investimenti rilevanti nella nostra isola e che è in grado di mettere in moto sinergie ed economie di scala virtuose nel nostro territorio. La storia della Glencore in Sardegna - ha aggiunto Cappellacci - rappresenta altresì un esempio positivo del passaggio di una realtà produttiva dalla mano pubblica a quella privata".

5 - ALCOA: CAPPELLACCI, GLENCORE CONFERMA INTERESSE
(ANSA) - "La Glencore conferma un interesse all'acquisto dello stabilimento Alcoa di Portovesme, a condizione che vengano definite le questioni relative al costo dell'energia, alla ottimizzazione dei processi di produzione e alle infrastrutture". Lo ha comunicato il presidente della Regione Sardegna, Ugo Cappellacci, al termine del confronto appena concluso a Roma con i vertici della multinazionale Svizzera.

"Ora occorre accelerare i tempi - ha aggiunto il governatore sardo - e risolvere le problematiche che causano delle diseconomie affinché la trattativa per il passaggio dello stabilimento, ora nelle mani del colosso americano, ad un altro soggetto possa scorrere su un binario definito e idoneo a condurre verso la soluzione auspicata".

6 - ALCOA: AZIENDA, DA MARZO MAI PIU' SENTITO GLENCORE
(ANSA) - Per i vertici di Alcoa è tutta in salita la trattativa per la cessione dello stabilimento di Portovesme. Lo fa capire Alessandro Profili, responsabile degli affari europei della multinazionale Usa, parlando dei contatti con la svizzera Glencore, già presente nel polo industriale di Portovesme e, allo stato, l'unica potenziale acquirente della fabbrica sarda. "E' una grande società - spiega Profili all'ANSA - molto affidabile, con grossa esperienza e grosse capacità finanziarie. Ma da marzo non l'abbiamo più sentita".

"Avendo avuto accesso a tutte le informazioni dal mese di febbraio, quando abbiamo aperto la data room - precisa il manager -, ha poi deciso di non proseguire non finalizzando il proprio interesse. Quindi da marzo la Glencore non ha aperto nessuna trattativa per firmare una lettera di intenti e non ci ha mai più contattato. Adesso - chiarisce Profili - ha aperto dei contatti con il Governo di cui, però, noi non siamo al corrente e non abbiamo partecipato ad alcuna riunione. Per noi é molto difficile commentare questo interesse - ha ribadito - perché non lo ha comunicato a noi, ma solo al Governo".

Riguardo al raffreddamento delle procedure di fermata degli impianti di Portovesme, Profili non conferma ma precisa che "se nei prossimi giorni ci saranno elementi nuovi, delle richieste o interverranno degli accordi, tutto si può modificare. Per il momento - conclude - abbiamo comunicato un piano di fermata, che si concluderà il 10 ottobre e oggi non è cambiato niente". Venerdì 7 sarebbe previsto lo spegnimento contemporaneo di 100 celle elettrolitiche, ma i sindacati avrebbero avuto garanzie dal Governo che non ci sarà nessuna accelerazione in attesa del vertice del 10 al Mise.

 

 

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