PATTI LODENENSI - IL SOSTEGNO DELLA CHIESA A RIGOR MONTIS È FRUTTO DI UN ACCORDO PRECISO: NIENTE RIVOLUZIONI SUI TEMI ETICI E NIENTE ACCORDI CON LA SINISTRA RADICALE (IMU E DINTORNI) - IL FORUM DELLE ASSOCIAZIONI CATTOLICHE CHIAMA ALLE ARMI GLI ALTRI CROCIATI ANCORA RIMASTI NEL PDL (DA FRATTINI E MAURO A QUAGLIARIELLO) PER CONVINCERLI A MOLLARE QUEL LUSSURIOSO DEL BANANA E ARRUOLARSI CON SAN MONTI…

Paolo Rodari per "Il Foglio.it"

L'endorsement dell'Osservatore Romano per Monti "che vuole recuperare il senso più alto e più nobile della politica" dice che oltre il Tevere sono arrivate garanzie precise. L'azione futura di Mario Monti non romperà sui princìpi cosiddetti "non negoziabili" (vita, famiglia ed educazione) e insieme non andrà a intaccare quanto acquisito dai patti lateranensi. Che tradotto significa due cose: non sarà Monti a scendere a compromessi con la sinistra populista e antagonista; non sarà lui a intaccare gli accordi bilaterali della chiesa con lo stato italiano, con tutti i rispettivi impegni finanziari che comportano. Monti ha mantenuto questa politica nei mesi di governo tecnico e così farà in futuro.

Del resto, non è di ieri l'insistenza dell'Osservatore, e dunque dei piani alti del Vaticano, per la ricerca di una sintonia fra "i due colli", il tentativo di due mondi diversi di coesistere nell'interesse di entrambi. "Si nota - scriveva ieri l'Osservatore a riguardo di Monti - la sintonia con il messaggio ripetuto in questi anni dal presidente della Repubblica italiana Giorgio Napolitano, non a caso un'altra figura istituzionale che gode di ampia popolarità e alla quale tutti riconoscono il merito di aver individuato proprio nel senatore a vita l'uomo adatto a traghettare l'Italia fuori dai marosi della tempesta finanziaria".

Mai come ora la posizione del Vaticano rispecchia il sentire di tutte le gerarchie della chiesa italiana, da Angelo Bagnasco in giù. Il referente del Forum delle associazioni cattoliche che convocò il raduno di Todi (ottobre 2011), nelle ultime settimane uno dei leader cattolici più vicini al presidente della Cei nella sua strategia di fuoriuscita dalle secche del Pdl per entrare nel mondo ancora illibato dell'ex premier Monti, Carlo Costalli, leader del Movimento cristiano lavoratori (Mcl), conferma questa nuova linea pur con le precauzioni del caso: "Certo, andiamo con Monti - dice -, ma se dopo le elezioni vi saranno alleanze con la sinistra populista e antagonista, da Nichi Vendola alla Fiom-Cgil per intenderci, scendiamo dal carro immediatamente. Vogliamo un partito sul modello del Ppe capace di sganciarsi da certe sinistre".

Dice Costalli: "Il 10 gennaio ci ritroviamo non solo con le associazioni che hanno organizzato Todi ma anche con tutti i movimenti ecclesiali per ragionare sul nostro appoggio a Monti. E a conferma del fatto che il nostro appoggio è benedetto dalla Cei, saranno presenti anche le tre ‘lobby' che lavorano direttamente su mandato delle gerarchie: Retinopera, Scienza e Vita e il Forum delle famiglie.

Vogliamo pressare Monti fino, mi si passi il termine, a stressarlo affinché comprenda che il mondo cattolico che l'appoggia è ampio e non può essere riconducibile a Montezemolo-Riccardi-Olivero più Casini. Se tutto è ridotto a questi nomi non ci stiamo. Ma Monti credo ne sia cosciente". Ore febbrili in via Aurelia, sede della Cei. Dopo anni di richiami del Papa, e a ruota dei vescovi, il momento del "nuovo impegno dei cattolici in politica" è arrivato. Della serie, o ora o mai più. "Certo - dice Costalli -, occorre chiarirsi bene.

Per noi sono due i temi imprescindibili che l'agenda Monti deve fare propri. Sono i temi etici, e dunque il sì incondizionato ai princìpi non negoziabili di ratzingeriana memoria, e il sì a un'economia sociale e di mercato moderna che sappia trovare il giusto equilibrio fra economia e solidarietà". Che significa? "Sì alla vita in ogni sua fase, al valore incondizionato di ogni vita umana, alla famiglia fondata sul matrimonio, alla libertà di educazione. E sì anche a una politica economica che preveda forti riduzioni dei costi dello stato e insieme forti liberalizzazioni".

Il Pdl così com'è non serve allo scopo? "No. Purtroppo la storia recente del Pdl è stata anche la storia di una certa decadenza sui temi morali ed etici, e insieme anche la storia di continue prese di posizioni anti europee, ad esempio con attacchi diretti alla Merkel. Mentre, invece, in questo anno Monti su questi temi non ha mai strappato. Vorrà dire qualcosa, no? Noi vogliamo che tutta quella classe dirigente che ha ben lavorato in questi anni all'interno del Pdl venga con Monti. Non sono pochi. Faccio alcuni nomi: Mauro, Frattini, Mantovano, Roccella, Quagliariello, Alemanno, Fitto... ma tanti altri se ne potrebbero fare.

In questo senso lanciamo un segnale anche a certi esponenti di ItaliaFutura che parlano troppo e troppo spesso di rottamazione di tutti coloro che sono già stati in Parlamento. E' un'argomentazione ridicola e pure inutile. Chi ha ben lavorato, e sono tanti, deve poter dare ancora il proprio contributo e dare così il meglio di sé. Anche perché se siamo in tanti, se cioè con Monti riusciamo a portare un fronte il più trasversale possibile come è credo nei suoi desiderata, si potrebbe arrivare perfino a non aver bisogno di alleanze a sinistra".

 

OSSERVATORE ROMANODIRETTORE OSSERVATORE ROMANO ENZO MARIA VIAN Osservatore Romanomonti papa ratzingerMARIO MONTI INCONTRA PAPA RATZINGER Giorgio Napolitano CARDINALE ANGELO BAGNASCO CASINI- MONTEzemoloRiccardi Montezemolo Oliviero

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