ignazio marino by benny

PERCHÉ MARINO METTE ALL’ASTA 35 IMMOBILI COMUNALI IN PIENO AGOSTO, QUANDO ROMA È SEMIDESERTA, SENZA DARE ALL’INCANTO PUBBLICO LA MINIMA PUBBLICITÀ POSSIBILE? INFATTI SOLO SEI IMMOBILI HANNO RICEVUTO OFFERTE, DUE DELLE QUALI DA COMMERCIANTI CINESI

Massimo Malpica per "il Giornale"

 

IGNAZIO MARINO AUTOBUS ATACIGNAZIO MARINO AUTOBUS ATAC

Come «operazione trasparenza» non c' è male. Quando a febbraio scorso il Campidoglio di Ignazio Marino, reduce dalle scosse di Mafia Capitale, decise di mettere in vendita una buona fetta del suo patrimonio immobiliare, si scatenarono le polemiche. Per la mancanza di trasparenza (il primo elenco non riportava nemmeno i nomi degli assegnatari) e per la «storica» malagestione di quell' asset, affittato a canoni ridicoli, oberato da morosità e capace di produrre un reddito per le casse capitoline inferiore ai 2 milioni annui, contro i 27 milioni di euro che avrebbe fruttato se affittato a prezzi di mercato.

IGNAZIO MARINO AUTOBUS ATACIGNAZIO MARINO AUTOBUS ATAC

 

A seguito delle polemiche l' assessore al Patrimonio Alessandra Cattoi accettò controvoglia di comunicare i nomi degli inquilini. Ma un buon 10 per cento dei fortunati assegnatari restò ignoto, sollevando altri dubbi su quali nomi si nascondessero dietro i vuoti.

 

Il lavoro delle opposizioni permise di «correggere» l' asta prima dell' approvazione in consiglio, a fine febbraio, della delibera di alienazione, eliminando gli «sconti» inizialmente previsti anche per gli immobili di pregio, i gioielli piazzati nei più begli angoli del centro storico della Città Eterna. Restò invece la possibilità per gli inquilini anche se morosi da anni di mantenere il diritto di prelazione all' acquisto, una volta versati i canoni mancanti. Una «vergogna» per il capogruppo della Lista Marchini, Alessandro Onorato, che tentò invano di opporsi alla possibilità che chi aveva abitato a sbafo nelle case del Campidoglio potesse «blindare» anche questo privilegio.

ignazio marino spazzino 568187ignazio marino spazzino 568187

 

Ben più trionfanti i toni del sindaco. Marino, all' indomani del via libera alla delibera di vendita dei 600 immobili, annunciò la «fine» di «una gestione non redditizia e opaca di una ricchezza che non rientra nelle finalità di diretta competenza di un Comune, come la gestione di un patrimonio immobiliare», e pazienza se per due anni quella gestione pietosamente definita «non redditizia» era stata a cura della sua giunta.

 

I 308 milioni di euro preventivati come incasso dell' asta sembravano sufficienti a giustificare la svendita. Se le premesse sono state queste, il primo atto dell' alienazione ne è stato all' altezza. Nel nome della decantata «trasparenza», il sindaco e il suo assessore a inizio luglio fissano l' asta dei primi 35 immobili al 10 agosto.

ignazio marino  alla festa di selignazio marino alla festa di sel

 

Tutto in estate, con la città deserta e dando all' incanto pubblico - nella settimana di Ferragosto - la minima pubblicità possibile. Zero manifesti, poche righe sul sito web del dipartimento e una data così: un combinato disposto che ha sventato la folla delle grandi occasioni e i relativi incassi da capogiro.

 

Infatti all' asta c' erano quattro gatti, e dei 35 lotti ne sono stati aggiudicati 6, frutto di 13 offerte. Tra i gioielli invenduti anche l' Hotel Richmond, un quattro stelle ai Fori Imperiali con 13 stanze, messo all' asta per 3.9 milioni di euro. Invano. Così il Comune ha incassato solo 2,6 milioni di euro, contro un ricavo stimato di quasi 17 milioni.

ignazio  marino  alla festa di selignazio marino alla festa di sel

 

Metà dei lotti venduti sono stati comprati da imprenditori cinesi. Mentre l' appartamento più prestigioso - 114 metri quadri in piazza Navona, in un palazzo dove stranamente già fervono lavori di ristrutturazione - se l' è assicurato un' italiana. In assenza di concorrenti, s' è aggiudicata la casa con un rialzo di soli 28mila euro sulla base d' asta.

 

IGNAZIO MARINOIGNAZIO MARINO

Non male, come primo passo della svendita. Tanto che proprio Onorato, perplesso dall' asta fantasma agostana, chiede a Marino e all' assessore Alessandra Cattoi «cosa ci sia dietro una scelta così folle che va contro gli interessi dei cittadini».

Ultimi Dagoreport

donald trump giorgia meloni ixe sondaggio

DAGOREPORT - CHE COSA SI PROVA A DIVENTARE “GIORGIA CHI?”, DOPO ESSERE STATA CARAMELLATA DI SALAMELECCHI E LECCA-LECCA DA DONALD TRUMP, CHE LA INCORONÒ LEADER "ECCEZIONALE", "FANTASTICA", "PIENA DI ENERGIA’’ E ANCHE "BELLISSIMA"? - BRUTTO COLPO, VERO, SCOPRIRE CHE IL PRIMO DEMENTE AMERICANO SE NE FOTTE DELLA “PONTIERA” TRA USA E UE CHE SI È SBATTUTA COME MOULINEX CONTRO I LEADER EUROPEI IN DIFESA DEL TRUMPISMO, E ORA NON RACCATTA NEMMENO UN FACCIA A FACCIA DI CINQUE MINUTI, COME È SUCCESSO AL FORUM DI DAVOS? - CHISSÀ CHE EFFETTO HA FATTO IERI A PALAZZO CHIGI LEGGERE SUL QUEL “CORRIERE DELLA SERA” CHE HA SEMPRE PETTINATO LE BAMBOLE DELL’ARMATA BRANCA-MELONI, IL DURISSIMO EDITORIALE DI UN CONSERVATORE DOC COME MARIO MONTI - CERTO, PER TOGLIERE LA MASCHERA ALL’INSOSTENIBILE GRANDE BLUFF DELLA “GIORGIA DEI DUE MONDI”, C’È VOLUTO UN ANNO DI ''CRIMINALITÀ'' DI TRUMP MA, SI SA, IL TEMPO È GALANTUOMO, I NODI ALLA FINE ARRIVANO AL PETTINE E LE CONSEGUENZE, A PARTIRE DAL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA DI FINE MARZO, POTREBBERO ESSERE MOLTO AMARE TRASFORMANDO IL ''NO'' ALL'UNICA RIFORMA DEL GOVERNO IN UN "NO" AL LEGAME DI MELONI CON LA DERIVA FASCIO-AUTORITARIA DI TRUMP... 

tommaso cerno barbara d'urso durso d urso francesca chaouqui annamaria bernardini de pace

FLASH – IERI SERA GRAN RADUNO DI PARTY-GIANI ALLA CASA MILANESE DI TOMMASO CERNO, PER CELEBRARE IL 51ESIMO COMPLEANNO DEL DIRETTORE DEL “GIORNALE” – NON SI SONO VISTI POLITICI, AD ECCEZIONE DI LICIA RONZULLI. IN COMPENSO ERANO PRESENTI L’AVVOCATESSA ANNAMARIA BERNARDINI DE PACE E L’EX “PAPESSA” FRANCESCA IMMACOLATA CHAOUQUI. A RUBARE LA SCENA A TUTTE, PERÒ C’HA PENSATO UNA SFAVILLANTE BARBARA D’URSO STRETTA IN UN ABITINO DI DOLCE E GABBANA: “BARBARELLA” AVREBBE DELIZIATO I PRESENTI ANNUNCIANDO CHE, DOPO FABRIZIO CORONA, ANCHE LEI TIRERÀ FUORI QUALCHE VECCHIA MAGAGNA…

giorgia meloni carlo calenda

FLASH – CARLO CALENDA UN GIORNO PENDE DI QUA, L’ALTRO DI LÀ. MA COSA PENSANO GLI ELETTORI DI “AZIONE” DI UN’EVENTUALE ALLEANZA CON LA MELONI? TUTTO IL MALE POSSIBILE: IL “TERMOMETRO” TRA GLI “AZIONISTI” NON APPREZZA L'IPOTESI. ANCHE PER QUESTO CARLETTO, ALL’EVENTO DI FORZA ITALIA DI DOMENICA, È ANDATO ALL’ATTACCO DI SALVINI: “NON POSSO STARE CON CHI RICEVE NAZISTI E COCAINOMANI” (RIFERIMENTO ALL’ESTREMISTA INGLESE TOMMY ROBINSON) – IL PRECEDENTE DELLE MARCHE: ALLE REGIONALI DI SETTEMBRE, CALENDA APRÌ A UN ACCORDO CON IL MAL-DESTRO ACQUAROLI, PER POI LASCIARE LIBERTÀ “D’AZIONE” AI SUOI CHE NON NE VOLEVANO SAPERE...

donald trump peter thiel mark zuckerberg sam altman ice minneapolis

DAGOREPORT – IL NERVOSISMO È ALLE STELLE TRA I CAPOCCIONI E I PAPERONI DI BIG TECH: MENTRE ASSISTONO INERMI ALLE VIOLENZE DI MINNEAPOLIS (SOLO SAM ALTMAN E POCHI ALTRI HANNO AVUTO LE PALLE DI PRENDERE POSIZIONE), SONO MOLTO PREOCCUPATI. A TEDIARE LE LORO GIORNATE NON È IL DESTINO DELL'AMERICA, MA QUELLO DEL LORO PORTAFOGLI. A IMPENSIERIRLI PIÙ DI TUTTO È LO SCAZZO TRA USA E UE E IL PROGRESSIVO ALLONTANAMENTO DELL'EUROPA, CHE ORMAI GUARDA ALLA CINA COME NUOVO "PADRONE" – CHE SUCCEDEREBBE SE L’UE DECIDESSE DI FAR PAGARE FINALMENTE LE TASSE AI VARI ZUCKERBERG, BEZOS, GOOGLE, IMPONENDO ALL’IRLANDA DI ADEGUARE LA PROPRIA POLITICA FISCALE A QUELLA DEGLI ALTRI PAESI UE? – COME AVRÀ PRESO DONALD TRUMP IL VIAGGIO DI PETER THIEL NELLA FRANCIA DEL “NEMICO” EMMANUEL MACRON? SPOILER: MALISSIMO…

viktor orban giorgia meloni santiago abascal matteo salvini

FLASH – GIORGIA MELONI SI SAREBBE MOLTO PENTITA DELLA SUA PARTECIPAZIONE ALL’IMBARAZZANTE SPOTTONE PER LA CAMPAGNA ELETTORALE DI VIKTOR ORBAN, INSIEME A UN’ALLEGRA BRIGATA DI POST-NAZISTI E PUZZONI DI TUTTA EUROPA – OLTRE AD ESSERSI BRUCIATA IN UN MINUTO MESI DI SFORZI PER SEMBRARE AFFIDABILE ED EUROPEISTA, LA SORA GIORGIA POTREBBE AVER FATTO MALE I CONTI: PER LA PRIMA VOLTA DA ANNI, I SONDAGGI PER IL “VIKTATOR” UNGHERESE NON SONO BUONI - IL PARTITO DEL SUO EX DELFINO, PETER MAGYAR, È IN VANTAGGIO (I GIOVANI UNGHERESI NON TOLLERANO PIÙ IL PUTINISMO DEL PREMIER, SEMPRE PIÙ IN MODALITÀ RAGAZZO PON-PON DEL CREMLINO)

zelensky beltrame meloni putin

FLASH – CHI E PERCHÉ HA FATTO USCIRE IL DISPACCIO DELL’AMBASCIATORE “LEGHISTA” A MOSCA, STEFANO BELTRAME, RISERVATO AI DIPLOMATICI, IN CUI SI ESPRIMEVANO LE PERPLESSITÀ ITALIANE SULLE NUOVE SANZIONI ALLA RUSSIA, CON TANTO DI STAFFILATA ALL’ALTO RAPPRESENTANTE UE, KAJA KALLAS (“IL CREMLINO NON LA RICONOSCE COME INTERLOCUTRICE”)? NON SONO STATI I RUSSI, MA QUALCUNO DALL'ITALIA. EBBENE: CHI HA VOLUTO FARE UN DISPETTUCCIO A GIORGIA MELONI, CHE CI TIENE TANTO A MOSTRARSI TRA LE PIÙ STRENUE ALLEATE DI KIEV? -  PICCOLO REMINDER: BELTRAME, EX CONSIGLIERE DIPLOMATICO DI SALVINI AI TEMPI DEL VIMINALE, NELL’OTTOBRE DEL 2018 ORGANIZZÒ IL VIAGGIO DI SALVINI A MOSCA, AI TEMPI DELL’HOTEL METROPOL…