PIÙ RENZI, PIÙ RICCHI! - IL LIBRO DI GUTGELD, IL CASALEGGIO DEL SINDACO: MENO TASSE TAGLIANDO LA SPESA PUBBLICA (CIAO CORE) E RINGRAZIAMENTI PER I BANCHIERI PROFUMO E NICASTRO (SE VEDEMO)

Stefano Lepri per "la Stampa"

Non è un leader il politico «che cura l'aspetto mediatico, la conferenza stampa dove annunciare una legge anche se sbagliata, irrilevante o inattuabile come tante altre»: così scrive Yoram Gutgeld, e dato che si tratta del consigliere economico di Matteo Renzi, sarà una frase da tenere davanti agli occhi in futuro.

La si trova nel libro «Più uguali più ricchi», da oggi in libreria, edito da Rizzoli. Gutgeld, ex manager della McKinsey e ora deputato Pd, 54 anni tra poco, ha lavorato sodo (anche con aiuti) per mettere insieme un intero programma di governo, dal lavoro alle tasse, dal turismo all'energia.

Dichiarata è la distanza da chi vuole far «piangere i ricchi» secondo lo slogan di Rifondazione comunista nell'estate 2006. Gutgeld denuncia i mali italiani con idee da liberale di sinistra o da liberalsocialista, è convinto che equità e produttività possano aiutarsi a vicenda, vuole premiare il merito contro la «falsa eguaglianza»; però è anche feroce contro i passati governi di centro-destra.

Le tasse vanno ridotte, e si può ridurle solo tagliando la spesa, ma non gli pare credibile la promessa di una destra che «prima (2001-2006) è riuscita nel miracolo di aumentare la spesa più della sinistra e poi (2008-2011) ha massacrato lo stato sociale, in particolare sanità e istruzione». D'altra parte, aggiunge, è falso che per ottenere più equità la spesa debba aumentare.

Né si può credere a Babbo Natale: ovvero, nel dibattito politico troppi si affidano a soluzioni miracolose. Anzi, di Babbi Natale Gutgeld ne vede due: uno nordico, ovvero la speranza che i nostri debiti li paghi la Germania, uno alla maniera argentina, l'uscita dall'euro. Il primo non arriverà mai, il secondo offre un'opzione «pericolosamente seducente e potenzialmente disastrosa».

Ridurre la spesa è impossibile senza riorganizzare lo Stato: qui la perizia dell'ex consulente aziendale si esercita. Invece dell'astratta idea di alcuni economisti, che tutti i servizi locali vadano privatizzati, occorre fonderli in «aziende di dimensioni sufficienti per garantirne la competitività», con il beneficio aggiuntivo di eliminare molte poltrone di nomina politica. Oppure la sanità: il Nhs, il sistema pubblico inglese, è da copiare in molti punti.

Riorganizzare lo Stato significa anche domandarsi caso per caso, con pazienza, perché certe spese non raggiungono l'effetto voluto. Ad esempio, un settimo della promozione turistica in Italia, 130 milioni l'anno, la fa la Sicilia da sola, senza riuscire ad attirare che il 3% delle presenze: come mai?

Dei consigli raccolti, il consigliere del sindaco di Firenze ringrazia molti, tra cui, in qualità di «ex colleghi» i banchieri Roberto Nicastro e Alessandro Profumo, come pure gli economisti del Pd Marco Causi, Giampaolo Galli, Paolo Guerrieri; compaiono anche Pippo Civati, rivale di Renzi nelle primarie, e Matteo Orfini, sostenitore della candidatura Cuperlo.
Le urgenze politiche si avvertono. Ad esempio sulla lotta all'evasione fiscale il discorso di Gutgeld si fa vago, nella convinzione diffusa in ogni schieramento che su questa materia i voti sia più facile perderli che trovarli.

 

 

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