tsipras bruxelles

PREPARIAMOCI AL CRAC! BCE E FMI LAVORANO A PIANI DI EMERGENZA PER EVITARE IL CONTAGIO IN CASO DI “GREXIT” - PER DRIBBLARE IL RISCHIO DEFAULT, DRAGHI PENSA A UNA VALUTA PARALLELA PER ATENE

Ettore Livini per “la Repubblica”

 

draghi tsiprasdraghi tsipras

Nessuno lo dice. Tutti, però, lo fanno. Il crac “senza rete” della Lehman ha regalato al pianeta un lustro di recessione. La lezione è servita: oggi sull’orlo del baratro c’è la Grecia. E i Paesi europei e le istituzioni della ex-Troika stanno preparando in gran segreto i piani d’emergenza per evitare un drammatico effetto domino se e quando (tutti ovviamente si augurano mai) Atene sarà costretta a dare l’addio alla moneta unica. «Non troverà una singola persona che lo ammetta ufficialmente — racconta un funzionario di Bruxelles che, come tutti, non è autorizzato a parlare di questi preparativi — La parola d’ordine per noi diplomatici è che una Grexit non accadrà mai.

 

banca centrale europea banca centrale europea

Ma è come quando si decide di installare una centrale nucleare nel cuore di una nazione: si spera non succeda niente, ma per una banalissima regola di buon senso ci si organizza per essere pronti a tutto, anche al peggio. Mettendo a punto le difese necessarie ». Le situation-room, in caso di emergenza, saranno tre. La principale sarà ubicata nel nuovo grattacielo da 1,3 miliardi della Banca centrale europea. É in queste sale che l’Europa dovrà provare ad aprire il paracadute per prevenire il collasso dell’euro.

 

ario Draghi e Christine Lagardee cf fc e df c a d ario Draghi e Christine Lagardee cf fc e df c a d

I “Navy Seals” della moneta unica sono riuniti nel cosiddetto adverse scenario group e con ogni probabilità sono al lavoro da mesi con compiti e obiettivi precisi: oliare e mettere a punto i meccanismi per garantire liquidità al circuito interbancario, ipotizzare misure di sostegno qualora esplodessero gli spread degli altri paesi a rischio, prevenire i rischi legali di contenzioso tra privati per un eventuale ritorno alla dracma e valutare come intervenire ad Atene per evitare un bancarotta senza controllo che potrebbe avere disastrosi effetti sociali.

 

tsipras merkeltsipras merkel

Le armi a disposizione sono la liquidità nelle casse di Francoforte (in fondo il quantitative easing è già un intervento preventivo per attenuare i possibili effetti di un crac greco), le squadre di esperti e legali dell’istituto, assieme — in questi casi può servire — a un po’ di finanza creativa: al culmine della crisi ellenica del 2012, con centinaia di milioni di euro in fuga ogni giorno dalle banche greche, la Banca centrale europea — come ha scritto il Daily Mail senza mai essere smentito — avrebbe spedito da Francoforte ad Atene aerei-cargo carichi di euro in banconote per non far saltare il sistema creditizio.

 

tsipras merkel hollandetsipras merkel hollande

Anche questa volta sul tavolo ci sono strumenti di difesa non proprio convenzionali: Eurotower, ha scritto la Reuters, avrebbe esaminato nelle ultime settimane la possibilità di dribblare il rischio di default greco emettendo una valuta parallela (i cosiddetti Iou, dall’inglese “I owe you”, “Pagherò”) con cui pagare stipendi e pensioni senza mandare subito in soffitta la moneta unica. Questo pezzo di carta potrebbe diventare in tempi brevi una sorta di moneta valida anche per gli acquisti di beni di prima necessità. Con ogni probabilità si svaluterebbe in tempi molto rapidi sull’euro ma almeno non butterebbe fuori corso la divisa Ue come farebbe la dracma.

 

fondo monetario internazionale fondo monetario internazionale

A difendere l’euro appena dietro la prima linea presidiata dagli esperti di Mario Draghi, ci saranno da Bruxelles gli esperti della Comunità e da Washington quelli del Fondo monetario internazionale. Di ufficiale, ovvio, non c’è niente. «A questo punto però è chiaro che tutti sono molto, molto preoccupati di un possibile default di Atene», ha dichiarato a Euroinsight Fleming Larsen, ex direttore generale dell’Fmi, dando per certo che a Washington è stato creato da tempo un piccolo gruppo segreto di supertecnici per preparare le barricate necessarie ad evitare un drammatico effetto contagio sul resto dell’economia mondiale.

 

E in fondo la rilettura storica ex-post di altre situazioni d’emergenza (in primis quella della stessa Grecia nel 2010) ha confermato come dietro le quinte si siano sempre mossi in modo preventivo legali, banchieri, trader ed esperti informatici, impegnati a coordinarsi per prefigurare ogni tipo di scenario e adottare le eventuali contromisure.

david cameron si tinge i capellidavid cameron si tinge i capelli

 

L’ex Troika non è però l’unica a mettere le mani avanti. Quasi tutti i singoli stato stanno valutando in camera caritatis le loro road map in caso di Grexit. Anche se l’unica a uscire allo scoperto finora è stata Londra. Lo scorso febbraio Downing Street ha ammesso che David Cameron ha incontrato i vertici della Banca d’Inghilterra, del Tesoro e della comunità finanziaria invitandoli a coordinarsi per pianificare le misure necessarie nel caso l’euro rischiasse di saltare.

 

i capelli di david cameroni capelli di david cameron

Lavori che sono proseguiti nelle settimane successive come confermano le ultime minute della Bank of England. Un piano preciso sarebbe stato messo a punto pure dalla Finlandia, come rivelato da un memo pubblicato dal quotidiano Helsingin Samomat e anche Lisbona «ha studiato in passato nei dettagli come reagire in caso di default della Grecia», ha ammesso l’ex ministro Rebelo de Sousa. Procedure tornate di stretta attualità in questi giorni.

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