PRIMA GLI SCHEI, POI I GAY - SE IL PORTAFOGLIO È VUOTO ANCHE I TEMI ETICI, NELLA LAICISSIMA FRANCIA FINISCONO NEL CESSO - LA CROCIATA DI HOLLANDE PER TRASFORMARE IN LEGGE IL MATRIMONIO E L´ADOZIONE DA PARTE DI COPPIE OMOSESSUALI E LA PROCREAZIONE MEDICALMENTE ASSISTITA NON HA ATTIZZATO NESSUNO: I MILITANTI DE’ SINISTRA NICCHIANO, GLI INTELLETTUALI TACCIONO E ANCHE GLI STESSI PAPA-BOYS SONO DIVISI…

Bernardo Valli per "la Repubblica"

La Francia comincia il nuovo anno con un dibattito ideologico che le è congeniale, poiché al centro, oltre a tanti altri aspetti, c´è il concetto di laicità. Non poche società europee hanno affrontato e risolto il problema dei matrimoni omosessuali.
Parigi è dunque in ritardo, poiché il progetto di legge arriverà in Parlamento soltanto il 29 gennaio; ma la controversia si riallaccia a vecchie, antiche lotte della vita politica e culturale della Repubblica laica, decretata con la separazione tra lo Stato e la Chiesa del 1905, anche se le sue radici sono più profonde. Il dibattito francese ha dunque un valore particolare.

Una singolarità va subito sottolineata. Un dibattito di questa natura nel passato avrebbe impegnato, appassionato gli intellettuali, non ancora declassati dalla civiltà delle immagini e della tecnologia. Le sbiadite parole dei loro odierni discendenti si perdono invece, inascoltate, nel chiassoso confronto che vede in campo le forze tradizionali: i partiti politici, le associazioni della società civile, e naturalmente la Chiesa.

L´afonia dell´élite intellettuale non è dovuta soltanto alla sua decadenza. In parte va aggiudicata anche alle perplessità che suscita quello che il papa e alcuni grandi rabbini hanno definito "un attentato alla famiglia". E in cuor loro ritengono "un abuso della laicità".

Se gli intellettuali sono dunque defilati, o addirittura assenti, la piazza resta fedele alla tradizione, resiste alla civiltà del blog e conserva il ruolo di ribalta per la protesta di domani 13 gennaio. Giorno in cui almeno mezzo milione di manifestanti dovrebbero raccogliersi sulle sponde della Senna, secondo i pronostici degli organizzatori, nemici del matrimonio- per- tutti. Saranno senz´altro molti, dice il governo socialista, ma aggiunge che non saranno comunque abbastanza per far archiviare la legge.

Gli argomenti sono di bruciante attualità: il matrimonio gay, l´adozione da parte di coppie omosessuali, e, in una posizione incerta perché potrebbe essere stralciata, la Pam (procreazione medicalmente assistita). Ma il dibattito rispolvera una vecchia, anzi antica contrapposizione.

C´è chi parla di un ritorno agli anni Ottanta, quando le manifestazioni in favore della scuola libera accomunarono, in un abbraccio inedito, insegnamento pubblico (nettamente laico) e insegnamento privato (vale a dire cattolico), il cui conflitto appariva come la continuazione della tenzone tra Ançien Régime e République. Vale a dire tra Chiesa e Repubblica laica.

Uno storico, François Furet, parlò di "fine della Rivoluzione". E si riferiva alla grande rivoluzione, quella dell´89, che la Chiesa "riconobbe" soltanto in occasione del bicentenario, e storicamente fino al periodo del Terrore e della messa al bando della Chiesa.

Furet vedeva appunto il conflitto tra scuola pubblica e privata come una conseguenza di quello tra Ançien Régime e République; la sua era forse una valutazione audace, la quale non si attaglia comunque a quel che accade in questi giorni a Parigi, dove tutto è più sfumato, le divisioni sono zigzaganti, e si è creato un largo fronte per impedire che vada in porto il progetto del presidente socialista sul matrimonio gay e l´estensione del diritto di adozione anche a coppie non eterosessuali.

Al centro della contesa non c´è più la scuola, ma la famiglia, che il papa come i grandi rabbini, con parole non tanto diverse, considerano autentica soltanto se composta da padre, madre, figlio. All´incirca il 57-58 per cento dei francesi approva, stando ai sondaggi, anche l´altra famiglia. Quella omosessuale. Sono invece meno numerosi ad accettare l´idea dell´adozione.

E ancor meno a dichiararsi in favore della Pam, la procreazione medicalmente assistita. Il cardinale di Parigi, André Vingt-Trois, ha definito un "inganno" il testo di legge sul matrimonio gay, escludendo tuttavia che il suo giudizio avesse un carattere politico. Esso era piuttosto filosofico poiché riguardava la natura della legge, in cui non si riconosce la differenza sessuale.

Inoltre la politica non riguarda la Chiesa di Francia. Il cardinale di Parigi non ha insomma affrontato di petto il governo socialista e ha lasciato in sostanza liberi i vescovi di partecipare o meno, domani, ben inteso a titolo individuale, alla grande manifestazione sulle rive della Senna. Nelle settimane scorse i nemici del matrimonio gay erano divisi e polemici tra di loro, alcuni erano favorevoli alle unioni ma non a veri matrimoni, e altri contrari all´omofobia invece manifesta e gridata dai gruppi estremisti.

Nelle prossime ore il fronte anti matrimonio dovrebbe scendere in piazza abbastanza compatto. Sarà composto da qualche prelato, da non pochi sacerdoti, da un certo numero di esponenti di partiti di destra, da molti cattolici in parte raccolti in 34 associazioni. Alcune con nomi significativi; "SOS papà", "Alleanza Vita", "Più gay ma senza matrimonio". In piazza ci sarà anche Frigide Barjot, indicata come regina della notte e della messa domenicale, "addetta stampa di Gesù", nemica degli omofobi ma anche del matrimonio gay.

Il matrimonio gay fa parte delle promesse elettorali di François Hollande, il quale ha anche espresso il proposito di inserire nella Costituzione parte della legge del 1905, sulla separazione tra Chiesa e Stato. Non sarà un´impresa facile, come non è facile realizzare il matrimonio gay.

Ai rappresentanti religiosi il presidente socialista ha spiegato che trattandosi di matrimoni civili in una Repubblica laica non c´è nessuna offesa alle loro istituzioni. Ma alcuni esponenti dell´opposizione di destra, come Alain Juppé, ritengono che in un paese diviso sulla questione sia necessario ricorrere a un referendum. Le promesse elettorali non sono, secondo l´ex primo ministro, legittimate dal voto presidenziale. Ma in nome della laicità e dell´uguaglianza Hollande sembra deciso a far approvare il matrimonio gay dal Parlamento.

 

FRANCOIS HOLLANDE liberation-obama-hollande-matrimoni-gayFRANCOIS HOLLANDEHOLLANDE FOTOGRAFATO DA RAYMOND DEPARDON jpegHOLLANDE FRANCOIS HOLLANDE

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