usa2016 trump bernie sanders hillary clinton

PRIMARIE FATTE A MAGLIE - IL ''NEW YORK POST'' DI MURDOCH FA L'ENDORSEMENT PER TRUMP: ''FA ERRORI DA NOVELLINO, MA HA SCOSSO GLI ELETTORI E PORTATO MILIONI AL VOTO'' - AL DIBATTITO, SANDERS OSANNATO DALLA PLATEA NEWYORKESE, HILLARY RISPONDE AGLI ATTACCHI MA RESTA SEMPRE TROPPO 'ESTABLISHMENT'

 Maria Giovanna Maglie per Dagospia

 

new york post endorsement per trump  new york post endorsement per trump

La campagna presidenziale che non finisce mai è arrivata nella città che non dorme mai, e sta dando grandi soddisfazioni all’outsider Donald Trump, insieme all’ultimo sondaggio di Foxnews, che lo dà al 45 per cento contro un Ted Cruz  al 27 e un John Kasich al 17, mentre nello stesso sondaggio ci sono addirittura solo due punti, 48 a 46 per cento, di distacco tra i democratici Clinton e Sanders.

 

Il voto di New York, 19 aprile, 95 delegati repubblicani, 291 democratici, non è mai stato così importante, e non è solo questione di racimolare delegati preziosi, è questione di popolarità, visibilità, affermazione dei New York values, il modo di vivere e pensare della Grande Mela, che è una strana bestia, liberal eppure pronta ad affidare l’amministrazione a sceriffi cattivi quando in gioco c’è la sicurezza, come ha fatto con Giuliani e Bloomberg, salvo poi prendersi il lusso del radical hippy De Blasio, attuale sindaco.

donald trump con melania ivanka e il maritodonald trump con melania ivanka e il marito

 

Non si capisce bene se il texano battista Cruz, dopo un paio di incontri andati a male nel Bronx tra i latinos, abbia rinunciato alla città per visitare le periferie del grande Stato, o abbia proprio scelto di concentrarsi sul gioco un bel po’ sporco dei superdelegati, dei voti trovati a tavolino grazie all’aiuto del vertice del partito, indispensabili a questo punto anche per la Clinton.

 

Certo, c’è un gran traffico a New York City. Hillary prende la metropolitana debitamente scortata, ha casa appena fuori, nel suburbio chic di Westchester; tutti mangiano per strada, Cruz a Brighton Beach, Kasich ha esagerato con spaghetti, sandwich e pasta e fagioli ad Arthur Avenue, Sanders, che è nato a Brooklyn figlio di profughi ebrei, al Brooklyn Diner.

 

donald trump campagna nello stato di new yorkdonald trump campagna nello stato di new york

Sanders ha appena finito un dibattito molto aggressivo con la Clinton sulla Cnn, oggi è a Roma per parlare all’Accademia pontificia, e piccolo giallo fino a sera, non si sa se monsignor Marcelo Sánchez Sorondo, l’argentino amico del pontefice che lo ha invitato a dissertare di rispetto dell’ambiente, riuscirà o no a fargli incontrare papa Bergoglio, da lui tanto amato, magari  a Santa Marta dove si ritira la sera, alla faccia di padre Lombardi che ha ufficialmente smentito qualunque incontro.

 

bernie sanders hillary clintonbernie sanders hillary clinton

Trump furoreggia fra sondaggi buoni, endorsement del New York Post, lo squalo Murdoch si è deciso, editoriale vigoroso scritto di suo pugno per il Wall Street Journal sui delegati vinti senza elettori di Cruz, ma non gli serve di andare troppo in giro, visto che è a casa sua. La storia dei New York values l’ha tirata fuori, e ora se la piange, proprio Ted Cruz, accusando Trump di esserne portatore; intendeva, da beghino qual è, lassismo, omosessuali, promiscuità, soldi di Wall Street, ma uno che c’ha la moglie che lavora come alto dirigente da  Goldman Sachs lo guardano una volta e poi lo scansano.  

 

bernie  sanders hillary clintonbernie sanders hillary clinton

Oggi the Donald si gode l’endorsement in prima pagina del New York Post, che vuol dire molto per la città, mentre per noi vuol dire che Murdoch il politically correct ossequiente di PittiBullo lo fa solo in Italia. L’articolo è molto efficace e suona onesto anche nel sottolineare le critiche, è interessante per capire quali aggiustamenti il candidato, se sarà nominato, dovrà fare negli ultimi mesi per rompere il muro di ripulsa del partito repubblicano.

 

Leggiamo insieme. Donald Trump è un novellino, che fa errori da novellino, urge aggiustamento in vista della campagna d’autunno: meno improvvisazione, meno risposte brutali, più informato, più disciplinato, pelle più dura. Ma Trump ha scosso gli elettori, ha restituito energia, ha riportato milioni di persone al voto nella convinzione che ci sia un candidato che combatterà per loro.

 

bernie   sanders hillary clintonbernie sanders hillary clinton

E’ un newyorchese nato e cresciuto, che porta un messaggio vitale sia pur in modo imperfetto, che riflette il meglio dei valori di New York e offre la speranza migliore per gli americani che si sentono traditi dalla classe politica. Trump- scrive ancora il Post- è l’uomo del fare, ha creato lavoro per migliaia di persone dimostrando che un privato con l’approccio giusto può superare gli ostacoli della burocrazia. A quelli che non ne possono più di strapotere delle lobby, di governi che ignorano i bisogni popolari, offre una speranza.

 

trump giulianitrump giuliani

Veniamo agli errori, nell’editoriale del Post. Ritirare le truppe da Giappone e Corea del Sud è uno sbaglio, li spingerebbe al nucleare, meglio ripensare l’impegno con cautela. Controllare il confine dovrebbe essere un dovere di Washington, ma il muro è una soluzione troppo semplicistica per una nazione di immigranti.

 

Il commercio deve tornare vantaggioso per l’America, ma ricordiamoci che merci a buon mercato vanno ai meno abbienti e sfidano l’industria nazionale a migliorare. Il linguaggio di Trump è troppo spesso da dilettante, è rozzo, ma è così che parla un non politico di professione, ed è proprio la non correttezza politica, l’idea che non sia uno di loro, ad attirare.

 

ted cruzted cruz

Perciò quelli del Post, e segnatamente l’impero Murdoch, si aspettano che Trump abbia nei prossimi mesi la capacità di restare quello che è per i suoi elettori, ma di riuscire a parlare a quelli che ancora non sono convinti. Ha la capacità, le qualità, la preparazione i valori per realizzare lo slogan della sua campagna: fare di nuovo grande l’America. Il New York Post lo appoggia e invita  a votarlo martedì 19 alle primarie del GOP.

 

Se Trump piglia fiato, cadute anche le accuse stragonfiate al suo manager di aver maltrattato una giornalista, Bernie Sanders in volo per Roma medita sul risultato non chiaro del duello alla Cnn con una Hillary Clinton che dovrebbe con urgenza cambiare stilista, questo è certo.

john kasich 9john kasich 9

 

La sua platea, la sinistra dem, ha fatto troppo rumore, ha coperto le voci, dato al dibattito un’aria nervosa e confusa. Anche Sanders ha strillato troppo, ehi, sei un senatore del Vermont, siedi potentemente a Washington, non puoi fare Trump, e non ha convinto su Israele, che detesta essendo ebreo, sulle armi, per il cui controllo al Senato non ha combattuto, sulla vexata quaestio dell’aborto, da lui poco toccata; ha dominato su pasticcio della Libia, vero tallone d’Achille dell’avversaria, potere e controllo di Wall Street sull’avversaria, salario minimo e trivelle, guarda un po’, un casino anche lì.

john kasich 4john kasich 4

 

Ma, come commenta Jon Favreau, a lungo speechwriter di Obama, chiunque abbia detto a Bernie di fare tutto il tempo il cattivo e l’arrabbiato, gli ha dato un pessimo consiglio. Alla fine però è sempre la stessa storia: la Clinton esegue a perfezione, sa le cose, ma è il personaggio dell’establishment, lui incarna in qualche modo cambiamento in una campagna che lo chiede come il pane. Lei è la maggioranza centrista del Partito Democratico, lui l’uomo della sinistra.

jhon kaisichjhon kaisichjohn kasich 12john kasich 12

Ultimi Dagoreport

bruno valentinetti giorgia meloni angelo san lorenzo in lucina daniela memmo antonio damelio

DAGOREPORT - CI MANCAVANO SOLO I FASCIO-MONARCHICI! PER CAPIRE DA DOVE ARRIVA L'AFFRESCO DELL'ANGELO CON LE FATTEZZE DI GIORGIA MELONI, ALLA BASILICA DI SAN LORENZO IN LUCINA, A ROMA, BISOGNA GUARDARE ALLA VECCHIA ARISTOCRAZIA NERA ROMANA, CHE HA IN QUELLA CHIESA UN PUNTO DI RIFERIMENTO - LA CAPPELLA IN QUESTIONE È DEDICATA A UMBERTO II (IN ASSENZA DI UNA TOMBA AL PANTHEON, SOGNATA DAGLI EREDI) E IL RESTAURO PRECEDENTE, NEL 2003, FU FINANZIATO DA DANIELA MEMMO E DAL MARITO, ANTONIO D'AMELIO, FIGLIO DEL MINISTRO DELLA REAL CASA DI SAVOIA, CARLO - CHI HA PAGATO L'EX MILITANTE DELL'MSI BRUNO VALENTINETTI PER IL "RITOCCO" MELONIANO? IL COMMITTENTE SAPEVA CHE SAREBBE COMPARSO IL FACCIONE DI GIORGIA? IL PARROCO PARLA DI "SPONSOR, ASSOCIAZIONI E DUE FONDAZIONI". QUALI? - IL SALDISSIMO RAPPORTO DEI CONIUGI MEMMO-D'AMELIO CON SVARIATI ESPONENTI DELLA DESTRA, A PARTIRE DA GIANNI ALEMANNO: IL LORO SALOTTO DI PALAZZO RUSPOLI È DIVENTATO IL CENACOLO PREFERITO DAL PIO ALFREDO MANTOVANO...

leonardo maria del vecchio

DAGOREPORT - IL DISASTROSO DEBUTTO TELEVISIVO DI LEONARDO MARIA DEL VECCHIO, CHE DOVEVA INCORONARE LA NUOVA STAR DEL CAPITALISMO ITALIANO PRONTO A PRENDERE IL POSTO DI JOHN ELKANN IN FUGA, HA SPINTO GLI “ADDETTI AI LIVORI” A DOMANDARSI: “CHI GLI VUOLE COSI MALE DA SUGGERIRE CHE ERA GIUNTA L’ORA FATALE DI DARSI UN’IMMAGINE PUBBLICA, ESPONENDOLO A ‘STA FIGURACCIA DA MILIARDARIO RINCITRULLITO CHE IN MEZZ’ORA HA PROMOSSO QUELLO SVALVOLATO DI LAPO ELKANN IN ARISTOTELE?” - FORSE LA RISPOSTA ALL’"HARAKIRI CATODICO" DI DEL VECCHIO JR ARRIVERÀ DOMENICA 8 FEBBRAIO DA UN'INCHIESTA DI “REPORT” SU ‘’EQUALIZE’’, LA CRICCA DI SPIONI MILANESI CHE PER ANNI HA DOSSIERATO PER CONTO DI GRANDI AZIENDE, POLITICI, BANCHIERI E IMPRENDITORI, TRA I QUALI SPICCA PROPRIO IL RAM-POLLO DEL VECCHIO - DAI VERBALI DEI PM MILANESI ESPLODE UN DELIRIO DI TRUFFE, RICATTI, INTERCETTAZIONI:“VOGLIO SAPERE I SOLDI NASCOSTI CHE HA MIA MAMMA, MIO FRATELLO, L’ALTRO MIO FRATELLO, MIO CUGINO, TUTTA LA FAMIGLIA…” - "REPORT" TIRA IN BALLO NON SOLO LA GUERRA DELLA FAMIGLIA DEL VECCHIO SULL'EREDITA' DA SOGNO, DA 4 ANNI FERMA AL PALO, MA ANCHE UN POSSIBILE COLLEGAMENTO DI QUESTE ATTIVITÀ ILLEGALI CON IL RISIKO BANCARIO MPS E MEDIOBANCA...

donald trump flavio briatore

CIAO “BULLONAIRE”, SONO DONALD! – TRUMP, CON TUTTI I CAZZI E I DAZI CHE GLI FRULLANO NELLA TESTA, ALMENO DUE VOLTE A SETTIMANA TROVA IL TEMPO PER CAZZEGGIARE AL TELEFONO CON IL SUO VECCHIO AMICO FLAVIO BRIATORE – DA QUANDO HA VENDUTO IL TWIGA, L’EX FIDANZATO DI NAOMI CAMBPELL E HEIDI KLUM E' UN PO' SPARITO: CENTELLINA LE SUE APPARIZIONI TV, UN TEMPO QUASI QUOTIDIANE - IN DUE MESI È APPARSO NEI SALOTTI TV SOLO UN PAIO DI VOLTE: UNA A DICEMBRE A "DRITTO E ROVESCIO" CHEZ DEL DEBBIO, L’ALTRA MERCOLEDÌ SCORSO A “REALPOLITIK” MA NESSUNO SE N’È ACCORTO (UN TEMPO BRIATORE FACEVA NOTIZIA)

donald trump giorgia meloni ixe sondaggio

DAGOREPORT - CHE COSA SI PROVA A DIVENTARE “GIORGIA CHI?”, DOPO ESSERE STATA CARAMELLATA DI SALAMELECCHI E LECCA-LECCA DA DONALD TRUMP, CHE LA INCORONÒ LEADER "ECCEZIONALE", "FANTASTICA", "PIENA DI ENERGIA’’ E ANCHE "BELLISSIMA"? - BRUTTO COLPO, VERO, SCOPRIRE CHE IL PRIMO DEMENTE AMERICANO SE NE FOTTE DELLA “PONTIERA” TRA USA E UE CHE SI È SBATTUTA COME MOULINEX CONTRO I LEADER EUROPEI IN DIFESA DEL TRUMPISMO, E ORA NON RACCATTA NEMMENO UN FACCIA A FACCIA DI CINQUE MINUTI, COME È SUCCESSO AL FORUM DI DAVOS? - CHISSÀ CHE EFFETTO HA FATTO IERI A PALAZZO CHIGI LEGGERE SUL QUEL “CORRIERE DELLA SERA” CHE HA SEMPRE PETTINATO LE BAMBOLE DELL’ARMATA BRANCA-MELONI, IL DURISSIMO EDITORIALE DI UN CONSERVATORE DOC COME MARIO MONTI - CERTO, PER TOGLIERE LA MASCHERA ALL’INSOSTENIBILE GRANDE BLUFF DELLA “GIORGIA DEI DUE MONDI”, C’È VOLUTO UN ANNO DI ''CRIMINALITÀ'' DI TRUMP MA, SI SA, IL TEMPO È GALANTUOMO, I NODI ALLA FINE ARRIVANO AL PETTINE E LE CONSEGUENZE, A PARTIRE DAL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA DI FINE MARZO, POTREBBERO ESSERE MOLTO AMARE TRASFORMANDO IL ''NO'' ALL'UNICA RIFORMA DEL GOVERNO IN UN "NO" AL LEGAME DI MELONI CON LA DERIVA FASCIO-AUTORITARIA DI TRUMP... 

tommaso cerno barbara d'urso durso d urso francesca chaouqui annamaria bernardini de pace

FLASH – IERI SERA GRAN RADUNO DI PARTY-GIANI ALLA CASA MILANESE DI TOMMASO CERNO, PER CELEBRARE IL 51ESIMO COMPLEANNO DEL DIRETTORE DEL “GIORNALE” – NON SI SONO VISTI POLITICI, AD ECCEZIONE DI LICIA RONZULLI. IN COMPENSO ERANO PRESENTI L’AVVOCATESSA ANNAMARIA BERNARDINI DE PACE E L’EX “PAPESSA” FRANCESCA IMMACOLATA CHAOUQUI. A RUBARE LA SCENA A TUTTE, PERÒ C’HA PENSATO UNA SFAVILLANTE BARBARA D’URSO STRETTA IN UN ABITINO DI DOLCE E GABBANA: “BARBARELLA” AVREBBE DELIZIATO I PRESENTI ANNUNCIANDO CHE, DOPO FABRIZIO CORONA, ANCHE LEI TIRERÀ FUORI QUALCHE VECCHIA MAGAGNA…

giorgia meloni carlo calenda

FLASH – CARLO CALENDA UN GIORNO PENDE DI QUA, L’ALTRO DI LÀ. MA COSA PENSANO GLI ELETTORI DI “AZIONE” DI UN’EVENTUALE ALLEANZA CON LA MELONI? TUTTO IL MALE POSSIBILE: IL “TERMOMETRO” TRA GLI “AZIONISTI” NON APPREZZA L'IPOTESI. ANCHE PER QUESTO CARLETTO, ALL’EVENTO DI FORZA ITALIA DI DOMENICA, È ANDATO ALL’ATTACCO DI SALVINI: “NON POSSO STARE CON CHI RICEVE NAZISTI E COCAINOMANI” (RIFERIMENTO ALL’ESTREMISTA INGLESE TOMMY ROBINSON) – IL PRECEDENTE DELLE MARCHE: ALLE REGIONALI DI SETTEMBRE, CALENDA APRÌ A UN ACCORDO CON IL MAL-DESTRO ACQUAROLI, PER POI LASCIARE LIBERTÀ “D’AZIONE” AI SUOI CHE NON NE VOLEVANO SAPERE...