1. AI PRIMI DI LUGLIO SI VOTA PER IL CONSIGLIO SUPERIORE DELLA MAGISTRATURA E TUTTA LA MAGISTRATURA ITALIANA FARA’ I CONTI CON LO SCONTRO ROBLEDO-BRUTI LIBERATI 2. DA TEMPO, SPECIE FRA I PM, LA DISCUSSIONE SI ACCENDE SU COME RIDURRE I POTERI DEI PROCURATORI CAPO E DI COME CONTROLLARNE LE SCELTE, SPESSO “INSINDACABILI” 3. E LE DENUNCE DEL “MODERATO” ROBLEDO CONTRO IL SUO CAPO PARLANO PROPRIO DI QUESTO: FASCICOLI ASSEGNATI CON IL CONTAGIRI E TRATTAMENTI DIFFERENZIATI PER I POLITICI 4. LA CORRENTE CONSERVATRICE DI MAGISTRATURA INDIPENDENTE E’ PRONTA A CAVALCARE IL CASO. MAGISTRATURA DEMOCRATICA DIFENDE IL SUO BRUTI E UNICOST È SPACCATA 5. IMPREVEDIBILE IL FATTORE GENERAZIONALE, CON I PM GIOVANI STUFI DELLE VECCHIE GLORIE 6. SULLO SCAZZO IN ATTO TRA BRUTI E ROBLEDO IL CSM CONVOCA ANCHE GRECO E BOCCASSINI

1. DAGOREPORT
Non è solo una questione personale, lo scontro giudiziario in pieno svolgimento ai vertici della procura di Milano tra due magistrati famosi e rispettati come Edmondo Bruti Liberati e Alfredo Robledo. Con le elezioni per il rinnovo del Csm in calendario per il 6-7 luglio, i temi sollevati indirettamente dalla querelle tra il capo dei pm più in vista d'Italia e il suo vice più esperto rischiano di pesare parecchio sui risultati delle urne e sulla spartizione del "potere in toga" tra le correnti che rappresentano gli 8.900 magistrati italiani.

Eccessiva gerarchizzazione delle procure, motivazione delle scelte nell'assegnazione dei fascicoli, rendiconto della gestione quotidiana, eguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge. Sono tutti temi al centro del dibattito tra i magistrati e non certo da ieri, specie dopo la riforma del 2006 che ha accentuato la struttura piramidale degli uffici del Pm, ampliando a dismisura i poteri dei procuratori capo.

Ne parlano in miriadi di convegni tutte le anime della magistratura associata, da quella storicamente più "conservatrice" di Magistratura indipendente, al correntone di centro di Unicost, passando ovviamente per l'ala sinistra di Magistratura democratica e dei Movimenti, che alle prossime elezioni si presenteranno insieme con la lista "Area".

Ma a ben vedere, gli stessi temi emergono anche dalle denunce che il "moderato" Robledo - che però non ha nessuna tessera - ha rivolto al Csm contro Bruti Liberati, ex presidente dell'Anm e storico esponente di Md. Le presunte violazioni nell'assegnazione dei fascicoli ai vari pm (a cominciare da quelli sul caso Ruby o Sea Milano) toccano il cuore dei rapporti gerarchici all'interno delle procure.

I casi dei tempi d'iscrizione sul registro degli indagati di singoli politici (come il forzista Podestà) e del trattamento "preferenziale" per direttori di giornali, inaugurato da Bruti Liberati per Alessandro Sallusti, tirano in ballo la famosa eguaglianza dei cittadini di fronte a inchieste e condanne. La carenza di motivazione lamentata su alcune decisioni del procuratore capo di Milano impatta su un altro tema sempre più sentito fra i pm come quello della "verificabilità" delle scelte dei capi.

Non è un caso che lo scontro Robledo-Bruti stia spaccando il Csm in scadenza e metta in grave imbarazzo non solo Magistratura democratica, ma anche buona parte di Unicost. I tempi per decidere prima della scadenza, in teoria, ci sono. Ma se la corrente di sinistra, e in parte anche Unicost, sembra desiderosa a chiudere la faccenda il prima possibile e senza troppi danni per tutti, Magistratura indipendente vuol vederci più chiaro e, tra le righe, sembra schierata con Robledo. Sarà invece sicuramente il prossimo Csm a doversi pronunciare, a luglio, sulla proroga di Bruti ai vertici della procura milanese.

I numeri all'interno di Palazzo dei Marescialli, però, potrebbero cambiare. A fine marzo si sono svolte le primarie e i candidati moderati sono andati forte. Già allo scorso rinnovo, quattro anni fa, si era registrato uno spostamento a destra delle toghe italiane. Md aveva perso un seggio, passando da quattro a tre, a favore di un magistrato senza corrente. Unicost aveva confermato i suoi 6 seggi, e lo stesso fecero i Movimenti e Mi, con tre poltrone ciascuno. Ma il dato dei seggi non dice tutto, perché in termini di voti Mi era già cresciuta.

Con la riduzione dei poteri dei procuratori capo come tema forte del dibattito interno - quello vero, non quello "corporativo" che filtra sui giornali ogni volta che Berlusconi passa all'attacco - le contraddizioni della magistratura divisa in correnti rischiano di esplodere. Che Bruti sia ben visto dalle "toghe rosse" e Robledo da quelle più conservatrici non è un mistero. Ma è anche una semplificazione un po' grossolana.

Il tema dell'eccessiva gerarchizzazione è ben presente nella base di Md, ad esempio. E spacca anche Unicost, se non altro per motivi generazionali. Perché anche questo conta nelle prossime elezioni. E Bruti Liberati è un signore che a ottobre compirà 70 anni e vanta un curriculum eccezionale, ma ai colleghi che hanno la metà dei suoi anni interessano battaglie e cambiamenti che poco hanno a che fare con il suo prestigio.

Battaglie che, ironie della sorte, possono trovare un involontario vessillo in un altro magistrato che non è più un giovinetto, come Robledo, ma che a differenza di Bruti non è mai stato "in carriera".

2 - ROBLEDO, FORMIGONI INDAGATO CON UN ANNO RITARDO
(ANSA) - Le prime accuse nei confronti dell'ex governatore della Lombardia Roberto Formigoni nell'ambito dell'inchiesta sul San Raffaele erano state mosse da testimoni nel luglio del 2011. Ma "l'iscrizione per corruzione" è avvenuta con il "ritardo di un anno". A segnalare la circostanza il pm di Milano Alfredo Robledo nella sua audizione al Csm del 15 aprile.

3 - ROBLEDO, SU RUBY VIOLATE NORME, POMARICI LO DENUNCIÃ’
(ANSA) - "Una violazione delle regole grave" l'assegnazione del fascicolo Ruby a Ilda Boccassini, capo della Dda di Milano. E' quanto avrebbe scritto il pm Ferdinando Pomarici al procuratore di Milano. A riferire la vicenda al Csm il pm Alfredo Robledo, che nel suo esposto sostiene che il procedimento doveva essere affidato al suo Dipartimento.

4 - BRUTI-ROBLEDO IL CSM CONVOCA ANCHE GRECO E BOCCASSINI
Luigi Ferrarella per il "Corriere della Sera"

Non più solo l'esame delle frizioni personali tra il capo del pool anticorruzione Alfredo Robledo e il procuratore capo Edmondo Bruti Liberati, ma un vero e proprio setaccio dei vertici dell'ufficio: è quello in cui il Consiglio superiore della magistratura ieri ha trasformato la vicenda (nata dall'esposto di Robledo su asserite violazioni nei criteri di assegnazione dei fascicoli) con la decisione di convocare altri 5 magistrati dopo le audizioni già in aprile di Robledo e Bruti.

Saranno ascoltati il capo dell'antimafia Ilda Boccassini; quello del pool reati finanziari Francesco Greco; il capo dell'esecuzione penale Nunzia Gatto, convocata sul trattamento penitenziario inaugurato da Bruti nel caso del direttore de Il Giornale Sallusti e poi generalizzato; l'ex procuratore aggiunto e ora pm dell'esecuzione Ferdinando Pomarici; e il pm della Procura nazionale antimafia, Luigi Spiezia, che in una relazione mosse rilievi alla scarsa (a suo avviso) collaborazione dell'antimafia milanese.

Già la sola decisione di queste nuove audizioni ha diviso i consiglieri del Csm: al punto che, tra quelli di sinistra che ritenevano esauriti gli accertamenti e quelli di centrodestra che invece premevano per altre audizioni, dalle due Commissioni (I e VII) sono sortite scelte differenti. In prima Commissione, che deve valutare se esistano profili di incompatibilità ambientale o funzionale per il capo della Procura, è passato il sì all'audizione di Greco e Pomarici, non a quella di Gatto.

La settima Commissione, che si occupa dei criteri organizzativi in Procura, oltre a Greco e Pomarici ha invece votato di ascoltare anche Gatto, e in più non solo il pm Boccassini ma pure (e prima di lei) il pm della Dna Spiezia sulle criticità addebitate al pool milanese nella sua relazione, peraltro poi ridimensionata dal nuovo capo della Dna Franco Roberti.

 

sede csm consiglio superiore della magistratura CAMERA ARDENTE DI GERARDO DAMBROSIO ALFREDO ROBLEDO Consiglio Superiore della Magistratura IL PROCURATORE AGGIUNTO DI MILANO ALFREDO ROBLEDO Daniela Santanch e alessandro sallusti a courmayeur EDMONDO BRUTI LIBERATI Alessandro Sallusti EDMONDO BRUTI LIBERATI EDMONDO BRUTI LIBERATI edmondo_bruti_liberatiLA CONDANNA DI BERLUSCONI PELLEGRINAGGIO A PALAZZO GRAZIOLI ROBERTO FORMIGONI ILDA BOCCASSINICAMERA ARDENTE DI GERARDO DAMBROSIO LA FIGLIA DI DAMBROSIO CON FRANCESCO GRECO

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