alexander lukashenko vladimir putin polonia bielorussia confine

PUTINATE - IL CREMLINO INTERVIENE (DI NUOVO) A DIFESA DI LUKASHENKO: “NON È CORRETTO ATTRIBUIRE A LUI L’INTERA COLPA DELLA CRISI DEI MIGRANTI AL CONFINE TRA BIELORUSSIA E UE”. GIUSTO: FORSE PARTE DELLA COLPA È DA CERCARE ANCHE A MOSCA? - COSA VUOLE OTTENERE PUTIN? COME AL SOLITO, PIÙ CHE A INDEBOLIRE L’EUROPA, MIRA A OTTENERE IL RICONOSCIMENTO INTERNAZIONALE DI GRANDE MEDIATORE… - LA NATO: "PREOCCUPANO LE PROVOCAZIONI DELLA RUSSIA IN UCRAINA. SI FERMI"

 

UCRAINA: NATO, PREOCCUPANO PROVOCAZIONI RUSSIA, SI FERMI

(ANSA) - "Abbiamo discusso della situazione in Ucraina. Nelle ultime settimane c'è stata una grande ed insolita concentrazione di forze russe sui confini dell'Ucraina.

alexander lukashenko vladimir putin

 

La Nato rimane vigile e stiamo monitorando la situazione e ci consultiamo con i nostri alleati e partner e con la Ue". Lo ha detto il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg in un punto stampa con il ministro degli esteri dell'Ucraina Dmytro Kuleba oggi a Bruxelles.

 

"Qualsiasi provocazione aggiuntiva o azione ostile da parte della Russia sarebbe causa di significativa preoccupazione", ha aggiunto. 

 

CREMLINO, INGIUSTO INCOLPARE LUKASHENKO PER CRISI MIGRANTI

(ANSA) - Non è assolutamente corretto attribuire ad Alexander Lukashenko l'intera colpa della crisi dei migranti al confine tra Bielorussia e Ue. Lo ha detto il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, citato dalla Tass.

 

 

LA CRISI DEI MIGRANTI IN POLONIA NON È IL SOLITO COMPLOTTO DI PUTIN

Mara Morini per “Domani”

putin ursula von der leyen

 

La crisi migratoria ai confini fra la Bielorussia e la Polonia desta «una profonda preoccupazione» nelle istituzioni europee sia per le scioccanti immagini di persone e bambini senza cibo e al freddo sia per le ripercussioni sul piano internazionale.

 

L'impero del male

La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha condannato «il tentativo di un regime autoritario di destabilizzare i suoi vicini democratici» per una rivalsa contro le sanzioni europee, applicate verso la Bielorussia di Aleksandr Lukashenko.

 

Crisi migranti Polonia Bielorussia

Valentin Rybakov, rappresentante permanente della Bielorussia presso l'ONU, sostiene che la situazione è decisamente tesa a causa anche della concentrazione di mezzi militari nell'area: qualsiasi provocazione potrebbe avere conseguenze estremamente tragiche. La Polonia ha, infatti, annunciato l'arrivo dei militari inglesi per rafforzare la barriera al confine e ha dispiegato 12mila soldati, quattromila guardie di confine, 1.500 poliziotti e 250 funzionari dell'antiterrorismo.

 

Crisi migranti Polonia Bielorussia 2

La Lituania e la Polonia hanno chiesto congrui finanziamenti all'Unione Europea «per la protezione delle frontiere esterne», richiamandosi ai «doveri non solo dei singoli paesi membri, ma anche alla responsabilità generale dell'Unione Europea» di difendere i confini dello spazio Schengen.

 

L'interpretazione più diffusa in Occidente è che i presidenti di due regimi autoritari, Lukashenko e il russo Vladimir Putin, abbiano architettato un complotto per indebolire l'Unione europea e attaccare la Polonia. Il quotidiano estone Posttimes ha pubblicato un'intervista nella quale il primo ministro polacco, Mateusz Morawiecki, afferma che la Russia e la Bielorussia rappresentano delle «forze storiche demoniache» pronte a risvegliarsi per distruggere la comunità europea.

putin e lukashenko

 

Ha, inoltre, esortato gli Stati baltici ad affrontare questo «male eterno» perché, insieme alla Polonia, hanno la responsabilità congiunta della sicurezza dell'intero spazio euro Atlantico. Nella politica internazionale molte analisi si "appoggiano" ancora alla formula reaganiana dell'impero del male per interpretare la politica russa contemporanea.

 

Crisi migranti Polonia Bielorussia 4

Certo, non vi sono certezze granitiche, come quelle espresse dal ministero degli esteri francese, sull'esclusione della Russia nella questione polacca. Tuttavia, sarebbe opportuno che gli osservatori e i "consiglieri dei Principi" provassero, ogni tanto, ad analizzare i problemi attraverso una prospettiva più ampia e con maggiore cognizione di causa per cogliere le diverse sfaccettature che incidono nelle dinamiche politiche. Cosa vuole Putin? Proviamoci.

 

profughi al confine con la polonia 9

È vero che la Russia vuole indebolire l'Unione europea? Una risposta proviene dal ministro degli affari esteri russo, Sergei Lavrov: «Non bisogna dimenticare quali sono le radici del problema. E le radici affondano nella politica che i paesi occidentali, quelli dell'Unione europea e della Nato, perseguono da molti anni nei confronti del medioriente e del nordafrica, dove cercano di imporre una vita migliore secondo i modelli occidentali. Ora succedono tante cose ma non bisogna dimenticare dove tutto è iniziato di chi è la colpa di ciò che sta accadendo ora».

 

bombardieri russi sopra minsk

A ciò potremmo aggiungere che Putin ha sempre ritenuto debole l'Ue per una eccessiva dipendenza dalla politica americana e per una mancata coesione al suo interno. Soprattutto, potremmo ricordare che è almeno dal no al referendum francese sulla Costituzione europea che l'Ue ha perso la propria "bussola politica" e ha dimostrato negli anni troppe incertezze ed errori (come la tardiva reazione alla pandemia).

 

mateusz morawiecki al confine

Tra questi, la politica migratoria costituisce il principale Tallone d'Achille e, quindi, non stupisce la strategia di Lukashenko. C'è un fatto, però, che merita una riflessione. Una delle "magnifiche ossessioni" di Putin è il riconoscimento/legittimazione del ruolo della Russia nell'arena internazionale. In questa crisi, Putin ricopre il ruolo dell'osservatore che si limita a "suggerire" ad Angela Merkel di telefonare a Lukashenko per riprendere un dialogo e trovare una soluzione di comune accordo.

 

ALEKSANDR LUKASHENKO VLADIMIR PUTIN 1

Ancora più interessante è la questione della minaccia bielorussa di chiudere le forniture di gas. Secondo Putin si tratta di «una reazione impulsiva» di Lukashenko di cui non hanno discusso al telefono. E la Russia non permetterebbe ad un paese confinante di decidere al posto di Gazprom.

 

Il tallone d'Achille

Ma spostiamoci alla Polonia. È noto che i flussi migratori, organizzati dalla Bielorussia, sono in atto già dallo scorso maggio.

 

soldati al confine tra polonia e bielorussia

Perché l'Unione Europea non è intervenuta allora? È la domanda che pone il comitato per i confini statali bielorusso, riportate da Ria Novosti: «Perché i migranti che vanno in Europa attraverso il Mar Mediterraneo sono riconosciuti dagli europei come rifugiati, ma la situazione dei paesi dell'Ue confinanti con la Bielorussia è completamente diversa?

 

bombardieri russi sopra minsk

La sensazione è che la Lettonia, Lituania e Polonia abbiano una sorta di status speciale che consente loro di violare leggi europee rispettate dal resto dei paesi dell'Ue di fronte una situazione simile». Potremmo continuare anche riflettendo sugli interessi della Germania (che ora ringrazia la Polonia) o della Nato.

 

ALEKSANDR LUKASHENKO VLADIMIR PUTIN

Quello che sappiamo è che l'idea del complotto panrusso ha mobilitato l'Ue in un momento in cui i rapporti con la Polonia hanno raggiunto il livello più alto di crisi. È bene ricordare che sino a qualche giorno fa il governo polacco, guidato dal partito conservatore Diritto e giustizia" (PiS), era criticato per le misure contro i diritti Lgbt, per le leggi contro il diritto d'aborto e per il disconoscimento del diritto europeo, paventando l'ipotesi di una "Polexit".

soldati al confine tra polonia e bielorussia

 

Insomma, la Polonia si trasforma da carnefice a vittima dell'Ue. Nel frattempo, le minacce di sanzioni verso le compagnie aeree che hanno trasportato i migranti in Bielorussia hanno ottenuto un primo effetto con la chiusura dei voli verso Minsk. Il ministro Lavrov ha, invece, invitato i paesi europei ad evitare doppi standard nella crisi migratoria e chiede di aiutare la Bielorussia nella situazione con i migranti, come fece con la Turchia.

soldati al confine tra polonia e bielorussia migranti al confine tra polonia e bielorussia 6migranti al confine tra polonia e bielorussia 5migranti al confine tra bielorussia e polonia 5migranti al confine tra polonia e bielorussia 3migranti al confine tra bielorussia e polonia 27migranti al confine tra bielorussia e polonia 7migranti al confine tra bielorussia e polonia 20migranti al confine tra bielorussia e polonia 21SCONTRI AL CONFINE TRA POLONIA E BIELORUSSIAsoldati polacchi al confine con la bielorussia migranti al confine tra polonia e bielorussia 2migranti al confine tra polonia e bielorussia 4migranti al confine tra polonia e bielorussia migranti al confine tra polonia e bielorussia

Ultimi Dagoreport

elly schlein giuseppe conte

DAGOREPORT – DAJE E RIDAJE, CON CONTE IN MODALITÀ VENTRILOQUO DI TRAVAGLIO, CON I SONDAGGI CHE SPROFONDANO UN PD SUBALTERNO AL M5S SOTTO IL 20%, CON IL CAMPO LARGO RIDOTTO A UNO SPETTACOLO SEMPRE PIÙ UMILIANTE E GROTTESCO, ELLY AVRÀ PENSATO CHE ERA GIUNTA L'ORA DI FINIRLA: CARO GIUSEPPE, HA ROTTO IL CAZZO CON 'STE PROVOCAZIONI QUOTIDIANE SU EUROPA E UCRAINA, E SEMPRE CON QUEL TONETTO DA "PICCOLA, TORNA A PETTINARE LE BAMBOLE". ORA LA MISURA È COLMA: VEDIAMO CHI CE L'HA PIÙ LUNGO: “NEL PROGRAMMA UNO NON VALE UNO, IL PD HA IL DOPPIO DEI VOTI” - MA LA GOCCIA CHE HA FATTO TRABOCCARE I NEURONI DI SCHLEIN FUORI DALLE SINAPSI È STATA LA DICHIARAZIONE DELL'AZZECCAGARBUGLI STELLATO: “ERO A FAVORE DI UN FEDERATORE NEL CENTROSINISTRA, MA MI È STATO DETTO DI NO”. UNA FRASETTA CHE HA STIZZITO OVVIAMENTE ELLY (MANCO NOMINATA), MA ANCHE GLI ESPONENTI DI SPICCO DEL VERTICE DEL M5S (IN PRIMIS, PATUANELLI), I QUALI DI UN EVENTUALE "TERZO UOMO" NON NE AVEVANO MAI SENTITO PARLARE - STASERA CONTE HA REPLICATO AL TURBO-VAFFA SPARATO DA ELLY FARFUGLIANDO LA SOLITA SUPERCAZZOLA CON SCAPPELLAMENTO NEL VUOTO DEI GAZEBO: "A QUESTO PUNTO NON CI SONO ALTERNATIVE ALLE PRIMARIE" (E LA GIOSTRA RICOMINCIA...) - VIDEO

sicilia toto cuffaro renato schifani gaetano armao geremia lombardo elvira amata gaetano galvagno

DAGOREPORT – IL TINTINNIO DI MANETTE FA TREMARE IL CENTRODESTRA SICILIANO IN VISTA DELLE ELEZIONI REGIONALI DEL 2027 – LA RICHIESTA DI ARRESTO PER L’EX VICEPRESIDENTE DELLA REGIONE, GAETANO ARMAO, MARITO DELL’EX “ZARINA” GIUSI BARTOLOZZI, ACCUSATO DI CORRUZIONE, HA FATTO SCALPORE. MA LE ANTENNE DI DAGOSPIA IN SICILIA CI SEGNALANO CHE IL NOME PIÙ “PESANTE”, IN TERMINI POLITICI, TRA I NOVE COINVOLTI NELL’INCHIESTA È QUELLO DI GEREMIA LOMBARDO, NIPOTE DELL’EX GOVERNATORE RAFFAELE - LOMBARDO È DEPUTATO DELL’MPA E PRESIDENTE DELL’UFFICIO DI QUESTURA DELL’ASSEMBLEA REGIONALE, DA DOVE PASSANO LE DECISIONI SULLE SPESE – I GUAI GIUDIZIARI DEL CENTRODESTRA NELL'ISOLA NON RISPARMIANO FDI: SONO A PROCESSO PER CORRUZIONE L’ASSESSORE AL TURISMO, ELVIRA AMATA, E IL PRESIDENTE DELL’ARS GAETANO GALVAGNO – E ORMAI È FUORI DAI GIOCHI ANCHE TOTO’ CUFFARO...

report sigfrido ranucci giorgio mottola italo bocchino valter lavitola giorgia meloni - giampaolo rossi

DAGO-“REPORT” - MA LA RAI ALLA FIAMMA VUOLE VERAMENTE LIBERARSI DEL “SINISTRO” SIGFRIDO RANUCCI? – MESSO ALLO SPIEDO DA ANNI PER LE INCHIESTE DI “REPORT”, UNIDIREZIONALI CONTRO LA DESTRA DI GOVERNO, COME MAI L’AD DI TELE-MELONI, GIAMPAOLO ROSSI, NEL 2024 HA MANTENUTO NEL RUOLO DI VICEDIRETTORE AD PERSONAM L'''AMICO FRATERNO'' DI LAVITOLA? - MAGARI ROSSI NON VUOLE ESSERE ACCUSATO DI AVER EPURATO "IL PIÙ IMPORTANTE GIORNALISTA D'INCHIESTA DELLA TV PUBBLICA", BENCHE' SIA FINITO NEL VERMINAIO DEL PESCIVENDOLO DEL “CEFALÙ BISTROT’’? – SERPEGGIANO ALTRI RUMORS: ROSSI POTREBBE AVER RICEVUTO DIKTAT DA ALTRI PALAZZI A CUI RANUCCI, AL DI LÀ DELLE POLEMICHE E DELLE QUERELE, SERVE ED APPARECCHIA? – NON SOLO LAVITOLA: IL RAPPORTO AMICALE DI RANUCCI CON L'UBIQUO ITALO BOCCHINO - SALE IL CLIMA DI TENSIONE NELLA SQUADRA DI “REPORT” DOVE SONO IN MOLTI A CREDERE AL REINTEGRO DI “SIG”: E METÀ REDAZIONE È PRONTA A GIRARE I TACCHI…

roberto vannacci giannetta reggio calabria meloni salvini tajani occhiuto roscioli cannizzaro lotito

DAGOREPORT – LA CALABRIA NON È STATA LA SASSONIA, MA VANNACCI HA LANCIATO UN SASSO PESANTE – IL CENTRODESTRA HA AVUTO L’ORDINE DI ESULTARE PER LA VITTORIA DI FABIO ROSCIOLI ALLE SUPPLETIVE DI REGGIO CALABRIA, EPPURE IL RISULTATO DI FUTURO NAZIONALE IN DOPPIA CIFRA HA SPIAZZATO LA MAGGIORANZA – L’OBIETTIVO ERA SUPERARE IL 60%, MA ROSCIOLI SI È FERMATO AL 51% IN UNA CITTÀ “BLINDATA” – L’11% DI GIANNETTA DIMOSTRA CHE L’EX GENERALE SI STA ORGANIZZANDO SUI TERRITORI, AGGIUNGENDO IL “VOTO STRUTTURATO” DEI CACICCHI LOCALI A QUELLO DI OPINIONE, CHE RIESCE A INTERCETTARE IN PRIMA PERSONA – A QUESTO PUNTO A GIORGIA INTERROMPERE L’ASCESA DI VANNACCI STA DIVENTANDO UN ROMPICAPO...

andrea stroppa elon musk beppe grillo

DAGOREPORT - PER CAPIRE IL SENSO DELL’INCONTRO TRA IL LUOGOTENENTE DI MUSK IN ITALIA, ANDREA STROPPA, E BEPPE GRILLO BISOGNA CAPIRE IL CONTESTO DELLA DESTRA “MAGA” – ARCHIVIATO IL TRUMPISMO, IN PATRIA THIEL E MUSK PUNTANO LE LORO FICHES SU JD VANCE. MA HANNO BISOGNO DI UNA RETE INTERNAZIONALE DI “SUPPORTO” – IL SUDAMERICA SE L’È INTESTATO THIEL (CHE FLIRTA CON L'ARGENTINO MILEI), MA L’EUROPA È TERRENO DI MUSK - IN GERMANIA IL FONDATORE DI TESLA HA TROVATO SODDISFAZIONE AIUTANDO I NEONAZISTI DI AFD - E IN ITALIA? DOPO IL ''TRADIMENTO'' SULL'AFFARE STARLINK DI MELONI, CON SALVINI ALLA FRUTTA E QUEL VANNACCI SU CUI ALEGGIANO DUBBI E SOSPETTI, ECCO CHE MUSK CHIEDE AL SUO REFERENTE STROPPA DI TASTARE IL TERRENO PER CAPIRE COME E QUANDO INTERVENIRE SULLO SCENARIO ITALIANO - ANCHE INCONTRARE QUEL VECCHIO GRILLO, CHE GRAZIE ALL'EMINENZA GRIGIA TECNO-VISIONARIA DI CASALEGGIO PORTO' IL M5S AL 33%, PUO' STIMOLARE QUALCHE IDEUZZA...

carlo freccero silvio berlusconi anni ottanta 80 tv mediaset

DAGOREPORT - SARÀ STATO UN BIGNÉ IN DOPPIOPETTO, UN FABBRICANTE DI MILIARDI INDAGATO-CONDANNATO-PRESCRITTO, UNO SCIUPAFEMMINE PIÙ VIBRANTE DI UN VIBRATORE, UN POLITICO CHE ALL’ETICA HA SEMPRE PREFERITO LA COTICA. SARÀ STATO QUELLO CHE È STATO RACCONTATO IN MIGLIAIA DI ARTICOLI, LIBRI, INCHIESTE, MA UNA COSA È CERTA: SILVIO BERLUSCONI HA INTUITO, CALCOLATRICE IN MANO, CHE LA VERA EGEMONIA NON ERA PIU' CULTURALE BENSÌ TELEVISIVA – LA GRANDE INTUIZIONE, MATRICE DEL BERLUSCONISMO ANCORA OGGI VIVO E VEGETO, È STATA LA SUA CAPACITÀ DI COMPRENDERE LO SPIRITO DEL TEMPO: DAL SINISTRISMO SI PASSA AL NARCISISMO, DAL NOI ALL'IO, DALLA SOMMOSSA DELLE BIERRE ALLA MOSSA DELLE PIERRE, DA LOTTA CONTINUA AL SUCCESSO DI BREVE DURATA, DAI CELLULARI AL CELLULARE, DALLA RIVOLTA A TRAVOLTA – UN BREVE E ILLUMINANTE SAGGIO DI CARLO FRECCERO: ''LA SINISTRA STENTA A CAPIRE QUESTA FONDAMENTALE MUTAZIONE DALLA CLASSE ALLA MAGGIORANZA, DAL POLITICO AL PRIVATO. IN QUESTO VUOTO IDEOLOGICO SI INSERISCE BERLUSCONI E IL BERLUSCONISMO - NON È PIÙ LA RAI A IMPORRE AL PUBBLICO LE SUE SCELTE PEDAGOGICHE, MA IL PUBBLICO STESSO A DETTARE LE SUE LEGGI ALLA PROGRAMMAZIONE. LA GENTE, DIVENTA PER LA PRIMA VOLTA CONSAPEVOLE DEL SUO VALORE, NON IN SENSO MORALE, MA ECONOMICO…” - VIDEO